388. Alesina e Giavazzi 1. maledetto Giappone: il Corriere e il dogma dello sviluppo infinito.

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi hanno firmato ieri sul Corriere un articolo, Il paracadute di Francoforte, che vorrei usare per una polemica netta e precisa contro lo “sviluppismo” che, grazie ai media, contagia la nostra mente, o meglio, scusate tanto, la VOSTRA mente, perché io ne sono fuori.

forse perché mi sono formato nel Sessantotto non riesco a dimenticare qualcosa che oggi sembra dimenticato: la polemica contro il consumismo è stato il collante della sinistra nuova nel Novecento, e perfino di quella vecchia, dato che avevamo un leader del Partito Comunista che, all’emergere del delirio neoliberista, all’inizio degli anni Ottanta, osò lanciare il programma politico dell’austerità.

ma pare che oggi essere di sinistra significhi solo rivendicare un diverso tipo di consumismo e che la sinistra debba appiattirsi sui programmi neokeynesiani di rilancio della domanda, cioè dei consumi.

non su programmi di divisione equa della ricchezza che c’è, che è già sufficiente a garantire una vita dignitosa a tutti, almeno in Occidente, se solo fosse distribuita un po’ meglio.

* * *

ma la ristretta èlite di superricchi e superpagati che ci governa mica è paga della propria delirante ricchezza, ma continua ad agitare tutti gli strumenti di propaganda che ha a disposizione per incitarci a produrre di più.

di più per chi? per chi ha effettivamente poco?

ma no, questo non rientra affatto nei loro programmi: di più per loro, le povere anime inquiete che non troveranno pace mai, che hanno bisogno di avere sempre di più.

caricatura grottesca oramai perfino del povero capitalista onesto del passato che voleva di più per realizzare di più. che riteneva di avere una funzione sociale.

* * *

ci vuole tanto a capire che siamo nelle mani di un gruppo di pazzi che sta portando il mondo alla rovina per una psicosi maniacale che nessuno riesce ad arginare?

la situazione mondiale oggi ha delle preoccupanti analogie col declino della Germania nazista: anche lì la propaganda aveva occupato i cuori ed offuscato le menti.

ma sono consapevole di potere ben poco, e un blog è uno strumento ridicolo.

* * *

ecco il grido di allarme del Corriere:

La crescita sta di nuovo rallentando un po’ dovunque.

Negli Stati Uniti dal 3,8% del 2010, al 2,3 del 2011, all’1,5 nel secondo trimestre di quest’anno.

Anche Cina e Brasile frenano, seppur continuino a crescere a tassi elevati.

I dati europei saranno pubblicati la prossima settimana: nonostante le grandi differenze fra il Nord e il Sud dell’Europa, temiamo saranno deludenti.

Le ultime previsioni per l’Italia indicano che quest’anno perderemo oltre due punti di reddito.

che la crescita mondiale stia rallentando sarebbe anzi una (quasi) buona notizia: quella buona sarebbe che si è fermata del tutto.

ma qui viene data, per definizione, come qualcosa di negativo.

si chiama lavaggio del cervello: chi legge assorbe e non lo sa.

l’Italia tornerà ai livelli di consumo degli anni Ottanta: ok, e allora?

non si viveva bene anche allora, anzi forse non si viveva per certi aspetti meglio?

* * *

è positivo piuttosto buttare sempre più anidiride carbonica nell’atmosfera? questa estate di fuoco non basta a farci capire i rischi che stiamo correndo?

positivo alimentare la siccità che colpisce interi continenti e sta provocando un rialzo mai visto dei prezzi dei prodotti alimentari?

siccome non vi state preoccupando di un nuovo modello socio-economico che mantenga un buon tenore di vita con consumi materializzati miniori, ci pensa la natura, la forza cieca delle cose a realizzare tutto quel che non sono capaci di programmare le vostre università e i vostri laboratori di ricerca, dove lavorano centinaia di migliaia di cervelli.

non sapete definire modelli di progresso differenti? beh, allora meglio piuttosto un blocco immediato di questo sviluppo piuttosto che la catastrofe che gli è collegata!

oppure dite che dovremmo morire tutti sul pezzo convinti come gli ultimi soldati nazisti che Hitler ha sempre ragione, mentre i leader mondiali ci gridano di produrre di più, sempre di più.

la follia si è totalmente impadronita dei cuori.

