52 risposte a “balconcino mancato per piccolo dittatore in pectore. – bortografia 828

  1. Comincio col dire che almeno alcune foto del primo link DOVREBBERO essere messe a disposizione del mondo in Panoramio.

    E non dire “non so quali potrebbero piacere” e nemmeno “non so quali piacciono di più a me” Guarda anche tu i tuoi scatti come entità a se stanti, vedi cosa ti comunicano, al di fuori dei tuoi ricordi del giorno. Si sceglieranno da sole.
    Sono convinta che la mia opinione è obiettiva.

    Ho guardato alcuni di quei link successivi pensando a Scribd; prima di tutto non sono sicura che possano essere postate anche le foto in mezzo ai testi- dovrei controllare.
    Secondariamente, non sono sicura che i tuoi report di viaggio siano entro la filosofia di Scribd, dovresti prima addentrarti nel CONTESTO 😉
    Come utenti si entra lì per trovare testi su un argomento. Tu caricheresti un testo che è contemporaneamente personale, paesaggistico, politico, storico, se poi intendi anche caricare i commenti….

    I contenuti di un blog per entrare in Scribd dovrebbero essere rimaneggiati; in fondo è quello di cui abbiamo parlato nel post della mente: rivedere, sforbiciare, rendere coerente per gli altri il ns dialogo. Quindi continuo a pensarla allo stesso modo, ma dovresti essere tu a famigliarizzarti con Scribd per sapere come fare con i diari di viaggio.

    Infine, secondo me certi tuoi post che sono un discorso conchiuso su qualche fatto o argomento, e le tue scoperte sui vangeli sono materiale d’elezione.

    • obbedirò, non del tutto convinto.

      e proprio per un discorso parallelo a quello che fai tu su scribd.

      panoramio è semplicemente un luogo dove la gente va (a mio parere) per avere informazioni visive su un posto in vista di un viaggio o altro; non è un luogo attraverso il quale si possano costruire dei percorsi fotografici a tema come io faccio sul mio blog.

      quindi, selezioanndo le foto, devo togleire quelle con soggetti umani (altrimenti il gestore non le localizza neppure) ecc. ecc.

      altro punto, il punto di forza: certamente è un luogo molto più internazionale di un blog e perfino di You Tube, ma poi che dialoghi possono nascere?

      diversi da quelli che io costruisco già attraverso i miei viaggi con contatti presi di persona?

      certamente in un luogo come scribd si deve entrare con cose precise da dire, e già scontando di dirle con una fortissima limitazione linguistica, dovuta all’italiano.

      nell’altra piattaforma mi ero provato col tema del libro virtuale: guarda caso ne ho fatti due e uno era di fotografie!

      comunque, con la connessione lentissima di oggi, sto esaminando scribd: vedo foto dappertutto, ma forse le limitazioni sono altre…

      grazie.

      • Mi hai fatto venire una gran voglia di fotografare, ora ho chiamato un’amica e ce ne andremo a fare degli scatti.

        Su tutto ciò che hai scritto, la risposta sincera che vien dal profondo è : ma tu non puoi “provare” qualcosa prima di classificarla?

        Quello di cui parli tu in astratto “non è” il social network che frequento realmente.
        E non è una camicia di forza, ognuno si crea il suo stile e le sue connessioni di simpatia, similitudine, o non so che, ma questo richiede di “provare” .

        a presto..

        • amche io sono uscito, senza intenzione di fotografare, peraltro, ma poi sono sorti degli incontri casuali, e un paio di scatti bellissimi, di cui uno assolutamente e prettamente indiano che vedrai fra qualche giorno…

          sul resto stiamo tornano al tema che mi arrovella in questi giorni: al fatto che siamo tutti costretti, per economia di energie, a fidarci di istinti e pregiudizi almeno in qualche ambito.

          sarà meglio un blog o You Tube? You Tube o Panoramio; Panoramio o Flickr?

          difficile rispondere documentatamente su tutto; quindi alla fine uno va dove lo porta il cuore (a mal proposito…).

