rivoluzione contro l’islamismo o primi tumulti per l’effetto serra? 93

wordpress, lunedì 14 febbraio 2011 18:29

le manifestazioni di solidarietà con l’Egitto che stanno esplodendo in queste ore in Iran e perfino nell’emirato del Bahrein cominciano a sciogliere alcuni dubbi almeno in me: si tratta di una rivoluzione contro l’islamismo.

non ho dubbi almeno per quanto riguarda l’Iran, dove sono stato solo due anni fa e dove mi sono formato una idea ben precisa e di prima mano delle opinioni prevalenti nella popolazione: non dico che il desiderio di una democrazia di tipo occidentale fosse l’opinione della maggioranza degli iraniani, soprattutto nei piccoli centri, ma nelle grandi città covava una decisa insofferenza contro il predominio clericale degli ayatollah e a stento veniva repressa una voglia di protestare contro l’ipocrisia di massa imposta dal clero islamico e dal governo attuale che ne è l’espressione.

per dire la verità, questa era anche stata anche l’idea che mi ero fatta delle opinioni prevalenti al Cairo tre anni prima, ma i contatti e le amicizie che me lo avevano confermato, acquisite in un soggiorno da turista di tre giorni scarsi e mantenute via mail per un breve lasso di tempo, forse non erano state sufficientemente rappresentative per permettermi di affermare che tutti gli egiziani la pensavano così.

ma a Tehran ci rimasi invece per lavoro più di 10 giorni, uscii a cena con gruppi di italiani che abitavano lì, ebbi notizie di prima mano della vita universitaria e il fatto che l’unica scuola italiana che funzionava in quella sterminata capitale da 15 milioni di abitanti avesse 900 iscritti all’anno paganti per imparare l’italiano era pur segno di quella voglia di apertura al mondo che mi avevano anche mostrato delle donne iraniane col burka altri due anni prima in un indimenticabile colloquio avuto nel cortile della moschea di Damasco.

bastava del resto nei mesi scorsi, seguendo la moda del momento, girare la domenica in chatroulette, una chat che casualmente ti connetteva a diverse persone nel mondo, per contattare diversi abitanti di questi paesi che clandestinamente cercavano di raggiungere il mondo esterno almeno via internet e che sognavano di farlo anche di persona .

e se si pensa a quanti egiziani il mondo l’hanno raggiunto e tornano a casa come messaggeri del modo di vita occidentale, dovrebbero esserci pochi dubbi sul fatto che questi sconvolgimenti politici esprimono la ribellione di paesi che protestano al tempo stesso contro la fame e il degrado economico e sociale in cui vivono, che urlano la loro miseria, ma che sono anche convinti che il riscatto possa passare attraverso istituzioni politicamente più aperte e una conquista della libertà politica.

* * *

nei giorni scorsi questo aspetto del problema non mi era chiaro, e ho posto la questione della incompatibilità fra la religione islamica e la democrazia.

ora vorrei approfondire questa riflessione, seguendo il mio modo di vedere laico.

il rifiuto della democrazia non è una esclusiva della religione islamica; una lettura dei testi del nuovo Testamento cristiano non porta a conclusioni radicalmente difformi, san Paolo difende perfino la schiavitù e il velo delle donne come un islamista qualsiasi.

è evidente che se la Verità appartiene ad un Ente superiore, abbia questi oppure no i suoi diretti rappresentanti in terra, il potere non appartiene agli uomini, ma a Lui, e le religioni, senza distinzione alcuna, predicano tutte l’obbedienza al potere, dato che è un sillogismo semplice quello che porta a pensare che se il potere è di Dio, chi lo esercita lo ha ricevuto da Lui.

è altrettanto evidente che solo liberando se stessi dalla dipendenza da un Ente superiore, o almeno liberando le scelte politiche, allora ha un senso che le verità della politica siano verità parziali che gli uomini costruiscono col loro apporto.

solo l’estromissione di Dio dalla politica, cioè l’estromissione della pretesa di fare politica in nome di verità assolute, fonda il diritto dei popoli di esprimere, nella forma più adatta, la loro volontà collettiva, attraverso quella sintesi empirica delle diverse volontà che è la pratica della democrazia.

un articolo del Corriere di ieri presentava una intervista con Saad Eddin Ibrahim, che provò a candidarsi alla presidenza dell’egitto nel 2004 contro Mubarak, ma non gli venne concesso; fuggito negli Stati Uniti per evitare un processo per “diffamazione della patria”, ha insegnato in un’università americana e ora è tornato al Cairo.

L’onda della democrazia ha travolto Tunisia e Yemen, tocca Giordania e Algeria, crescerà ancora, arriverà perfino in Arabia Saudita anche se sarà uno degli ultimi Paesi.

Un’onda iniziata nel 1976 in Portogallo, poi passata in Grecia e Spagna, quindi in America Latina, Asia orientale, Est Europa, Sud Africa.

Molti dicevano che sulle sponde del mondo arabo si fosse esaurita, che niente sarebbe cambiato, ma non è così.

L’eccezionalità araba e musulmana non esiste.

In che senso?

Huntington e altri sostengono che il mondo arabo e islamico è “diverso”, ma negano o ignorano che due terzi dei musulmani del mondo, 1,4 miliardi, già vivono in democrazia, dall’Indonesia, all’India, al Kuwait.

Ottant’anni fa si pensava che cattolicesimo e democrazia fossero inconciliabili: non era vero, come non lo è ora che lo sia l’Islam.

E il nostro passato lo dice.

In Egitto il primo Parlamento è del 1860, prima che in Germania, come in Italia.

La democrazia in Egitto durò con fasi alternate fino al 1952.

Il golpe degli “ufficiali liberi”?

Iniziò con un golpe ma fu una rivoluzione, perché portò a trasformazioni radicali del Paese: riforma agraria, istruzione gratuita, socialismo.

Anche quella di oggi è una rivoluzione, la settima in Egitto in 200 anni.

queste parole mi hanno dato da pensare e mi inducono a correggere il mio pensiero su due aspetti.

questa è davvero una rivoluzione, stimolata, come del resto spesso avviene, da una paurosa crisi economica, ma finalizzata dalle élites che la muovono, per ora, alla riconquista della democrazia.

non è una rivoluzione araba, come ho scritto sinora, ma una rivoluzione islamica, o per meglio dire antiislamista.

e se è così lo vedremo presto, perché potrebbe cominciare ad estendersi anche all’Africa islamica.

non è però una rivoluzione contro l’islam, dato che anche se l’islam considerato nella sua tradizione non prevede la democrazia, non è neppure in grado di impedirla, ma una rivoluzione contro l’islamismo, cioè contro l’uso della religione  che è stato massicciamente condotto negli ultimi decenni nel mondo islamico, a sostegno di forme di potere tirannico e autoritario – quel che mi evidenziava in qualche commento recente anche mcc43.

* * *

eccola, mcc43, l’abbiamo citata: una miniera di notizie interessanti, ma un punto di vista nettamente diverso dal mio, e le differenze attraverso le nostre ultime discussioni si sono radicalizzate, anziché stemperarsi (e non solo su questo punto!).

in ogni caso le domande che lei pone e le critiche che fa le trovo molto interessanti, anche se il suo punto di vista complessivo mi sta diventando sempre più opaco su questo.

scusandomi di avere fatto una premessa tanto prolissa al suo pensiero, ecco i nostri punti di dissenso sulla situazione, a partire dal suo ultimo commento sulla situazione algerina, che pubblicherò presto, quando avrò finito il lavoro di editing:

1. lei sostiene che non si deve parlare di realtà araba, perché i diversi paesi sono troppo diversi fra loro.

2. lei sostiene che non è in atto alcuna rivoluzione, ma solo dei tumulti per la fame che l’Occidente strumentalizza per i propri scopi, facendo credere che questi paesi aspirino alla democrazia.

