191. Libia: no alla Repubblica levantina.

ecco come funziona la stampa democratica in Italia: questo è il post di Scalfari di ieri su Repubblica che mi ha indignato.

parto dal punto per me saliente:

Se la risoluzione dell’Onu sarà interpretata in modo limitato, Gheddafi resterà al potere a Tripoli e aspetterà che la presenza degli stranieri nei cieli libici e nel mare cessi. La “no fly zone” non potrà durare in eterno, prima o poi la coalizione dei “protettori” si scioglierà, il dispositivo militare sarà smantellato e tutti se ne torneranno a casa. Tutti salvo ovviamente Gheddafi e il suo esercito mercenario. I rifornimenti di armi riprenderanno e in Libia tutto ricomincerà da capo salvo l’alleanza dei “protettori” che una volta sciolta non si riformerà più.

che cosa vi aspettereste da questa premessa?

io, da un punto di vista logico, che l’autore continui dicendo che a questo punto la risoluzione dell’Onu va interpretata in modo estensivo, per raggiungere l’obiettivo di cacciare Gheddafi.

mi darebbe fastidio, perché da interventista democratico ribadisco che la coalizione internazionale deve solo impedire a Gheddafi di massacrare il suo popolo, e poi tocca al popolo libico fare il resto: all’armata Brancaleone degli insorti, come la definiscono gli esperti schizzinosi della stampa italiana, immemori di come venne fatta l’italia dai cenciosi seguaci di Garibaldi, e noi non ci dobbiamo mettere lingua.

armata Brancaleone che tuttavia avanza e riconquista città dopo città, una volta che sia tolto di mezzo la prevalenza tecnica dei mercenari del dittatore.

e invece l’opinione leader Scalfari continua in modo assolutamente imprevedibile per me:

Prima che ciò avvenga bisogna dunque avviare un negoziato.

* * *

un negoziato?

l’Occidente sta facendo una guerra impegnativa e costosa, secondo Scalfari, per arrivare a un negoziato?

con Gheddafi che al momento non vuole negoziare?

che strana visione, tutta italiana, e irrimediabilmente ottusa per cupidigia di inciucio, della politica mondiale!

ma il negoziato con Gheddafi non è poi anche la linea politica di Berlusconi?

e com’è che la Repubblica fintamente antiberlusconiana in tutto ciò che è manfrima e specchietto per gli sciocchi, poi è berlusconiana dalla Libia al nucleare in tutto quello che conta davvero?

detto in poche parole, la decisione se trattare con Gheddafi o proseguire la lotta non è poi degli occidentali, ma degli insorti libici.

oppure no?

niente di strano, comunque, che con queste posizioni grottesche e confuse, tanto del governo quanto della sedicente e omogenea opposizione, l’Italia non la badi più nessuno, come un paese che è in stato confusionale permanente.

***

ma torniano a Scalfari e si suoi contorti ragionamenti:

Questa sequenza l’hanno capita tutti, più o meno tardivamente. L’hanno capita gli americani, l’Onu, la Nato, i francesi, gli italiani, la Turchia, la Lega araba, la Lega africana.

mah! che tutto il mondo ragioni come i machiavelli da bar della politica italiana è una pia illusione di Scalfari e dei suoi lettori acritici, invece.

però perfino Scalfari in questo fondo domenicale traballante come non mai, deve affrontare una obiezione inevitabile…

Tra il capire e il fare c’è però di mezzo… Gheddafi. Non se ne andrà in esilio se non sarà con le spalle al muro. Farà ogni sorta di promesse, giurerà di “fare il buono”, accetterà di emanare una Costituzione democratica e libere elezioni, lo giurerà sulla testa dei figli e dei nipoti. Tutto, pur di restare al comando. L’esilio no, non lo accetterà se non sarà ridotto all’impotenza.
Nel suo caso l’impotenza significa: senza più esercito, senza più mercenari, senza più consenso, senza più macchina di propaganda, senza più ricchezze se non quanto necessario al suo (lauto) sostentamento. Di fatto prigioniero nel suo bunker e con la denuncia alla Corte dell’Aia per crimini contro l’umanità pendente sul suo capo come avvenne per Milosevic.

