che razza di cameraman scadente sono!
lo vedo bene ora che ho finito il montaggio di queste riprese di un episodio che ho vissuto come agghiacciante nel momento in cui gli sono stato davanti.
ed ora mi rendo conto quanto il video è incapace di rendere anche solo approssimativamente l’orrore provato al momento, e mi consolo nella citazione del passo che gli aveavo dedicato nelle mie cronache di viaggio: storie-di-ordinario-pick-up-my-myanmar-16.
ma chi lo sa se anche qui non gioca uno scherzo prospettico e sto semplicemente sopravvalutando anche le mie capacitò di scrittura?
anche scrivere e riprendere e montare solo per se stessi può diventare poco motivante se si ha sempre a che fare con questo senso di insoddisfazione per i risultati del proprio lavoro…
* * *
Una scena decisamente speciale, almeno per me, ma che attira l’attenzione un poco sgomenta un poco eccitata anche di parecchi birmani, e si svolge ad una sosta del bus poco prima dell’arrivo in una zona centrale di una piccola città, sotto un albero, su un pezzo di terra straordinariamente rossa.
Le esclamazioni dei presenti mi fanno volgere l’occhio ad uno strano groviglio in movimento convulso sul terreno, che ad uno sguardo più attento si rivela essere un serpente verde di media grandezza arrotolato attorno alla sua vittima, della quale emerge soltanto una grossa coda scura, che si contorce nel dolore e nella morte, potrebbe essere quella di un ratto.
Il serpente è talmente concentrato nell’assaporare l’agonia e lo strangolamento dell’essere ancora vivo che inutilmente si dibatte tra le sue spire, e sempre più debolmente, da non badare ai passanti che lo osservano, e uno gli tira anche dei sassi e della polvere per provare a distoglierlo dal piacere dell’assassinio.
Talmente è fisso e determinato invece il rettile, da rendersi quasi invisibile, tanto che un altro passante frettoloso sta per calpestarlo, e io urlo mettendolo in guardia all’ultimo momento.
Credo che sia questo rapporto speciale con la morte che rende il serpente così orribile: tutti i carnivori uccidono le loro vittime, ma possibilmente in maniera tanto veloce da risultare quasi indolori; poche eccezioni, come il gatto che gioca a lungo col topo prima di farlo morire, o il licaone che afferra la sua vittima per i genitali paralizzandola per il dolore e poi comincia a divorarglieli mentre è ancora viva, ma per nessuno riesco a trovare una identificazione così completa con la morte stessa che è quella spirale squamata che stringe ascoltando se c’è ancora lo sforzo di respirare o se il cuore batte ancora.
Ora che è ben sicuro che la storia di quella vita è finita ed è stata ridotta a carne per il suo pasto, ecco che il serpente si srotola dal grosso ramarro crestato che ha ucciso, molto più grande di lui, ed inizia ad ingoiarlo dalla testa, che è molto più grande della sua bocca, ma ci passerà lo stesso.
Tutti passeremo per una simile bocca mortale che cancellerà quel che siamo stati e ci restituirà allo stato di pura materia, mio dio.









Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Bortocal, che malinconia! Io non voglio finire in quella bocca. Me lo troverò il rimedio.
Intanto faccio conto che buona parte della morte è già passata e che per il resto morirò in un solo momento
E poi morire, sì, ma essere divorati dalla morte, no. Meglio morire persuasi
commento densissimo, maria.
la tua frase su buona parte della morte già passata mi fa venire in mente un verso bellissimo di Tenco:
e l’avvenire è ormai quasi passato.
si potrebbe dire allora – sembra un paradosso – che la morte è semplicemente il nostro passato?
non vorrei risultare sgradevole: la morte mi aveva ingoiato a febbraio, e poi mi ha sputato fuori, forse per il mio sapore aspro e pungente
non mi ha voluto neppure lei, mi pare abbia detto qualcuno, ma non ricordo proprio chi.
google aiuta e rimanda a una scrittrice africana, La Morte non mi ha Voluta di Yolande Mukagasana, ma escludo di averne mai sentito parlare prima.
io non me ne ero neppure accorto, e penso di avere perso una buona opportunità, che potrebbe anche non ripetersi.
(per questo, forse, continuo a rifiutare il pacemaker); occorre tenere conto che questo viaggio in Birmania cominciò solo una settimana dopo l’arresto cardiaco, questo forse spiega come il serpente mi abbia consentito di buttare fuori certi pensieri che normalmente consideriamo segreti e indiscreti.
E tu Bortocal mi hai fatto ricordare Seneca “In questo ci sbagliamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle.Ogni ora del nostro passato appartiene alla morte”.
eh, ma allora sei stata tu a citare Seneca, non io!
buona cultura classica, eh?
che gentiluomo che sei
sei stato tu a ricordarlo meglio 

però è anche vero che ogni ora del nostro passato è futuro
sono convinta di questo
per niente, hai ricordato esattamente tu; io ti ho soltanto scimmiottato senza neppure riconoscere Seneca in quel che dicevi…
c’è una popolazione india che vede il tempo esattamente al rovescio: cioè considera l passato come il futuro verso cui stiamo andando, e il futuro come il passato che ci lasciamo alle spalle.
però non mi ricordo come si chiama, adesso.
me lo ricorderò fra tre o quattro anni fa…
ma io non posso dimenticare tutto questo tempo
mica lo devi dimenticare, maria: pensa solo che lo stai vedendo davanti a te: quello è il tuo futuro che ti si allarga via via davanti agli occhi.