          non dubito che tu sia riuscita a fare della tua pagina di panoramio una avvincente finestra sul mondo: ma tu sei tu, io sono io, non è detto che ci riesca io dove ci riesci tu, soprattutto io ho un blog che assorbe probabilmente una bella parte delle energie che tu metti in panioramio (anche se ultimamente, direi che questo blog ti assorbe almeno quanto me, cara amica mia, e forse anche il tuo panoramio ne scapita parecchio).

          non sono contrario per principio a provare, però ho un lavoro che mi tiene preso per una cinquantina di ore la settimana, ho altre imprese aperte che non vorrei sacrificare, qualche volta leggo oltre a scrivere (anche se non si direbbe), più qualche frammento di vita da vivere anche io, non sempre facilmente.

          aggiungi alla fine che sto godendo del privilegio straordinario di avere te disponibile a darmi i risultati più ricchi della tua attività, e questo felicemente mi consente di risparmiare energie nei campi che già batti tu!

          😉

  2. Se tu sapessi quanti argomenti mi suggeriscono i ns dialoghi e stanno facendo coda all’inglese buoni buoni aspettando il loro turno.
    Per esempio questo tuo commento mi suggerirebbe un discorso alla Renè Guenon sulla “quantità”. Molte volte ho notato che l’aspetto quantitativo spicca nel tuo discorso e nella tua attività in rete, e ora trovo che sia fonte di un freno che ti dai.
    Sembra – attento: sembra, quindi prendilo come un riflesso che a volte è deformato – che tu non concepisca di poter gestire P in modo diverso, senza essere costretto a caricare tante foto. Anzi, ti anticipo una cosa che noterai in futuro quando comincerai ad avere dei fotografi Preferiti (!!): quelli che ne caricano troppe tolgono il piacere di vederle.

    Trovando il proprio passo, come quando si fa una passeggiata, tutto diventa piacevole ed è un sito che distende i nervi.

    Ma non voglio ripetere cose già dette, ripeto solo: prova e comprendi.
    Intanto ho visto che la tua pagina progredisce, e anche il mio/tuo murales è andato avanti!

    Ma dove vorrei riuscire ad essere convincente è qui: sarà meglio un blog o You Tube? You Tube o Panoramio; Panoramio o Flickr?

    Aggiungiamo un “per te” e allora arriviamo al: Fai la prova.

    E comunqu il Blog sta su un altro piano, non c’è storia con gli altri. Qui sei tu con le tue molteplici qualità e i tuoi infurianti difetti (che il cielo me la mandi buona) , niente potrà mai comparare questo posto. Qui sei on stage!

    Tutto il resto ti mette nella folla, e devi stabilire tu come andarci. Ma per l’esperienza che ho io, YouTube serve per prendere info, e quelli che ti guardano è tanto se mettono un Mi piace.
    Non ho esperienza di Flickr, ma non credo ti porti quei dialoghi a cui aspiri.

    Riguardo a questo, i dialoghi di P avvengono molto sinteticamente ed in un clima che tu ancora non hai sperimentato, se vorrai ne parleremo. 😉

    • no, vedi: Flickr mi incuriosisce, ma non mi sono mai sognato di sperimentarlo per gli stessi motivi che mi tengono lontano da panoramio, dove certamente non avrei mai messo piede se non ci fossi stata tu con le tue insistenze amicali.

      ah, non ti ho ancora detto che una volta ho cercato un contatto con un blog fotografico tedesco di straordinario livello qualitativo, in senso estetico, ma senza successo.

      su You Tube si sono sviluppati a volte dei dibattiti internazionali incredibili e complessi: ma bisogna troccare dei temi sensibili come una sfilata di gay o una manifestazione a favore delle Tirgri Tamil o della Palestina per riuscirci; per il resto è già tanto che qualcuno a caso clicchi mi piace.

      anche su quel sito io sono un pesce fuor d’acqua, in fondo anche io lo uso per qualcosa di diverso da quello per cui è nato, come tu panoramio.

      ecco, ci sono! quel che soprattutto mi manca su panoramio è una chiara prospettiva, una specie di mandato o di “mission” per evitare che diventi solo come un doppione o una vetrina di bortografia.

