7 risposte a “67. l’8 marzo di Jeshu (il santo divorzio cristiano, V).

  1. Sono contento che stai approfondendo il tema Bibbia: l’ho fatto anch’io con un biblista (vedi http://ctrlaltcanc.splinder.com/post/18521304 e http://ctrlaltcanc.splinder.com/post/18740897) scoprendo che ahimè, le nostre traduzioni in quanto tali inevitabilmente perdono per strada molto del significato originale dei testi. Volevo però farti un appunto su quel termine “dei”. Se effettivamente nel testo originale ebraico c’è scritto “Elohim”, cioè “dei” e non “Eloì”, ovvero “Dio”, non significa che bisogna intendere il termine al plurale. Detto in maniera molto semplice, nella lingua ebraica esiste la possibilità di affibbiare un superlativo ai nomi, e non solo agli aggettivi come nell’italiano. Dunque un ebreo per dire che un’automobile è bella può dire che “è un’automobilissima”. Nell’ebraico arcaico, quello in cui è stata redatta la Genesi, il corrispondente del nostro suffisso “-issimo” non esisteva, e dunque veniva sostituito dal plurale. Dunque, tornando all’esempio di prima, nell’ebraico arcaico “un’automobilissima” sarebbe stata definita “un’automobili”. L’“Elohim” della Genesi quindi non va quindi inteso come “gli dei” ma come “il Diissimo”, una cosa intraducibile quindi, e lo conferma il fatto che il verbo che segue è singolare. Si tratta quindi una sorta di pluralia maiestatis, giustificato anche dal fatto che questi testi sono stati messi per iscritto, dopo secoli di tradizione orale, durante la schiavitù ebraica in Babilonia: lo dimostra il fatto che nei versetti successivi è ripetuto più volte “E fu sera e fu mattina” e non “E fu mattina e fu sera” come sarebbe più logico, ma per un ebreo (così come per un egizio o per noi) il giorno inizia a mezzanotte e quindi c’è prima la mattina e poi la sera, mentre per un babilonese inizia a mezzogiorno. Gli Ebrei in Babilonia erano schiavi e in un ambiente politeista e dunque ragionarono di conseguenza.
    Sono stato un po’ sbrigativo ma il tempo è quello che è, e avrei anche altre osservazioni da fare. Comunque ho le registrazioni in mp3 delle serate di questo biblista e mi piacerebbe fartele avere in qualche modo per sapere le tue impressioni. Renato De Zan è un colto professore friulano cresciuto in Germania, amante della laicità e convertitosi al cristianesimo dopo 25 anni di ateismo e un estate passata a studiare il nuovo testamento in greco: sono sicuro che ti piacerà…

    • caro Andrea,

      nel bene o nel male è da 4 anni che sto dedicando una parte importante della mia scrittura da blog al tema delle origini cristiane, tanto che per me il blog, pur se ricco di tanti altri aspetti, ha coinciso con la riscoperta forse più sistematica e personale di alcune ricerche che aveva iniziato anche qualche decennio fa, ma che allora non avevano prodotto niente di personale.

      purtroppo non ho nessuna conoscenza della lingua ebraica: colpevolmente persi questa occasione all’università, e ora ho questa lacuna grave per parlare a fondo di alcune problematiche.

      tu dici che nell’ebraico antico il plurale corrisponde ad un superlativo.

      io non posso né smentirti nè confermare quello che dici per esperienza diretta; tuttavia posso almeno chiederti di farmi qualche altro esempio nel testo biblico di plurali con valore di rafforzativo.

      perché se questa regola (in astratto non impossbile – anche sotto il fascismo si dava del Voi alle persone importanti) dovesse riguardare solo il termine Elohim, sarebbe lecito dubitarne.

      una delle principali difficoltà di chi prova a studiare i testi cristiani con obiettività è che c’è sempre pronto qualcuno a correre in soccorso della interpretazione tradizionale, molto spesso con assurde forzature.

