115. il sesso di Berlusconi.

cominciamo dallo sfatare un mito tutto italiano: l’uomo pubblico, colui che si presenta alle elezioni e si fa eleggere, ha diritto alla privacy come i normali cittadini?

la mia risposta è no, e del resto nella storia è sempre stato così.

sappiamo tutto delle abitudini sessuali di Cesare, della sua esibita bisessualità, del grido “Viva la Regina di Bitinia!” con cui lo acclamarono i suoi soldati in un trionfo, con allusione ai suoi amori col re del medesimo paese; sappiamo persino, ahimé, con quali tecniche Cleopatra ne rianimava l’esausta virilità riuscendo persino a dargli un figlio sulla soglia dei suoi sessant’anni; di Nerone e degli altri imperatori romani non parliamo: nulla della loro vita sessuale restò nascosto e il grande Adriano riempì le piazze dell’impero con le statue del suo adorato Antinoo, divorato da un coccodrillo, senza che la moglie ci trovasse nulla da ridire; i papi disinvolti e a volte dissoluti del Rinascimento non avevano egualmente segreti per i loro sudditi e il primo papa umanista, Pio II, lasciò addirittura delle memorie con ricordi accurati dei propri amori giovanili; la vita corporea del Re Sole non conosceva privacy per definizione e ogni funzione fisiologica doveva essere espletata davanti ai servitori che erano responsabili di controllarne la regolarità; del resto il ruolo a corte delle sue diverse amanti era precisamente codificato; sappiamo che le dimensioni del pene a riposo di Napoleone erano di due centimentri in tutto, ed il medesimo (parlo del pene, non di Napoleone) è conservato imbalsamato da qualche parte per la gioia dei guardoni e la consolazione degli ipodotati, nessuno dei quali perde il confronto con l’Imperatore; sappiamo persino che Kennedy, secondo le sue guardie del corpo, nei 1.000 giorni di presidenza si fece 2.000 donne, a parte la moglie, comprese tutte le principali attrici di Hollywood e Marylin Monroe, che poi fece liquidare, quando divenne troppo petulante.

credo di potermi fermare qui: se Berlusconi si è, lui per primo, paragonato a Cristo, Napoleone, Cesare, altro non può fare che seguirne i destini, ed essere dissezionato in ogni aspetto della sua vita sessuale, che il pubblico reclama di sapere.

dico questo per aggiungere subito che questa spudorata pubblicità del corpo, delle sue funzioni, del sesso, è giusto lo stigma della regalità e questo dimostra da solo in che vicolo cieco si sta cacciando la sinistra concentrando l’attenzione morbosa di un pubblico amante dei pettegolezzi sul ruolo regale dell’imperatore del momento.

dico questo per aggiungere che la sessualità del re, o dell’imperatore, o in qualche periodo persino del papa, rese pubbliche, svolgono una funzione fondamentale di modello sociale, e sono interessanti per questo.

imperatori stravaganti cambiarono a Roma i criteri di valutazione comune della vita sessuale, e quando Nerone sposò con una pubblica cerimonia un suo schiavo, avete mai provato a considerare che in fondo fu un antesignano dei DICO?

gli uomini comuni guardano a come fanno l’amore, a come seducono, a come si fanno sedurre i grandi uomini che li comandano, per ricavare da questa osservazione da lontano delle indicazioni anche per la loro vita, per avere dei modelli a cui conformare delle abitudini che altrimenti trascorrerebbero nel grigiore di una pura ripetizione di riti troppo consolidati.

quindi Berlusconi come maestro di stile della vita sessuale: dopotutto l’Italia ne ha avuti pochi negli ultimi due secoli, direi soprattutto D’Annunzio e Pasolini, due letterati ai confini della politica, per tacere di Rodolfo Valentino, troppo effimero, o di Mussolini, modello però di una virilità più allargata e non limitata al campo dell’erotismo.

ma escludiamo subito dal discorso la trasgressiva e scandalosa sessualità pasoliniana, passata attraverso i tribunali e perfino una condanna per corruzione di minori, e andiamo piuttosto agli ultimi anni di D’Annunzio al Vittoriale.

sono l’unico antecedente storico che possa essere avvicinato agli ultimi anni di Berlusconi a Villa Certosa.