      ecco, mi aiuti se rispondi a questa domanda: partiamo dall’idea che su panoramio finiscano solo foto che non finirebbero mai su bortoigrafia e proviamo a dire quali e perché.

      allora, tante o poche le posterò.

      altrimenti mi restarà empre una specie di interrogativo aperto: perché devo postare anche su panoramio foto che ho già postato altrove? cioè che ho già messo a disposizione del mondo, che non coincide neppure con panoramio…

      variante del noto tema: Paganini non ripete? 😉 😉 😉 ahh ahhaa

  3. “””partiamo dall’idea che su panoramio finiscano solo foto che non finirebbero mai su bortoigrafia e proviamo a dire quali e perché.””” In marcia..

    Esempio mio, tanto per cominciare: oggi ho fotografato soprattutto la Torre Sospesa, un edificio che è un onore all’architettura moderna; tutto di vetro, con il girare del sole rispecchia nuove case o alberi o scorci sulle sue pareti. Ma queste foto sono comprensibili solo a chi è della città. Non ho ancora potuto metterlo in P; lo farò solo quando avrò trovato un gruppo di tre o quattro, con il circostante, che rendano chiaro a tutti che bel monumento è.
    Voglio comunicare qualcosa.

    Nel caso tuo, Bortografia è tutto il tuo meglio, disteso, completo, mostra mille sfumature dei tuoi viaggi. Ma c’è in ognuno dei tuoi servizi quella, quelle foto che sono l’equivalente di un post. La scimmietta!! Accipicchia.

    E con la tua creatività i titoli, e poi il primo commento sotto la foto per dire qualcosa che la riguarda o perchè la metti..

    La sfida che dà a me e capisco che per molti altri fotografi è lo stesso consiste nell’essere personali : il mio stile, i miei interessi, Ma anche impersonali, per potersi mettere nei panni degli altri e stabilire se il tuo messaggio è comprensibile.

    In quanto ai soggetti non c’è poi da sentirsi troppo costretti, ne vedo tante delle tue foto quotidiane qui che potrebbero andare bene- Gli animali musicali, niente trippa… Per quanto sei bravo tu, io non caricherei le foto dei monumenti, per quanto belle, di Brescia, ma questi tuoi sguardi rx che dicono tante cose.
    Lo stesso per le foto esotiche, oppure no: decidi di mostrare i monumenti – quelle dell’Iran che ho visto sono magnifiche; e quelle donne in nero insieme ai turisti occidentali, che botta di curiosità..
    ma è con il tempo che la pagina assume il suo carattere, e cambia via via che ne carichi spostando l’attenzione dall’India alla Cina, all’Italia, alla Libia

    Mi sembra di stare a… convincere un gatto a uscire dall’angolo dove si trova tanto bene. Ma se non prova come fa a sapere che si trova meglio lì che altrove??????????? Un gatto pigro con le novità. 😉

    • oh, ora in qualunque modo cercherò di dirlo finirò con l’essere mio malgrado sgradevole.

      hai descritto benissimo bortografia…

      ma bortografia sta benissimo dov’è.

      come il gatto di non c’è trippa per gatti.

      (a proposito, in zona c’è un cartello con la sua foto in bianco e nero e la promessa di 100 euro a chi ne sa dare notizie: che dici? la porto la foto oppure no? 😉 😉 😉 )

      l’idea che mi son fatto io di panoramio è un po’ diversa da quella che ti sei fatta tu (per mancanza di un blog, suppongo, ehh ehhe): è un aggregatore prima di tutto di foto molto belle tecnicamente, e io da questo punto di vista non ho troppo da offrire).

      credo che finirò per mettere su panoramio, invece, le molte foto di viaggi che non trovano posto sul blog e che alla fine risultano un po’ sacrificate in quanto foto nel ruolo di fotogrami di un video, anche rischiando qualche ripetizione.

      in questo modo potrei usare panoramio semplicmente come vetrina dei miei post e dei miei video di viaggio.

