i 300 di Fukushima e come si diffonde la peste nucleare. 203

sabato 2 aprile 2011  14:47

l’ambasciatore giapponese a Berlino critica i media tedeschi per le notizie date sull’incidente nucleare di Fukushima (e non ha letto il mio blog!)

l’ente statale giapponese per il controllo dell’energia nucleare critica la TEPCO, la società che gestisce l’impianto di Fukushima, accusandola di fornire dati troppo elevati sulle radiazioni.

foto FAZ: il reattore n. 4 di Fukushima

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l’acqua altamente radioattiva, sembra del reattore n. 2  di Fukushima, impedisce la prosecuzione dei lavori per la ripresa di controllo dei processi nucleari e continua a riversarsi nel Pacifico.

oggi è stato finalmente trovato il punto in cui fuoriesce dal reattore: è una fessura nella parete del reattore larga 20 cm.

la radiazione, o meglio la dose equivalente (v. 202-dizionarietto-di-fukushima-i-numeri-della-morte-nucleare ), è di più di 1.000 millisievert all’ora.

con questa esposizione alle radiazioni il 10% delle persone si ammala di cancro.

questa è anche la misura della esposizione alle radiazioni nel mare davanti alla centrale.

le conseguenze di una forte irradiazione sul mare non sono ancora completamente valutabili, se verrà contaminato del pesce, questo, prima di morire, potrebbe spostarsi anche ampiamente, portando la contaminazione nucleare su una vasta area dell’Oceano Pacifico, ma nella catena alimentare forse anche dell’Oceano Indiano.

i poveri pescatori di quelle rive, che sopravvivono solo di questo, non smetteranno di pescare per questo, non ne hanno assolutamente la possibilità neppure se volessero, ma potrebbero catturare pesce contaminato, senza neppure saperlo; e nessuno si preoccuperà certo di dirglielo.

piccolo, invisibile ulteriore scivolamento nel degrado.

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i metereologi preannunciano un probabile cambiamento della direzione del vento da domani: le particelle radioattive nell’aria, sinora disperse sull’oceano, grazie a venti prevalenti in direzione sud est, potrebbe essere spinte verso Tokio.

ho dato un  annuncio simile esattamente anche una settimana fa, poi non è successo; speriamo che non succeda neppure questa volta.

eppure la “legge di Murphy” che dice “se qualcosa di brutto può accadere, prima o poi accade” in questo caso ha il rigore di una legge scientifica.

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a 40 km dall’impianto è stata misurata per la prima volta l’esposizione radioattiva: al largo di 10 km dalla città di Iwaki la radioattività è il doppio del consentito.

non si tratta di misure particolarmente preoccupanti nell’immediato, ma solamente perché segnano soltanto la tappa odierna di un processo destinato a continuare a svilupparsi fino a che non veranno ricondotti sotto controllo i reattori, e questo non si sa quando potrà avvenire.

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attorno a Fukushima per decine di km, nella zona evacuata, gli uccelli si nutrono dei cadaveri dei pesci uccisi dallo tsunami e sparsi sulle spiagge – presumibilmente non risparmiano neppure i cadaveri di altri animali e degli uomini, ma questo non è carino dirlo.

in questo modo gli uccelli si contaminano radioattivamente e volando altrove trasportano la radioattività con loro.

foto Die Welt

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immagini sconcertanti di una nuova pestilenza: la peste nucleare.

di un nuovo tipo di contagio che non è fatto di virus o di microbi, ma di particelle altrettanto letali.

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in queste condizioni 300 lavoratori della TEPCO continuano ad operare in prossimità dell’impianto.

sono destinati a morte certa, e lo sanno; hanno deciso di affrontarla.

più coraggiosi dei trecento delle Termopili o dei giovani e forti di Sapri, che forse avevano un qualche barlume di idea di cavarsela..

peccato per loro soltanto che vivano in un mondo incapace di commuoversi.

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ma, prima che per le radiazioni, questi eroi (e sfortunata la terra brechtiana che ne ha bisogno!) rischiano di morire di fame: la logistica del trasporto degli alimentari è in collasso e il grido di allarme è stato lanciato anche da sindaci della zona: stiamo morendo di fame, hanno detto semplicemente.

come è possibile? si domanda un commentatore tedesco, e trova una risposta sconcertante, che la Germania dovrebbe forse applicare anche a se stessa.

in ogni circostanza ogni giapponese sa bene che cosa deve fare: in genere, tira fuori il suo libretto e segue le istruzioni.

peccato che per quel che è successo l’11 marzo non ci fosse libretto di istruzioni.

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Fukushima: simbolo grottesco e tragicissimo della fragilità della civiltà tecnologica.

5 risposte a “i 300 di Fukushima e come si diffonde la peste nucleare. 203

    • già: un mondo che non gradisce neppure chi si commuove davvero e non solo in apparenza.
      è questo che spinge chi non ha la strana capacità di non commuoversi a cercarsi e a fare gruppo, anche soltanto tramite blog, ora che esiste.

  1. quanto mi piaceva Frajese…lui quando dava le notizie quasi ti commuovevi
    (e questo è un altro dei miei commenti fuovianti suggestivi)

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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