4 risposte a “14. la confessione.

  1. io quando Craxi governava ero alle elementari… so poco e nulla.
    Pero’ ricordo quella parte dei miei anni in cui cominciavo ad attizzare le antennine…Ero già alle superiori, facevo l’istituto d’arte, la faccenda mani pulite era appena tramontata…; ricordo allora che, quando ritornavo da scuola accendevo puntualmente su canale cinque per seguire Sgarbi che inveviva
    contro la magistratura o i magistrati che avevano scoperto gli altarini…A quei tempi stimavo Sgarbi come critico d’arte (frequentando una scuola d’arte e ritenevo interessanti le sue analisi nel campo di sua pertinenza) e in qualche modo credevo fosse un uomo illuminato che ci vedeva chiaro, m’illudevo, m’illudeva…Cercavo di vedere nell’intreccio dei suoi ragionamenti di “uomo colto” quale supponevo fosse …ma ero uno sciocco. Quello era solo un ipocrita della peggior specie. Non so se qualcosa di buono Craxi l’abbia fatto…se non altro prima che entrasse in politica…
    Una cosa e’ certa ,e’ un paese questo in cui si teme la condanna, qualunque essa sia. Prendersi la responsabilità dei propri errori e debolezze accettandone le conseguenze fa paura.

    • bortocal Dice:

      23 gennaio 2010 at 21:41 e

      Craxi ha fatto qualcosa di buono?

      dal mio punto di vista solo due cose: essere stato favorevole nel 1978 (quindi prima di andare al governo) alla trattativa con le Brigate Rosse per salvare Moro (contro l’ipocrisia consociativa e del rifiuto di trattare di Andreotti e Berlinguer) ed essersi scontrato duramente con gli americani che avevano tentato di rapire nella base di Sigonella degli esponenti palestinesi cui era stato concesso di rifugarsi in Itralia, arrivando al punto di far circib´ndare il commando americano dai carabinieri e di minacciare il fuoco se avesero tentato un’azione.

      il bilancio di tutto il resto della sua politica rimane a mio parere pesantemente negativo; in particolare va fatta risalrie anche a lui la responsabilità dell’immane deficit pubblico esploso in quegli anni.

      chi ammira Craxi vi vede per molti aspetti un precursore di Berlusconi, e non a torto: di Berlusconi era amico personale e fu lui a porre le basi della potenza Mediaset con una apposita legge che permise la riapertura delle tv berlusconiane che trasmettevano violando le leggi di allora ed erano state sequestrate.

      nonostante gli ambiziosi disegni, Craxi ha realizzato ben poco: il nuoivo deludente concordato con la chiesa e l’abolizione della scala mobile, che servì forse ad arginare l’
      inflazione, ma a spese dei lavoratori dipendenti.

      uscì dalla scena politica con due condanne definitive, per una somma di 10 anni di carcere. una per corruzione e una per finaziamento illecito dei partiti.

      di altre 4 condanne ad altri 18 anni e 2 mesi di carcere e a 20 miliardi di multa, una fu annullata, ma non definitivamente, dalla Cassazione e le altre 3 non passarono in giudicato per la sua morte.

      a proposito di queste condanne la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, a seguito dei ricorsi presentati, ha condannato solo simbolicamente la giustizia italiana per non avere garantito a Craxi il diritto di interrogare o fare interrogare i testimoni, violando la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, dato che la condanna fu fondata su dichiarazioni scritte rilasciate prima del processo i alcuni testimoni che al processo si rifiutarono di deporre; la Corte ha osservato che però non c’è stata violazione della legge italiana, da parte dei giudici: in sostanza è la legge che sarebbe da rivedere.

      nel secondo caso la Corte europea ha rilevato violazione del diritto di Craxi alla privacy per la pubblicazione sulla stampa di alcune intercettazioni e ha anche stabilito un risarcimento agli eredi; ma questo problema riguarda l’Italia intera e non Craxi in particolare.

      quindi non è vero che la giustizia europea abbia evidenziato accanimento giudiziario contro Craxi.