      • Sei la persona più granitica con cui abbia mai dialogato!!! Cosa dico a fare PROVA prima di farti un’idea? Rispondi adeguatamente: NO NON PROVO, io so prima!!!!!!!!

        meno male che non sei mio vicino di casa e non ti trovo alle riunioni di condominio. Immagino cosa sarebbero i ns scontri!!! 😆

        • vedo che la pensi esattamente su di me come i miei co-condómini dei mei 5 co-condomìni… 😉

          e tu non sei granitica perggio del mascherone qui sopra?

          ti dico che ho trovato da solo alla fine la mia motivazione per finire mio malgrado su panoramio come tu desideri, e tu no! non ti va bene lo stesso perché non è proprio la TUA motivazione!!!

          😉 😉 😉

          • Ma va là. mica l’ho criticata la tua motivazione. Critico la convinzione di stabilire a priori il da farsi di fronte a qualcosa che ancora non si conosce.
            Ti è perfino ostico comprenderlo….. O pensatore volitivo!”

            • credo che tu non abbia mai creduto agli esiti di quel test sui tipi psicologici junghiani applicato a me.

              sappi che la prima cosa da fare di fronte ad una cosa che non si conosce ancora è, secondo il mio modo di sentire, decidere se vale la pena di conoscerla oppure no.

              (vale perfino per i viaggi)

  4. Raccolgo la frittata e la rigiro: rendersi conto se vale la pena o no significa PROVARE… versuchen (?) e poi, dalle idee che nascono con l’esperienza, se vale la pena si stabilisce la linea di condotta.

    meno male che sono un martello, perchè davanti al granito il burro non serve 😉

    • caro martello, ti ha mai spiegato nessuno che davanti al burro il martello non serve?

      no, non versuchen, versuchen ha il significato di tentare, il “ver-” vagamente dispregiativo denota tutto l’azzardo.

      qui occorrerebbe semmai il probieren, che è il mettere alla prova.

      però il problema si sposta tutto a monte sull’entscheiden, che è il decidere come forma di scissione del reale fra ciò che è bene e ciò che non è bene.

      a volte il probieren precede l’entscheiden, a volte viceversa.

      se devo decidere dove fare il mio prossimo viaggio, secondo te decido prima di provare o provo prima di decidere?

      • ah aha aha ma sei tu che hai posto l’improbabile similitudine fra un sedentario di Panoramio e un viaggiatore :lo:
        Tu sei un test per la saldezza psicologica dell’interlocutore. Io dico che mi frulli il cervello ma è ben protetto nella scatola cranica e sono perfino migliorata sbattendo contro la roccia quotidianamente.

        a no, il burro, ma com’è che non sono unta e scivolosa, solo un pò ammaccata? Burro tedesco ? ah aha 😆

        • battuta di risposta assolutamente irriferibile, altro che frittata farei a questo punto.

          di sedentari in Panoramio ne vedo pochi: mi sembra una combriccola di viaggiatori almeno sulla media distanza col loro armamentario a tracolla.

          • Su questa lasagna riesco dire che P, il mitico, accoglie anche le foto di chi non si muove dal paesello sperduto in Pakistan e fa foto che mi commuovono addirittura.

            E poi ho ancora spazio – che la tagliatella cinese ha dato a te nell’altro post e a me nemmeno uno spaghetto — per dire Buonanotte, e grazie 😉

            • l’hai vista la frase di Renard (grazie di avermela fatta trovare, a proposito!9 sotto la penultima bortografia?

              non può esistere fotografo che non si muova: l’ambito del movimento, questo è un altro discorso…

  5. Salgo in testa arrampicandomi sopra uno spaghetto. Poichè dici che hai capito ora da dove ti è venuta l’ispirazione del modo in cui guardare e “vedere” davvero (le due cose non sempre coesistono, ripeterò un mio mantra: Non sappiamo mai quello che facciamo veramente mentre lo facciamo.

    Ora, il Renard che avevo letto e pure applicato, ti ha rivelato quello che fai.

