134. il triplo filtro che NON era di Socrate.

una persona che mi vuole bene mi manda il seguente racconto:

Nell’antica Grecia si pensava che Socrate possedesse la conoscenza nel più alto grado.

Un giorno un conoscente incontrò il grande filosofo e gli disse:

“Lo sai che cosa ho sentito poco fa sul tuo amico?”

“Aspetta un minuto – rispose Socrate -, prima che tu mi dica qualcosa, voglio che tu superi una piccola prova, che si chiama la prova del Filtro Triplo”.

“Filtro triplo?”

“Esatto – continuò Socrate -, prima che tu mi dica qualcosa sul mio amico, potrebbe essere una buona idea prendersi un momento e filtrare quello che tu stai per dire.

Questo è quello che io chiamo la prova del Triplo Filtro”.

Il primo filtro è la verità.

Sei assolutamente sicuro che quello che stai per dirmi è vero?”

“No – disse l’uomo -, in questo momento l’ho appena sentito dire e…”

“Bene, – disse Socrate – quindi tu non sai se è veramente vero oppure no.

Ora fammi provare il secondo filtro, il filtro della bontà.

Quello che stai per dirmi del mio amico è qualcosa di buono?”

“No, al contrario…”

“E così – continuò Socrate -, tu stai per dirmi qualcosa di cattivo su di lui, ma non sei sicuro che sia vero.

Tu puoi ancora superare la prova, però, perché resta ancora un filtro: quello dell’utilità.

Quello che stai per dirmi sul mio amico risulterà utile per me?”

“No, no davvero…”

“Bene, – concluse Socrate – se quel che vuoi dirmi non è né vero né buono e neppure utile, perché mai dirmelo?”

Questo era il motivo per cui Socrate era un grande filosofo ed era tenuto in così grande considerazione.

* * *

questo modo di criticarmi è così delicato, allusivo e sottile che è segno da solo di una grande distinzione.

però mi è ben difficile riconoscere Socrate in questo racconto: mi pare che piuttosto qualcuno abusi del suo nome.

qui Socrate chiede al suo conoscente se è “assolutamente sicuro” della verità di quel che sta per raccontargli; ma il vero Socrate lo si riconosce piuttosto in questa definizione:

Verità assolute? Socrate ha l’ambizione di aiutare gli altri a “partorire” la verità: ma non si tratta di Verità assolute, ma di verità da mettere perennemente in discussione.

insomma, per Socrate la verità è sostanzialmente un atteggiamento mentale di ricerca, è solo un oscuro oggetto del desiderio, e può essere raggiunta solo parlando delle proprie verità, sapendo che sono relative e imperfette.

se si potesse parlare solo di verità assolute, occorrerebbe il perfetto silenzio.

* * *

Socrate parla anche della necessità che ciò che si dice sia buono.

per Socrate la bontà consiste nella conoscenza del bene, cioè in ultima analisi è buono chi ha amore per la conoscenza e cerca di conoscere che cosa sia il bene.

questo ci riporta a quanto abbiamo appena visto a proposito della verità.

nessuno può sapere a priori che cosa sia buono; peggio per chi presume di saperlo, è soltanto uno sciocco.

la bontà stessa è un concetto relativo: ciò che è buono per me potrebbe non esserlo per chi mi ascolta, e viceversa.

* * *

il terzo filtro attribuito a Socrate sarebbe fondato sull’utilità.

ma il concetto di utilità è profondamente estraneo alla filosofia di Socrate, anzi  gran parte della sua polemica contro i sofisti è fondata sul fatto che essi usano l’utilità come criterio alternativo a quello della verità.

in altre parole Socrate è un relativista dei valori, che però crede ai valori, e rifiuta il relativismo usato contro i valori.

notare questo punto, per favore: è centrale.

mica è un caso che, se metti in google la parola utilità assieme a quella di Socrate, ti escono prima di tutto decine di risultati che riportano questa storiella, inventata da chissà chi.

ma nel Fedro, ed esempio,”Socrate rifiuta di adottare i criteri di giudizio del suo avversario, fondati sul calcolo dell’utilità individuale, e tenta di sostituirli con un sistema di valori totalmente diverso“.

il vero Socrate non avrebbe mai chiesto di usare il filtro dell’utilità, dato che ha passato la sua vita a combattere contro i modi di vivere e di pensare fondati sull’utilitarismo.

non sarebbe neppure morto bevendo la cicuta per rispettare una legge chiaramente sbagliata, se avesse fatto riferimento al concetto di utilità.

