282. Kossiga senza la kappa.

muore a 82 anni, quindi giovane, un oligarca di questa sventurata repubblica dove si fa parte della nomenklatura a vita e sembra di colpo di stare al festival di Sanremo o ai funerali del papa: le parole buone si sprecano e le bassezze e le viltà finiscono soffocate sotto una sbobba dolciastra che sembra Apfelmuss.

* * *

il successo politico di Kossiga non è affatto dovuto alla Kappa, peraltro immeritata, ma più alla psicanalisi che alla politica.

Kossiga fu colui che uccise o lasciò uccidere o fece uccidere il padre, cioè Aldo Moro, e la classe politica che quasi unanime aveva deciso quella morte gli fu riconoscente a vita e, come si vede, anche post mortem.

lui le aveva dato una copertura perfetta, col rifiuto della trattativa con le Brigate Rosse e con la gestione maldestra oppure subdolamente perfetta di indagini che arrivarono alla porta della prigione e poi lasciarono perdere perché dall’altra parte nessuno rispondeva al campanello o che fecero uscire da una seduta spiritica il nome Gradoli, e lui fece setacciare il paese e non la strada dove stava imprigionato il suo maestro.

oh il piacere sottile di sputtanare il grande maestro che invocava con toni umanissimi dal suo buco di due metri quadrati di avere salva la vita, la beffa atroce di Moro che scrive a Cossiga in via riservata e senza troppe prudenze e si vede sbattuta la lettera un po’ troppo spregiudicata sui giornali, con un effetto da maestro sull’opinione pubblica addestrata subito a ripetere come  era freddo quell’uomo che non dedica una parola ai 5 uomini della sua scorta caduti inutilmente per difenderlo.

o la sublime ipocrisia, dopo che le Brigate Rosse hanno portato a termine il compito che gli esperti di guerra psicologica americana e la classe dirigente italiana si attendono che svolgano, delle sventagliate dimissioni, valide a costruirsi un piedistallo da Catone per ascendere alle più alte cariche, di diventare subito per sudata ricompensa capo del governo e dire perfino l’indicibile verità all’opinione pubblica, una verità talmente inaccettabile da non potere essere riconosciuta neppure se detta apertamente:

Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo.

Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto.

* * *

come realizzatore della pulsione omicida di tutti, l’elezione a presidente della repubblica di Cossiga fu un trionfo: un voto quasi unanime, alla prima votazione, con un Partito Comunista che lo sospinge grato ed entusiasta sulla sede che era stata di Pertini, un eroe della Resistenza.

non valse a dissuadere il Partito Comunista che Cossiga  di fronte al movimento del 1977, avesse mandato i blindati a Bologna contro gli studenti che potestavano per l’uccisione in piazza di un loro compagno e che in scontri successivi a Roma contro una manifestatione pacifista venisse uccisa con un colpo alle spalle Giorgiana Masi.

e  neppure che, come Presidente del Consiglio nel 1979 avesse rivelato ad un ministro, Donat Cattin, che il figlio terrorista stava per essere arrestato, consentendogli di fuggire: lo stesso Partito Comunista che ne aveva chiesto per questo la messa in stato d’accusa in Parlamento, lo votò entusiasta nel 1985 come presidente, salvo chiederne di nuovo la messa in stato d’accusa qualche anno dopo per attentato alla Costituzione.

del resto i realizzatori di questi capolavori politici di trent’anni fa sono quelli che hanno allevato la classe dirigente dell’attuale Partito Democratico, e con questo ci siamo spiegati tutto.

la messa in stato d’accusa fu dovuta a Berlinguer, che era cugino di Cossiga e a cui questi aveva raccontato quel che era successo; poi Cossiga negò pubblicamente, ovviamente, per vent’anni, poi quando il reato cadde in prescrizione  cedette alla vanità e raccontò al Corriere della Sera quel che aveva fatto: nessuno fece una piega, ovviamente, in questo paese di impuniti.