riapro una parentesi polemica: e gli strateghi della sinistra che stanno centrando la lotta a Berlusconi su questi pettegolezzi da settimanale femminile, pensano davvero che gli italiani che hanno visto all’opera nei secoli Cesare, Nerone, Adriano, Eliogabalo, papa Borgia con i suoi figli dissoluti, gli italiani che hanno nel loro imprinting culturale il Decamerone di Boccaccio e i Dialoghi delle cortigiane dell’Aretino o il Decamerone di Pasolini, nonché la vita spavalda e indebitata di D’Annunzio,  e come eroe nazionale Rocco Siffredi, non possano perdonare a Berlusconi di circondarsi di uno stuolo di giovani puttane?

a me personalmente dei comportamenti privati di Berlusconi interessa poco o niente: mi indigna se usa la sua potenza per invischiare una minorenne dalla madre sciagurata, mi scoccia se lui che è uno degli uomini più ricchi del pianeta usa gli aerei di stato per portarsi in giro le sue veline a spese del contribuente italiano, ma poi se Berlusconi è un puttaniere e le puttane non gli mancano, alla fine sono quasi esclusivamente affari loro personali: Dio li fa, poi li accompagna: non dice cosi il proverbio?

semmai mi stupisce che queste cose si sappiano, e mi appare un segno sconcertante della sua debolezza, che si dovrebbe capire meglio.

quando negli anni Settanta avevamo un capo del governo che partecipava ad orge gay con decine di ragazzi, la cosa mica si sapeva e nessun giornale si sognava di dirla; perché oggi queste cose escono?

perché Berlusconi ha oggettivamente esagerato? perché la società è diventata molto più bacchettona dopo il permissivismo degli anni sessanta, oppure perché c’è qualche potere della terra che ha deciso di liberarsi di Berlusconi, così come all’inizio degli anni Novanta decise di liberarsi di Craxi?

sono per questa seconda ipotesi, e a questo proposito vi invito a vedere la sintesi della conferenza stampa congiunta che hanno fatto Obama e Berlusconi dopo il recente incontro alla Casa Bianca:

Berlusconi è l’ultimo esponente rimasto al potere degli anni bushiani, è oramai l’espressione di una politica incompatibile con la nuova poltica americana, Obama ha certamente di meglio da fare che fare la guerra a Berlusconi, ma ci pensano i suoi apparati a scavargli la fossa.

evidentemente gli analisti internazionali ritengono il popolo italiano così stupido da individuare nel pettegolezzo sessuale (e nella inevitabile successiva fase che sará quella in cui emergerà l’uso di sostanze, dal viagra alla cocaina) l’unico argomento capace di spostare l’opinione pubblica italiana su posizioni critiche verso il suo nuovo duce.

ma, tornando al cuore di questo argomento, sarà dura anche per gli americani, che rischiano di trasferire in Italia la loro mentalità puritana, incomprensibile nel nostro paese.

gli ultimi anni di D’Annunzio, dicevo, al Vittoriale: l’Immaginifico aveva la stessa età del nostro leader, e sprofondava in un delirio vagamente necrofilo di amanti lussuriose e venali, di droghe, di ambiguità bisessuali; era lo sprofondare nella morte, dopo la tortura dell’insignificanza, di un grande che aveva potuto farsi dittatore ed era risultato troppo distinto e raffinato per diventarlo davvero.

gli italiani voleva un dittatore plebeo e provinciale come Benito e non avevano bisogno di un grande scrittore di livello internazionale dalla sessualità troppo cerebrale in fondo.

ma il delirio autodistruttivo di D’Annunzio grande sconfitto fu guardato con compatimento e alla fine perdonato, la morte improvvisa saldò tutti i conti: gli italiani non potevano portare rancore a chi aveva loro insegnato per decenni un nuovo erotismo sensuale e languido, quasi femmineo; e mica a caso Siffredi viene dalla stessa città di Gabriele.

dunque, gli italiani perdoneranno anche Berlusconi di vivere come un vecchio lubrico e porcellone, se potranno riconoscergli di avergli insegnato un nuovo modo di fare sesso; se Berlusconi è riuscito in questo, resterà sempre nei cuori di chi ha creduto in lui.

solo se si rivela un cattivo maestro sessuale, Berlusconi è rifiutato con un odio antropologico che lo colpisce in questa sua identità, prima ancora che nel suo progetto politico.