* * *

però l’argomento centrale dell’articolo non è questo, lasciategli fare l’ultima sparata e poi verremo al dunque:

Compito delle banche centrali è attenuare queste fluttuazioni.

ma no, il compito delle banche centrali è di garantire il valore della moneta, non i guadagni dei capitalisti.

e poi, “fluttuazioni”: perché se il ritmo dello sviluppo rallenta soltanto, non può trattarsi che di una “fluttuazione”, essendo lo sviluppo sempre accelerato, interminabile, inesauribile il dogma della nuova religione alla quale si deve credere, obbedire, per la quale combattere.

crescete E moltiplicatevi

lo ha detto alla Bibbia, sta alle radici del nostro maledetto modo di pensare.

non basta moltiplicarsi e non basta neppure crescere: occorre moltiplicarsi, per 2 almeno, e crescere, anche qui almeno di un fattore 2; e quindi moltiplichiamo per 4 il consumo delle risorse, anche di quelle non rinnovabili, se fosse possibile ogni anno.

solo così chi governa potrà continuare a guadagnare sempre di più.

è o non è un delirio programmato?

* * *

I nostri spread sono tanto elevati perché gli investitori internazionali che acquistano titoli pubblici italiani sono preoccupati.

Pensano che il nostro modello sociale non sia più sostenibile perché richiede una pressione fiscale che è diventata incompatibile con la crescita.

Se questo è il dubbio, qualche acquisto da parte della Bce non basta a risolverlo.

potrebbe darsi, invece, che gli investitori internazionali, a differenza di Alesina e Giavazzi che non si pongono il problema, abbiano capito che il pianeta è vicino al capolinea e che una crescita infinita è una petizione di principio irrealizzabile, che – se diventa la chiave di volta di un intero sistema economico – lo condanna matematicamente alla catastrofe.

e che si stiano semplicemente guardando in giro per capire dove sta il male minore.

* * *

dal punto di vista del cittadino comune il male minore è certamente nel Giappone, che invece i nostri due autori additano alla riprovazione dei lettori con tutta l’esecrazione che merita un paese che ha smesso di crescere, già da vent’anni, per giunta.

A quel punto diventeremmo come il Giappone: un Paese con un debito quasi il doppio del nostro, tutto detenuto all’interno e a tassi molto bassi.

Ma anche un Paese che da vent’anni ha smesso di crescere.

Non certo un esempio da seguire.

e perché no? hanno smesso di crescere e vivono benissimo lo stesso.

anzi, mandateci delle delegazioni in Giappone, a studiare come hanno fatto, questi eterni primi della classe a realizzare una società finalmente stabile dal punto di vista economico, senza catastrofi sociali, senza stress, senza fallimenti.

dovremmo fare tutti come in Giappone, al contrario, non ci fossero dei dogmi senza senso a impedircelo.

maledetto Giappone che dimostra a chi non vorrebbe che la stabilità è possibile senza che andiamo tutti in malora!

* * *

ed eccoci al dunque: ma siccome la premessa è diventata già più lunga di un dignitoso post, il dunque lo rinvio al prossimo.

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Info su bortocal

64enne, italiano di nascita, di formazione sud-tirolese, prossimo alla cittadinanza tedesca, sono vissuto e ho lavorato recentemente qualche anno in Germania; appena posso, vivo senza lavorare nel resto del mondo. sono curioso e ho troppi interessi, i blog mi aiutano a disperderli ancora un po' di più.

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pingback: 389. Alesina e Giavazzi 2. ricomperiamoci il debito. « Cor-pus

  3. Pingback: Exult49, Rudinì e l’Armadeggon dell’economia. « Cor-pus

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