21-lb. i medici al capezzale di Pinocchio, nonnolibero.

E i medici arrivarono subito uno dopo l’altro: arrivò, cioè, un Corvo, una Civetta e un Grillo-parlante.

Vorrei sapere da lor signori” disse la Fata, rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio “vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia vivo o morto!…
A quest’invito, il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso a Pinocchio, poi gli tastò il naso e il dito mignolo dei piedi: e quand’ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole:

A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!

Mi dispiace” disse la Civetta “di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero“.

E lei non dice nulla?” domandò la Fata al Grillo-parlante.

Io dico che il medico prudente, quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto.
Del resto quel burattino lì, non m’è fisonomia nuova: io lo conosco da un pezzo!” (…)

A questo punto si sentì nella camera un suono soffocato di pianti e di singhiozzi.

Figuratevi come rimasero tutti, allorché, sollevati un poco i lenzuoli, si accòrsero che quello che piangeva e singhiozzava era Pinocchio.

Quando il morto piange, è segno che è in via di guarigione” disse solennemente il Corvo.

Mi duole di contraddire il mio illustre amico e collega” soggiunse la Civetta “ma per me quando il morto piange, è segno che gli dispiace a morire“.

pinocchio_medici

* * *

NonnoLibero mardi, 24. fév, 2009 @ 05:47:12

Sul testamento biologico, volevo chiedere a te se ci hai capito qualcosa perché io trovo solo propaganda, sia da una parte che dall’altra, e non provo neanche a leggere l’articolato perché so già che non ci capirò niente neanche lì.
Ho capito che l’alimentazione e idratazione saranno obbligatorie, e questo è già gravissimo.
Ma, almeno, tutte le altre cure si potranno rifiutare per testamento biologico, oppure neanche?

Bortocal mardi, 24. fév, 2009 @ 10:01:53
intanto ti ringrazio di questa domanda, che mi costringe a lavorare sul tema.
prima di tutto trovare il testo del quale si discute è ovviamente difficilissimo, e comporta almeno mezzora di ricerca in Internet, dove devi scavalcare centinaia di siti di commento prima di riuscire ad arrivare all’unico sito che contiene il testo originale:
http://mobile.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=00311657&part=doc_dc-articolato_ddl&parse=no&toc=no&mobile=si&index=si
in secondo luogo poi bisogna capirlo.
lo riassumerei così.

[però ATTENZIONE! occorre ASSOLUTAMENTE leggere la seconda parte di questo post, altrimenti si può essere indotti in errore!]

all’art. 2 si fissa il diritto di ognuno di essere informato sulla sua malattia, ma anche di rifiutare questa informazione.
l’art. 3 stabilisce che ognuno ha diritto di disporre sui trattamenti sanitari, sull’uso del proprio corpo o di parti di esso dopo la morte, sulle modalità di sepoltura e sulla assistenza religiosa, e che può farlo con un semplice atto scritto, senza particolari formalità, consegnandolo ai medici che lo allegano alla cartella clinica.
l’art. 4 stabilisce che contestualmente uno può anche nomnare un fiduciario per l’esecuzione di quanto da lui disposto; ci si rivolge al fiduciario, al tutore o comunque alla persona a cui spetta in mancanza di altre indicazioni.
l’art. 5 dà ragione a Giuseppe Englaro, senti un po’!:

1. Colui che presta o rifiuta il consenso ai trattamenti sanitari, per conto di un soggetto che versi in stato di incapacità, è tenuto ad agire nell’esclusivo e migliore interesse dell’incapace, tenendo conto della volontà espressa da quest’ultimo in precedenza, nonché dei valori e delle convinzioni notoriamente proprie della persona in stato di incapacità.

l’art.6 stabilisce che in situazioni di urgenza dove non c’é tempo di verificare si procede comunque con gli interventi.
l’art. 7 stabilisce che per un minore le cure vanno sempre prestate anche senza il consenso dei genitori in caso di pericolo di vita.
gli art. 8 e 9 stabiliscono che cosa si fa in caso di dissenso tra chi ha il potere di decidere (il Comitato Etico dell’ospedale o un giudice)
l’art. 10 stabilisce che la dichiarazione di volontà diventa vincolante dal momento della perdita della capacità di decidere del soggetto, come si accerta queste condizioni, e come in certe situazioni (per esempio nuove conoscenze scientifiche o terapie) il Comitato Etico può rifiutare di eseguirle.
dagli art. 13 e 14 in poi si comincia a parlare di cure palliative, cioè “degli interventi di cura e assistenza qualificata e continuativa ai malati terminali”, intendendo con questo i malati che non abbiano una aspettativa di vita superiore ai sei mesi.
seguono varie disposizioni su come attuare queste cure.
gli art. 24-25 si occupano della terapia del dolore.
e allora?
sorry, non trovo altro.
ho letto e riletto, non trovo.
mi gratto la testa e cerco ancora.
conclusione: questo disegno di legge è un testo barocco, caratterizzato dalla straordinaria simpatia tutta italiana per la complicazione delle cose semplici, è un testo da azzeccagarbugli: scopo delle leggi in Italia non è di semplificare la vita ai cittadini ma di complicargliela attraverso l’esibizione di un pensiero inutilmente complesso.
data per scontata questa caratteristica, per il resto questo disegno di legge é abbastanza buono (giudizio da incompetente, eh?) in linea con la Costituzione e con gli accordi internazionali votati dall’Italia.
il suo punto discutibile può essere trovato nel fatto che parli soltanto di trattamenti sanitari?
eppure la definizione che ne dà all’art. 1 mi pare abbastanza chiara:

“trattamento sanitario»: ogni trattamento praticato, con qualsiasi mezzo, per scopi connessi alla tutela della salute, a fini terapeutici, diagnostici, palliativi, nonché estetici”.

e allora?
come può entrare in un testo del genere l’obbligo per un paziente che non lo vuole di essere nutrito a forza?
sarebbe una vera e propria violenza privata.
davvero non capisco più molto.

vengo all’emendamento Finocchiaro, posizione ufficiale del Partito Democratico (di cui mi sono già occupato su ridical):

«L’idratazione e la nutrizione, indicate nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono da considerarsi sostegno vitale e sono comunque e sempre assicurate al paziente in qualunque fase della vita.
Nell’ambito del principio di autodeterminazione, nel rispetto dell’articolo 32, secondo comma, della Costituzione, è ammessa l’eccezionalità del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento»

chissà perché la dichiarazione del soggetto di non volere essere nutrito in determinate circostanze dovrebbe essere considerata “eccezionale”.

emendamento Rutelli:

“Alimentazione e idratazione sono forme di sostegno vitale e sono fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono quindi essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.
Nelle fasi terminali della vita o qualora il soggetto sia minore o incapace di intendere e di volere, la loro modulazione e la via di somministrazione, da commisurarsi alle aspettative di sopravvivenza, alle condizioni del paziente e alla necessità di non dar corso ad accanimento terapeutico, debbono essere il frutto di una interazione e comune di valutazione tra il medico curante, cui spetta la decisione finale, l’eventuale fiduciario ed i familiari”.

è follia pura: un malato può rifiutare la morfina, dato che è un trattamento sanitario, ad esempio, ma non può rifiutare l’idratazione, perché serve ad alleviargli la sofferenza della sete (soprattutto quando é in coma, e inconsapevole, poi!).
non trovo parole per descrivere in maniera adeguata questo pasticcio.
e questo era il candidato democratico al Campidoglio?
per fortuna che i romani hanno eletto Alemanno sindaco!
ultimo consiglio al Partito Democratico: se il testo della legge è questo, non facciano nulla, non presentino alcun emendamento, le cose sono già chiare da sole!
posso dire che ho la netta sensazione che a sinistra siamo nelle mani di emeriti incapaci, oppure verrà Firdis a darmi del distruttivo?

FIRDIS mardi, 24. fév, 2009 @ 12:10:07
siamo nelle mani di emeriti incapaci che hanno una larga maggioranza, questo si.
ma su Rutelli non mi pronuncio.
secondo me ha preso una botta in testa.

Bortocal mardi, 24. fév, 2009 @ 13:30:11
brava, avanti così, Firdis: non pronunciarti mai!
fosse mai che il Partito Democratico crolla se una volta critichi qualcuno dei suoi!
:>

Bortocal mardi, 24. fév, 2009 @ 13:29:07
ops, che errore! chiedo venia.
il testo che ho letto e commentato è quello preentato dal sen. Marino, Docente universitario di chirurgia dei trapianti, medico, e da molti altri parlamentari del PD.
il senatore Marino era il relatore nella commissione parlamentare, che poi Veltroni ha destituito, sostituendolo con una deputata che ha dichiarato che voterà per il testo del governo!
non ci credete? vi sembra impossibile? pensate che me lo sia inventato io?
macchè, tutto vero!
ora negli atti parlamentari trovo sotto la voce “emendamento” un testo completamente diverso dall’inizio alla fine, che non trovavo sotto la voce “disegno di legge”, perché formalmente è stato presentato come “emendamento”.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=16&id=395887&idoggetto=504009
è quello che ora mi leggo e riassumo!
altra musica, mio caro!
all’art. 1 una un sventagliata di principi universali e alla fine, una modifica non detta della Costituzione:

La Repubblica (…) garantisce la partecipazione del paziente all’identificazione delle cure mediche più appropriate.

il diritto costituzionale di scelta se curarsi oppure no, diventa un diritto di “partecipazione” alla scelta su come curarsi.