* * *

Socrate non sarebbe neppure caduto nel gravissimo errore logico compiuto dall’autore di questa piccola parabola alla fine, quando identifica ciò di cui non possiamo sapere con assoluta certezza se è vero oppure no, con ciò che non è vero.

* * *

ecco i motivi, cara amica, per cui noi non possiamo che parlare di ciò che ci appare abbastanza probabile che sia vero, ma senza alcuna certezza assoluta che lo sia, escludendo dal nostro parlare solo ciò che sappiamo che è falso – e sulla falsità è più facile raggiungere delle certezze assolute che sulla verità.

ecco perché dobbiamo dire quello che ci sembra probabilmente vero, senza nessuna certezza che esso sia buono oppure no per chi ci ascolta, ma lasciare all’ascoltatore questa scelta: se gli sembrerà buono continuerà ad ascoltarci, altrimenti ci lascerà a parlar da soli o con altri.

ecco perché non ci deve in alcun modo interessare se quel che diciamo possa essere utile oppure no, soprattutto utile a noi stessi.

dato che ci è ben difficile riconoscere ciò che ci è effettivamente utile da quel che non lo è.

* * *

ecco perché, cara amica, ti ringrazio di avermi fatto pensare al vero Socrate.

e ti prometto che continuerò a pensare, a parlare, a scrivere lungo la strada tracciata dai suoi veri insegnamenti.

* * *

una commentatrice scrupolosa ha poi scoperto addirittura la vera origine di questa leggenda: una barzelletta!

sentite qua:

Probabilmente i tuoi lettori in astinenza da post quotidiani si dedicano al ripasso. Deduzione che ha fondamento nella classifica dei tuoi post più letti che oggi vede in alta quota un Rosarno di gennaio e questo Socrate di aprile.
La ragione del mio commento? Ecco qui. Avevi scritto ”se metti in google la parola utilità assieme a quella di Socrate, ti escono prima di tutto decine di risultati che riportano questa storiella, inventata da chissà chi.” e io ho fatto la prova.
Oggi i risultati sono: sul primo risultato per bontà sorvolo, il secondo e il terzo riguardano il dialogo Eutidemo, ma al quarto posto spicca 134. il triplo filtro che NON era di Socrate. « Cor-pus
Vedi? hai cambiato le cose e, come nel caso di Barbara lo sciacallo, cantando fuori del coro.
Se la rete incide sulla ns mentalità è altrettanto vero che la rete possiamo farla noi. Buon lavoro, cantore solista.
ahhh ahha, vedo che sei ancora convinta che io abbia dei lettori, aldilà della decina di amici che mi seguono e mi aiutano con le loro critiche.
quanto all’astinenza da lettrice, santo cielo, cerca che non superi almeno la mia come scribacchino compulsivo: dopotutto ieri ho pubblicato SOLO tre post, anche se uno fotografico soltanto, e quello cinese direi che era abbastanza tosto, non solo per via del video…
ho rifatto la prova che hai fatto anche tu: ti informo che sembra nel frattempo io sia passato al terzo posto addirittura (quante volte hai cliccato sul link tu? ;)): confortante; peccato che non sia argomento da tesina per gli esami di maturità, ti assicuro che l’altro blog verso maggio aveva delle impennate di contatti molto mirati, eh eh.
beh, smettendo di scherzare, hai concluso con una frase molto saggia: che la rete la facciamo noi; cosa con cui mi trovi così d’accordo che nel sottotitolo di uno dei miei vecchi blog abbandonati avevo scritto (copiando da un commento che mi permetto di citarti):
“a fare un blog non è solo chi lo crea, ma anche tutti quelli che lo visitano”
(come del resto risulta con evidenza anche per questo blog!)
il blog era questo: http://bortocal.blogs.it/#
e te lo cito perché era certamente a prova di crisi di astinenza!
non avrei comunque mai pensato, nel mio piccolo, di arrivare a cambiare anche una sola pagina di Google!
grazie della segnalazione, naturalmente!
completo il precedente commento: la storiella di questo “Socrate” è uno dei jokes che creano gli studenti, molto gustosi quelli scientifici; in un blog del 2005 la storiella non finiva con l’elogio del tal Socrate ma con la constatazione: così egli non seppe mai che la moglie lo tradiva.
Deve essere bastato tagliare questa considerazione, allegare il resto in una di quelle mail catenadisantantonio e voilà che la biografia di un poveretto che non si può più difendere è arricchita da una favola.
Secondo Mircea Eliade è così che si creano i semidei, e con un pò di impegno anche gli dei, ci vuole solo tempo e fantasia.
ps. ora sei al secondo posto in Google….
ps2 Certo che son convinta che hai dei lettori. E io che sarei allora? Non vengo dall’altro blog, che, stai certo, non avrei messo nella barra Preferiti :lol: :lol: :lol:
e certo che ho dei lettori, ci mancherebbe anche che li sottovalutassi: pochi, ma buoni! ma non identifico i lettori – e metto in guardia chiunque lo pensasse – con gli accessi misurati col contatore che sta in un angolo del blog!
segno dei tempi, da oggi l’accesso al mio blog di là mi è interdetto: non mi riconosce più, ahh ahha
waw.. così hai più tempo per questo blog. Ragazzi, non staremo mai a secco!! :lol:
no, considerando che all’altro blog dedicavo oramai solo i ritagli di tempo, il rischio è che certi sfoghi che scaricavo di là, vengano incanalati in questo…
Noè, salvaci!!!
beh, sei tu che invocavi poco fa di non restare mai a secco…! :)
Rivendico il diritto di contraddirmi, che è poi come un girare la frittata :)
calma calma: girare la frittata è l’arte di saper mostrare che ogni cosa ha due aspetti, anche contrapposti fra loro, ma non necessariamente contraddittorii.
contraddirsi è avere i due piani contrapposti sovrapposti sullo stesso piano (!!!), e non c’è nessuna frittata da girare, allora!!!

