6 risposte a “l’altra faccia della libertà.

  1. Purtroppo in Italia la delinquenza e’ reato ma la prepotenza non lo e’, e spesso il prepotente si serve delle Leggi per usarle a suo comodo oppure le scavalca senza trasgredirle. Non oso commentare quello che un prepotente puo’ fare quando e’ in suo potere fare o modificare le Leggi….

    • caro michele, o meglio miki,
      in un primo momento questo tuo commento mi ha messo in crisi, perché mi è parso che, se la prepotenza non è reato, certamente non potrebbe esserlo neppure la libertà di prepotenza, che io invece ho definito delinquenza.

      ma poi ho pensato meglio, e credo di avere trovato la soluzione, che vorrei esporti attraverso un frammento di dialogo pseudo-platonico.

      – Dimmi, o Michele, che cos’è la prepotenza?

      – È facile risponderti, o Bortocal: è l’essere prepotenti.

      – Molto bene, Michel, ma l’essere prepotenti come si manifesta? Potresti tu dire che gigio è prepotente se non avessi delle concrete manifestazioni della sua prepotenza?

      – O Bortocal, gigio è un prepotente perché tutti i giorni tenta di imporre la sua volontà agli altri.

      – Giusto, o Michele, ma il desiderio soltanto di realizzare la propria volontà basta a definire un uomo prepotente?

      – Non ti capisco, o Bortocal.

      – Proviamo a riflettere assieme, o Michele: il desiderio di imporre la propria volontà con mezzi leciti basta a definire un uomo prepotente?

      – Oh, certamente no, mio caro Bortocal.

      – Possiamo dire che qualche volta chi cerca di realizzare ciò che rientra nelle sue aspirazioni con mezzi leciti e ci riesce, se non vi è nulla di illecito in quel che fa per arrivare al risultato, è soltanto persona più capace di altri?

      – Penso di sì, o Bortocal, se non vi è nulla di illecito.

      – Ma allora, o Michele, ciò che caratterizza il prepotente è l’uso di mezzi illeciti per raggiungere i suoi scopi?

      – Così parrebbe, o Bortocal.

      – E secondo te, Michele, vi è qualche differenza fra l’illecito e l’illegale?

      – Certamente, o Bortocal: per esempio nel campo sportivo vi è molto di illecito che non è affatto illegale: un fallo di mano non è un reato; in questo caso si violano soltanto le regole del gioco, non le leggi.

      – Giusto, Michele: ma potremmo dire allora che le regole sono un particolare tipo di leggi valide solo in un campo determinato?

      – Parrebbe di sì, o Bortocal, ma forse dovrei poterci pensare meglio.

      – Facciamo così: se una persona, giocando a calcio, facesse continuamente lo sganmbetto ai giocatori della squadra avversa, tu diresti o no che questa persona è prepotente?

      – E come no, o Bortocal? Bella prepotenza sarebbe questa di pretendere di giocare facendo continuamente lo sgambetto senza essere mai fischiati dall’arbitro!

      – E pretendere poi di cambiare l’arbitro ogni volta che fischia…

      – Non mi dire, Bortocal, e riuscirci anche…

      – Eccoci dunque arrivati al centro della nostra riflessione, o Michele: tu questa persona la definiresti un delinquente, calcisticamente parlando?

      – No, Bortocal mi sembrerebbe esagerato, nonostante tutto: non di crimini si tratta, ma di semplici falli.

      – Hai ragione, però dimmi: se tu fossi sugli spalti e vedessi un giocatore della squadra avversaria comportarsi così, ti verrebbe spontaneo o no di gridargli delinquente?

      – Oh, puoi giurarci, o Bortocal, e anche molto di peggio mi verrebbe in mente di gridargli.

      – Vedi dunque che questa è appunto la cosa che ho fatto io nel mio post.

      – Eh eh, sei stato bravo a rigirare la frittata, o Bortocal, ma non mi pare affatto che tu abbia dimostrato che un prepotente è anche un delinquente e che la prepotenza configura dei reati; ed anche quel giocatore che fa tanti falli è scorretto, mica delinquente.