* * *

Cossiga, il più giovane Presidente della Repubblica della nostra storia, dopo un po’ si stufò di fare il presidente e distrusse deliberatamente il capolavoro politico che aveva realizzato con la sua elezione, o meglio il suo io narciso trovò che i partiti lo riverivano troppo poco, e lui si diede a “picconare”, facendo uscire per la prima volta dal nulla politico quella parte di opinione pubblica sguaiata ed incolta che fu subito dopo la base politica di Berlusconi.

ricordo con pena infinita le comparse quasi quotidiane del Presidente della Repubblica al telegiornale: affermava di volersi togliere dei sassolini dalle scarpe, ma in realtà non faceva altro che insultare pesantemente nei modi più volgari chiunque fosse oggetto quel giorno dei suoi malumori; tanto nessuno poteva replicare, e la gogna mediatica sollazzava il popolo.

che fosse notorio che il Presidente era disturbato psichicamente e soggetto a pesanti cure mediche antidepressive non diminuiva la goduria del pubblico, curioso di vedere a chi sarebbe toccata quella sera, e dei giornalisti, che gli vogliono ancora bene per quello.

a nulla servì la messa in stato d’accusa, perché il Parlamento la rifiutò; qualcuno preferiva le dimissioni, e lui alla fine li accontentò, ma solo due mesi prima della scadenza, sai la differenza, ma sempre buona per costruire il personaggio.

* * *

restò in politica e fece cadere il primo governo Prodi alleandosi con D’Alema (che oggi lo rimpiange pubblicamente) per portare l’Italia in guerra contro la Serbia; poi rivelò il suo passato di membro dell’associazione segreta Gladio; di fronte a recenti proteste di studenti invitò il governo a fare quel che faceva lui trent’anni prima: infiltrare il movimento di agenti provocatori, suscitare scontri di piazza e a questo punto massacrare gli studenti di botte con l’appoggio entusiasta dell’opinioone pubblica; e non avrebbe pianto se qualcuno ci avesse rimesso lavita, disse: testimonianza autobiografica da prendere sul serio, visto che ne aveva politicamente due sulla coscienza.

neppure frasi di questo tipo gli alienarono la simpatia spontanea e naturale che il popolo italiano nutre per i mascalzoni: l’unico guaio di Cossiga (rispetto a chi è venuto dopo di lui) è che lui non era davvero un mascalzone, era un ominicchio in fondo, ma si divertiva molto a far credere di esserlo; o forse era il mascalzone perfetto, disinteressato e per pura vocazione al male ipocrita democristiano, perché certamente a merito del personaggio si può dire che almeno non si è certo arricchito con la politica, lui.

comunque i suoi risultati politici dopo la presidenza, a parte il primo governo D’Alema, furono assolutamente deludenti, e lui si confermò una mina vagante capace di mandare a picco in breve tempo qualunque forza politica in cui entrasse; da ultimo di ritagliò un ruolo televisivo, ampiamente abusato e mitomane, di esperto di servizi segreti e trame.

* * *

Kossiga ha spianato la strada a Berluskoni, che come Mussolini con D’Annunzio, è stato l’allievo che ha superato il maestro, ed è stato molto peggiore di lui, ma solo perchè ha fatto gruppo: il berlusconismo è nato dalle sue  “picconate”.

eppure, umanamente, Kossiga forse è stato peggiore, a meno che la sventatezza e la mancanza di coscienza non siano un’attenuante.

Kossiga ha gigioneggiato fino all’ultimo giorno, è morto lasciando quattro lettere segrete – neppure si credesse di essere la Madonna di Fatima – a quattro pastorelli, che sono Napolitano, Berlusconi, Fini e … come si chiama il presidente del Senato?

il Corriere della Sera intitola che il popolo del web si divide e qualcuno dice “nessuna lacrima”: io non riesco neppure ad immaginare che qualcuno possa pensare di versarla una lacrima, a parte quelle finte dei cortigiani che recitano la parte.

* * *

poi leggo, passi D’Alema, passi il luogotenente di Prodi, Parisi, e persino Prodi stesso, ma Dilberto? il grande Diliberto segretario di non so più che Rifondazione o partito dei Comunisti Italiani?

le dichiarazioni di Diliberto sono un puro pezzo di cabaret, e quindi non le posso risparmiare né a me stesso né a chi passerà di qui:

Scompare con Francesco Cossiga una delle figure piu’ eminenti della storia repubblicana.

Anticomunista convinto, ha pero’ sempre sinceramente rispettato i comunisti.