3. lei sostiene che ci sono dei sommovimenti in atto molto diversi nei differenti paesi.

sperando di averla rissunta correttamente, io a queste affermazioni replico:

1. che esiste una realtà araba, come esiste una realtà europea, indiana o cinese: grandi aree del mondo che hanno un background comune, pur se i diversi stati o le regioni che li compongono sono poi profondamente differenziati.

2. tutte le rivoluzioni sono realtà magmatiche e indistinte all’interno delle quali si muovono confusamente e si scontrano prospettive anche molto diverse tra loro; mi ricordo che la Storia della Rivoluzione Francese di Salvemini iniziava proprio con questa osservazione basilare; e poi non è neppure certo che una rivoluzione che inizia democratica come quella russa del 1917, quella cinese del 1912 o quella iraniana del 1979 finisca allo stesso modo: le rivoluzioni sono incerte.

in questo momento non emerge nel sommovimento che attraversa il Medio Oriente un leader unico come possono esserlo stati Gandhi oppure Mao o Lenin;  questo potrebbe far dubitare della natura di rivoluzione delle attuali agitazioni politiche; ma anche se il mondo islamico non ha ancora trovato il suo Simon Bolivar, il leader potrebbe emergere in futuro; oppure non emergere neppure mai: quale fu il leader europeo del 1848?

di sicuro però, se si sente nella sua secchezza la risposta che il ministro degli esteri tunisino ha appena dato a Maroni quando ha proposto di mandargli la nostra polizia a pattugliare le coste, questo è un linguaggio rivoluzionario.

3. è vero che i sommovimenti nei diversi paesi islamici sono diversi; anche la resistenza antifascista fu diversa nei diversi paesi, e in Germania mancò quasi del tutto; non furono uguali il 68 italiano, quello americano e le guardie rosse in Cina: eppure quello fu un movimento globale; la rivoluzione europea del 1917-21 alla fine vinse in un paese solo, la Russia, e altrove fu sconfitta; ma questo non impedisce di vedere il carattere unitario delle lotte sociali e politiche di quegli anni in tutti i paesi europei in modi differenti.

* * *

sullo sfondo però sta un problema ben più profondo di quello di cui stiamo discutendo: quando mcc43 invita il leader algerino a dare più assistenza sociale al suo popolo per impedire la rivoluzione, che trascina con sè anche sofferenze e morte, e quindi non è da esaltare per principio, assume una posizione inconsciamente illuministica e paternalistica.

perché non si chiede se veramente questa possibilità di fatto esiste.

insomma, forse è vero che quella che sta attraversando il mondo islamico non è una vera e propria rivoluzione classica, come dice lei; ma questo dipenderà semmai dal fatto che queste ondate di sofferenza dovute alla crisi economica sono destinate a moltiplicarsi via che procederà il degrado ecologico del pianeta e senza alcuno sbocco.

da quando in qua la prima cosa che fanno le avanguardie giovanili, alla presa del potere, è di buttarsi sui barconi e a sfidare la morte per raggiungere un altro continente?

non è questo già di per sè il segno che l’abbattimento delle dittature messe in piedi dall’Occidente è prima di tutto voglia di liberarsi del controllo che l’avanzato Occidente esercitava su quei paesi per interposte dittature?

avranno ben poco da gioire i democratici nostrani (fra i quali metto me stesso) se il primo risultato della rivoluzione antiislamica fosse la realizzazione del diritto a migrare dove si vuole che campeggia nella Dichiarazione Islamica dei diritti dell’uomo come espressione di una irrinunciabile libertà.

insomma, siamo sicuri che questa sia una rivoluzione classica per la democrazia? non pensiamo invece che questa sia la forma che assume per indolenza storica, per dir così, ma in realtà stiamo assistendo alla prima rivolta per il pane dovuta all’effetto serra?

rivolte destinate a propagarsi e diffondersi a macchia d’olio e a diventare incontenibili?

alla fine siamo meno lontani, noi due, di quel che potrebbe parere…

22 risposte a “rivoluzione contro l’islamismo o primi tumulti per l’effetto serra? 93

  1. Due premesse come “vassoio” sul quale deporre, almeno così io faccio, le considerazioni sull’argomento

    A) nell’ultimo quinquennio il mondo è entrato in una fase di polarizzazione fra il concreto della vita quotidiana, ciò che si conosce per personale esperienza, e l’immagine che ci si forma del vicino e del lontano attraverso Internet. Ciò significa che i leader come Mao, Ghandi, King, e vorrei ricordare Malcom X o il Mandela liberato, erano persone, le si andava ad ascoltare e insieme ad altri si discuteva. Oggi non esistono leader ma Imago che di volta in volta vengono proposte come salvifiche. Ne sa qualcosa Obama.

    B) Il Tempo. Internet ha eliminato il meccanismo naturale: idea, preparazione, esecuzione. Tutto appare possibile qui e ora. L’annuncio non si distanzia dal dato avvenuto, suscita la reazione euforica dell’ottenimento e il relativo profluvio di analisi; nel giro di poco cala la delusione. Ne sa qualcosa Obama.

    Perdendo la forza aggregante del leader carismatico e reale nella politica, ogni conseguimento è orfano, lasciato agli apparati vecchi e nuovi che si contendono posizioni di potere come cani affamati.

    Non vorrei, ma un pò lo hai già fatto, essere scambiata per una sostenitrice dei regimi personali, sto solo cercando di esprimere quello che succede in un mondo dove si dice che la gente va in piazza per un tam tam su Twitter o in Facebook, sotto parole d’ordine, e sappiamo che le parole d’ordine non sono programmi.

    Quando definisci le mie considerazioni sull’Algeria con “assume una posizione inconsciamente illuministica e paternalistica.” prescindi da tutto ciò che è ora concreto – reale- esistente: l’Algeria è l’unico paese che frena l’espanzione di Alqaida e delle mafie nell’area. Io non inviterei alla buona Bouteflika ad iniziare un processo di democratizzazione, farei forti pressioni Onu come normalmente si fanno su tutti i paesi quando è in gioco un interesse globale. Ma è implicito che ciò potrà avvenire solo se l’ Onu/Usa, troverà conveniente questa strada.
    Non siamo in grado di saperlo, lo vedremo, ma è certo che se lì Bouteflika non è stato messo alla porta come Ben Alì scortato da militari e sotto l’incoraggiamento americano è perchè per ora non lo ritengono conveniente.

    Se smettessi qui, riceverei accusa ben maggiore del paternalismo (inconsapevole poi… un pre-giudizio quasi 😉 ). Allora ti preciso a chiare lettere, a che tu non abbia ad equivocare 😉 che il mio punto di partenza è questo: nel contesto algerino che ho descritto nel post 88 — non con mie opinioni ma con dati di fatto di cui i media non parlano — quale è l’interesse del popolo algerino? Risposta : una transizione lenta affrontata d’ugenza. Festina lente non è riservato agli individui, vale ancor più per le masse, prima che siano costette ad arrivare al punto di rottura e conseguente salto nell’abisso.
    Non è però l’atteggiamento gradito alle èlite, non lo è mai in nessun paese, perchè le èlite si muovono per acquisirlo il potere. Quindi hanno fretta ed in questa fretta scorrono gli slogan. “rivoluzione dei giovani” come se fosse la gioventù il fattore determinante delle idee e non il dato oggettivo demografico. Gli arabi sono prolifici, ben lo sa Israele che teme di più la bomba demografica palestinese che le intifade. In piazza ci sono per forza i giovani perchè sono più numerosi dei vecchi, teniamone conto.

    Gli algerini hanno dimostrato che non si va in piazza solo perchè chiamati da FB. Ciò si dice degli egiziani, ma la realtà è che si è trattato della rivolta dei professionisti, di una borghesia, numericamente “giovane” per le ragioni dette prima. Resta da capire “quale” componente ha spinto per non accettare sei miseri mesi di transizione. O quali, se già vi sono segrete alleanze.

