52. il divorzio vietato del Concilio di Trento (il santo divorzio cristiano e il sacramento del sesso, I).

dalle discussioni di questi giorni con un amico e da una strana coincidenza è nato un mio approfondimento sul tema del matrimonio come sacramento che non mi pare privo di significato.

ecco che inizio un post che si preannuncia lungo e ostinatamente filologico; tenterò di vivacizzarlo con un tessuto narrativo, ma temo che ci sia poco da fare.

col senno di poi, decido e registro questa decisione qui, di costruirlo a puntate, piuttosto.

* * *

sai, quando mi hai detto che ti stavi interessando al tema del matrimonio e del divorzio dal punto di vista della Chiesa, ero giusto arrivato alla pag. 1.029 della Istoria del Concilio Tridentino di Paolo Sarpi, Einaudi, 1974, un libro che avevo cominciato a leggere in Italia a metà gennaio, nel mio ultimo viaggio laggiù, e che mi sono portato a Stoccarda, per provare a finirlo, ma è difficile riuscirci quando sono distratto da tante cose inutili come il lavoro.🙂

. . .

Il seguente giorno furono dati fuori gli articoli del matrimonio per esser disputati la settimana seguente da teologi (…)

Erano gli articoli 8, sopra i quali si doveva disputare se erano ereticali e si dovessero dannare:

1. Che il matrimonio non sia sacramento instituito da Dio, ma introddozione umana nella Chiesa e che non abbia promessa alcuna di grazia (…)

siamo nelle cronache del Sarpi al 3 febbraio 1563, e temo che il 3 febbraio fosse pressapoco il giorno in cui  tu mi hai parlato di questo.

ti ho promesso che me ne sarei occupato; posso anticiparti subito che l’analisi dei testi mi ha portato proprio a quella tesi che compare per prima qui sopra, che il matrimonio sia istituzione umana.

sulla quale i santi padri del Concilio di Trento si espressero invece così:

Il 9 del mese di febbraro fu la prima congregazione de’ teologi sopra il matrimonio.

Parlò il Salmerone con molta magniloquenza, e sopra il primo articolo disse le solite cose de’ scolastici (…)

L’ altro giorno seguì il decano di Parigi, che dell’insituzione del matrimonio e della grazia che in quello si riceve e del dannare chi lo asserisce invenzione umana parlò abondantemente con dottrina scolastica.

il 15 febbraio la discussione si chiuse su questo punto:

Proseguendosi le congregazioni, nella prima classe furono i teologi tutti concordi in condannare il primo articolo e tutte le parti sue come eretiche.

ben poca attenzione, come si vede, fu dedicato al tema, come cosa ovvia; ma così ovvia non è.

e se ne dedusse, come cosa altrettanto ovvia, la sua indissolubilita` assoluta.

. . .

purtroppo invece è proprio a questa tesi ereticale della natura umana del matrimonio e della sua naturale dissolubilita` conseguente che io credo; ma fin qui nulla di strano, direi.

solo che le mie letture o riletture mi hanno condotto a ben altro: addirittura a sorpresa al sacro divorzio cristiano; basta rileggere i testi di riferimento con un poco di attenzione per accorgersene, basta seguire le tracce nascoste che offrono, per arrivare qui.

ma non anticipiamo troppo: solo quel tanto che basta forse a creare un accenno di curiosità e poi pigliamoci tutto il tempo: ogni scoperta esige concentrazione ed impegno, non ci sono scorciatoie. 

* * *

i testi di riferimento centrali sono due:

il Vangelo secondo Marco, 10

il Vangelo secondo Matteo, 19.

e noi adesso inizieremo ad analizzare nel dettaglio questi testi.

partiamo dal secondo, dal testo che, secondo ogni ricostruzione, sia quella classica, sia la mia, è il più antico dei due: partiamo dal Vangelo secondo Marco.

nel Vangelo secondo Marco l’episodio in cui Jeshu viene tentato da alcuni farisei con un quesito capzioso sul tema del matrimonio (Cap. 10) viene collocato dopo la trasfigurazione, la guarigione di un epilettico e la predicazione in Galilea con la predizione del proprio martirio (cap. 9), giusto all’ingresso “verso la regione della Giudea e nel territorio aldilà del Giordano”, e prima  dell’episodio famoso dei bambini e della parabola del giovane ricco: quindi nella marcia di avvicinamento a Gerusalemme, per lo scontro finale, che viene narrata nel capitolo successivo (cap. 11).