Il piu’ delle volte lo abbiamo avuto come avversario, ultimamente – per le bizzarrie della politica italiana della cosiddetta seconda repubblica, da Cossiga giustamente mai apprezzata – lo abbiamo avuto anche come alleato.

(…) È stato  l’uomo (…) anche della nascita del primo governo a guida postcomunista, con i comunisti parte integrante.

Un bilancio si fara’  in seguito.

Ma guardandoci intorno desolati, lo ricordiamo con rimpianto, pensando ad una politica italiana repubblicana che oggi, nel basso impero imperante, evidentemente, non esiste piu’.

Alla famiglia, il cordoglio dei Comunisti italiani”.

mai dare il cordoglio prima di avere fatto il bilancio, direi.

e se Diliberto non si sente ancora pronto, passi pure di qui e ne parliamo…

per ora supera ogni immaginazione il Diliberto che ringrazia Kossiga per aver portato al governo i suoi sodali (chiamarli compagni non mi sento) a bombardare Belgrado a tappeto.

* * *

cosa diceva Brecht in quella poesia famosa dedicata ai soldati che marciano verso il fronte e non sanno che il loro nemico è quello che sta alla loro testa?

31 risposte a “282. Kossiga senza la kappa.

  1. oh come sottoscrivo questo tuo articolo
    oh come!

    morto giovanissimo, questo imputridito Servo dei Poteri.
    ho spento la tv e sono al computer a infilare perle in collanine, per evitare il gettito poco odoroso delle santificazioni di massa.

    • oh, cara patrizia, sei arrivata a commentarmi prima ancora che concludessi la rifinitura…

      indignatio facit postus, direi…

      che schifo questo coro si servi; lo sento perfino a 1.500 km di distanza con le finestre chiuse a doppi vetri per il freddo precoce e senza televisione!

      avrei potuto scrivere questo post ad occhi chiusi e senza leggere neppure una riga, non sarebbe cambiato nulla!

      però anche la tua frase è notevole, e vale da sola più del mio post.

    • Hallo, lieber Aron,

      was ich toll und wundebar finde ist dass du, der in Österreich lebst, ein solches Interesse für den Anschlag von Bologna und insgesamt für das italienisches Leben hast, aber du hast mir gesagt, dass deine Mutter italienerin ist, nicht wahr?

      Über den Anschlag von Bologna sind wir vielleicht nicht genau einverstanden: vi sono stati diversi processi: il primo ha condannato per la strage Fioravanti e altri estremisti di destra, il processo di appello li ha assolti dall’accusa di strage, ma li ha condannati per costituzione di banda armata, poi la Cassazione (il tribunale di terzo grado) ha annullato l’assoluzione dichiarandola illogica e ha ordinato di rifare il processo; il secondo processo di appello ha condannato questi che erano comunque dei terroristi fascisti che avevano fatto già altri attentati e ucciso varie persone, e la Cassazione ha confermato la condanna.

      quindi è una sentenza definitiva, anche se Fioravabti e la Mambro si sono sempre dichiarati innocenti, anche se poi sono indiscutibilmente colpevoli di altri onmicidi.

      oggi ho dedicato un paio d’ore a confrontare le due sentenze, quella di assoluzione e quella di condanna, e sinceramente è difficile formarsi un’idea molto precisa.

      però diversi giudici hanno lavorato per anni sulla questione e penso che dobbiamo fidarci anche un po’ di loro, no?

      un punto solo è molto chiaro ed indiscutibile: che i servizi segreti organizzarono una messa in scena e fecero trovare lo stesso tipo di esplosivo su un treno qualche mese dopo e quindi cercarono di creare confusione.

      ma su questo punto forse sbagli: i servizi segreti non cercavano affatto di dare la colpa ai terroristi di destra, cercavano di far credere che la bomba fosse stata messa dai libanesi, almeno così ho letto.

      Ich entschuldige mich, weil ich dir auf italienisch gescrhieben habe, aber auf dieser Ebene ist zu schwer für mich, die Sache auf deutsch gut zu erklären.

      Danke nochmal für deine Antwort.