:) :) :)

“due piani contrapposti sovrapposti sullo stesso piano”…!…
oh, Mithra,abbattilo, sacrifica il suo genio alla tua gloria

accidenti, vedi come è facile la scalata al successo: portato in alto dagli eventi, senza neppure saperlo!

davvero l’origine di questa storiella è quella che dici? siccome mi fai sentire ancora più cretino per il fatto di averle dedicato qualche attenzione, provo a resistere all’idea.

se ciò che l’interlocutore di Socrate voleva dirgli dell’amico era che lo tradiva con la moglie (e la storiella così è davvero gustosa perché va ad aggiungersi alla schiera degli aneddoti sull’inettitudine dei filosofi, come Talete che cade nel pozzo mentre calcola le orbite delle stelle – nota bene…), in che senso non era utile per Socrate sapere che la moglie lo tradiva?

mcc43 23 dicembre 2010 alle 20:55 scrive:

Cosa mi fai ricordare, la servetta che ride di Talete… anni fa, quando aspettavo che mia figlia desse uno dei suoi esami di filosofia per impossessarmi dei testi, le donne-filosofe andavano di moda. Sai quelle che scrivono per farsi ammirare dal maschile accademico fingendo di snobbarlo? Tremende. Una aveva scritto un testo elucubrando sulla servetta che ride di Talete quasi si trattasse di una Ipazia.

In quanto a Socrate, con il caratterino che aveva Santippe era meglio molto meglio per lui ignorare….

La battuta finale maliziosa viene da questo sito francese
http://fautrigoler.free.fr/html/triple_filtre.html, l’originale storiella è del 2003
http://100777.com/spiritual/three_filter_test ed è data come autore ignoto

Quante volte hai scritto con ragione che la rete serve anche a disinformare??

Replica bortocal 23 dicembre 2010 alle 22:01 scrive:

faccio ammenda: fino a che ci sarà una mcc43 in giro, sarà difficile pensare che la rete serva a disinformare…

la storiellina francese è splendida, letta in lingua ha poi il sapore malizioso di certi raccontini illuministici…

ma com’è che l’originale in inglese è invece proprio così anglosassone?

quello francese non sarà invece uno sviluppo creativo? 🙂

mcc43 23 dicembre 2010 alle 22:14 scrive:

sì, in altri siti infatti lo sviluppo portava ad indicare perfino Platone come terzo polo del triangolo. Quando si inventa, non ci sono limiti.