l’ho fatta lunga, e mi accorgo di essere appena adesso arrivato alla domanda: quale è l’identità sessuale nuova che Berlusconi ha trasmesso agli italiani?

ragionando di lui giorni fa con una mia intelligente commentatrice su questo blog, daditza, dicevo che mi era difficile riconoscere in lui effettivamente l’animo del pedofilo che gode a corrompere minori e a farsene maestro di perversioni, data la sua notoria impotentia eiaculandi clinicamente accertata e bisbigliata anche da qualche amante del momento (una di loro ha dichiarato che “è l’uomo più impotente del mondo”).

ma ho ricevuto una risposta così precisa e illuminate di daditza che la riporto senza altri commenti:

Per quanto riguarda il capitolo pedofilia, posso assicurarti, di propria esperienza e avendo lavorato con tante vittime di questi mostri, che la maggior parte dei vecchi satiri di fatto è “impotente” dal punto di vista degli organi sessuali,

Questo non impedisce per nulla, anzi, aumenta a dismisura, di dominare oggetti del desiderio più “indifesi” possibili, per violare i quali esistono innumerevoli possibilità che non necessitano di organi funzionanti.

L’idea è quella della dominazione, del potere, da quello deriva il loro godimento, e le modalità da loro scelte a questo fine spesso sono molto più dolorose e umilianti di un “semplice” rapporto sessuale…

ecco, la chiave di volta di questa analisi sta nello strettissimo rapporto che viene posto tra l’elemento psicologico del “comandare” e il desiderio sessuale.

il desiderio sessaule di Berlusconi si esprime nella forma del dominio, è quindi intrinsecamente violento; è del tutto evidente il suo naturale trascorrere nella psicologia razzista e nella perversione che identifica l’atto sessuale con l’umiliazione della partner, costretta mediante l’esibizione del potere, a fare cose alle quali non è abituata.

in poche parole tutta la sapienza sessuale di Berlusconi si riduce al vecchio proverbio, tuttora faro per molti maschi italiani, che “cummanári è megghiu ca fúttiri”.

si parlava in ufficio, a margine di una pratica, proprio ieri di questo: ho una impiegata abbastanza intelligente da citarmi le analisi reichiane, e da sapere distinguere fra l’ansia di prestazione kennediana, un uomo in senso lato di sinistra, ansioso di soddisfare tutte le donne che incontrava e che affascinva, e l’ansia di dominazione berlusconiana, un uomo intrinsecamente di destra, che prova il bisogno di sottomettere, col potere e anche col denaro, le donne, quelle che compera.

insomma, berlusconi è un tipico esponente di quel tipo di maschio che potremmo definire “uomini che odiano le donne”, spaventati dal femminismo e dal ribaltamento dei ruoli sessuali: Berlusconi è per gli uomini italiani l’eroe che sottomette di nuovo le donne al maschio bianco e fa di loro un oggetto sessuale senza cervello.

quel cervello femminile che mette così in crisi i maschi grossolani, dalla sessualità greve, dal sesso senza fantasia, prevalentemente guardone, perché condizionato dalla pornografia di massa.

a questi maschi insicuri Berlusconi da vent’anni si sforza di mettere a disposizione stuoli di ragazze-veline, solo tette e niente materia grigia, orgogliose dei loro corpi rifatti in funzione di un immaginario maschile che non sa contare fino a tre.

e voi volete che i maschi italiani standard non debbano a lui una profonda ed eterna gratitudine?

mi sa che la CIA dovrà provare a battere altre strade, visto che anche la dimostrata corruzione non scuote per nulla gli entusiasti, che del resto sono entusiasti anche per questo.

solo una cosa gli italiani non potranno perdonare a berlusconi: quando scopriranno che tutta questa sua vitalità sessuale è assolutamente immaginaria, una pura messa in scena per fregarli meglio, e che la sessualità di berlusconi è una sessualità finta come tutto lui.

quindi il giorno che una velina comincerà a dire quel che si sa ma che non si può ripetere, che berlusconi è un porco per finta e non un porco vero, che non è porco abbastanza, questo sarà l’unico vero scandalo capace di distruggerlo.

aspetto con fiducia l’ultimo atto della commedia, che non potrà mancare.