nel Vangelo secondo Matteo lo schema narrativo è lo stesso, pur se ogni racconto è leggermente amplificato: trasfigurazione e guarigione dell’indemoniato, con profezia del martirio (Cap. 17) e trasferimento di Jeshu “nel territorio della Giudea al di là del Giordano”, con successivo riferimento (abbreviato) all’episodio dei bambini, poi la parabola del giovane ricco (Cap. 19); l’ingresso a Gerusalemme  è al Cap. 21; i due capitoli in più (Cap. 18 e Cap. 20) sono occupati principalmente da detti e parabole in più.

in entrambi gli episodi, almeno ad una lettura superficiale, il racconto è pure sostanzialmente identico, e si conclude con la celebre affermazione “Non divida dunque l’uomo quello che Dio ha unito” (Marco, 10, 9); “Dunque non divida l’uomo quello che Dio ha congiunto” (Matteo, 19, 6); sulla quale si fondano la dottrina cristiana della indissolubilità del matrimonio e la teoria del carattere sacramentale del matrimonio stesso.

nessun dubbio quindi sul fatto che i due testi sono ricalcati l’uno sull’altro: il Vangelo secondo Matteo su quello secondo Marco, secondo la tesi riconosciuta del loro rapporto cronologico e anche secondo l’evidenza, dato che ne rappresenta un ampliamento.

e ben si comprende che a fronte di una consolidata tradizione intepretativa i santi padri conciliari a Trento, quattro secoli e mezzo fa, avessero ben poco di cui discutere.

per noi non sara` cosi`.

* * *

ma prima una necessaria nota di inquadramento preliminare.

Marco è più antico di Matteo, e di solito Matteo riprende, rielabora e arricchisce Marco, quindi per questo aspetto potrebbe apparire che non vi siano problemi nel rapporto fra questi due resoconti; sorprende semmai che di questo episodio non si trovi traccia evidente né in Luca né in Giovanni (per non parlare del cosiddetto quinto vangelo, quello di Giuda il Gemello, noto come Tommaso).

attraverso le mie ricerche degli ultimi quattro anni sono arrivato alla convinzione che, pur nella premessa che tutti questi testi sono stati ripetutamente rielaborati e sono il frutto di manipolazioni successive, l’ordine storico della composizione loro e dei testi loro collegati sia ben diversa da quella tradizionale e che almeno i nuclei originari di queste diverse opere si siano costituiti in questo ordine:

Detti di Jeshu di Giuda il Gemello,

fonte Q (una diversa raccolta di detti di Jeshu, ricavabile dal vangelo seocndo Luca),

Vangelo dei discepoli (la raccolta di testimonianze sulla vita di Jeshu degli ultimi testimoni oculari, alcuni dei suoi discepoli, che sta a fondamento del tardo Vangelo secondo Giovanni – poi ricostruito, per una erronea interpretazione successiva del testo, come narrazione continuata di un unico autore, che pone irrisolvibili contraddizioni cronologiche – e che ho provato ad estrarre da questo),

Vangelo secondo Marco,

Vangelo secondo Matteo,

Vangelo secondo Giovanni nella versione attuale,

e poco prima della metà del II secolo il Vangelo secondo Luca che, con gli Atti degli Apostoli, segue di poco la creazione della leggenda di Paolo e la prima edizione delle sue lettere, ampiamente falsificata da Marcione, col che si va a concludere l’epoca eroica, durata poco più di un secolo, della invenzione di nuovi vangeli cristiani.

queste mie tesi sono così abnormi dagli studi correnti e del resto così difficilmente dimostrabili salvo che per la straordinaria coerenza interna della ricostruzione che si rivela in grado di spiegare molti passaggi altrimenti assolutamente enigmatici, che non ti chiederò di accettarla, ma semplicemente di assumerla come traccia nella lettura di quel che seguirà: proverai ad ammetterla come una fantasia, quando verrà il momento e ti chiederò di farlo, ma per ora puoi anche dimenticarla, e seguirmi in una semplice lettura interna dei testi che fondano la dottrina cristiana del matrimonio.

tuttavia, almeno per le prime considerazioni, potrai anche dimenticarti di questa mia ipotesi e leggermi considerando valide le dattazioni tradizionali.

* * *

(continua qui 54-il-santo-divorzio-cristiano-ii)

2 risposte a “52. il divorzio vietato del Concilio di Trento (il santo divorzio cristiano e il sacramento del sesso, I).

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