Replica bortocal 24 dicembre 2010 alle 15:06 scrive:

sì, soprattutto pensando che Platone era gay, anzi il primo gay riconosciuto e riconosciutosi come tale nella storia…

tutta da scoprire la relazione fra questa sua condizione e il suo pensiero…

24 risposte a “134. il triplo filtro che NON era di Socrate.

  1. Alla fine della lettura del tuo post sulle contraddizioni inesistenti, WP, coerente, consiglia quest’altro di un lustro fa come se fosse stato creato ieri. Si sa che il tempo della rete è un eterno presente, ma incocciare nella propria eternità internettiana è un sussulto.
    E’ anche un sospiro di sollievo vedere che la propria sopravvivenza si insinua in un bell’articolo. 🙂

    • sopravvivenza? taci, ho appena concluso il salvataggio manuale in word dei miei 20 blog su blogs.it, piattaforma che chiude tra un mese (dopo avere partecipato e pubblicizzato la partecipazione ad un progetto europeo sulla conservazione dei blog), cacellando migliaia e migliaia di blog, alcuni di un livello eccelso; e a questo punto ho pensato di ripubblicarli qui.

      solo a questo punto scopro che wordpress accetta inserimenti solo di 15 Kb, misura superata di centinaia di volte da ciascun blog o anche annualita` di blog, e quindi che un eventiuale salvataggio su wordpress dovra` essere a sua voltra fatto a mano, blog per blog.

      nulla e` eterno, neppure i blog e prima o poi verranno ingoiati nel nulla anche loro.

      cio` non toglie che e` stato veramente un piacere rileggere la nostra discussione!!!!

      grazie.

        • ciao, volevo ringraziarti.

          la via che mi hai indicato è molto interessante e la sto esplorando, anche se ieri non sono riuscito ancora a caricare nulla su blogspot, ma forse è dipeso da una connessione fissa molto ballerina in questi giorni.

          ti farò sapere.

            • non sono ancora riuscito a riprovare.

              ma ficcanaso proprio no!

              ne ho conosciute e ne conosco di donne davvero ficcanaso.

              ma tu non rientri neppure lontanamente nella categoria.

              (ah, forse è proprio per questo che ti preoccupi di non esserlo! 🙂 )

  2. Probabilmente i tuoi lettori in astinenza da post quotidiani si dedicano al ripasso. Deduzione che ha fondamento nella classifica dei tuoi post più letti che oggi vede in alta quota un Rosarno di gennaio e questo Socrate di aprile.
    La ragione del mio commento? Ecco qui. Avevi scritto ” se metti in google la parola utilità assieme a quella di Socrate, ti escono prima di tutto decine di risultati che riportano questa storiella, inventata da chissà chi. ” e io ho fatto la prova.
    Oggi i risultati sono: sul primo risultato per bontà sorvolo, il secondo e il terzo riguardano il dialogo Eutidemo, ma al quarto posto spicca _
    134. il triplo filtro che NON era di Socrate. « Cor-pus
    Vedi? hai cambiato le cose e, come nel caso di Barbara lo sciacallo, cantando fuori del coro.
    Se la rete incide sulla ns mentalità è altrettanto vero che la rete possiamo farla noi. Buon lavoro, cantore solista.

    • ahhh ahha, vedo che sei ancora convinta che io abbia dei lettori, aldilà della decina di amici che mi seguono e mi aiutano con le loro critiche.

      quanto all’astinenza da lettrice, santo cielo, cerca che non superi almeno la mia come scribacchino compulsivo: dopotutto ieri ho pubblicato SOLO tre post, anche se uno fotografico soltanto, e quello cinese direi che era abbastanza tosto, non solo per via del video…

      ho rifatto la prova che hai fatto anche tu: ti informo che sembra nel frattempo io sia passato al terzo posto addirittura (quante volte hai cliccato sul link tu? ;)): confortante; peccato che non sia argomento da tesina per gli esami di maturità, ti assicuro che l’altro blog verso maggio aveva delle impennate di contatti molto mirati, eh eh.

      beh, smettendo di scherzare, hai concluso con una frase molto saggia: che la rete la facciamo noi; cosa con cui mi trovi così d’accordo che nel sottotitolo di uno dei miei vecchi blog abbandonati avevo scritto (copiando da un commento che mi permetto di citarti):

      “a fare un blog non è solo chi lo crea, ma anche tutti quelli che lo visitano” (come del resto risulta con evidenza anche per questo blog!)

      il blog era questo: http://bortocal.blogs.it/#

      e te lo cito perché era certamente a prova di crisi di astinenza!

      non avrei comunque mai pensato, nel mio piccolo, di arrivare a cambiare anche una sola pagina di Google!

      grazie della segnalazione, naturalmente!