      • Vielen Dank für die freundliche Antwort (obwohl wir anderer Meinung sind)!

        die Pässe, die von den SISMI Offizieren Musumeci und Belmonte im Zug deponiert worden waren, hätten sehr wohl zu Rechtsextremen geführt – ebenso wie die Zeugenaussage von Ciolini – das läßt sich in diesem Spiegel-Artikel von 1983 ganz klar nachlesen:

        http://www.spiegel.de/spiegel/print/d-14018615.html

        woher mein Interesse für italienische Politik kommt?

        sicher durch meine Mutter, die sich sehr für Politik interessierte – und jeden Tag durch halb Wien fuhr, um sich ihren Corriere und die Reppublica zu kaufen.

        sie stand zwar politisch immer eher links, aber dem Kommunismus (anders als viele ihrer Freunde) kritisch gegenüber (im Gegenatz zu den kommunistischen Freunden war sie aber als Russisch-Studentin auch oft genug in die SSSR gereist)

        ich habe mich für Bologna interessiert, nachdem immer wieder von der “Strategie der Spannung” gelesen bzw. gehört hatte.

    • Sehr interessant: Manchmal scheint es, einen Roman von Dostojevskij zu lesen, der nicht nur Rußland, sondern die ganze Welt als Szenario hat.

      Was ich in meinem früheren Kommentar geschrieben habe, hatte ich nella sentenza d’appello gelesen:
      “i Servizi Segreti elargirono agli inquirenti bolognesi informative molteplici con le quali fecero ricadere la responsabilità della strage su elementi appartenenti a gruppi della destra internazionale e, nell’ambito della suddetta – e più vasta – “pista” internazionale, accreditarono informazioni sull’esistenza della c.d. pista libanese, “informazioni che gli stessi vertici dei Servizi sapevano essere destituite di serio fondamento e nate nell’ambito di una manovra propagandistica dell’OLP””.

      anders gesagt, suchten die italienischen Geheimdienste di dare la colpa della strage ai terroristi di cui parla anche l’articolo dello Spiegel che tu citi, fra cui un francese e un tedesco, pur sapendo bene che non c’entravano niente, e dicendo che lavoravano per i palestinesi.

      questa sentenza è stata confermata dalla Cassazione e quindi è la conclusione definitiva dei tribunali italiani su questo punto.

      naturalmente anche in una sentenza definitiva può esserci un errore giudiziario, e nuove indagini sono in corso, ma nonostante tutto, sembra che non arrivino a nessun fatto veramente nuovo che possa scagionare Fioravanti e Mambro (anche se indubbiamente vi sono punti oscuri nella ricostruzione fatta dai tribunali): sehhe zum Beispiel diesen Artikel auf der Zeitung Il Messagero:

      http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=31398&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

    • Über diese Sache bist du ein Profi, ich habe nur was selten gelesen.

      Aber dieser Artikel scheint mir sehr interessant und dokumentiert; er scheint aus idelogische und psychologischen Gründen, dass Kram unschuldig ist:
      http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/25/strage-di-bologna-il-caso-thomas-kram-un-valpreda-per-bologna/

      Er hat mir ganz überzeugt; und was denkst du darüber?

      Aber ich bin auch überzeugt, dass die Schuld von Fioravanti und Mambro nicht ganz sicher ist.

      Aber die Frage ist, warum die italienische Geheimsdienste die Schuld zu anderen Personen zu übertragen versucht haben:

      In diesem Affaire ist diese die einzige sichere Sache…

      • Thomas Kram war Mitglied der RZ – ein Teil der RZ stellte nach Entebbe die internationale Tätigkeit ein.

        aber ein Teil, zu dem auch Thomas Kram gehörte (Johannes Weinrich, Magdalena Kopp, Margot Fröhlich und 2,3 andere) wurden zu Carlos Terrorbande.

        im Artikel auf solleviamoci wird Kram alias “Malte” nur den nationalen RZ zugerechnet.

        das ist mit Sicherheit unrichtig

      • Che cosa poteva invece essere stato un motivo per ordinare al capo del SISMI Santovito di organizzare i depistaggi?

        http://www.spiegel.de/spiegel/print/d-39685933.html

        Dopo il fallimento della tangente Eni-Petromin magari c´era la possibilita di costruire un altra maxi-tangente – che poteva finanziere il sistema Cossiga-Andreotti per altri 10 anni – con il petrolio del piu grande terrorista prima di Osama bin Laden.

