308. X, 8. ritorno da Zhuzjahiao.

mica è fatta solo di canali romantici e ponti e di giardini, Zhuzjahiao: ci sono negozietti a volte con commesse in costumi antichi, piazzette, piccoli musei (fra cui una piccola vecchia farmacia cinese), vicoli a tratti assolati, templi di religioni diverse: oltre alla chiesa cattolica fuori mano, un solenne tempio buddista dall’alta torre dove si può scagliare un battente contro una grande campana di bronzo per farla risuonare come fosse la voce di dio, oltre a guardare dall’alto il punto in cui si incontrano i due canali più larghi, oppure un tempio taoista.

insomma, i luoghi che sono protagonisti del montaggio video che conclude la mia visita al luogo.

* * *

sai, a quel paesino poi ci sono andato davvero (…).

più complesso il ritorno, visto che il bus mi ha scaricato in un punto imprecisato della città, lontano da ogni metrò, ma me la sono cavata lo stesso, anche se ho penato un po’, e alle nove, pardon alle 21, ero a casa, e mi sono regalato una cena cinese super (anche perché avevo mangiato solo piccoli spuntini), in quei pentoloni fumanti col fornello sotto che vengono messi in un buco al centro del tavolo e dove tu butti via via gli ingrendienti mangiandoli mentre cuociono ancora, così mangiano i cinesi.

al ristorante: scena comica, le fettine di similprosciutto crudo solo piu’ chiaro…

e i camerieri che, vedendo le mie mosse, si precipitano a provare a spiegarmi, come possono, che si tratta di fettine sottili di petto di anatra, che dovrò cuocere nel pentolone ribollente, prima di mangiarle!

i camerieri si affannano molto correndo su e giù attorno al mio tavola con una solerzia allegra: del resto sono l’unico turista occidentale: dal mio tavolo li si vede lavorare anche in cucina.

alla fine, con un allegro compatimento senza disapprovazione, dall’antro fumante, ecco che arriva, lucidissima, una rassegnatissima forchetta a soppiantare il ballonzolanti bastoncini.

il pentolone sul tavolo comincia a bollire appena il ragazzo accende il gas: è diviso in due parti da una linea sinuosa, che accennna ai due simboli del Tao, il bianco e lo scuro; 4 il bianco è la parte del cibo dolce, l’altra rosso cupa è riservata al cibo piccante e rigurgita peperoncini; gli stessi ingredienti vengono gettati di qua e di là e ne escono con un sapore diverso.

proporgli una mancia alla fine è un errore relazionale: rifiutano con decisione; non si usa la mancia in Cina: è possibile anche che sia vissuta come un residuo di colonialismo occidentale oppure che vi sia qualche legge che lavieta, tanto universale e deciso, e quasi preoccupato, è il rifiuto, come a fronte di un tentativo sventato di corruzione.

* * *

data 23 maggio 2010 06:17    oggetto: undici

Sei già rimasto solo.

Come si permettono di considerarti vecchio però la signora ha indovinato che sei un uomo che pensa .

Ma che pensi in questi giorni?

E poi con la mente svuotata… che bello……..

In che cosa consiste la camerata dove ti trasferirai stasera? Quanti letti sono ? Hai un armadietto per te? E i servizi?

Stamattina , con questo nuovo computer , non so quanta volta si è cancellato il messaggio.

Buon pomeriggio, buona serata. un abbraccio, ciao.

24 maggio 2010 03:52

ottimo il computer nuovo per cancellare i messaggi: che sia un segno?

ieri sera l’internet dell’ostello era completamente intasato dai turisti, ed altri in giro non se ne vedono, quindi non ho potuto scrivere, non preoccuparti per casi del genere perché saranno frequenti, altra differenza fra la Cina e l’India è che lì ci sono internet cafè dappertutto e in Cina invece ce ne sono quasi solo negli ostelli per gli stranieri.

certo in Cina su internet c’è la censura, dicono, ed è vero, ma la censura peggiore sta nella lingua e nella chiusura che una lingua cosi’ crea necessariamente nella mente: tu pensa ad un cinese che per uscire dalla Cina con internet deve passare dalla scrittura ideografica a quella alfabetica.

non so come si permettono, so che qui tutti mi considerano un vecchio e continuano a cedermi il posto sul metrò, comunque piacevole, dai.

l’ostello: sto in una camerata a otto letti a castello, piuttosto sovraffollata, io al piano di sopra, e questa è stata la prima impressione.

la seconda impressione è stata la sera, quando ci sono tornato verso le 10, e ci ho trovato dentro una ragazza spagnola.

allora ho capito – anche dopo l’incredibile esperienza di Sidney 2008, che ora purtroppo non ho il tempo di raccontarti – che gli ostelli devono essere diventati tutti bisex mentre io mi sono distratto fra i 40 e i 60 anni smettendo di frequentarli.

rientrando dopo l’ultimo vano tentativo di conquistare internet nel soggiorno dell’ostello, dove ho visto la ragazza di Barcellona che a turno si attaccava ad un ragazzo dietro l’altro, per fortuna evitando me, nella luce bassa che filtrava dal sovraporta, dentro la camerata già occupata, ho visto che il ragazzo che dormiva di fronte a me, stava quasi tutto nudo – solo gli slip – in una posa molto statuaria e un’ombra piuttosto imbarazzante sembrava fuoriscire dallo slip.

cose che capitano negli ostelli moderni, mi sono detto, ma dopo un poco quella figura si è mossa, le lenzuola si sono aperte e allora da dietro è uscita la sua ragazza, che dormiva con lui e ho capito che quell’ombra non era altro che la sua mano, posata dolcemente sull’inguine inerte.

ecco tutto, stamattina sono un po’ intronato e non ho ancora deciso se rischiare di prendere il traghetto notturno per le isole, che dovrebbe portarmi domani alle 12 in un arcipelago a sud, partendo stasera, oppure se andare a Nanchino, o alla fine prendermi un giorno di mezza libera uscita e girovagare un poco per Shanghai, che ne vale certamente la pena, e una città di 15 milioni di abitanti non puoi certo dire di avere neppure cominciato a conoscerla in poche ore, offre ancora moltissimo.

credo che alla fine andrà a finire così, considerando che sono già passate le 10, chi vivrà vedrà.


Una risposta a “308. X, 8. ritorno da Zhuzjahiao.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...