      • completo il precedente commento: la storiella di questo “Socrate” è uno dei jokes che creano gli studenti, molto gustosi quelli scientifici; in un blog del 2005 la storeilla non finiva con l’elogio del tal Socrate ma con la constatazione : così egli non seppe mai che la moglie lo tradiva. Deve essere bastato tagliare questa considerazione, allegare il resto in una di quelle mail catenadisantantonio e voilà che la biografia di un poveretto che non si può più difendere è arricchita da una favola. Secondo Mircea Eliade è così che si creano i semidei, e con un pò di impegno anche gli dei, ci vuole solo tempo e fantasia .
        ps. ora sei al secondo posto in Google….

        • ps2 Certo che son convinta che hai dei lettori. E io che sarei allora? Non vengo dall’altro blog, che, stai certo, non avrei messo nella barra Preferiti 😆 😆 😆

        • accidenti, vedi come è facile la scalata al successo: portato in alto dagli eventi, senza neppure saperlo!

          davvero l’origine di questa storiella è quella che dici? siccome mi fai sentire ancora più cretino per il fatto di averle dedicato qualche attenzione, provo a resistere all’idea.

          se ciò che l’interlocutore di Socrate voleva dirgli dell’amico era che lo tradiva con la moglie (e la storiella così è davvero gustosa perché va ad aggiungersi alla schiera degli aneddoti sull’inettitudine dei filosofi, come Talete che cade nel pozzo mentre calcola le orbite delle stelle – nota bene…), in che senso non era utile per Socrate sapere che la moglie lo tradiva?

          • Cosa mi fai ricordare, la servetta che ride di Talete… anni fa, quando aspettavo che mia figlia desse uno dei suoi esami di filosofia per impossessarmi dei testi, le donne-filosofe andavano di moda. Sai quelle che scrivono per farsi ammirare dal maschile accademico fingendo di snobbarlo? Tremende. Una aveva scritto un testo elucubrando sulla servetta che ride di Talete quasi si trattasse di una Ipazia.

            In quanto a Socrate, con il caratterino che aveva Santippe era meglio molto meglio per lui ignorare….
            la battuta finale maliziosa viene da questo sito francese
            http://fautrigoler.free.fr/html/triple_filtre.html, l’originale storiella è del 2003
            http://100777.com/spiritual/three_filter_test ed è data come autore ignoto
            Quante volte hai scritto con ragione che la rete serve anche a disinformare??

    • no, considerando che all’altro blog dedicavo oramai solo i ritagli di tempo, il rischio è che certi sfoghi che scaricavo di là, vengano incanalati in questo…

    • faccio ammenda: fino a che ci sarà una mcc43 in giro, sarà difficile pensare che la rete serva a disinformare…

      la storiellina francese è splendida, letta in lingua ha poi il sapore malizioso di certi raccontini illuministici…

      ma com’è che l’originale in inglese è invece proprio così anglosassone?

      quello francese non sarà invece uno sviluppo creativo?

      😉

      • sì, in altri siti infatti lo sviluppo portava ad indicare perfino Platone come terzo polo del triangolo. Quando si inventa, non ci sono limiti.

    • sì, soprattutto pensando che Platone era gay, anzi il primo gay riconosciuto e riconosciutosi come tale nella storia…

      tutta da scoprire la relazione fra questa sua condizione e il suo pensiero…

    • calma calma: girare la frittata è l’arte di saper mostrare che ogni cosa ha due aspetti, anche contrapposti fra loro, ma non necessariamente contraddittorii.

      contraddirsi è avere i due piani contrapposti sovrapposti sullo stesso piano (!!!), e non c’è nessuna frittata da girare, allora!!!

      🙂 🙂 🙂

      • “due piani contrapposti sovrapposti sullo stesso piano”…!…
        oh, Mithra,abbattilo, sacrifica il suo genio alla tua gloria

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