      – Hai ragione, o Michele, ma intanto fammi osservare che tu certamente non l’avresti mai sospettato che 15 anni fa, quando il capitano della suqadra avversaria scese in campo, lo avrebbe fatto per giocare a questa maniera, vero?

      – Se qualcuno lo avesse immaginato, quello certamente sarebbe stato trattenuto fuori dal campo.

      – Hai ragione, ma dimentichiamo che chi poteva e doveva farlo non lo ha fatto e torniamo al punto: se quel giocatore che gioca facendo continuamente falli è scorretto, che cosa ci permette di dire che è scorretto?

      – Che domanda, Bortocal: i falli; ma non capisco dove vuoi arrivare.

      – È presto detto, o Michele: e che cosa ci permette di dire del prepotente che è prepotente?

      – Sei sempre piu lapalissiano, o Bortocal: le prepotenze!

      – Mi sapresti fare qualche esempio di prepotenza, o Michele? ma ricordati che abbiamo definito la prepotenza come uso di mezzi illeciti…

      – Non c’è bisogno che me lo ricordi, o Bortocal: è un prepotente chi cerca di costringere ccon la violenza, oppure con le minacce, o con le offese.

      – Ben detto, o Michele, ma violenza, minacce offese sono mezzi leciti?

      – Certamente no, o Bortocal.

      – E sono anche mezzi illegali, o Michele?

      – Certamente.

      – Possiamo dire che sono comportamenti che violano la legge?

      – Certamente sì, o Bortocal,

      – Quindi, o Michele, la legge non priobisce la prepotenza, ma però proibisce tutti i singoli comportamenti che rendono una persona prepotente?

      – Così sembra, o Bortoal: come hai fatto a incastrarmi così?

      – Non temere, o Michele, nulla verrà usato contro di te: però ho ancora una domanda.

      – Dimmi, o Bortocal.

      – Forse la legge non vieta la prepotenza come concetto generico per impedire che tanti incapaci intasino i tribunali di denunce posticce semplicemente perché accusano di prepotenza chi è più capace di loro, anche quando non usa alcun mezzo illegale per affermare le proprie idee, o Michele?

      – Non so perché la legge non punisce la prepotenza in astratto, ma punisce le violenze sì, le minacce sì, le offese sì, le calunnie sì.

      – La legge punisce chi pretende di poter fare violenza, offendere, calunniare, minacciare fino a che si limita a chiederlo. o Michele?

      – No, non lo punisce.

      – Ma tu che diresti, di uno che non usa violenza, minaccia, offende, calunnia solo occasionalmente e come trascinato dalla foga di un momento, ma abitualmente, tanto da pretendere che questi suoi comportamenti siano accettati e da mettersi a gridare che si attenta alla sua libertà se qualcuno glielo impedisce?

      – Direi che è un bel delinquente, caro Bortocal: peggio direi che è un delinquente abituale.

      – E allora, caro Michele, possiamo giusto concludere, dopo averci impiegato un bel po’ di tempo in più, che proprio chi grida alla libertà di prepotenza dimostra con questo di essere il più incallito dei delinquneti, non ti pare?

      – Pare anche a me, o Bortocal.

      – La libertà di prepotenza si chiama delinquenza?

      – Effettivamente, potrebbe anche chiamarsi così, o Bortocal.

      – Beh forse mancava un “potrebbe” al borforsima, cma credo che sia solo un problema dello stile aforistico…

    • (per chi lo desidera e me lo chiede, foto autentica personale in testa al commento, per far passare in secondo piano il mostricciattolo verde in questo caso)

    • benvenuta Angela, anzi bentornata da queste parti.

      spesso il prepotente non ha bisogno di permessi, però condivido che chi non prova ad ostacolarlo si rende complice della sua prepotenza, o meglio delinquenza.

      (come per patrizia e luisa, previa autorizzazione posso inserire una foto di chi commenta, se si sente angosciato dagli avatar sgorbio che wordpress attribuisce ai commentatori…

      ciao 🙂

  2. Pingback: la libertà di prepotenza. bortocal 2 – 18 gennaio 2010 – 49 – cor-pus-zero·

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