Solo se ridotto in queste condizioni accetterà l’esilio come salvavita.

già: solo che a questo punto sarà troppo tardi!

e poi, chi si piglia la responsabilità di sottrarre Gheddafi (come un qualunque Berlusconi in Italia) al Tribunale dei crimini contro l’umanità?

Scalfari?

* * *

ma perfino da un punto div ista cinico, immorale, cioé gesuitico, più che machiavellico, il ragionamento avrebbe un senso solo se Gheddafi levasse le tende adesso, quando ha ancora forze disponibili e una mancata resistenza da cedere in campo.

ma che senso avrebbe mettersi a trattare con Gheddafi per concedergli un salvacondotto dopo che gli insorti lo avessero completamente sconfitto?

Perciò se la risoluzione dell’Onu di protezione della popolazione civile libica deve essere rispettata il solo modo praticabile è quello di ridurre Gheddafi in quella condizione. Altrimenti diciamo che è stato tutto un macabro e dispendiosissimo scherzo.

bene, lo scopo della missione internazionale è di consentire agli insorti di ridurre Gheddafi in quelle condizioni.

ma occorre pur sapere che, se Gheddafi non si arrende – come Bitler nel bunker – prima di essere ridotto alla totale impotenza, il suo destino è lo stesso dei dittatori che scelgono di resistere fino alla fine: la fine, appunto.

cruenta.

e se l’è scelta lui.

* * *

a questo sconclusionato punto Scalfari apre un altro scenario.

È pienamente comprensibile che i Paesi definiti dalla sigla Bric (Brasile, Russia, India, Cina) puntino a questo risultato: l’umiliazione degli Usa, dell’Europa, di quello che un tempo si definiva Occidente. Ma che sia questo anche l’obiettivo della Germania è incomprensibile a meno che, per la Germania, l’umiliazione della Unione europea sia un punto di passaggio per instaurare l’egemonia tedesca sull’Europa. Egemonia non soltanto economica (quella già c’è) ma anche politica.

ma l’astensione tedesca dalla missione del resto dell’Occidente va interpretata, invece, soprattutto come il risultato del momento di forte debolezza politica che la Germania sta vivendo e come un tentativo (fallito) della Merkel di recuperare voti a sinistra nelle importanti elezioni locali prese ieri dal centro-destra tedesco persino nella sua roccaforte conservatrice: il Baden-Württemberg e Stoccarda.

è un atteggiamento che emargina la Germania e non la rafforza affatto.

in queste condizione l’Europa, per difendere se stessa dalle forze emergenti del BRIC non ha altra strada che condurre a termine correttamente (cioè entro i limiti del mandato Onu), ma senza incertezze e sino in fondo la strada che ha intrapreso, lasciando agli arabi di Libia la decisione sul loro futuro, ma non esitando ad estendere l’appoggio anche ai popoli di Siria e dello Yemen in lotta contro regimi altrettanto corrotti ed autoritari.

è solo sulla base della linea di Obama che può venirsi a creare nell’equilibrio mondiale un nuovo asse e una alleanza strategica sorprendente ma solida tra nuove democrazie arabe e civiltà europea ed occidentale.

una allenaza strategica, che può mantenere all’Europa e all’America la sua centralità nel mondo.

la strada della riconciliazione nel Mediterraneo, la strada di una nuova allenza fra islam ed Europa passa di qui, ed è una strada da percorrere senza incertezze e senza ipocrisie, senza giochetti sporchi e senza machiavellismi stupidi.

* * *

abbiamo l’abitudine di definire gli arabi levantini, per riferirci alla loro presunta simpatia per l’intrigo e l’imbroglio: ma vedo il rischio concreto, mentre i popoli arabi lottano coerentemente per la loro liberazione, che gli unici levantini d’Europa restino gli italiani.

sotto la guida di Repubblica come opinion maker, oltretutto…

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2 risposte a “191. Libia: no alla Repubblica levantina.

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