lo dico per l’ultima volta e poi sparisco.
nella vicenda di Napolitano intercettato a colloquio con Mancino stanno cercando di farci credere, tutti o quasi, comunque sia destra sia sinistra, che il problema è come mai qualcuno si sia permesso di intercettare le telefonate del Presidente della Repubblica.
il problema vero è invece un altro, e questo viene accuratamente nascosto parlando d’altro: come mai un indagato senza nessuna carica ufficiale più si sia permesso di telefonare al Presidente della Repubblica per lamentarsi dei giudici che stavano indagando su di lui, e che il Presidente gli abbia dato spago, anziché far dire alla sua segreteria che era occupato.
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nessuno si è permesso di intercettare il Presidente, stavano intercettando l’indagato.
potevano i giudici immaginare che l’indagato avrebbe parlato del suo processo col Presidente?
Napolitano può spiegare perché parlava delle indagini su di lui col Mancino di turno?
che poi il Presidente abbia parlato male dei giudici (forse) con l’indagato è solo la ciliegina sulla torta.
ma basta già il fatto già che ci abbia parlato per dire che era un tiro Mancino.
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di quale conflitto di attribuzione volete parlare?
il conflitto è stato sollevato solo per fare confusione e riempire di titoli i giornali perché parlassero della pagliuzza e non della trave.
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aggiungete che l’indagato è tale per l’accusa che abbia favorito la trattativa stato-mafia, e siccome la sua telefonata al Presidente che risponde è alquanto mafiosa, non si va lontano dal vero a pensare che quel che dà fastidio è l’indagine su una trattativa di fatto che non è mai finita.
visto che una telefonata sostanzialmente mafiosa raggiunge senza difficoltà anche il Presidente vent’anni dopo.









Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
ben detto,ogni tanto in italia e’ bene che qualcuno si ricordi di mettere i puntini sulle i.ogni altro commento e’ assolutamente superfluo.
bene, mi fa piacere che tu condivida una volta tanto…
“una volta tanto” e’ una tua aristocratica cattiveria…!
ma no: leggila come una autocritica, piuttosto…
perché sempre pronto a scegliere l’interpretazione peggiore?