        Aus der äußert gespannten Lage, mit der das Jahrzent begonnen hatte, entwickelte sich eine Epoche der italienisch-libyschen Freundschaft, die soweit ging, dass Gulio Andereotti 1986 den libyschen „Freund“ rechtzeitig vor Reagans Raketen warnte.

        Aus der Differenz zwischen dem günstigen Preis, den Gaddafi seinen „italienischen Freunden“ machte, und dem offiziellen Preis, um den Italien sein Öl über den staatlichen ENI-Konzern bezog, konnte man bequem das italienische Parteiensystem ein weiteres Jahrzehnt finanzieren (auch die PCI, welche von Cossigas Cousin Enrico Berlinguer geführt wurde, bekam wohl ihren Anteil)

        Selbst nachdem das alte Parteiensystem im Tangentopoli-Skandal unterging, schwammen die beiden „Senatoren auf Lebenszeit“ und Architekten der „ENI-Supertangente“ weiter oben auf – und Gaddafi ist nach wie vor ein „alter Freund Italiens“.

        • Alles klar, aber auch alles unklar.

          Aber was hat das mit dem Bologna Anschlag zu tun?

          Und am Ende was nicht wahrscheinlich für mich ist, ist dass Cossiga einmal di Wahrheit gesagt hätte.

          • was hat das mit dem Bologna Anschlag zu tun?

            ENI-Tangenten wären ein nachvollziehbares Motiv dafür gewesen, die Schuld auf wem anderen zu lenken.

            von wem bezog (und bezieht) Italien den Großteil seines Öls?

    • wenn ich dich richtig verstanden habe, denkst du, dass der Anschlag von Gaddafi organiziert wurde und der Schuld von den italienische Geheimnisdienste zu der Rechtszene bezogen wurde, so dass die italienische Regiering ihre Geschäfte mit Gaddafi weiterführen konne.

      aber unsere Geheimnisdienste, dagegen, versuchten den Schuld von der italienischen Rechtszene zu der internationalen Rechtszene zurückzuziehen.

      warum, wenn diese Szene genau den Schuld von dem Anschlag aus einem Auftrag von Gaddafi hatte?

      das verstehe ich nicht gut, es tut mir leid.

      • den Auftrag von Gaddafi hatte nach meiner Meinung ja nicht eine “rechtsextreme internationale” Bande bekommen, sondern die Carlos/Weinrich-Bande, zu der Thomas Kram dazugehörte

        http://www.spiegel.de/panorama/0,1518,238560,00.html

        die Geheimdienste zogen durch die “internationale rechtsextreme Szene” die Schuld keineswegs weg von der “nationalen rechtsextremen Szene” – da man die italeinischen Rechtsextremen wie Delle Chiaie – aber auch die NAR der internationalen rechten Szene zurechnete

    • “ai primi di settembre 1980 il generale Santovito direttore del SISMI e Amdrea Pazienza convocano il giornalista di Panorama Barberi e gli danno dei documenti riservati che dimostrerebbero che la pista è internazionale; anche Gelli sostiene che la pista è internazionale”.

      ho preso questa frase dalla sentenza di primo grado.

      la Cassazione scrive: “al giornalista Barberi era stata consegnata la copia di una relazione che il “Sismi” aveva preparato sui collegamenti internazionali del terrorismo, relazione che conteneva un lungo elenco di centrali terroristiche straniere, quasi tutte gravitanti nell’area politica della sinistra”.

      successivamente furono addirittura fatti trovare esplosivi e finti documenti su un treno, per sostenere questa pista.

      la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna di questa gente, di Licio Gelli, Francesco Pazienza, Giuseppe Belmonte e Pietro Musumeci per il delitto di calunnia aggravata.

      “l’episodio del 13 gennaio 1981 (le bombe fatte trovare sui treni) altro non rappresentava che la manifestazione più clamorosa di una programmata azione di depistaggio”.