    Non è mia abitudine il “l’avevo detto”, ma una eccezione confermerà la regola, allora riporto quello che ho scritto nel post 50 il primo febbraio a proposito dell’Egitto:
    “” Gattopardo direbbe, mandiamo in pensione Mubarak, teniamoci la copia giovane e presentabile, Suleiman, con un governo di militari, mandiamo la folla a votare su un coniglio tirato fuori dal cappello e -oggi El Baradei si è rivolto con un messaggio esca a Obama – dopo aver concesso una manciata di amnistie, otteniamo programmi di aiuto stranieri e ancora per qualche anno la teniamo buona? Almeno fino a quando Israele si sia spicciata con gli Hezbollah del Libano, perbacco mica può aprire due fronti.”
    Prima di mutare opinione su “gattopardesco” aspetto un pò, aspetto che la data delle elezioni sia fissata, e per che cosa: un parlamento o un’assemblea costituente, ben diverso ai fini della politca interna ed estera no?, e quali accordi avverranno fra politici di lungo corso ed esercito, ma anche cosa accadrà contemproaneamente della Tunisia, stranamente uscita dai titoli.

    Insomma, non so se è chiaro: per ora mi stupisce che quanto accaduto consenta di gioire alle anime belle occidentali, perchè in Tunisia come in Egitto AL POTERE ci sono dei militari, direttamente invece che come supporto al dittatore.

    Ma la fretta di fare opinione … noi occidentali facciamo dibattiti televisivi su “proiezioni” basate su”intenzioni di voto”. Siamo bravissimi a fare le cuffie alle farfalle, mentre i governi fanno giochi di equilibrio con la criminalità internazionale e ci danno come dito da guardare a seconda dei casi, le piazze affollate o un video di Bin Laden.

    • non penso affatto – e men che meno vorrei suggerire al lettore – che tu sia una sostenitrice dei regimi personali autoritari, o apertis verbis delle dittature; potesse esistere un sospetto così aberrante, probabilmente ti avrei messa alla porta del blog, come mi toccò di fare con una delle amicizie più intense del blog quando cominciò a compatire come vittime gli israeliani che bombardavano Gaza, invitando i lettori a riflettere su quali terrori dovevano mettere alle corde un popolo giusto come quello ebraico, per indurlo a tanto.

      vi sono, come dire?, delle discriminanti antifasciste che intendo rispettare e sulle quali mi pare ci ritroviamo d’accordo.

      mi pare anche che tu possa avere frainteso la mia osservazione sul tuo post sull’Algeria; l’insieme delle considerazioni che fai in quel post, come in questo commento, sono estremamente stimolanti, e non lo sarebbero se non fossero anche azzeccate nel loro complesso.

      io ho riscontrato un limite, circoscritto ad un punto solo: quando dici che occorrerebbe andare incontro ai bisogni delle masse algerine e migliorare l’assistenza sociale, come se bastasse volerlo fare per poterci riuscire.

      collego questa osservazione ad un altro contributo critico, che credo ti sfugga per mancanza di osservazione diretta, e che io credo invece di avere colto de visu, in particolare nel mio viaggio di un anno e mezzo fa in una Eritrea devastata dalla siccità, dove i contadini erano costretti a macellare gli animali prima che morissero di sete, e in quello in India di novembre (e ne ho anche parlato nei miei resoconti di viaggio) dove ho ritrovato, a 12 mesi di distanza, i segni di un peggioramento drastico della condizione sociale delle classi più povere.

      il vero dramma di questi paesi, e anche dei paesi islamici, non è certo Facebook: è l’incredibile aumento dei prezzi del cibo che ha toccato punte anche del 40% in pochi mesi; su questo è in atto una congiura del silenzio e della deformazione delle notizie di gran lunga più cinica dei miseri condizionamenti della propaganda occidentale su quel che sta succedendo laggiù, che condizioneranno ben poco lo svolgersi degli avvenimenti.

      chi conosce per averle viste con i propri occhi quali siano le condizioni limite della sopravvivenza degli strati più ampi e poveri della popolazione in questi paesi, sa bene che basta questo per riportare il fantasma della morte per fame.

      e che nel terzo mondo, fra i contadini poveri, colpiti a morte dalle alterazioni del clima, molte vite si stanno spegnendo per questo.

      questo è il punto centrale delle mie osservazioni, e trovo molto più spaventoso il silenzio su questi problemi, di cui ha parlato soltanto un paio di volte Fidel Castro, che i pregiudizi diffusi dai media di massa, fra i quali Facebook è ai miei occhi il peggiore di tutti.

  2. allora mi concentro per chiarire meglio la mia idea sul punto centrale e parto da qui:
    ” quando dici che occorrerebbe andare incontro ai bisogni delle masse algerine e migliorare l’assistenza sociale, come se bastasse volerlo fare per poterci riuscire.”

    Mettiamola a due, anzi tre livelli: 1) Parlavo dell’Algeria dove al momento il problema è proprio quello dei prezzi, su tutti i generi ricadono gli aumenti del petrolio, mentre le casse del clan presidenziale, sarebbero della stato ma sai bene che i dittatori non fanno simili distizioni, si riempiono. Pertanto misure interne adottate nell’immediato per i poveri sarebbero vita, ma avevo parlato anche di una liberalizzazione delle inziative individuali, perchè quella gente non può fare niente se non aspettare una raccomandazione. Questo è il “cerotto” dai mettere d’urgenza sulla ferita sanguinante 2) gli sconvolgimenti climatici ci riguardano tutti, e il Sahara avanza ad un ritmo che non ricordo ma mi avava fatto spavento; quindi un altro cerotto è necessario per il territorio, altrimenti anche le migrazioni interne saranno da mettere in conto; mi duole citare quel clown libico, ma lui ha chiamato agronomi italiani e nel pieno Sahara ci sono oasi verdi coltivate. 3) fin qui l’immediato respiro e quello sul medio termine, che significa speranza. Conta poco? E’ la chiave perchè la disperazione non butti le popolazioni del sud in bocca ad Alqaida e alle mafie che là fanno transitare la cocaina.
    Come vedi individuo proprio nel sud il primo scalino per la salvezza dell’Algeria, mentre è più ovvio aspettarsi da Algeri le richieste di democrazia e libertà, come quelle che avevo riportato in un altro post- se vuoi come visione di queste élite intellettuali puoi dare una scorsa qui, è un francese corretto quindi comprensibile per noi italiani, fresco di pubblicazione, in vista di un nuovo tentativo di marcia al 19
    http://www.algerie-focus.com/2011/02/14/point-de-vue-les-huit-mesures-dune-transition-democratique-en-algerie/
    Per questo parlo di necessarie pressioni occidentali… ma una volta una almeno nella storia potessimo davvero stare dalla parte di un paese senza colonialismo paternalismo o più sottili mire d’influenza.
    A guadagnarci saremmo noi per primi, paesi mediterranei, ma molto è, credo, nelle mani della Cina. Che dice la stampa laggiù ? 🙂

    —-
    Io non sottovaluto la possibilità di una carestia di proporzioni catastrofiche, ma è anche con il recupero geo-politico di queste aeree che si avrebbero più paesi a sostegno di politiche globali diverse. Qui sono, siamo, nel campo delle speranze, ma non pensare che io me ne disinteressi. Tu hai visto l’Eritrea, io niente del genere, ma so che ora in questa stagione nel Mali le pecore sono già morte e la popolazione non ha più nulla. Certo non l’ho letto nei media, l’ho saputo dai Tinariwen, un gruppo musicale Tuareg. A dire che la musica, il cinema, la scrittura potrebbe fare molto per rompere la congiura del silenzio. Siamo sempre lì: partire dall’uomo per curare la società e con questa il globo.