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20 risposte a “115. il sesso di Berlusconi.

  1. Sono capitato per caso in questo Blog (che ho puntualmente ho messo nel segnalibro) e devo dire che i post che ho letto sono di una “intelligenza fine”. Analizzano con logica e lucidità. Complimenti.
    In questo, dove sto commentando, ho avuto la conferma del mio stesso pensiero, ma tu (scusa se mi permetto di darti del tu) hai fatto una analisi talmente accurata da rendere “ovvie” le tue affermazioni.
    Aggiungo solo alcune considerazioni, che nel contesto sembreranno pur sempre un’ovvietà, ma credo siano la misura del livello di gravità in cui versa il popolo italiano, in termini di coscienza democratica e non di salute si intende.
    Gli scandali in questione avrebbero fatto inorridire qualsiasi persona dotata di un “cervello normale”, invece no. Il più della gente se ne frega. Sembra quasi che quello che accade ai vertici del nostro paese sia cosa che non li riguardi. L’italiano medio soffre eventualmente se la sua squadra di calcio perde o un suo idolo ha una qualche disgrazia, ma per il resto non gliene importa più di tanto. Ora la crisi economica, che per i più fortunati aleggia solo nell’aria, ma non li tocca ancora, dovrebbe svegliare prima o poi un sacco di gente, se non altro farla incazzare e prendersela con qualcuno. Ma credo che il sistema mediatico dell’ormai ventennio trascorso abbia inesorabilmente modificato il livello di percezione degli eventi nei cervelli della gente. Gli “struzzi” italiani, quelli con la testa sotto la sabbia, continueranno a tenercela finché sarà garantito loro la possibilità di guardarsi il calcio, il grande fratello e via discorrendo. Al peggio non ci siamo ancora arrivati, ne sono convinto. Se si fa mente locale agli eventi degli ultimi anni, ci si renderà conto di quanto la politica sia cambiata, l’Italia (intesa come mentalità) sia cambiata. Ci hanno scavato lentamente, candidamente, il terreno della democrazia sotto i piedi, raccontandoci un sacco di menzogne e tra poco quel sottile strato che ancora ci fa illudere di vivere in un paese civile si sgretolerà e precipiteremo in un baratro. A questa condizione già oggi è difficile sottrarsi. Si guardi al livello di opposizione che abbiamo. Se non fosse per l’IDV, per altro attaccata continuamente da tutti i fronti fino a renderla una realtà che ai più sembra “patetica”, non c’è nessuno. L’informazione è in stato comatoso. Le ultime leggi sul decreto sicurezza hanno dell’inverosimile. Si è arrivati all’esaltazione del dittatore Gheddafi. Il governo continua ad auto-elogiarsi per aver fatto solo leggi porcate. Ci hanno guadagnato: la Chiesa, i grandi evasori fiscali, i mafiosi e ovviamente Berlusconi e tutta la sua cricca (compresi certi personaggi della cosiddetta “opposizione”). Ma a sentir qualcuno che ancora crede in questo governo e nel suo leader, ci dice: “Mii hanno tolto l’ICI!”. Siamo purtroppo a questo livello. Vorrei essere ottimista, ma nonostante mi sforzi proprio non ci riesco. E se, come sottolinei, l’unica via di uscita da questo incubo è la rivelazione della menzogna sulla potenza sessuale di Berlusconi che gli toglierà la fiducia dei suoi servi-elettori, allora siamo proprio messi male!

    • Sono “abbonato” ai commenti su questo post, per cui ho visto subito il tuo commento, PiloPilo, e sai cosa ho pensato? A quelle persone che lavorano nel ramo “espurghi pozzi neri”: a forza di sentire il tanfo peggiore che ci si possa immaginare, si sono abituati. E noi siamo in questa situazione: incapaci di vedere a quale infimo livello di democrazia, di legalità, di umanità, siamo arrivati. Si scende un gradino alla volta. Gli occhi si abituano all’oscurità, all’odore di putrefazione. Poi, quando qualcuno chiude la porta in cima alle scale, capisci che non c’è più niente da fare.

      • una buona occasiione per salutarti, pabloz, e ringraziarti di essere passato da queste parti.

        ho letto un tuo post molto toccante in questi giorni di rientro, ma sono ancora un pochino sulle mie: mi sto riabituando all’orrore a poco a poco, e quindi non ho commentato.

