Pan Nuclearis, lo scimpanzè nuclearista. 182.

giovedì 24 marzo 2011  06:04

uno dei progettisti dell’impianto nucleare di  Fukushima, che ha lasciato l’industria nucleare dopo il disastro di Chernobyl, ha rivelato che c’era un difetto di costruzione in una delle gabbie di contenimento dei reattori e racconta di aver contribuito a tenere nascosto il difetto nel 1974.

il reattore, che definisce “una bomba ad orologeria”, era chiuso per manutenzione l’11 marzo scorso.

“Chi sa cosa sarebbe potuto succedere se quel reattore fosse stato in funzione? – ha dichiarato – non ho idea se avrebbe potuto resistere a un terremoto come questo”.

questa notizia ha tutta l’aria di una mezza bufala: un vecchietto un pochino scoppiato rivela 35 anni dopo, al momento giusto, una notizia sconvolgente, che però non ha dato quando sarebbe stata davvero utile, cioè prima.

* * *

un ex-carabiniere, dopo avere letto un ultimo libro sui segreti del caso Moro, racconta all’autrice 33 anni dopo il rapimento e l’assassinio “pezzetti di verità”, almeno secondo Il Fatto quotidiano, che dà rilievo a una sua intervista su un sito web:

Ho fatto parte di un gruppo di dieci uomini scelti per tenere sotto osservazione via Montalcini.

Era il 23 aprile del 1978.

Ci dissero dove stavamo e cosa dovevamo fare solo una volta arrivati: eravamo partiti da Napoli.

Ci dissero di sorvegliare l’appartamento dove era sequestrato l’on. Moro.

Moro era tenuto, ci dissero, nell’appartamento del piano rialzato, quello con il giardinetto.

commento finale dell’autrice:

L’impressione, quasi certezza a questo punto, è che durante il sequestro del presidente della Dc, i movimenti delle Brigate Rosse furono seguiti costantemente ma con grande, grande discrezione.

e meno male che era discrezione!

* * *

il Centro Ufologico di Taranto pubblicizza invece un documento declassificato del 1998, l’articolo di un giornalaccio popolare inglese, “La NASA riceve richieste d’aiuto da un pianeta in pericolo?“, con tanto di intervista a un presunto scienziato russo che parla di un messaggio inviato 80.000 anni fa da un pianeta che si trovava “alle spalle della galassia più vicina a noi, Andromeda”, ed era in preda all’autodistruzione nucleare.

questo post è uno dei più letti sulla piattaforma italiana di wordpress.

tra i numerosi commentatori nessuno ha rilevato che la galassia in questione è a più di 2 milioni di anni luce dalla nostra e che dunque nessun messaggio può impiegare solo 80.000 anni a raggiungerci, neppure viaggiando a una velocità che sia 10 volte quella della luce!

* * *

bubbole, fandonie, calunnie: un vero mercato della creduloneria si ammanta dell’immagine della rivelazione segreta, contraltare della congiura nascosta per impedire l’energere vero dei fatti, e c’è chi ci campa sopra: giornalisti, fattucchieri, preti.

il fattore umano a ben guardare è in ogni ambito il principale dei problemi.

ciascuna di queste informazioni serve a soddisfare un bisogno psicologico.

e la ricerca della verità oggettiva non è affatto un bisogno psicologico umano: il bisogno psicologico umano è quello di trovare una specie di verità che corrisponda alle proprie aspettative.

cioè di avere una continua conferma che la realtà corrisponde ai propri desideri.

la spinta alla conoscenza è semplicemente la manifestazione di un desiderio di potenza.

e questa è esattamente anche la radice della fede, che è l’espressione più diretta ed esplicita di questa stortura del cervello umano.

* * *

se ci si riflette bene, basta questa osservazione a spiegare come mai la costruzione di centrali nucleari sia un delitto autodistruttivo della nostra specie.

il nucleare è troppo potente per essere affidato alle nostre mani e ai nostri cervelli umani.

ogni scelta sarà condizionata dall’istinto del dominio: inventate un ingegnere nucleare e avrete inventato un esperto che sosterrà in assoluta buona fede e con tutta la documentazione necessaria che l’energia nucleare è assolutamente sicura.

anche in tempi di attentatori talebani pronti ad invocare il castigo coranico del fuoco contro gli infedeli.

e senza neppure che l’esperto riesca a rendersi conto che proprio la sua assoluta sicurezza è la prova migliore della totale pericolosità di una potenza simile affidata ad esseri appartenti alla specie Pan Sapiens (lo scimpanzè sapiente; la nuova proposta di classificazione è del biologo Diamond, autore del libro Il terzo scimpanzè).

ma forse sarebbe meglio parlare, a questo punto, di Pan Nuclearis, l’unico scimpanzè capace di farsi fuori da solo, che forse riuscirà a farlo anche come specie.

2 risposte a “Pan Nuclearis, lo scimpanzè nuclearista. 182.

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