      Craxi si difese malamente, qunado finiì sotto accusa, con un discorso in Parlamento in cui rivendicava di avere fatto solamente quello che facevano tutti, cioè accusando l’intera classe politica di essere corrotta come lui.

      Craxi è un personaggio storico e ha fatto un pezzetto di storia d’Italia, non c’è dubbio; il giudizio politico su quello che ha fatto deve tenere conto del fatto che non tutti i personaggi storici sono dei modelli di virtù, semmai il contrario.

      tuttavia è allucinante la confusione creata ad arte fra valutazuiobne storica e rivalutazione giudiziaria.

      faccio un esempio tedesco, che mi viene be: Kohl ha avuto un ruolo gigantesco nella storia tedesca, ma la sua caduta politica fu determinata da una tangente di 1.000 ,archi; nessuno si sogna in Germania di negare il ruolo decisivo di Kohl nella riunificazione tedesca (e dici niente!), ma nessuno si sogna per questo di rimettere in discussione la condanna subiota per quel piccolo episodio di corruzione.

      la confusione che quasi tutta la classe politica italiana tende a fare tra i due piani è la peggiore espressione della sfacciataggine di una cricca di impuniti che si dichiara superiore alla legge, e in questo trova in Craxi la sua bandiera, direi persino facendogli torto.

      sulla caduta du Craxi poi a mio parere resta molto di oscuro, e personalmente trovo che si sia dedicata troppo poca attenzione al ruolo di Berlusconi, che proprio allora, guarda un po’, aveva deciso di nmettersi in politica e di prenderne il posto.

      molti si fanno distrarre dal fatto che Berlusconi usa la figura di Craxi come schermo per la propria, e lo commemora volentieri conme perseguito dai magistrati.

      a me non pare strano dubitare che quelle di Berlusconi per Craxi siano lacrime di cooccodrillo, anzi, lacrime di caimano.

  2. non sono informato l’ammetto e ho apprezzato non poco questa esauriente (e’ dire poco) risposta. Pero pensando al caso Kohl, al piccolo caso di corruzione che dici, comparato a tangentopoli e’ risibile. Ovvero il danno economico e istituzionale di quegli anni in Italia di cui qui, ancora (e chissà per quanto) sortiamo gli effetti risulta ostico chiarirlo. La discussione su questi temi e per i canali mediatici e per i canali della stampa, mi sembra alquanto atrofizzati, praticamente non se ne parla. I fatti non vengono portati su un livello di comprensibilità e di…pubblico dominio.
    Sarà l’imbarazzo di quelli invischiati e collusi, mbà…Od escono in Tv i soliti che hanno pagato con il carcere come Cusani, ma mai assistito ad una chiarificazione sull’abnorme tentativo di truffa che prese corpo in quegli anni. Quindi si, avverto una gran confusione, sulla gran confusione “costruita ad arte”…

    • caro tonio,

      ho fatto anche di peggio, come ti accorgerai anche da solo, e ho colto lo stimolo del dialogo con te, per farci un post, che si è allargato ancora un po’ 🙂

      ho dovuto anche correggere una inesattezza: controllando, le tangenti di Kohl erano molto più consistenti; probabilmente, andando a memoria, i 1.000 marchi erano solo la quota di cui si era dimostrata la destinazione personale; poi notizie più recenti, di cui non erano informato, e che ho inserito nel post, dimostrano anche una destinazione personale di somme piuttosto significative ricevute da Kohl dal proprietario di una televisione privata tedesca.

      rimangono valide due considerazioni: la toale e definitiva emarginazione di Kohl comunque dallo scenario tedesco (lo stesso del resto è avvenuto con Schröder dal momento che non è più cancelliere) e il fatto che – contrariamente a quel che immaginiamo – la stampa si rivela nelle democrazie avanzate il principale NEMICO della democrazia.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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