      ti rimando come esempio proprio al primo post che ho scritto sul bog su questo argomento, a dimostrazione, credo definitiva. almeno per quanto mi riguarda, della assoluta inconsistenza della lettura cattolica dei passi evangelici dove si parla dei fratelli di Jeshu:
      http://bertolauro.blogs.it/2006/01/22/45_se_devi_dire_una_bugia_dilla_grossa~495744/

      inoltre non è affatto vero che il verbo che segue Elohim è sempre al singolare: basta pensare alla più famosa di tutte le frasi che gli Elohim pronunciano: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”! rimasta al plurale attraverso i secoli persino nella traduzione in latino di san Gerolamo.

      e sottolineo che qui, siccome l’uomo fatto a immagine e somiglianza degli dei è creato maschio e femmina, ne consegue necessariamente che anche gli dei sono maschi e femmine; come del resto ricordava a proposito del Dio cristiano anche l’indimenticabile papa Luciani, quando disse che Dio non era solo Padre, ma anche Madre.

      ti rimando anche alla voce, per quanto molto grossolana, di wikipedia italiana: http://it.wikipedia.org/wiki/Elohim

      molto migliore e più seria (ovviamente) la stessa voice nella versione tedesca, che chiarisce molto meglio alcuni punti essenziali e anche il rapporto col termine Jahwé: http://de.wikipedia.org/wiki/Elohim

      sottolineo inoltre che il singolare usato dopo il plurale Elohim potrebbe sembrare proprio per questo una evidente manipolazione successiva (tornando all’esempio di prima, si può anche accettare che Voi, oppure Sie in tedesco (Loro) siano forme di cortesia, ma a nessuno verrebbe in mente di farli seguire per questo dal singolare: Voi sei, Sie ist (Loro è).

      del resto un riferimento agli dei, ricordo confusamente, sta anche nel versetto di non so più quale profeta, dovrei fare lunghe ricerche per ritrovare la citazione.

      ho dei dubbi anche sul fatto che la nostra Bibbia sia direttamente un assemblaggio di tradizioni orali messe insieme a Babilonia: non mi risulta che nessuno studioso abbia mai fatto questa ipotesi; o almeno occorrerebbe chiarire meglio qualche passaggio: nel libro di Esdra si racconta bene, ad esempio, come Esdra espone al popolo il presunto testo della Bibbia ritrovato da lui, come testo scritto.

      Esdra mentiva piamente e mostrava al popolo invece un testo composto da lui sulla base di tradizioni orali?

      no, non è credibile: Esdra lavorava su almeno due, ma a me pare tre diverse versioni della Bibbia (forse la terza era sua), qualcuno dice 4 (vedi wikipedia tedesca): altrimenti avrebbe evitato le contraddizioni evidenti fra le due bibbie diverse che stava ricucendo assieme nei due racconti della creazione o nei due diversi e incompatibili racconti del diluvio faticosamente raffazzonati assieme, e questi testi non potevano essere troppo recenti e già noti agli esuli babilonesi tornati in Palestina, per quanto illetterati, altrimenti sarebbe stato sbugiardato subito.

      allora le tradizioni orali antiche fondavano indubbiamente più antiche versioni scritte che avevano preceduto di decenni almeno o secoli la versione della Bibbia che noi oggi utilizziamo, ma è una scorciatoria impropria dire che questa Bibbia si fondava su tradizioni orali.

      anche io sono stato sbrigativo, ho trascurato per non abusare della tua pazienza di ulteriori considerazione di tipo storico-culturale, che ritengo convalidino l’analisi strettamente filologica, e ti prego di non offenderti per questo, ma questa discussione mi interessa molto, ovviamente, e ti sono grato delle critiche.

      anche di quelle che verranno.

      ciao.

    • cara patrizia,

      sto facendo come le formichine: accumulo, accumulo.

      ricorderai che questa ricerca partì appena ti conobbi, in volo verso Mumbai, quando scoprii l’esistenza di Giuda Tommaso, il fratello gemello di Jeshu.

      da allora, come forse avrai visto, credo di avere accumulato diverse decine di post; comincio ad avere lo schema mentale non di un libro solo sul tema, ma almeno di un paio di libri.

      il secondo di questi libri l’ho cominciato nella pagina accanto.

      non so se al libro alla fine arriverò: dico solo che è una bella soddisfazione lavorarci su.

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