6 risposte a “91. la caduta di Berlusconerone pedofilo (secondo la Lario).

  1. E certo, una persona sessualmente soddisfatta non si comporta come il nano impotente :D.
    Ma per il resto penso che tu pecchi un po’ di ottimismo.. si, la situazione gli è un po’ sfuggito di mano, vero, ma in fondo anche se perde una particina del suo immenso patrimonio di cui furbescamente comunque ne aveva già intestata gran parte al fratello, per quanto mi risulta, e quella la cara Veronica non la tocchera’.. incluso Mediaset.. e per quanto riguarda i suoi elettori, lo ameranno più che mai, trattandosi già della feccia peggiore che l’Europa, che dico, il MONDO ha prodotto negli ultimi 50 anni, sono non solo avezzi alle schifezze, ma ci sguazzano. E più il loro leader diventa scurrrile, più è il loro idolo. Non credo proprio che perderà consensi, anzi. anche il più becero vecchietto sdentato e rincoglionito che finora se n’è allegramente fregato della politica andrà a votare a esprimere il suo supporto al nano pedofilo. Aspetta e vedrai. Sigh.

    • ciò che è veramente sfuggito di mano è il popolo italiano, che nella sua ritrovata identità oggi berlusconiana, come era mussoliniana ottant’anni fa, sta ritrovando una continuità storica di Pulcinella puerile e patetico che hne fa nel panoramma mondiale una nuova anomalia, una maschera grottesca e deforne, una specie di “ebreo” ridanciano.

      il nostro dramma di italiani che non sono così è che ci troviamo a dover divorziare dal nostro stesso popolo.

      questo è il vero divozio in atto in Italia: quelli tra gli italiani che pensano e il popolo tutto.

      ovviamente in questo vi sono già stati precedenti, sotto il fascismo nella variante drammatica del confino e dell’esilio, e sotto il regime democristiano in una variante molto più soft (fino al terrorismo rosso), quando l’intelligentsia era di sinistra e per definizione all’opposizione.

      forse oggi l’Italia esiliata dal buon senso e dalla comune civiltà democratica dovrebbe assumere un atteggiamento attivo di protesta e di rifuuto: una specie di sciopero bianco del silenzio.

      quando si divorzia si smette ogni dialogo: forse se l’Italia che ancora pensa provasse a tacere di colpo, se non parlasse più, lascerebbe in evidenza l’impressionante e assordante silenzio della ragione che ci assedia.

      oggi siamo grotteschi come quelli che cercano di parlare con un ubriaco o con uno fatto.

      lasciamo passare quest’altra nottata: un’altra caratteristica del nostro popolo Pulcinella è la prontezza e la ferocia con cui rinnega i propri idoli.

      la caduta di Mussolini, l’abbandono di Moro, il linciaggio mediatico di Craxi attraverso Mani Pulite (del rsto meritato) sono gli antecedenti storici chem ci danno la certezza che anche la caduta di Berlusconi seguirà lo stesso copione.

      per ora gli italiani sono sotto dose e insensibili a tutto, ma si sveglieranno di colpo, e forse diventerà possibile anche da noi quel che è da poco successo in Israele, le dimissioni del Presidente della Repubblica per abusi sessuali, e quello che Clinton evitò per un pelo.

      ciò che alla fine costituisce l’unica differenza del caso italiano è che quelli di Berlusconi sono solo abusi sessuali verbali.

      ops – mi hai fatto scrivere di getto il post di oggi, al quale avevo rinunciato, pensando di non avere il tempo per farlo!

      • E’ la stessa impressione che ho io: di vivere in un’Italia con la quale non ho più niente da spartire.
        In realtà, ci sono enormi sacche di resistenza intellettuale, e per la naturale tendenza a frequentare le persone con le quali si condividono valori e sentimenti, si finisce per vivere in micromondi dove ci si continua a domandare: come è possibile che Berlusconi abbia la maggioranza, se non riusciamo a trovare una sola persona che lo sostenga?
        Qualche giorno fa ho visto delle foto di Berlusconi ad una fiera della Confagrigoltura, o qualcosa del genere. Per combattere la paura della febbre suina, Berlusconi si è mangiato un piatto di mortadella a cubetti, che poi ha offerto alle prime file del pubblico. Le foto riprendevano Berlusconi e il pubblico (è bene sottolineare come in tutti giornale e telegiornali, contrappongano gli “elettori della sinistra” ai “fans di Berlusconi”: il linguaggio è tutto): be’, io credo che ci sia una distanza quasi “lombrosiana” tra i due popoli italiani.

        Ma il punto centrale di questo tuo commento contiene un grosso errore, che forse è dovuto alla distanza fisica tra te e l’Italia, che ti consente di percepire solo ciò che è in grado di avere un’evidenza mediatica. La realtà è che la resistenza a Berlusconi non è fatta da una piccola elite: semplicemente la resistenza a Berlusconi non ha i mezzi per poter parlare. Ci hanno ridotti al silenzio – ci rimangono solo i blog, e poco altro, che comunque parlano degli argomenti che la politica impone come importanti – mentre non lo sono per nessuno di noi. Lo scollamento, il vero gap incolmabilie, è tra il popolo e il potere. I politici di sinistra rappresentano una diversa fetta dello stesso potere che appoggia la destra: è una lotta tra pari, dove il popolo è il mero certificatore di volontà altrui. Siamo chiamati a scegliere tra due schieramenti che rappresentano sì e no il cinque per cento dell’Italia – e ci fanno credere che siano gli unici possibili. Ma sotto, l’Italia è diversa, molto diversa…

        • caro paolo,
          come avrai visto forse, ho nel frattempo trasformato il commento che hai criticato in un post, e non ho raccolto la tua critica.
          a Stoccarda vivono 20.000 italiani, nel resto del Land altri 140.000.
          in fondo vivo in una media cittadina italiana di una piccola provincia, si potrebbe anche dire così, e per il mio lavoro ho contatti molto stretti con questa collettività.
          qui gli elettori di Berlusconi sono parecchi, riconoscibili e dichiarati, e ti dirò che moltissimi sono persino delle brave persone, individualmente spesso migliori di molti antiberlusconiani.
          il concetto che mi sono formato e che evidentemente non riesco a comunicare bene, oppure è troppo paradossale per farlo passare facilmente, è quello un poco pasoliniano che non vi è alcuna differenza antropologica profonda fra questi due “popoli”: la maggior parte degli antiberlusconiani sono perfettamente berlusconiani, senza neppure saperlo.
          altrimenti non si spiegherebbe questo vistoso smottamento vero un berlusconi molto peggiorato, della opinione pubblica fino a due anni fa antiberlusconiana almeno per un soffio.
          eppure era chiarissimo che gli italiani che avevano votato Prodi si sono vistosamente ribellati a lui in una parte consistente, perché si aspettavano un Berlusconi di sinistra e non un capo del governo normale, capace di affrontare i problemi con concretezza e di risolverli.
          gli italiani vivono in una bolla mediatica, sono drogati nel loro insieme, e solo una qualche catastrofe economica che il buon senso dice inevitabile potrà forse scuoterli dal sonno della ragione.
          in tutto questo scenario elemento determinante è peraltro non il possesso dei media, ma l’inconsistenza della opposizione.
          non ci sarebbe televisione che tenga: se l’opposizione volesse davvero agire per provocare la caduta di Berlusconi forerebbe lo schermo lo stesso, ma la corruzione ha inquinato tutto e non si può lottare contro Berlusconi con gli armadi pieni di scheletri e con una sostanziale condivisione della poltica come furbizia.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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