Facciamo che il passato mi fa vedere il futuro e il presente fa l’arbitro. Ti piace così? :_)
no no: nessun arbitrato fra presente e futuro.
tutto il potere al futuro (oppure, se vuoi, al passato – dal punto di vista di quegli indios che hanno capovolto la freccia del tempo, ma nessuna mediazione!)
la mediazione esiste già nelle cose, senza bisogno che ci diamo da fare noi per alimentarla…
Ma così lasci il presente disoccupato! Non va bene, almeno guarda i due attori giocare e li chiama all’ordine, vedi che è il solo presente a pagare il dazio. Mi sto ricordando le parole di un prete rivolte a me in un momento di pessimismo cosmico ” non esiste il passato perché è trascorso, non esiste il futuro perché è nelle mani di Dio, esiste il presente che è nelle tue mani”. Amen
sono sempre stato un accanito tifoso delle manguste
ahhh ahha, questa battuta è splendida….
il serpente e’ il simbolo del male,il tirapiedi del demonio,nella visione cristiana di cui siamo intrisi.
la lotta fra serpente e mangusta ben rappresenta l’atavica lotta fra il Bene ed il Male.
lotta da cui,per la chiesa,il male vince nell’immagine di maria che schiaccia il serpente.
se solo ti togliessi i paraocchi…..ahhh ahhh ahhh
sorry: confusione massima.
se il male è il serpente, e la mangusta è il bene, la madonna che schiaccia il serpente come può essere il male a sua volta?
se poi tu tifi per la mangusta, direi che dovresti tifare anche per la madonna, che produce lo stesso effetto…
gli occhiali per leggere non li porto più, ma mi pare di avere bisogno, più che di occhiali, di un interprete…
Edoardo che tifa per le manguste è un angioletto. Questa è la chiara interpretazione e non vuole occhiali
Vero, Edoardo?
bene, ho chiesto l’interprete ed eccola qui.
sì, ma tirando in ballo la madonna, edoardo mi ha confuso assai, perché dice che il male vince nell’immagine di maria che schiaccia il serpente. e lo dico per obiettività, non per voglia preconcetta di polemiche da parte mia.
forse è stato un semplice lapsus di battitura e voleva dire che il bene vince, non il male?
Non mi ero accorta di essere io a schiacciare il serpente.Quante scoperte! Io, maria, schiaccio il serpente e l’angioletto di Edoardo se la ride insieme alle manguste
il commento sembra indirizzato ad edoardo e non a me, ma da qui mica si capisce…
la maria che schiaccia il serpente non avevo capito che eri tu, però non mi sembri neppure troppo cattolica…
@ maria
che ne dici, maria, se facciamo rileggere a quel prete sant’Agostino?
“Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima.
Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro”.
con la prima frase Agostino anticipa Kant.
ma non solo il tempo è una categoria della mente umana; Kant non era arrivato a tanto, o per meglio dire non aveva voluto accettare Berkeley, che lo aveva già intuito: anche l’esistenza è solamente una categoria della mente.
fuori della mente umana le cose non solo non hanno tempo, ma non hanno neppure esistenza.
quindi quel prete sta cercando di mettere nelle nostre mani un presente e una realtà che non ci appartengono, cioè un’illusione per niente filosofica.
Ma allora noi che stiamo facendo mentre ci scriviamo? Non è nelle mie mani il computer? Non è vero che in questo momento sto pensando cosa dirti? Certa filosofia inquieta e scoraggia a far bene, ora. Semmai il presente è sempre presente mentre siamo in vita e se non fosse per lui non avremmo né passato né futuro.
Io non ci sto a farmi fregare il mio tempo che non dura tutto il tempo.
dovrei girare le tue domande ad Agostino…
per quanto riguarda me, direi soltanto che una visione filosofica approfondita come la sua che porta a negare la verità del tempo, ma la verità anche della realtà, filosoficamente parlando serve solo a smantellare alle radici la costruzione di qualunque metafisica dell?Essere assoluto e le pretese di Verità.
ma non interferisce con la nostra umile vita concreta, per quanto apparente.
ci dovrebbe risuonare nella mente come richiamo a non attaccarci alle cose che non esistono in maniera profonda, ma solo apparente.
ma non dovrebbe impedirci, in questo ambito, di fare umanamente del bene, come siamo capaci.
dato che l’unico bene che è veramente tale è quello che ha il proprio premio in se stesso e non dipende da alcuna Legge o Verità, ma risponde semplicemente al cuore.
parlando di pura apparenza delle cose, è evidente che sono molto vicino al buddismo, che effettivamente ritengo religione superiore filosoficamente al cristianesimo, pur se per qualche aspetto più limitata dal punto di vista morale.
e tuttavia non so se il buddismo è inferiore al cristianesimo nell’insegnare che il distacco dalle cose viene prima del fare il bene.
buona serata.
Buona serata anche a te. Bello quello che hai detto, da Bortocal : “l’unico bene che è veramente tale è quello che ha il proprio premio in se stesso e non dipende da alcuna Legge o Verità, ma risponde semplicemente al cuore”. Su questa frase si può scrivere un romanzo. Ogni tanto
sei Grande
grazie, ma il romanzo è meglio che lo scrivi tu, io non ne sono notoriamente capace…
“Marta, ora te lo spiego io cos’è il tempo.
Il tempo non è un’illusione, e l’orologio te lo dice tutti i secondi, bello il tuo orologio, clic clic clic.
E’ il tuo orologio, ed è tuo e non fartelo toccare da quel capro”.
sai di chi è questa citazione? (ma non dirmelo, lasciamo che sia un segreto fra noi due).
Lasciamo il segreto che è meglio
ERRATA CORRIGE.
il bene e NON IL MALE vince nell’immagine di maria che schiaccia il serpente”
ora tutto funziona, finalmente.
e nello stesso tempo hai fatto felici due marie: quella celeste e quella terrena..
le marie dovrebbero essere tre, ma la terza diccelo tu quale sia,….