      • Caro Bortocal, felice di ritrovarti! L’altro giorno pensavo a te: credo che con l’attuale situazione italiana, le persone con la tua intelligenza finiscano per avvertire un enorme senso di frustrazione. Tu scrivi un post come questo, che è strutturato, colto, lucido, tagliente; io vedo signore, che davanti al bancomat, devono tirare fuori dalla borsetta un foglio con il numero segreto di cinque cifre, che non riescono a ricordare. Cinque cifre. Se domani gli dicono che la democrazia non è mai esistita, o che non è mai stato pubblicato un libro come 1984, queste ci credono. La verità è che la maggior parte delle persone, indipendentemente dall’appartenenza politica, è ad un livello intellettuale primitivo: su queste, vince chi ha più mezzi, chi riesci ad avere la voce più stentorea, chi, in ultima analisi, la spara più grossa. Il PCI ha avuto anni di successi grazie anche alla paura che ispirava, alla potenza – un po’ tetra, un po’ siberiana – che emanava. Il 5% lo votava con la testa, convinto che fosse davvero l’unica seria alternativa a questo mondo: il resto, con il culo, cioè con lo stesso organo usato ora dal 95% di chi vota PDL.
        Speranze? Zero.

        • caro Paolo, com’è che ho dovuto approvare il tuo commento (oltretutto fortemente elogiativo)? non sei stato riconosciuto dalla piattaforma?

          in questo momento la mia scelta è di continuare a scrivere sull’India, fai conto che sia malato, ma non ho la minima intenzione di farmi sradicare mentalmente da lì, per immergermi in quella che hai descritto bene come una cloaca.

          la tua analisi non fa una grinza ed è la presenza di gente come te con vent’anni meno di me che mi garantisce di potermi prendere qualche libera uscita.

          quanto al carattere primitivo delle anlisi anche di molto elettorato antiberlusconiano, lo abbiamo visto anche nel blog da cui entrambi proveniamo.

          vorrei solo dire una cosa in più: lo stato di stupidità diffusa che descrivi non è una caratteristica solo italiana, ma universale; gli uomini mediamente sono altrettanto stupidi in Italia che in India.

          quindi, per capire dove sta la differenza, dobbiamo porre la nostra attenzione alla cosiddetta classe dirigente, a chi fa informazione, a chi forma valori, a chi diffonde idee (sul serio e non scrivendo sui blog per disperazione come noi due).

          bene, è qui che si coglie il centro della anomalia italiana: la mancanza di valori etici, la mafiosità delle idee, la partigianeria applicata alla poltica come se fosse un campo di calcio, sono degenerazioni diffuse tanto a destra quanto a sinistra.

          e il ruolo disgregatore della chiesa nella corruzione della morale italiana è fondamentale come da secoli dicono tutte le migliori intelligenze italiane, da Dante a Machiavelli o Leopardi.

          dovremmo provare a correggere queste storture almeno nel nostro campo, e fondamentale diventa una battaglia perché l’Italia diventi un paese più laico.

          ma dico questo sopratutto per te, perché io sto all’estero, per il momento fisicamente in un posto e mentalmente in un altro ancora.

          un abbraccio

            • non è vero che non è elegante segnalare un proprio post: perchße mai dovrebbe esserlo?

              anzim, ti segnalo subito anche io un mio post: http://bortoblog.blogs.it/2009/08/30/30-agosto-5-settembre-6851552/

              salta il dialogo iniziale com cicloppo, puoi rispondermi per favore alla domanda della seconda sezione, quella sul trackback: fallo pure lì, naturalmente.

              il tuo post lo avevo visto e anche letto, ma come dobbiamo dirci chiaramente si leggono i post sui blog (a parte poche eccezioni): di fretta, ora ci ritorno e ti commento li., sopratutto se a una rilettura più minuziosa diovessi trovare degli strafalcioni storici che la prima volta non ho notato.

              grazie della visita, anche se quando leggo “stile meno rigoroso” del mio, a proposito del tuo, penso che tu menta sapendo di mentire oppure – come direbbe un nostro caro comune denigratore di blog – che ti sei fatto una canna!