  3. Pingback: 93. rivoluzione contro l’islamismo o primi tumulti per l’effetto serra?- Rivistaeuropea·

    • Che cosa significa?
      Cliccando si arriva a un “aggregatore di blog”. Quando un post entra fra le loro spire, chiunque può farne “indonesianamente” ciò che preferisce. Abbiamo già constatato.

      La rete è un luogo pericoloso perché non vi è proprietà intellettuale, la quale non è un ossimoro ma una prevenzione di manipolazioni.

      • a quanto ho visto, hanno semplicemente postato un link a questo post, e mi è stato correttamente chiesta l’autorizzazione, prima.

        il che significa semplicemente che adesso hanno postato da loro l’inizio di questo articolo e chi è interessato a leggerselo tutto cliccando arriva qui.

        probabilmente in realtà sono più interessati al fatto che chi arriva qui, incuriosito, clicchi sul loro link e veda che cosa fanno, come abbiamo fatto sia io che tu.

        un sito onestamente aperto a varie tematiche, da cui non mi dispiace essere stato citato.

        totalmente diverso è il caso del sito indonesiano che ci aveva ripreso e manipolato a nostra insaputa.

        trattandosi di un semplice link, questo non porta con sè alcuna possibilità di manipolazione, dato che il controllo del blog rimane a me.

        per il resto, sia pubblicare in rete che su carta espone al piacere di essere citati e al rischio di essere copiati, due lati della stessa inscindibile medaglia.

        da questo punto di vista la rete in se stessa non ha niente di diverso dalla scrittura, solo che rende alcune operazioni più facili e veloci.

        se comunichi, qualcuno ti ascolta e può sempre ripetere quello che hai detto, perfino dettarlo.

        pensa che è successo anche a chi sai, ai primordi dell’uso diffuso della scrittura in quell’area del mondo…

        😉

        • Invece oggi abbiamo scoperto come si era finiti nel sito indonesiano. Da un aggregatore all’altro, ma ciascuno con le sue regole (esattamente come i blog) quindi varie possibili conseguenze.

          Sapevo già in quel caso indonesiano che c’entravano gli aggregatori, ma non come ciò avvenisse, adesso mi è chiaro: non si scomodano, li ricevono. Merce a cui appiccicare le loro pubblicità. Un’altra cosa imparata. Avrei voluto aggiungerlo come chiosa al post in cui avevi trattato l’argomento indonesiano, ma non mi è stato possibile trovarlo.

          • ho cercato anche io quello scambio di commenti, ma è come l’ago nel pagliaio, i motori di ricerca trascurano i commenti, ed è un peccato, dato che spesso sono più interessanti dei post che li hanno originati.

            continui a confondere la citazione di un sito con un link, che non può fare alcun danno anche quando è autopromozionale, e la ricopiatura e manipolazione di un post preso da un sito.

            non tenendo un blog, non hai idea di quale sia la massa di commenti che vi circolano intorno con questo scopo, e sono decisamente incredulo a pensare che il mio blog possa presentare una qualunque appetibilità dal punto di vista pubblicitario: a parte i più di 1.200 commenti spam bloccati dalla piattaforma stessa, 3 o 4 al giorno riescono a varcare le linee subdolamente; per fortuna su questa piattaforma i commenti dei blogger non noti vanno preventivamente autorizzati e puoi anche segnalare i commenti spam, per emarginare i commenti per sempre.

            ma i programmi automatici che infestano di commenti i blog mutano anche continuamente l’identità del mittente altrettanto automaticamente.

            il penultimo commento arrivato fra questi chiedeva di poter aggregare un link il mio post “Il Casino delle libertà”, che tu hai commentato, al sito di non so quale casinò virtuale.

            ecco, questo mi è sembrato un limite invalicabile.

            in un altro caso è stato un sito di appassionati cultori dei fucilieri nell’esercito che mi ha chiesto di poter pubblicare un mio post sul soldato Amalia, strano fuciliere della prima guerra mondiale.

            ma il tipo che me lo chiese era vero, ci siamo anche scambiati un paio di mail; non so se la cosa sia più andata in porto oppure no; il mio post non era propriamente quel che si dice particolarmente adatto a figurare in una rivista dell’esercito…

  4. Ultima considerazione, a monte di tutto. Parli di automatismi ma non ne tieni conto: non si è scelti per i contenuti, ma per parole chiave o perchè qualcuno ha cliccato un like o per puro caso ( casinò te lo conferma). Da aggregatore rimbalza ad altri aggregatori, qualcuno, abbiamo visto, consente inserti e modifiche. La pubblicità non si lega al testo in sè ma alla QUANTITA’ di testi di cui dispone l’aggretatore: tanti testi, tanti link, tanti lanci pubblicitari del tutto sconnessi all’argomento ma … pagati.
    La “fantasia” sottesa al modo in cui si procurano testi è la favola del corvo e della volpe, ed infatti funziona.
    Mi spiace di aver dovuto postare in testa questo argomento alieno al tema del post; potresti cancellarlo, tanto ormai abbiamo fatto le ns considerazioni.
    Ma sarebbe bello riuscire a spostarlo in quello giusto- Non cercare nei commenti, avevi fatto un post di cui purtroppo non ricordo il titolo, nell’ultima decade di dicembre, quando io ti avevo segnalato il link indonesiano, seguivano almeno tre commenti uno era di firdis. Spostare là sarebbe dare risposta alla domanda, forse introduttiva, che ponevi “come ci siamo finiti io e mcc …. “

    • ho cercato ancora, anche io.

      certamente il post che era stato riprodotto era stato il nonstro Dialogo fra una credente e un non so, che è del 15 dicembre.

      non ho trovato nessun post sull’episodio (di cui però ricordo avevamo discusso) né su questa piattaforma né sull’altra, dove mi sembrava più logico fosse stato postato, e neppure nei commenti in coda al post originario mio su Saramago.

      questo conferma l’importanza che i commenti siano sempre attribuiti al post giusto, se si vuole avere una vaga speranza di recuperarli.

      – quel che dici sugli aggregatori è ovvio, anche in relazione ai criteri della scelta.

      però non mi pare che sia arrivato il mio messaggio fondamentale che in questo anche un libro è disarmato, così come ogni atto comunicativo.

      tu mi dirai che la facilità del riutilizzo, fattibile addirittura meccamicamente (come avevamo visto) rende geometricamente potenziato il rischio.

      comunque non lo vedo più di tanto, ahimé, questo rischio: almeno fino a che posso restare saldamente in possesso dell’originale.

      per il resto si tratta di comunicazione occulta che ci circola alle spalle: è il cemento di Facebook.

      la rete non ci dice quando qualcuno scrive in rete di noi, non esiste ancora un servizio simile, che pure sarebbe agevole per i motori di ricerca, ma vedrai che prima o poi qualcuno ci pensa e comincerà a venderlo.

      – tornando alla nostra discussione, certamente fatta tra i commenti a quel post, ciò che posso notare, e con vero dispiacere e anche preoccupazione, è che quel post oggi è senza commenti.

      è proprio lì che aveva commentato firdis e lì di sicuro avevamo poi discusso la faccenda, nei giorni successivi al 15 dicembre.

      la cancellazione dei commenti mi giunge del tutto nuova e mi piacerebbe capire come possa essere successa.

