138. una sentenza contro Napolitano.

tutta la stampa interpreta la sentenza della Corte Costituzionale come una sentenza contro Berlusconi.

possibile che nessuno si accorga che questa è invece una sentenza contro Napolitano, cioè contro un presidente della Repubblica che non ha saputo fare bene il suo dovere?

* * *

veramente io non avevo nessuna voglia di scrivere  un post sulla sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano (e oltretutto lo faccio in ritardo)

tutto quello che avevo da dire l’ho già scritto qui: 536-114-napolitano-non-firmare-anche-tu-4454286

ho riletto questo post poco fa e non trovo da cambiarci una virgola sola: chi ha tempo se lo riguardi, secondo me merita più di quello che sto scrivendo adesso.

ma torna la voglia di scrivere un post di fronte a certi modi di dare le notizie da parte degli organi di informazione

(ma, scusatemi, mi sono stufato di dover usare questa definizione per quelli che sono invece organi di condizionamento dei lettori preferibilmente attraverso la dis-informazione).

* * *

vorrei che fosse chiaro che ho grande stima e rispetto per il nostro Presidente, che ho auspicato la sua elezione sul mio blog quando nessuno se l’aspettava, che ci ha salvato dalla follia di una presidenza D’Alema, oltretutto, che ritengo Napolitano probabilmente il miglior presidente della repubblica possibile oggi in questa Italia disgraziata, e che infine non sottovaluto affatto il valore positivo che ha avuto sul piano simbolico l’elezione di un ex-comunista, uomo colto e corretto, a presidente della repubblica, in termini di riconoscimento del grande ruolo democratico avuto in Italia dal Partito Comunista stesso, in barba al suo nome, mi verrebbe da dire.

bene, tutta questa stima e questo affetto non impediscono però una critica serena al presidente e ai suoi errori.

in questo caso gravi.

perché Napolitano ha firmato una legge che sostanzialmente la Corte Costituzionale aveva già bocciato e che, come garante della Costituzione, non doveva firmare.

e la critica implicita della Corte Costituzionale al Presidente è stata così dura che, per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, Napolitano ha sentito l’urgenza di convocare i due presidenti delle Camere, due esponenti politici di primo rango della destra berlusconiana, per farsi sottoscrivere una dichiarazione di appoggio.

ma in questa dichiarazione inedita, per la gravitá di quanto sta accadendo, Napolitano ha sottoscritto assieme a Fini e Schifani – cioè, pensate, senza imbarazzo alcuno proprio assieme all’autore della prima proposta che la Corte aveva già bocciato la prima volta – una dichiarazione della cui gravità nessuno si accorge e che segna una pericolosa abdicazione da parte del Presidente al suo ruolo di garanzia.

state attenti a questo passaggio del comunicato congiunto, che è un altisonante proclama di resa di Napolitano alla destra, dove le tre massime cariche dello Stato

«hanno espresso l’auspicio che tutti gli organismi istituzionali e di garanzia agiscano, in aderenza al dettato costituzionale e alla volontà del corpo elettorale, per determinare un clima di leale e reciproca collaborazione nell’interesse esclusivo della Nazione».

ora, se c’è proprio una cosa che gli organi di garanzia (che sono poi principalmente il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale) non devono fare è quella di agire in aderenza alla volontà del corpo elettorale.

ora, questa volontà è mutevole per definizione e perfino asupicabilmente, mentre le regole devono essere coerenti e stabili ed evolvere, se possono evolvere, gradualmente nel tempo.

quindi, chi è preposto dalla Costituzione a tutelarla, non deve strattonarla secondo le volontà elettorali del momento, ma deve sentirne il respiro lungo, il sottofondo storico, il peso immenso dei sacrifi umani che sono stati necessari a costruirla.

e non deve guardare in faccia a nessuno.

(così come nel mio piccolo sto facendo qui, dato che non guardo in faccia neppure a Napolitano, che sta sbagliando gravemente).

dichiarare a priori che va rispettata la volontà del corpo elettorale è distruggere in partenza la divisione dei poteri che è l’essenza della democrazia.

* * *

già che mi sono tolto dalla scarpa il sassolino più grosso, ora la ripulisco anche da polvere e ghiaietta fine.

è l’errore di Napolitano che ha fatto incavolare anche Berlusconi, che – pensate – sul punto ha perfino più ragione di Napolitano: ma come? dice il nostro Berluspot, tu firmi, tu mi garantisci che adesso la legge è costituzionale, e poi la Corte boccia la legge? che mi stai prendendo in giro?

povero Berluspot, che questa volta è passato per Berluspirla, ma non c’era nessuno fra i tuoi legali che fosse capace di leggere la prima sentenza della Corte Costituzionale? visto che – assieme ai giudici che hai pagato – ti sono costati 200 milioni di euro, come ci fai sapere oggi con uno dei tuoi lapsus degni di Mike Bongiorono, del quale ti confermi il più grande erede.

* * *

potete leggere su tutti i giornali che la Corte avrebbe cambiato idea, perché non avrebbe scritto la prima volta che, per dare l’impunità a Berlusconi, occorreva cambiare la Costituzione.

che fesseria! ma possibile che chi scrive non legga? oppure queste menzogne sono deliberate? oppure si legge senza capire?

scusatemi se cito ancora quel mio vecchio post, là dove analizzavo questo passaggio della prima sentenza:

“Situazioni diverse possono implicare differenti normative.
In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che l’ordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversità può venire in considerazione”.

involuto? detto in giuridichese? certamente, ma in che altro linguaggio deve scrivere una corte?

io interpretavo così:

in altre parole: non è escluso in assoluto che si possa stabilire una tutela del tipo previsto dal Lodo Alfano, ma determinante è il livello della norma che può introdurre una simile tutela.

la norma, cioè, deve essere costituzionale.

* * *

del resto – torno a citarmi, sulla base di quanto ho letto sulla Stampa – “in NESSUNA democrazia occidentale il capo del governo è protetto a priori da indagini della magistratura, salvo che in Francia, ma semplicemente perchè è una repubblica presidenziale e quindi il capo dell’esecutivo è protetto in quanto presidente, non in quanto capo del governo”.

* * *

allo stesso modo, ora potrete leggere sui giornali che con questa seconda sentenza la corte ha dichiarato che occorre una modifica della costituzione per introdurre l’impunità preventiva del capo del governo.

assurdo! dichiarando che la norma contrasta con l’art. 3 (e la Corte l’aveva dichiarato anche nella prima sentenza) la Corte ha stabilito una incompatibilità assoluta.

scusatemi, ma lo capisce anche un bambino: non si può costruire uno stato dove il capo del governo è libero di delinquere e ritenere che questo stato possa essere ancora democratico!

pensate bene a questa enormità giuridica:  un parlamento decide che il capo del governo, per poter governare, deve poter violare la legge impunemente per 5 anni oppure essere garantito dalle indagini della magistratura per i delitti che ha commesso per arrivare al potere!

se questa non è la legge di autotutela di un gangster!

ma un gangster può mai guidare una democrazia?

berlusconi_gangster_espresso_26_feb_2009

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