    • no, non dico mica che sia stao proprio Renard a determinare la mia spinta verso la fotografia.

      dico che c’è nelle vite uans erie di corrispondenze misteriose, e questa è una.

      così come ho raccontato altre volte del mio primo libro di fiabe, col riassunto anche di qualche episodio indiano del Mahabaratha, e di come sia molto strano che io me lo sia ricordato per tutta la vita…

      approfitto per annotare un borforisma nato in una conversazione stamattina con un’amica che mi dice.

      a volte ho l’impressione che la vita sia soltanto un disegno e che a noi spetti puramente di coloralo.

      e io:

      la maturità ti dà questa precisa sensazione, che la tua vita ha una forma precisa nello spazio-tempo, che spiega il senso di quel che in essa vi accade.

      essa è come una coppa che conserva la sua forma sia che fuori piova, sia che risplenda il sole.

      • … gioco di forze e di frame, disse Bortocal secoli fa, e forse era una visione più dinamica di quella che avete condiviso questa mattina

        • certo, e questo è un perfezionamento, perché la coppa di cui parliamo ha una struttura atomica, che alla fine ne fa un enorme addensamento di energia probabilistica e ninete più, cioé intreccio di forze e frame… 🙂

          • Facciamo così, cerco un filosofo&fisico che mi spieghi quello che hai scritto, poi ti dico se mi convince 😉

            Già in passato parlavi di bicchiere, ma ponevi l’accento sul fatto che non era dato conoscerne la forma, si diventava qualcosa che si era scoprendo di esserlo.

            In questo trovo dinamicità, che la coppa non mi dà, e che sia indifferente al fuori fa di ogni vita un chè di isolato, ma così non è….

            però ripeto, prima devo cercare qualcuno che mi spieghi il tuo commento 🙂

            • chissà se lo troverai quel filosofo e fisico, già il mix…, ti resta solo bortocal.

              provavo a dire (e finiamo col riprendere vecchi temi) che l’immagine della coppa è statica fino a che è statica l’immagine della materia che hai.

              ma se vedi la coppa come un vortice di energia stabilizzato, allora il contrasto fra le due rappresentazioni si attenua fino a che loro si confondono.

              però è probabile che per qualche strano motivo oggi abbia dato ua immagine rigida chissà: i commenti dei lettori sono utili appunto per questo, per sottrarti all’autoconvincimento… 😉

  6. Meno male che c’è, l’Incomparabile Bortocal, anche se stavolta temo porti fuori pista.

    Scodella come un vortice di energia, diciamo ok, ma anche tutto ciò che è fuori è energia. La differenza fra i due allora qual’è ? Nella stabilizzazione, che un concetto affine al blocco, quindi sembra di doter dedurre che vita è blocco del flusso d’energia.

    Post Ultima legge di Murphy al femminile, tuo commento 28 ottobre- affrontavamo “vita” sotto la veste del differenziarsi dell’individualità dal resto. Argomentavi usando le varie dimensioni del Tempo, della forma che si scopre diventando.
    Persuasivo, pur arrivando alla tua passione, il finale in paradosso: “muore solo ciò che è già morto”

    Sbaglio a mettere in rapporto quella discussione con quello che intendevi ieri?

    Sarei più concorde con la tua amica, per poesia più che persuasione 😉 perchè preferirei “foglio e matita”: le limitazioni starebbero nella dimensione del foglio, ma il disegno almeno sarebbe la parte mia .

    *Un classico da anni:solitaria credente in un grado di autodeterminazione personale che, attraverso evoluzioni della personalità, influisce sia sugli eventi che sul senso che la vita stessa assume ai propri occhi. Più si parla di libertà fuori meno la si pratica dentro?* 😉

    • “sembra di poter dedurre che vita è blocco del flusso d’energia”.

      non proprio “blocco” perché è impossibile, ma appunto stabilizzazione: un freno posto alla violenza del flusso, un principio di regolarità che si mantiene per un tempo determinato prima di cedere alle onde violente della distruzione e delle rigenerazione.

      non c’è alcun dubbio che la vita in tanto sussiste in quando regolamenta, frena stabilizza, momentaneamente blocca all’interno di una forma.

      ovviamente questa è una riopresa dei temi di quei commenti che citi.

      l’amica, forse credente, forse no, intendeva però che il disegno fosse già tracciato.

      in questi casi io mi appello sempre allo spazio-tempo che mi pare un buon sostituto dell’idea di dio.