  5. Eureka. Concentrata, ricordato che la scoperta di essere diventati indonesiani era di fine gennaio, che quella di essere innestati di frasi aliene era dell’11 gennaio. A segnalazione immediata, tua immediata pubblicazione del testo indonesiano. Non come post ma come tuo commento sotto una foto a proposito di commenti fuori posto…. 😉 )
    781-secondo-borforisma-senza-parole/#comments

    Ora ho controllato di nuovo quel sito:
    il ns dialogo l’hanno fatto diventare questo:

    “””nella fede e non ancora in visione» (2 Cor 5,7), e In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non Dio ha un nome. Non è una forza Full text of “Giornale della libreria, della tipografia, e delle arti ed industrie affini” nella fede e non ancora in visione» (2 Cor 5,7), e In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non Dio ha un nome. Non è una forza Una Risposta to “409. mcc43, Saramago e l’ateismo.” 441. mcc43, dialogo fra una credente e un non so. « Cor-pus Dice: 15 dicembre 2010 at 18:56.avrei una soluzione ma, Questo e’ il mio blog su Splinder. Blog: un web log. delle cose e non devono essere viste come un rosso-nera fra socialdemocratici (Spoe) e Books – Non-fiction; Health & Medicine”
    ——————–

    Fa ridere, ma amaro. non se ne uscirà più.
    Ha un che di inquietante, anche perchè questa frase « Cor-pus Dice: 15 dicembre 2010 at 18:56.avrei una soluzione ma,” non è nel post 441 e nemmeno nel precedente 409- Tu puoi fare una ricerca ?

    Non è una domanda oziosa, non sto facendo un caso personale, sto “investigando”.

    Questo aggregatore potrebbe aver inserito un qualche marchingegno che pesca in tutto il blog, non solo: già la prima volta avevo notato delle frasi non dette in WordPress, ma certo tue e riferite all’andamento dle ns dialogo.

    Sarebbe molto bello se tu capissi che questo nostro caso personale mi interessa enormente perchè è un insegnamento sul funzionamento del web. Io ho imparato a sufficienza su questi meccanismi perversi che ignoravo fino al dicembre scorso, ma per te conviene andare a fondo-

    —– Non mi è sfuggito il problema dei libri, “per il resto, sia pubblicare in rete che su carta espone al piacere di essere citati e al rischio di essere copiati, ” L’avevo evitato perchè fuori tema –

    La novità che non cogli è che non siamo solo copiati- al contrario CI VENGONO ATTRIBUITI testi non nostri. Coglila questa novità, tu che hai un blog.

    Per farlo devi per un momento accantonare le tue opinioni su FB, almeno perchè gran parte delle notizie che trovi interessanti da me le ottengo tramite i contatti FB. E’ nell’ambito delle cose possibili che tu non abbia capito bene come funziona, o che l’avevi usato male, o sbagliato la scelta dei contatti o creduto che la tua esperienza si potesse generalizzare. Una cosa ormai l’ho accertata da settimane: una devastazione come questa può capitare solo nei blog aperti.

    Questo “né su questa piattaforma né sull’altra, dove mi sembrava più logico fosse stato postato,” che cosa vuol dire? mi suona strano per il concetto. A parte ciò, ovviamente era tuo diritto mettere là dei link a questi post; ma siccome avevo scritto di aver commentato, dovresti sapere che là non sarei entrata. O me lo sarei ricordato e te lo avrei detto!!!!

    FB e Blog.it sono come Joachin e Bokas per te. Ogni discorso prima o poi finisce per dovergli passare in mezzo.

    Non trovi che tutto questo discorso di quel maledetto indonesiano dovrebbe sparire da qui e avere un post suo. Solo un suggerimento, ovvio. 🙂

    • sì, qui è fuori posto, ma sarebbe eccessivo (a mio parere) farne un post, almeno se non si sviluppa ancora: è una questione troppo privata e particolare e non riesce ad assumere per ora una portata più significativa.

      sto sorridendo sardonico dopo la tua performance mnemonica che mi ha stracciato, dato che non ricordavo altro, e per di più il collocatore dei commenti in luogo incongruo ero stato io!

      anche se faccio male a riportartelo alla mente, sorrido però anche per questo motivo: http://bertolauro.blogs.it/2010/10/29/105-il-mio-you-tube-9842399/#comments

      mi spiace ritornare su un mio comportamento criticabile, ma è proprio vera la teoria di Freud che si tende a dimenticare le cose sgradevoli.

      sono tornato a quel sito, ho inserito il mio avatar come parola di ricerca ed ecco che cosa ne è uscito:
      http://www.2lisan.com/read/bortocal

      che cosa devo pensare di avere, a mia insaputa, una mia pagina in un blog dell’Indonesia?

      il mio ritratto è un delirio puro:

      Bortocal’s profile on blogs.it To add co-authors, click on the “settings” icon of your blog. Then click the “co-author” tab on top.Videos from big or little travels Wanderer “siate viandanti!” Detti segreti di Joshua (Vangelo di Giuda Tommaso, il Gemello)Interested in ebraismo? At http://bortocal.blogs.it/ you find posts and information relevant to ebraismo.tempio con le tombe guerriere, convento taoista, le rocce sul lago e i giochi d’acqua nella sera https://bortocal.wordpress.com/2011/01/06/11-my-china-2-26-un-paese-dalla-forma-di-vacca/helios65 on This blog is blocked! Bortocal on This blog is blocked! deleted user on This blog is blocked! Bortocal on princicamilla: ho cenato con John Lennon.Search and watch millions of latest online videos from Pakistan with latest videos on news politics, entertainment, cricket, showbiz, movies, songs along with popular television tv Interested in stimmate? At http://bortocal.blogs.it/ you find posts and information relevant to stimmate. The massacre of Nanjing – The M by bortocal 42 views 0:10 Add to Added to queue La festa Giapponese by ugo3943 126 views 0:26 Add to Added to queue (30-07-2010) NanJing Metro Bortocal’s media {48EA6150-2B72-473D-84B2-3ACDBA21414B}Picture at blogs.it

      Dikutip Dari: http://www.2lisan.com/read/bortocal

      la parola che più mi insospettisce qui dentro è Pakistan.

      pakistano era un hacker che girava su You Tube proponendo uno strano test, e ne parlai in uno dei miei ultimi post su blogs.it, quando ancora potevo accedere a quella piattaforma.

      anche mcc43 ha una sua pagina in quel blog, ma tranquilla non sei tu, ma un qualche prodotto per automobili: http://www.2lisan.com/read/mcc43

      invece il nostro post non sono riuscito a ritrovarlo, ma se non me ne ridarai il link me ne farò una ragione… 😉

      ma che cosa vuoi che mi importi dei deliri automatici e della pappetta di mezze frasi pescate random non so dove, se in mezzo a tutto ciò ci sta anche il mio nome?

      sarebbe interessante se fosse la traccia di qualche programma in preparazione volto a riempire i blog di falsi testi attribuiti, per poi vendere programmi per ripulire la rete…

      meno divertente se questa fosse una specie di schedatura da servizi segreti israeliani, visto un paio di allusioni e il fatto che il sito propaganda viaggi in Israele.

      o mamma mia, lo dico così, a puro titolo di divertimento, spero di non scatenare nessun tipo di paranoia.

      il 15.12.10 alle 18:56 ho pubblicato io un pingback, cioè un link al nostro post, 409. mcc43, Saramago e l’ateismo, a partire dal nuovo post 441. mcc43, dialogo fra una credente e un non so.

      niente di strano.

      comunque il testo di questo link non è “avrei una soluzione ma,”, bensì “[…] questo post è la prosecuzione di 409-mcc43-saramago-e-lateismo […]”.

      tu mi dici che la frase non è nel testo dei due post, e ovviamente ti credo.

      per puro inciso osservo che solo 10 minuti prima avevo ricevuto il più strano dei commenti nella storia del mio blog, mi pare di averne già accennato, ma non l’ho ammesso alla pubblicazione e lo conservo ancora fra i commenti sospesi.

      un certo Melchiorre Gerbino, personaggio realmente esistente, ha cercato di apporre sul mio blog questo link:

      Inviato il 15/12/2010 alle 18:46

      http://www.melchiorre-mel-gerbino.com/Pagine/CIA_and_Mossad_agents_.trying_to_kill_tourists_in_Vietnam.html
      Inviato il 15/12/2010 alle 18:46

      ho sentito qualcosa di oscuramente minaccioso in questa storia, ma non le ho dato e continuo a non darle peso: non credo che i miei post critici sulla Bibbia ebraica (mica solo sul Corano!) siano così pericolosi per la sopravvivenza di Israele.

      naturalmente ci si può anche convincere di vivere in una specie di film di Hitschcock virtuale, con tanto di congiure alle nostre spalle e Mossad che ci inseguono telematicamente, ma ritengo piuttosto che si tratti di coincidenze un poco assurde, fino a prova contraria.

      o forse di esperimenti telematici sui telepatici????

      sapendo delle tue capacità di indagine non dubito che se vi fosse qualcosa di più serio tu lo troveresti subito, e io preferisco continuare a gigioneggiare nei post.

      il mio riferimento alla copiatura non era affatto fuori tema, comunque, dato che siamo di fronte ad un caso di coppiatura frammentaria telematica anche qui, e la spiegazione è quella che venne data allora, anche se non capisco come mai la macchina continui a rielaborare il pastone, se il testo che oggi tu hai trovato è diverso da quello precedente.

      non mi pare affatto che ci vengano attribuiti testi non nostri, mi pare che siamo di fronte a qualcuno che prova a fare a macchina un riassunto automatico di un nostro post.

      quindi il riassunto che propone è un testo suo e non nostro, non vedo come possa riguardarci più di tanto.

      Joachin e Bokas sono dovuto andare a cercarmeli con google, e guarda un po’ che cosa è saltato fuori al primo posto:

      Stoccarda decimato: fuori Boka, Gentner e Gebhart. Uefa Champions League. Liga. Barcellona fermato dal Gijon, Joaquin tiene a …

      che ne diresti però se pensassi che, tramite questo oscuro riferimento alla città dove ho la mia residenza legale, tu abbia voluto minacciarmi? 😉

      internet moltiplica le connessioni tra le informazioni, quindi moltiplica anche la possibilità di insospettirsi paranoicamente, e questo è tutto.

      è vero probabilmente che internet crea una supermente transpersonale, ma questa supermente è superparanoica!

      • oh ……. altro che post, qui si dovrebbero fare un bel pò di tesi di laurea, non so se ti rendi conto di quanti filoni. Dovrò lavorare parecchio su questo tuo commento, seriamente.

        al volo: io paranoie non ne ho e non me ne faccio venire. Io Indago. Non sopporto i segreti exoterici, nell’exoterismo deve essere tutto chiaro.

        La faccenda … non nominiamolo più, ma è quella organizzazione che comincia per M. – è da valutare nel modo giusto.

        Nè tu nè io siamo trippa per i loro gatti, ma le parole che scriviamo sì. Allora: non sono un org religiosa, non gliene importa se dici che la Bibbia è un libro di fiabe, ma caspita se gli importa che tu pubblichi post di una “reporter” in Libano, con tutte quelle parole chiave che il loro programma va a cercare in rete-

        Questo è più che plausibile, e non uscirai/emo più perchè non è nello stile di quelli dimenticare. E’ con questo sistema che i loro colleghi americani andavano a pescare i loro presunti sospetti da portare qua e là per gli interrogatori. Bada che noi due potremmo anche finire per incontrarci sotto qualche cielo straniero e non saremmo in buone condizioni!!!!
        Infine il tuo Melchiorre è arrivato il 15 dicembre, io appena tornata dal Libano.

        Domani nn potrò indagare, ma conto di farlo al più presto. Tu intanto leggi la favola di Esopo e quando qualcuno ti chiede di rilanciare un post non… gracchiare! Aspetta.
        E poi devo riuscire a spiegarmi meglio o trovare un modo per prendere in considerazione che quello che ci è capitato non è una faccenda personale e, credimi ai lettori può interessare assai più delle nostre discussioni sulla mente.

        E in quanto a Joachin e Bokas, meno male che li ho scritti secondo una traslitterazioe ignota a Google: ti metto qui un riassuntino:
        “Le leggende vogliono che Salomone avesse commercio anche con molte altre Entità che simboleggiavano il Sole, la Luna e i pianeti; si tratta di allegorie che fanno probabilmente riferimento alle sue profonde conoscenze esoteriche. Anche il suo famoso Tempio, secondo i cabalisti, aveva un profondo valore simbolico: in particolare le due enormi colonne di bronzo, Jachin e Bohas, erano i due pilastri opposti dell’Albero della Vita. Questa simbologia si ritrova anche nella Massoneria e nei suoi rituali d’iniziazione. ”

        anche quelli .. siamo fritti 😉

  6. Risalgo dalle profondità per completare il commento:
    Non credo nessuno ti abbia mai definito ingenuo, ho questo ardire: quando si tratta della rete sei come un candido fanciullino che ancora non ha scoperto la malvagità del mondo.
    E lo chiami gigioneggiare…. 😉

    “cosa vuoi che mi importi se…. in mezzo c’è il mio nome” Rispondo

    1) fai questioni di principio su tutto, qui no?
    2) se pescando random il loro motore ti appiccica “il giorno 11 settembre del … il mio amico xxx si è addomentato e non ha fatto quello che doveva sul quarto aereo” o qualcosa del genere e il programma spia di quegli altri lo trova?

    3) Dunque avevo ragione ad avere fin dal primo momento il sospetto che questo indonesiano pescasse ben oltre il nostro povero post- Pesca in tutti come e quanto vuole, anche nell’altra stramaledetta piattaforma. Questo allora è provato- e se pescasse anche nel tuo account di posta? Non credo …. ma io credo fermamente solo nell’esistenza di Dio, in tutto il resto sono possibilista. Stai attento, e pure i tuoi corrispondenti.
    Infine- vedi caso- il mio pc si è preso una grave malattia proprio quando ero più volte entrata in quel maledetto sito indonesiano; e non hai avuto tu pure dei guai?.

    Ora riassumo: tre sono i livelli- seguimi bene

    a) secret service che ci ha certamente placcati e fin da quando ero in Libano, ti ricordi quel commento antipalestinese? non mi ha mai convinto quello; poi abbiamo Melchiorre che ti scrive il 15-
    Ma questo ramo non è pericoloso perchè noi non tramiamo nulla, ma certo loro possono, o l’hanno fatto, risalire alle ns vere identità, e tutti e due abbiamo plurivisti consolari per i paesi arabi. Addio Gerusalemme non ti vedrò mai.

    b) livello business. Quel fetente di indonesiano oltre al rischio di creare associazioni pericolose ai ns nickname, oltre al fatto che ci attribuisce scemenze mai dette, si intrufola ovunque come un verme.
    Ciò non lo fa pensando che chi va nella pagina del ns pseudodelirio si interessi, ma 1) che clicchi sulle parole evidenziate che lo portano ad altre, e in ogni pagina scorre della pubblicità che già gli hanno pagato 2) probabilmente si becca anche i link di quelli che vengono nella tua pagina con tanto di indirizzo per il loro sito o altri siti, noi pure ne postiamo in continuazione.

    Come faccio a dire ciò? Perchè ho anch’io generato un essere di buona qualità che mi spiega le cose che sa meglio di me 😉 ma io pure noto, anche oggi, che entrando in quel sito il pc è di nuovo rallentato; mi sarò presa di nuovo un trojan che lavora in sotto fondo. Dovrò provvedere e consiglio pure a te di aggiornare il tuo antivirus e fare anche Uno SCANDISK APPROFONDITO quello che impiega anche più di mezz’ora.
    Comunque il link è questo (ma lo hai già in YouTube!) http://www.2lisan.com/feednews/441.-mcc43,-dialogo-fra-una-credente-e-un-non-so.-%C2%AB-Cor-pus

    c) l’Indonesia è un paese islamico! Eh?…. Vuoi che qualche idiota ti faccia una fatwa?
    di questo, non della fatwa, parleremo perchè avevo già in mente di farti una richiesta.