      “le iniziative assunte da Gelli e Pazienza si sovrapponevano nella omogeneità dei contenuti e delle finalità, omogeneità connotata da un evidente sicronismo cronologico pur esso sintomatico di una comune e solidale volontà, quella, cioè, di accreditare la ipotesi della riferibilità della strage del 2 agosto 1980 ad organizzazioni internazionali”.

      sono un comune cittadino e non un appassionato di queste ricerche come te: e sto alla sentenza definitiva, fino a che non mi si forniscono prove e non semplici ipotesi del contrario.

      non posso credere che questa gente stesse dicendo la verità, credo invece che stesse coprendo qualcuno.

      mi pare che è quello di cui si sono convinti anche i giudici, e mi sembra difficile dargli torto.

      • “l’episodio del 13 gennaio 1981 (le bombe fatte trovare sui treni) altro non rappresentava che la manifestazione più clamorosa di una programmata azione di depistaggio”.

        i passaporti trovati sul treno assieme alle armi appartenevano a due terroristi di destra (legati a Delle Chiaie)

        che Piacenza e magari anche Gelli avevano sostenuto che la pista fosse stata “internazionale” non vuol dire che era un depistaggio – al massimo era una falsa ipotesi.

        Piacenza, il “Mr. Supersismi” era l`unico disgraziato veramente finito in galera per 12 anni. (Gelli stava in Svizzera, e Musumeci e Blemonte in “Hausarrest” nelle loro ville)

        Andreotti (il vero capo di Santovito) invece è “Senatore a vita”

    • effettivamente loro si difesero dicendo, come dici tu, che facevano solo delle ipotesi e parlavabo un po’ a vanvera.

      però i giudici non gli credettero (e neppure io) cosniderando che alla fine delle lor chiacchiere ci stava il tentativo di far incriminare degli innocenti con false prove.

    • grazie!

      tu lo sai, firdis, che cosa mi succede quando arriva un commento del genere, per un pezzo che magari giudico passabile ma neppure eccelso? (anche se poi, leggendo i vari grandi giornalisti in giro, direi che alla fine potrebbe pur fare la sua porca figura su un giornale vero, eh eh).

      succede che io vado a rileggermelo, per vedere se ci sono ancora i difetti che sentivo mentre lo scrivevo, e li ritrovo eccome, ne trovo perfino altri, per cui non resisto alla tentazione di limare – correggere – aggiungere un paio di colpi bassi in più.

      ma poi alla fine non è che in questo modo frego chi ha mandato un commento di approvazione? che magari adesso non manderebbe più?

      con questi dilemmi giro invece intorno al dilemma principale: e come mai invece certi pezzi che io giudico davvero belli (giusto per non nascondermi dietro un dito il post 280) cadono in un silenzio che rasenta la disapprovazione?

      non è che forse sono una persona senza gusto? 😉 😉

      beh, ti ho mandato tante domande, e così sgradevoli che mica mi offendo se non mi rispondi…

      • spesso siamo stati in sintonia invece. magari ora vado piu’ di corsa e meno per il sottile, purtroppo..
        ma comunque se vuoi segnalami i pezzi che giudichi davvero belli e che io invece mi perdo.

        questo mi era parso gia’ bello. ma se vuoi lo rileggo meglio e cosi’ cambio idea.. 😉

        ma davvero sei stato a roma?! ma allora!!

    • no, no, tieniti alla prima impressione, non sciuparla!

      e poi non ho altro che quello che ti ho segnalato già.

      invece certo che sono tornato a Roma, ma vedi che non solo non mi leggi più, ma neppure guardi più neanche le bortografie… 🙂

      https://bortocal.wordpress.com/2010/08/13/bortografia-679-nel-dubbio-mena/

      https://bortocal.wordpress.com/2010/08/14/bortografia-680-x-il-jeko/

      https://bortocal.wordpress.com/2010/08/15/bortografia-671-pacifismo-verde/

      https://bortocal.wordpress.com/2010/08/16/bortografia-672-piazza-di-spagna-a-piazza-navona/

  2. La pista internazionale del SISMI non era una pista LIBANESE, non LIBICA

    Terroristi dell´estrema destra italiani, francesi e tedeschi comandati da Stefano Delle Chiaie, che avevano combattuto anche nelle Falangi Libanesi (solo in questo senso una pista “internazionale mediorentale”) insieme ai giovani terroristi neri dei NAR.

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