la Pasqua da dimenticare. 224

lunedì 25 aprile 2011 16:15

continuano i festeggiamenti per la Pasqua nei paesi attorno al Mediterraneo: ieri ci siamo occupati della Pasqua ebraica in Palestina, celebrata con atti di violenza, oggi ci spostiamo in Egitto, per non trovare molto di diverso: Pasqua cristiana e musulmana di sangue anche lì.

* * *

è vero però che a dare rilievo alle notizie splatter del Corriere o di Repubblica si rischi di finire strumentalizzati: del resto lo scopo della stampa italiana non è di informare, ma di spaventare il lettore, ma ci sono notizie che hanno un valore emblematico che le rende qualcosa di diverso da semplice elemento di una sequenza horror di omicidi, incidenti e morti orribili.

intendo dire che gli omicidi non sono tutti uguali, e quelli commessi per motivi religiosi sono più interessanti degli altri, per chi legge i giornali per il gusto di farsi delle domande sull’esistenza.

dev’essere per questo che questa notizia è già stata fatta sparire, grazie ad una provvidenziale auto locale fuori controllo che ha ammazzato tre anziani su una panchina e che non suscita domande di nessun tipo, e devo recuperarla con una ricerca in google.

* * *

questo massacro per Pasqua i nostri giornalisti sono dovuti andare a stanarlo in Egitto, ma ne valeva la pena, considerando che è la seconda occasione dell’anno in cui siamo tutti più buoni: anche forzando la cronologia, dato che i fatti sono di qualche tempo fa, e a Pasqua gli autori del delitto sono semplicemente comparsi davanti ai giudici, riconoscendo il loro gesto che è tutt’altro che un crimine, dal loro punto di vista, anche se la legge li perseguirà egualmente, perfino in Egitto, anzi forse soprattutto in Egitto.

Salwa, una ragazza cristiana copta del Sud ventottenne, 5 anni fa fuggì di casa per un amore di cui nulla sappiamo di più: volle sposare un ragazzo musulmano del Cairo conosciuto chissà dove, i giornalisti saranno un poco più precisi quando le storie alla Giulietta e Romeo avranno il buon gusto di accadere in paese un poco più interessante…

non sappiamo altro di questa unione se non che ha messo al mondo due figli, oggi di 5 anni e di 3, quindi si direbbe che il matrimonio era fortunato e quell’amore fertile e vitale.

copta lei e cristiano lui, però, altro che Capuleti e Montecchi medievali e veronesi: vi è una storia di massacri reciproci e di violenze inenarrabili anche recenti in quel paese fra i due gruppi religiosi.

dev’essere stato questo che ha indotto dopo 5 anni i tre fratelli di lei a ripensare a quella triste storia che per loro aveva disonorato la famiglia con una scelta di campo sbagliata.

si sono messi alla ricerca e l’hanno trovata, a più di mille chilometri di distanza, dove si era rifatta una vita e aveva cancellato la sua vecchia identità in qualche angolo della perfieria lunga decine di km di una metropoli di 20 milioni di abitanti.

mica deve essere stato facile arrivare fino a lei; facile invece è stato invece piantarle un coltello nella gola e altrettanto fare al suo primo bambino: il marito e la seconda figlia si sono invece salvati.

in Italia abbiano gli Olindo e le Rosa per questi macellamenti, che almeno sono guidati da un razzismo impersonale e non sono neppure compiuti da parenti.

* * *

una storia di normale delirio? una storia che potremmo immaginarci qualche decennio fa anche in Italia per una ragazza che avesse sposato un musulmano?

macché, piuttosto una storia che delinea il nostro comune futuro, una storiaccia subito diventata politica:  chissà, si vorrebbe persino pensare che sia soltanto una storia inventata per fare politica, anche se chi la dà cita un giornale egiziano, Al Shoruk. www.shorouknews.com

il giorno di Pasqua 5.000 salafiti – il gruppo che la gente comune da noi ha cominciato a conoscere attraverso l’omicidio di Arrigoni – hanno fatto una manifestazione, : ad Alessandria davanti a una moschea nel centro di Alessandria, agitando striscioni come «Vendetta per la musulmana uccisa» e «Basta con le persecuzioni contro i musulmani».

chissà questa notizia almeno dovrebbe essere sicuramente vera.

e perché ad Alessandria, che è un terzo scenario, del tutto nuovo e inatteso di questa storia?

ma semplicemente, perché – come tutti possiamo ricordare – in quelal città a Capodanno ci fu un progrom anticopto degli islamisti e venne distrutta una chiesa di questa comunità che rappresenta una minoranza religiosa di circa il 10% nel paese, e l’omicidio del Cairo torna buono ai seminatori politici di odio e intolleranza per fare propaganda e ristabilire in qualche modo l’equilibrio fra le parti.

aggiungete che queste passioni politiche hanno un ruolo decisamente essenziale in un paese come l’Egitto dove è inc orso una rivoluzione tutt’altro che conclusa, e orientare l’opinione pubblica in una direzione piuttosto che un’altra è essenziale per gli equilibri di potere della nuova società egiziana futura.

immagini della repressione in Siria, dal giornale Al Shoruk

* * *

l’intolleranza per le religioni degli altri, per il colore della faccia degli altri, per i loro odori, per la loro diversità che si insinua nelle nostre strade, stravolge i paesaggi urbani abituali, si insinua persino nelle famiglie attentando a identità secolari e spostando gli equilibri familiari in direzioni sconosciute.

l’intolleranza religiosa che insanguina l’Europa in Irlanda o nei Balcani, l’Africa e la Nigeria dove un paio di giorni fa 500 insignificanti persone sono nuovamente cadute vittima di scontri interreligiosi nel nord, l’India dove persino i seguaci di un guru arancione pacifista e punto di riferimento di tutti gli sballati mondiali si scontrano con la polizia, e forse un pochino di meno la Cina semplicemente per il fatto che l’ideologia religiosa ufficiale in quel paese è l’ateismo, del resto neppure troppo lontano dal confucianesimo tradizionale.

l’intolleranza che permette di emergere dal nulla a politici incapaci, ignoranti, aggressivi, e governare il mondo per dirigerlo meglio verso comportamenti autodistruttivi, col consenso entusiasta delle masse.

l’intolleranza che disegna con chiarezza gli scenari del futuro ad occhi consapevoli della sovrappopolazione umana e delle strade che prende necessariamente la voglia di strage degli altri che ci tolgono lo spazio vitale: l’intolleranza che necessariamente sarà sempre di più lo stigma sanguinoso del nostro futuro.

credetemi: meglio dimenticarcela la Pasqua, meglio dimenticarcela ogni bontà che si ammanta di un identità religiosa, diventando la bontà di una fazione contro la malvagità delle altre.

* * *

però, detto questo tanto per dire e perché anche questo blog sente il dovere di essere – in qualche modo – pasquale, è chiaro che queste parole lasciano tutte le cose esattamente come stanno, e in poche parole sono assolutamente inutili e non rappresentano la risposta necessaria al problema.

nessuno mi chieda però allora quale è la risposta, perché non lo so: so solo di non sapere, mi sembra già molto.

Una risposta a “la Pasqua da dimenticare. 224

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