    Come vedi, più che il sonno potè il mistero, se scopro di aver dimenticato qualcosa metterò aggiunte. Per favore: stampa e rileggi, non fare lettura veloce stavolta, divertiti, questo lo faccio anche io, ma non sminuire. 😉

    • dici che questo scambio di commenti ce la fa a diventare uno spassoso romanzo semi-giallo virtuale senza delitti ma con troppi colpevoli?

      vado random anche io con le risposte.

      come nella vita reale quanto nel blog io compenso con una rigidità assoluta sui principi una assoluta incapacità di difendermi come individuo: probabilmente il primo difetto è un tentativo sbagliato di bilanciare il secondo, quindi non è scherzando che mi definivo ingenuo.

      tuttavia sessant’anni di esperienze esistenziali mi portano a considerare molto meno grave il difetto di fidarsi troppo anziché quello opposto di non fidarsi per niente.

      tra l’ingenuo, qualche volta fregato, e il diffidente, che si salva sempre il…, il vero fortunato è il primo, perché la vita, tutto sommato lo protegge, perché lui le si affida, e invece si accanisce contro il secondo.

      non ho molta intenzione di andare a visitare Gerusalemme, per il resto non credo che nessun servizio segreto abbia tempo da perdere con le mie paturnie da blog: del resto sono passato indenne attraverso la censura cinese, riuscendo nel mio primo viaggio, con la complicità di firdis, a gestire un blog da Pechino in presa diretta, figurati questi.

      e se dovessi avere dei problemi li avrei certamente nello Sri Lanka, per i miei due video su You Tube sui tamil, per i quali sono stato anche apertamente minacciato nei commenti.

      ovviamente so bene di non contare assolutamente nulla, e questa è la mia migliore difesa.

      e quindi, sorry, non mi farò rovinare il mio piacere di scrivere e creare da nessuna congiura internazionale… 😉

      tranquilla, comunque, che non sono un corvo vanesio, e finora ho sempre bloccato tutto quel che mi pareva strano o ambiguo; sono poi meno fatuo di quel che a volte gioco a sembrare.

      “E in quanto a Joachin e Bokas,” che storia emblematica delle possibili paranoie da internet!

      insomma, tutta questa nostra discussione è roba da Pendolo di Foucault, che è il romanzo che Umberto Eco ha dedicato alla diffusione contagiosa delle paranoie nel nostro mondo, ma gli è sfuggita l’origine della paranoia moderna, che ritengo sia quella che ho segnalato nel mio commento precedente: la moltiplicazione della informazione resa possibile dalla modernità.

      e questo dovrebbe essere il vero tema della nostra discussione, se consenti…

      😉

  7. Fotografo, quante volte di capita di ondeggiare a ds e n per centrare un soggetto? Tantissime credo, come a me. Ora lo sto facendo/invitandoti a fare la stessa cosa:

    * “tuttavia sessant’anni di esperienze esistenziali mi portano a considerare molto meno grave il difetto di fidarsi troppo anziché quello opposto di non fidarsi per niente.”
    Perfetto per la tua vita privata, ma non è di quella che parliamo, bensì della tua privata/pubblica che è il blog e in questo caso infischiartene è acconsentire al meccanismo. Toglie molta credibilità alle tue fustigazioni sulla moltiplicazione delle informazioni.

    Non riprendo il discorso già fatto visto che è franato su Pechino, sui resoconti di un turista in un paese che non fa coperture specializzate di internet, ma una censura generale. Non c’entra per niente con quello che stavamo affrontando, ma non intendo appannare la medaglia che ti sei appuntato sul petto.

    Metto solo l’ultima scoperta sul tuo blog.
    Da google cercando il mio nick c’è un’occorrenza in Liquida. Cliccando su quella striscia cosa esce? un
    elenco di blog sotto
    “”””””””””caso elisa claps ultime notizie”””””
    nessuno di questi inerente al titolo, che ha però un grosso richiamo; lì compare il tuo post 93 rivoluzione contro
    l’islamismo o primi tumulti per l’effetto…

    Questo! Il quale risulta taggato, leggi un pò: scuola italiana moda crisi economica, san paolo e luoghi: cina, portogallo
    mentre le tue Tag erano: Bahrein, Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo, Egitto, Hundington, Il cairo, Iran, Mubarak, Saad Eddin Ibrahim,
    Tehran–

    Evidentemente le tue non erano funzionali al suo business, quel che per loro conta è la massa di parole, quindi i tuoi amati borforismi resteranno sempre fuori del loro interesse.

    Non è nemmeno necessario concedere l’autorizzazione: basta il bottone Like. Un lettore crede di fare una simpatica dichiarazione d’apprezzamento (e stavolta te la sei perfino fatta da solo, senza bisogno della volpe) ed è una segnalazione. Da quel momento tutti gli aggregatori con cui WordPress ha un accordo pescano come vogliono e quello che vogliono e nasce la catena di santantonio con i risultati che ti avevo già illustrato e abbiamo sperimentato.

    “Ma cosa vuoi saperne tu che non sei una blogger!” Questo, pari pari, lo dice un esperto di sicurezza delle informazioni e dei processi informativi, blog compresi
    http://blog.armandoleotta.com/2010/01/aggregatori-di-contenuti-news-aggregator-aggregatori-di-notizie-contenuti-e-consapevolezza/
    CONSAPEVOLEZZA.

    ** Umberto Eco ha dedicato alla diffusione contagiosa delle paranoie nel nostro mondo, ma gli è sfuggita l’origine della paranoia moderna, che ritengo sia quella che ho segnalato nel mio commento precedente: la moltiplicazione della informazione resa possibile dalla modernità. e questo dovrebbe essere il vero tema della nostra discussione, se consenti… “”
    O come consentirei! Ballerei a tempo di reggae! Lo ritengo l’argomento degli argomenti ma…ci abbiamo già provato.
    Ho avuto per contraddittorio insulti a Zuckenberg e ai suoi utenti, nonostante la a palese non conoscenza nè del suo nè degli altri social network.
    Ci ho provato, prendendola alla larga sull’era della falsificazione, cioè da dove era partito Eco con un suo saggio degli anni 70, che ancora fa testo nelle Università americane. Hai svicolato e adesso te ne esci con questa opinione su di lui? Dovrei imbarcarmi nella difesa di uno che è a parer mio un sopravvalutato scrittore ma grande analista della comunicazione? Io? Già dato, con Muhammad e Jung, tre volte no.

    Tu non vuoi una discussione, ma qualcuno su cui far rimbalzare le tue immutabili pre-opinioni. Come i giocatori di squash che si riprendono la pallina dal rimbalzo sul muro.

    • beh, direi che per un giocatore di squash hai usato anche troppe parole, non ti pare?