              🙂

    • grazie dell’apprezzamento, che giunge in un momento in cui mi stavo giusto chiedendo, complice lo straniamento che consegue a 5 settimane in India, se valeva la pena dim riprendere questo blog; interventi come questo fanno propendere per il sì, e quindi archivio la decisione quasi già presa di starmene in silenzio, e prometto che riprenderò a scriverci; ma non so quando: quando me la sentirò.

      del resto non è che i mascalzoni sono più numerosi di una volta, secondo me, sono solo più rumorosi, e le persone sensate sono scoraggiate da un errore di prospettiva.

      ma vengo alla parte più utile del tuo commento, cioè alla critica: sono troppo ottimista, come scrivi?

      credo di sì, nonostante venga anche criticato per un pessimismo che non lascia speranza, però i fatti dimostrano che uqando mi attacco anche al più fragile appiglio, regolarmente la mia previsione in positivo si rivela cannata.

      come qui.

      bene, prendiamo atto che occorre ancora più pessimismo della ragione e ancora un po’ più di ottimismo della volontà.

  2. Provo a dire la mia.

    Il primo aspetto riguarda i motivi per i quali Berlusconi è al potere: la sua vita privata. La politica non c’entra nulla, nella sua scalata, perché di politica, Berlusconi, non si è mai interessato. E’ un populista che segue il vento dei sondaggi, che ha fiuto per le basse voglie del popolino, un Peron all’italiana, un fascista ridens (come viene chiamato in Austria, con espressione felicissima, perché tragicamente vera), ma non è mai stato votato per qualcosa che ha fatto, ma, piuttosto, per qualcosa di vago che ha promesso di fare. Da questo punto di vista, dunque, non avrebbe alcun senso attaccare Berlusconi sulla politica, per il semplice fatto che nessuno l’ha mai considerato realmente da questo punto di vista. La gente lo vota perché ha avuto successo. Perché ha fatto vincere al Milan un sacco di coppe, perché ha tutte le donne che una certa categoria gigiesca di uomini vorrebbero, perché è ricco, perché dà l’impressione di poter fare quello che vuole. Quindi: se Berlusconi ha costruito il proprio successo esibendo la propria vita privata, ritengo che abbia perso il diritto di vederla protetta da tutti i tentativi che cercano di descriverla per quello che è realmente.

    Una seconda considerazione riguarda le serate di Berlusconi, così come sono raccontate dalle aspiranti veline. Venti ragazze bevono champagne e mangiano pizza aspettando l’arrivo di Berlusconi. Quando arriva, viene abbracciato da tutte le ragazze, che lo chiamano papi. Mentre mangiano, Berlusconi passa la serata raccontando barzellette spinte, e facendo riferimenti alla vita privata delle sue ospiti. Dopo cena, lui si siede su un divano e alcune ragazze si siedono sulle sue gambe. Quindi, guardano per un ‘ora un video di Berlusconi in America con Obama. Un’ora. Quindi, Berlusconi mostra alle ragazze, per un’altra ora, le foto delle sue case. Poi balla alcuni lenti con qualche ragazza, strusciandosi e toccando come si faceva, forse, alle medie. Infine, congeda tutte, e si ritira con una di loro.
    A mio parere, tutto questo è molto più mostruoso di un’orgia dove tutti trombano con tutti. Anni fa, avevo sentito una barzelletta illuminante. Berlusconi e la Schiffer (questo dettaglio ti fa capire di quanti anni fa sto parlando!) cadono su un’isola deserta. Dopo mesi di corte incessante, finalmente Berlusconi riesce a potarsi a letto la modella. Poi diventa triste, e passa i mesi successivi cercando di trasformare la Schiffer in un sosia di Confalonieri. Quando finalmente ci è riuscito, gli dice sfregandosi le mani: “Fedele, non ci crederai mai, ma mi sono fatto la Schiffer!”. Credo ci sia tutto il Berlusconi, in questa storiella: a lui, interessa “esibire” molto più che “fare”. Per questo, le sue “gesta” sono inevitabilmente destinate ad arrivare al pubblico. Un uomo sposato con figli che si vanta con Chirac delle donne che si è scopato è un esibizionista, non un erotomane.