Art. 2
1. Ogni forma di eutanasia, anche attraverso condotte omissive, e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio sono vietate.

il diritto di scegliere di non curarsi diventa suicidio, e il suicidio perdipiù diventa un reato, anche se il codice prevede solo l’istigazione al suicidio come tale, e quindi viene vietato.

2. L’attività medica (…) non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute.

il diritto costituzionale alla salute diventa “diritto” alla vita, anzi obbligo alla vita in qualunque condizione e forma.

Art. 3
introduce un confuso divieto di accanimento terapeutico “soprattutto in condizioni di morte prevista come imminente“.

l’art. 4 introduce (inevitabilmente) il consenso del paziente, il tutore e principi molto simili a quelli vista sopra agli artt. 3-4 e 6-7 della proposta di legge Marino.

e adesso voglio vedere come se la cavano.

Ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole.

e se il paziente questo consenso non lo dà?

l’art. 5 introduce la dichiarazione di trattamento, che però è limitata a “forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, futili, sperimentali, altamente invasive e invalidanti”.
in sostanza il soggetto può rifiutare solo quello che rifiuta il medico; altrimenti il medico può sempre obiettare che il trattamento è invece proporzionato e procedere lo stesso.
inoltre:

5. Nella dichiarazione anticipata di trattamento il soggetto non può inserire indicazioni finalizzate all’eutanasia attiva o omissiva.
6. Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento.

– è su questo punto che si inseriscono gli emendamenti visti sopra della Finocchiaro o di Rutelli, che accettano questo principio, cercando di limitarne in maniera molto limitata gli effetti. –
nel caso di un paziente che cada in stato vegetativo deve riunirsi, per dichiararlo tale, “un collegio medico formato da cinque medici: neurologo, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia, designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero“.
praticamente i medici degli ospedali avranno meno tempo per curare i malati e dovranno invece occuparsi di dichiarare (in 5!) se un paziente è in stato vegetativo oppure no!
complimenti!
è qui che mi è venuto irresistibilmente in mente Pinocchio, ma fatemi andare avanti.

art. 6.
1. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono obbligatorie né vincolanti, sono redatte in forma scritta con atto avente data certa e firma del soggetto interessato maggiorenne, in piena capacità di intendere e di volere dopo una compiuta e puntuale informazione medico clinica, e sono raccolte esclusivamente da un notaio a titolo gratuito.
Alla redazione della dichiarazione interviene un medico abilitato all’esercizio della professione che sottoscrive la Dichiarazione Anticipata di Trattamento.
2. Il notaio ne certifica l’autenticità ed attesta che il medico abbia informato con chiarezza il paziente delle possibili situazioni cliniche e dei possibili trattamenti di fine vita, al fine di rendere pienamente consapevole la dichiarazione di questi.

la mancanza di senso pratico dei legislatori italiani, che si dedicano sempre ad un mondo perfetto dove esiste sempre soltanto la loro legge e non le altre e neppure la società, è allucinante!

La Dichiarazione ha validità di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia.
La dichiarazione anticipata di trattamento può essere indefinitamente rinnovata, con la forma prescritta nei commi precedenti.

si parla poi, all’art. 7 del ruolo del fiduciario, nominato dal paziente,

e all’art. 8 di quello del medico.

1. La volontà espressa dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento è attentamente presa in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle.

ahah: il medico deve giustificarsi per iscritto se segue la volontà del paziente!
e nel caso il fiduciario e il paziente non siano d’accordo?

“la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici: medico legale, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia, designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero.
Tale parere non è vincolante per il medico curante, il quale non sarà tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico”.

insomma, comunque il medico fa quello che vuole, senza dovere dare giustificazioni a nessuno, perfino se il suo parere è contrario a quello di un collegio di 5 luminari.

Art. 9: nel caso ci siano contrasti tra chi è abilitato a esprimersi, si finisce in Tribunale.

e all’art. 10 l’incredibile chicca finale.
le dichiarazioni anticipate di trattamento dei pazienti NON SONO un dato sensibile da proteggere in base alla legge sulla privacy e viene istituito un registro informatico sove sono schedati tutti coloro che lo chiedono consultabile dai notai e da altre istituzioni.

solo leggendola dal vivo ci si rende conto che razza di schifezza sia questo emendamento al progetto di legge Marino.
e che razza di follia sia accettare di emendarlo.
meglio prepararsi al referendum e ai ricorsi alla Corte Costituzionale.
sempre ammesso che vi sia una maggioranza di italiani che voglia decidere della propria vita e della propria morte e che non trovi più comodo invece lasciarla nelle mani dei medici e delle suore…

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