      😉

      (ah, il like dato a me stesso è ovviamente un errore tecnico casuale che non so rimediare: tutti i miei post mi piacciono, ogni scarafone è bello a mamma sua, e perfino quelli che ospito usufruiscono di questo privilegio, e forse per loro il like varrebbe la pena di metterlo, se non fosse tautologico, visto che ci sta già la pubblicazione a dimostrarlo).

      in questo caso mi pare che tu ti stia sforzando invano non per rendermi consapevole di pericoli che continui a non riuscire a dimostrare come effettivi e sostanziali, ma per cambiare una caratteristica fondamentale del mio carattere che è l’apertura agli altri e la fiducia data sino a prova contraria, che – ripeto – l’esperienza mi dimostra che, esercitata con prudenza, è ottimo atteggiamento atto a vivere bene nel mondo, anche se fa soffrire un poco al momento dei ripensamenti.

      io del resto non mi sforzo minimamente di cambiare la tua paura per gli aggregatori, perdonami se mi propongo come modello di bon ton e ti invito a fare altrettanto, tollerando quella che per te è la mia sventatezza, che io considero solo apparente.

      capisco peraltro che la tua è semplicemente paura, mantengo il mio sangue freddo (che nella vita reale mi consentì una volta di salavre la vita a mia figlia mentre tutte le donne attorno urlavano terrorizzate senza sapere che cosa fare): sto semplicemente cercando di non farmi contagiare da un’emozione che toglie lucidità; se potesse passarti, mi ringrazieresti alla fine per questo.

      ma se poi continui a sentirti in pericolo per questa frequentazione, riparati pure dietro le inesistenti mura del tuo Facebook e pensa pure che le tue foto su Panoramio dei campi profughi palestinesi passino indenni dai motori di ricerca, io non farò questo errore.

      lo so che non ho risposto troppo nel merito, ma mi sembra alquanto superfluo, essendo la tua ostinazione non inferiore alla mia, e mi sono fermato alle pregiudiziali, diciamo così.

      – nel merito direi che il riferimento a Pechino era perfettamente pertinente, visto che l’unica conseguenza concreta che eri riuscita a mettere in campo era il irschio di vedersi bloccati i visti di ingresso, e io ho avuto in tre giorni addirittura (per il rotto della cuffia) il mio seocndo visto per la Cina dopo avere pubblicato in presa diretta sul blog da quel paese aggirando la censura con uno stratagemma e, se non ci fossi andato due volte, andrei per la terza nello Sri Lanka solo per dinostrarti che gli integralisti buddisti che sostengono la dittatura religiosa di quel paese possono provare a intimidirmi con commenti ostili, ma non arrivano sino ad un controllo effettivo su chi entra nel paese; anzi varrebbe proprio la pena di farlo e di andare a visitare le aree che allora non ho visto perchße erano sotto il controllo della guerriglia, ora cancellata dalla faccia della terra.

      quanto al bottone like, a parte il mio clic sbagliato e unico, lo hanno cliccato sinora solo afovidius e wildestwoman qualche volta, ed entrambi non mi paiono pericolosi agenti nemici degli aggregatori che, al massimo, si sforzano di raccattare lettori in qualunque modo rendendosi interessanti col riportare un qualche blog postato qui.

      e allora? sai che problema da non dormirci la notte (a proposito, considera pure l’ora di questo commento, eh eh)! buon per noi, direi, che qualcuno ci considera interessanti.

      e ovviamente non lo fa nel merito, ma diventiamo di tanto più appetitosi di quanto crescono i lettori che ieri, ad esempio, probabilmente anche per via del mio via libera a due siti di questo tipo, peraltro abbastanza ben tematizzati, sono diventati addirittura quasi 500.

      un innocente do ut des: voi aggregate pure che qualcuno di quelli che arrivano qui, vedi il pippo di oggi, alla fine leggerà, e forse dirà anche qualcosa di buono.

      tu dici che esiste “un accordo” fra wordpress e gli aggregatori: forse hai più informazioni di me, dato che al contrario noto che wordpress ha un programma per il blocco automatico dello spam, ovvero blocca automaticamente tutti i commenti uguali, il cui numero misura automaticamente, tanto che filtrano – e qui però la scelta se bloccarli oppure no viene lasciata a me e sul blog non entrano senza il mio consenso personale diretto (ne sai qualcosa) – solo i commenti che io autorizzo.

      nella vecchia piattaforma (ops, devo ricordarmi di non citarla alle tue auguste orecchie) invece questo servizio non c’era, ma solamente perché, a mio parere, era molto più di nicchia e poco inseguita dagli aggregatori per questo, mentre su wordpress invece in questo momento ad esempio, “545,036 new posts, 457,399 comments, &108,799,331 words posted today on WordPress.com”, da parte di “398,495 bloggers”.

      tale è la massa su cui devono lavorare i servizi segreti che tu ritieni tanto interessati a te e me.

      insomma qui si è in una media città di 400.000 abitanti, mica nel paesello; forse quel paesello non aveva neppure la stazione dei carabinieri, tanto che ce ne volle del bello e del buono per far intervenire i gestori tedeschi contro un carabiniere italiano in congedo appunto che vi delinqueva in lungo e in largo, e qui invece sembra che circoli una polizia abbastanza efficiente.

      non ho mai detto a te “che cosa vuoi saperne”, anzi, ti considero più esperta di me in alcuni di questi aspetti; però non mi considero neppure del tutto inconsapevole di questi problemi e, se permetti, so abbastanza bene che cosa faccio.

      ho regolato all’inizio restrittivamente le modalità di accesso per i feedback nelle impostazioni del blog, per quanto riguarda i feedback per così dire espliciti, accetto solo quelli che mi piacciono, ne cancello 3 o 4 al giorno, ti ripeto, cui non concedo accesso; di più ahimé non mi perseguitano, dato che sono così poco attraente commercialmente parlando; il post che tu hai citato, piuttosto interessante, evidenzia un unico rischio, quello di essere sfruttati commercialmente da feedback collocati a nostra insaputa.

      nella vecchia innominabile piattaforma, volendo, avrei potuto esplicitamente accettare pubblicità sul mio blog, guadagnandoci persino su.

      non mi interessa; fortunatamente per me non faccio il blogger per guadagno ma per diletto.

      qualcuno carpisce la mia buona fede per guadagnare alle mie spalle?

      non è un problema per me: qui sotto casa mia ho affittato l’appartamento, sempre mio, ad un senegalese che ha il negozio alla porta accanto; a giudicare dl numero consistente di inquilini, subaffitta e ci guadagna su; non mi importa più di tanto fino a che la gente che circola è in regola con la legge e gliel’ho chiarito bene; mi basta non essere io a speculare, anche se il segretario della locale sezione PD mi diffama in questos enso nel quartiere; ma alla fine è alla mia coscienza che rispondo e non a lui; siccome dirai di nuovo che non c’entra, è giusto per dimostrare che la vita reale ti proprone ben altri problemi della stessa natura, anche se di ben maggiore consistenza.

      qui siamo al dunque: non mi interessa quel che pensa la massa di me, sono uno snob; ritengo questa indifferenza sovrana e benefica.

      tu no: non è quello che faresti o che farai tu, però, come dire?, succede.

      e fino a che riguarda solo me stesso, senza conseguenze su altri soggetti, lascialo decidere a me, no?

  8. Ri-constato le tue argomentazioni:

    comprendere quello che si sta realmente facendo in rete, anzichè riposare su quello che si crede di fare = paranoia.

    comunicarlo con esempi applicati al tuo blog= voler cambiare la tua natura.

    Ribadisco le mie

    Partecipare a questo blog mi ha dato modo di imparare meccanismi che ancora non conoscevo, apprendere le differenze fra vari social network e fra i vari modi di condurre un blog, li ho condivisi con te e con i lettori = compito concluso.

    Like 🙂

    • buon Facebook, comunque mi mancherai.

      quando ci ripensi ti aspetto a braccia aperte.

      sai, un blog è meno protetto.

      paranoia è avere delle paure che non si riesce a ricondurre a nulla di razionale e di provato, oppure ingigantire in chissà che cosa di indefinito dei normali contrattempi della vita di tutti i giorni.

      capita anche a te non riuscire ad essere persuasiva qualche volta: paranoia è pensare che sia per definizione colpa dell’altro.

      effetto Facebook; lì questo rischio non lo corri, tanto ti confronti solo con chi selezioni a priori per darti sempre ragione.

      capito, questa volta, perché Facebook è intrinsecamente fascista?

      qui ogni frase invece è una scommessa e ci sta chi ti dà ragione e chi ti dà torto, perché ci si muove in campo aperto.

      per questo nel blog, nonostante gli innocui aggregatori, ci si muove in democrazia e non per circoli chiusi.

      au revoir, spero.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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