    Infine, è sempre più vero quello che scrivevi in un post che mi ha fatto cambiare la percezione di questo problema: nel momento in cui la contropartita per una scopata, più o meno reale, è il potere che lui concede come un regalo, la sua vita privata diventa la nostra vita politica. Caligola nominò senatore un suo cavallo: chi potrebbe dire che l’amore per i cavalli di Caligola sono qualcosa che riguarda la sua vita privata? Truillo, sanguinario dittatore della Repubblica Dominicana, aveva nominato suo figlio colonnello all’età di sei anni, e generale d’armata a nove: certo, erano affari di famiglia, ma riguardavano anche il popolo sottomesso. Se la politica viene decisa in base all’esito dei festini di Berlusconi, abbiamo il diritto di sapere chi c’era, e cosa ha avuto in cambio.

    • perfetto post.

      aggiungo, insistendo fino alla nausea, un ultimo tassello.

      Berlusconi è fisiologicamente impotente, dopo l’operazione che ha subito, e questa è la linea del Piave della sua difesa che finalmente anche il direttore di Libero ha assunto.

      questo significa che dietro la prima linea della menzogna del Berlusconi uomo felicemente sposato ci stanno le retrovie della più grande menzogna del Berlusconi grande trombatore.

      non sappiamo ancora bene che cosa succede nel lettone grande, ma tra poco lo sapremo e so bene che non succede ninete di qualitativamente diverso da quel che sucede nel divano prima.

      qualche dose di Vagra potrà dare a Berluscon il simulacro di un’erezione tecnicamente costruita, ma nessun viagr può dargli l’orgasmo, che un aschio non può avere senza proostata.

      Berlusconi il piu impotente ddi tutti, ha detto una velina e e ricattatrici che probabilmente ottengono il prezzo che chiedono sono quelle che minacciano di riivelare questo.

      quando questo sarà diventato senso comune, allora forse gli italiani abbandoneranno il loro idolo fasullo.

    • e che fai all’Asmara?? vacanza?
      Ho superato la pigrizia e scritto un post.. mi interesserebbe anche il tuo commento, visto la tua condizione da “emigrato”….

      • macché, lavoro.

        non è un posto da vacanza, questo, anche se il clima è semplicemente meraviglioso e ho ritrovato il sole che in Germania manca.

        cronache del viaggio, qui: http://bortolindie.blogs.it/

        spero di arrivare al tuo post, dato che non mi hai messo il link.

      • Dovrebbe essere un opzione sul profilo. Anche a me, all’inizio, non compariva il link al blog – poi ho cambiato qualcosa, e il problema si è sistemato.

        Ciao,
        Paolo

  3. Penso che il bello di “bloggare” è proprio questo.. il post che si evolve via via con i commenti, e ne viene fuori uno spunto nuovo per altri post.. è cosi che dev’essere!

    • sì, è proprio così: tuttavia non è poi così facile trovare degli interlocutori che ti diano sempre la spinta giusta.

      😉

  4. analisi lucida e azzeccatissima. Berlusconi è il simbolo della “liberazione” (ecco il perchè del nome del suo partito…) dell’italianuccio eiaculatore precoce, impotente o eretto-disfunzionante deriso, compatito ed evitato dalle donne con un minimo di capacità di distinzione dall’ansia di dover fare qualcosa per piacere loro.. Berlusconi insegna che le donne devono solo essere “avute”, come con il solito suo buon gusto racconta anche a Chirac. Avute, non significa soddisfatte, avute significa più che altro pagate, o plagiate, dominate insomma.
    Finalmente il punter puo’ uscire dall’ombra dei forum dove interagisce solo con i suoi simili, discutendo delle escort e altre donne a pagamento a mo’ di merce pura, classificandone servizi, prezzi e specialità, e vantandosi del numero di “puntate” e perfino dei guai finanziari nei quali molti di loro si cacciano proprio a causa della loro dipendenza non dal sesso in se, ma dal sesso a pagamento, elevato a forma più vera e apprezzabile di interazione con una donna.

    • bel commento, accidenti.

      ogni volta che arrivo a uno di questi tuoi commenti fulminanti, mi viene voglia di buttare via il post e di sostituirlo col tuo commento.

      poi alla fine penso che almeno il post è servito di spunto per il commento, come quasi sempre i tuoi commenti fanno da spunto ad altri post.

      sì, me lo dico da solo e lo dico a tutti e due: mi pare che siamo arrivati a cogliere uno dei nuclei del problema berlusconi.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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