      il fatto che la vita ci sembri e a volte ci dimostri di essere il movimento all’interno di un percorso che è già tracciato nons ignifica necessariamente che l’abbia tracciato qualcuno, se intendiamo che il tempo è solamente una dimensione che a noi si presenta come movimento, ma che potrebbe non esserlo in se stessa.

      se a te piace parlare di “grado di autodeterminazione personale”, è ciò appunto di cui stiamo parlando.

      ma la mia ipotesi è che questo “grado” non sia altro che il grado di curvatura dello spazio-tempo in cui siamo inseriti…

  7. Un freno alla violenza del flusso… potrebbe essere, diciamo, compromesso fra di noi? Perché un freno alle onde caotiche non è una forma fissa, fluttua…

    Ma no, non mi va bene: non saprei più identificare il limite del potenziale cambiamento al quale credo – mentre con “frame” o con “foglio” (sebbene enormemente diversi in quanto a grado di libertà nel darsi forma) c’è.

    “ma la mia ipotesi è che questo “grado” non sia altro che il grado di curvatura dello spazio-tempo in cui siamo inseriti… “

    Ora ti faccio una critica che avevo trattenuto nel commento precedente: non sono sicura che sia giusto introdurre nell’’argomento filosofico, cosa è la vita, un concetto della fisica. Ovvero, se vogliamo parlare dell’Universo e di cosa siamo noi dentro di esso, mi sta bene parlare di energie che fluiscono, si incrociano, aggregano frenano ecc. ma di me in quanto “me” non spiegano nulla. Stanno su un altro piano.

    Mentre se ragioniamo filosoficamente, e anche usando dei simboli come hai sempre fatto tu, è tutt’altro e parlare di un potenziale di autodeterminazione ha più senso.

    Non so se mi sono spiegata.
    Guarda te dove riusciamo ad andare con un balconcino che non c’è…

    • eh eh, chi vede l’originale sulla facciata ovest della stazione centrale di Milano, pensa che il mio titolo sia proprio fuorviante.

      spero che non lo siano altrettanto le considerazioni che cerco di fare.

      che cio che dall’interno appare come potanziale di autodeterminazione, dall’esterno possa apparire come grado di curvatura dell'”oggetto” vita nello spazio tempo non dovrebbe creare dissenso fra noi.

      ciò su cui eventualmente il dissenso sta in questo: che dall’interno credo sia possibile descrivere meglio, ma certamente non è possibile comprendere.

      chi vuole avere un’idea del senso di insieme deve osservare dall’esterno.

      dunque è più psicologico descriversi dall’interno come potenzialmente autodeterminati, ma è più filosofico vedersi dall’esterno come curvati nello spazio-tempo.

      quella curvatura è la nostra soggettiva autodeterminazione.

      (forse!)

      in questo senso l’io non è un concetto filosofico (con buona pace di Fichte, ovviamente) – secondo me -, ma solo psicologico, e la psicologia non può fondare alcuna filosofia se non in quanto negata e superata da una prospettiva più ampia e meno soggettiva.

      • Sei in forma e stasera? Non trovo niente da eccepire sulla curvatura – esterna – che dentro appare come autodeterminazione-. Anzi, nessuna opposizione ma polarità. Ok

        ma la scodella… non bello dai, anche se è curva 😉

        Direi che fino a quando l’argomento non ricompare possiamo dire: trattativa riuscita!

    • fosse vero, non sarebbe male avere due Bortocal, perdipiù a giusta distanza l’uno dall’altro in due continenti diversi!N 🙂

      però, smettendo di scherzare un attimo, non credo di esercitare la minima influenza su di lui, la barriera linguistica è insuperabile…

      si tratterà probabilmente di affinità casuali, per esempio un certo egocentrismo…

      • Le influenze che esercitiamo non solo solo quelle razionalmente comprensibili 😉

        Credo ad una vostra somiglianza, come avevo scritto anche a lui, con tutte le dissonanze dell’età, della lingua, dell’educazione ecc. E intuisco pure… che se mai doveste a lungo dialogare, volerebbero missili verbali sopra il Mediterraneo, proprio in virtù di una somiglianza: fermezza nelle proprie opinioni 😉

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