liberarsi di Berlusconi: la democrazia bacata di Odifreddi. 22 febbraio 2011 – wp 111 – 231

martedì 22 febbraio 2011 19:40

ogni tanto mi viene il dubbio se ha senso scrivere un blog, che è una raccolta di interventi non specialistici, che pochissimi leggono, e che rappresentano soltanto il mio modo di guardare al mondo, che credo poco interessante in se stesso; la crisi si accentua ogni volta che mi accorgo di essere stato involontariamente impreciso o superficiale.

poi mi capita di leggere il blog di Odi freddi (che bisognerebbe leggere tutto attaccato come cognome, e invece preferisco leggerlo staccato come fosse un avatar) e la lettura mi riconduce qui: se lo scrive lui, un blog come il suo, e non se ne vergogna, perché non dovrei farlo anche io?

del tutto immodestamente, questo blog è molto migliore del suo, almeno per me.

* * *

questa volta il blog di Odi freddi, rubrica fissa su Repubblica, si confronta col tema della democrazia, parlando di Mubarak, Gheddafi e Berlusconi: un vero invito a nozze.

Brescia, 23 febbraio 2011

per prima cosa passo a correggere gli accenti tutti sbagliati e poi entro nel merito.

La pazienza popolare é è esplosa in Egitto e in Libia, facendo cadere Mubarak e traballare Gheddafi.

Anche la nostra pazienza popolare sta traboccando, ma é è lecito sperare in un esito analogo?

Temo purtroppo di no.

Mubarak e Gheddafi derivavano infatti il loro potere dall’esercito: (…) Berlusconi, invece, deriva il suo potere da un voto popolare. (…)

Coloro, dunque, che vorrebbero far cadere il governo sulla base delle manifestazioni di piazza, rivelano una scarso spirito democratico.

detto tutto in estrema e semplificata sintesi.

* * *

per Odifreddi conta niente che il voto alle elezioni sia stato truccato dal conflitto di interessi e dal controllo delle televisioni.

conta niente che la Corte Costituzionale abbia dichiarato la legge elettorale porcella di Calderoli, vigente, di dubbia costituzionalità, pur senza trovare poi il coraggio di abrogarla.

conta niente che la democrazia non è un fatto formale, ma sostanziale.

cioè, se è documentato che una dittatura stabilita di fatto con sistemi illegittimi e truffaldini sta distruggendo il paese, chiunque è legittimato a cercare di salvare il paese con gli strumenti adatti, comprese le manifestazioni di piazza poco democratiche secondo Odi freddi e i democraticisti formali come lui.

chissà se Odi freddi può ricordare come venne fatto cadere il governo neofascista di Tambroni: con le manifestazioni  di piazza del luglio 1960, che anche in Italia lasciarono qualche morto nelle piazze.

* * *

manifestazioni di protesta contro governi che attentano a fondamentali diritti umani sono allora antidemocratiche,  come dice Odi freddi?

se la maggioranza aderisce al nazismo, come nel 1933, dove peraltro Hitler andò al potere con la stessa  maggioranza di Berlusconi, non di più del 42%, ma come lui, grazie all’appoggio della Chiesa cattolica, bisogna starsene tranquilli e lasciare massacrare le minoranze senza fiatare, perché la maggioranza vuole così?

meglio evitare la violenza? senza dubbio.

ma meglio rassegnarsi alla distruzione del paese e di ogni valore umano solo perché la maggioranza la vuole?

allora dovremmo definire antidemocratici anche i partigiani che si opposero al regime fascista quando ancora godeva dell’appoggio della maggioranza.

e non con manifestazioni, allora impossibili, ma con la violenza che diventa inevitabile quando la libertà di espressione politica e di manifestazione pacifica è soppressa.

* * *

è strana la politica di Repubblica: prima di tutto cerca di convincerci ogni giorno con una campagna martellante che viviamo in un sistema politico totalmente delegittimato; poi se qualcuno li piglia sul serio e comincia a manifestare, eccolo definito antidemocratico.

ma delle due l’una: o Berlusconi sta veramente attentando alla democrazia e alla libertà e gestendo un regime dittatoriale appena mascherato con metodi scorretti, e  allora è legittima ogni azione ispirata alla Costituzione per riportare la libertà, possibilmente aliena da ogni azione violenta, ma non da proteste, dissenso civile, forme di disobbedienza e soprattutto libere e democratiche manifestazioni.

oppure tutta questa è propaganda fatta tanto per fare e solo per convincerci ad andare tristemente a votare la prossima volta per votare l’altra metà bacata della mela marcia; e allora lasciateci in pace, che è meglio.

allora, per favore, Odifreddi cerchi di essere coerente con se stesso e col giornale su cui scrive e non venga a dirci che “è paradossale che sia la destra a rivendicare i principi della democrazia formale”, perché non c’è nessuna democrazia formale a chiamare come un gregge un elettorato stordito da una campagna elettorale ininterrotta e martellante su argomenti futili, a votare per liste bloccate.

da una parte e dall’altra, peraltro, con differenze tutto sommato minori.

* * *

la domanda finale di Odi freddi è semplicemente idiota:

Il nostro destino é è forse che, per liberarci da Berlusconi, dovremo anche divorziare dalla democrazia?

vorrei rispondere ad Odi freddi che per liberarci di Berlusconi dobbiamo semplicemente riappropriarci della democrazia; solo che Odi freddi non sembra sapere che cosa sia.

purtroppo per riappropriarci della democrazia occorre prima di tutto liberarsi della sottomissione mentale a Odi freddi e quelli come lui, cioè liberarsi della confusa concezione della democrazia di Repubblica, che la considera solo un fatto formale valido anche se manca il rispetto delle regole fondamentali e non una forma di difesa degli interessi autentici di una comunità e dei valori umani universali di libertà e dignità.

come potrà mai cadere o meglio essere abbattuto Berlusconi se una parte importante di coloro che dicono di opporglisi ragiona come Odi freddi?

3 risposte a “liberarsi di Berlusconi: la democrazia bacata di Odifreddi. 22 febbraio 2011 – wp 111 – 231

    • è detto in estrema sintesi e con grande chiarezza, ma questo è proprio il senso del post.

      che però aggiunge anche che a maggior ragione queasto vale quando la maggioranza alle elezioni non era neppure tale, ma si era fermata al 48,5% e al resto aveva pensato a legge elettorale procella di Calderoli.

      perfino Gheddafi per una situazione simile parla nel suo Libro Verde di dittatura, come da post sul tema.

      ma mi ricordo che sul tuo blog avevi appunto già dimostrato una tesi simile.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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