252. Andrea e le previsioni del tempo.

ora devo dedicarmi ai numerosi problemi lasciati aperti dal mio passato qui, e provare a convincermi a farlo diventare davvero tale e a non permettergli di ridiventare il mio presente.

nella seconda notte senza D., insonne perchè è la prima che trascorre da solo da quando D. se ne è andato (Andrea dice così e ha indotto anche me ad adeguarmi, senza accorgermi, ma meglio sarebbe stato dire: da quando Andrea lo ha cacciato di casa), Andrea si scrive addosso con la stessa naturalezza e la stessa vergogna del vecchio incontinente che sta diventando.

D. lo ha messaggiato più volte da ieri; Andrea è stato dimesso quasi immediatamente dal Pronto Soccorso, dove si è riso alle spalle del suo medico di base che lo ha spedito fino a lì.

dalle stelle alle stalle, i medici hanno farfugliato di una qualche sindrome… “isterica”, questo è il succo, anche se lui l’utero non ce l’ha!

ed ora eccolo nel cuore della notte, dove passano soltanto i raccoglitori dei bidoni della spazzatura, a ticchettare nevroticamente una mail per me.

* * *

mi sto staccando da lui, e non ho nessun cordone ombelicale da recidere, io; è un processo doloroso che però sta devastando la mia stessa personalità e mi fa apparire vergognosa e priva di senso per prima cosa la mia mania della scrittura.

che questo ragazzo mi sia stato mandato dal cielo per liberarmi della mia nevrosi?

so bene che la perdita di una nevrosi significa semplicemente un allontanamento da quel principio di piacere perverso che alimenta la nevrosi stessa.

io finirò di scrivere, sto finendo di scrivere in questo momento, finirò di fotografare e di montare film, finirò di dedicarmi solo a me stesso, perché ho incontrato un narcisismo più potente del mio.

le beffe della vita, romanzo dei romanzi più romanzeschi, vogliono che C., la mia antica amante e oggi l’amica più fidata, abbia lavorato proprio nell’ultima comunità dove è stato ospitato D. prima della sua fuga; e che lei quindi, proprio il giorno prima della catastrofe improvvisa del nostro rapporto, abbia parlato di lui con gli operatori, ricavandone – per rispetto della privacy – soltanto l’informazione che si trattava di uno dei casi più difficili mai visti e di una forma di narcisismo esasperato.

ripresa delle diagnosi impietose di altri professionisti del settore, alle quali non ho mai creduto, anche se resta il fatto che essere aggrediti al rientro di sei ore di sgobbo senza motivo apparente induce a cercare comunque delle spiegazioni in parole senza senso, almeno.

ma c’è differenza – dico io – tra un narcisismo fondato sul nulla e assolutamente incolto, nel senso originario del termine, cioè non coltivato, e un narcisismo che si nutre di autoproduzione del sè, e si traduce in mal sostenuta smania di scrittura e di riproduzione di se stesso?
.

so che la risposta è no.

so che questo cancellerà la mia nevrosi.

so che sarò più infelice di prima: Padre, lasciami solo succhiare la dolcezza di questo calice, prima che io lo abbandoni per sempre.

* * *

ho dormito fuori casa, da un’amica, da C., appunto, sono andato a dormire appena ho potuto, ora sto cercando di raggiungere i servizi sociali, ma sono anche al lavoro cercando di mantenere la calma, e riuscendoci anche.

credo che lui abbia dormito da amici.

però il problema è ancora aperto qui davanti: ho sentito mia sorella poco fa, lei tanto sa già che la soluzione è una nuova comunità.

non ho neppure io troppi problemi ad avere colpito e colpito duro, purtroppo sono molto forte fisicamente, anche se all’apparenza non risulta proprio, e mi chiedo quanto gli ho fatto male.

certo, lui ha anche tentato un dialogo per SMS, ma senza presa di coscienza vera di avere sbagliato e senza chiedersi che cosa giustificava una aggressione così violenta da parte sua.

ho parlato a lungo con C. del mio problema e l’ho condiviso col suo quasi altrettanto grave di questi giorni: la madre con ricovero coatto a psichiatria…

io scrivo mica per condividere, ma per focalizzare.

D. è già stato ricoverato una volta a psichiatria: la definizione di border line è riduttiva, mi hanno detto; siamo probabilmente già in campo psichiatrico, ma valle a capire queste distinzioni sottili..

è accaduto il 12, ieri stesso, però c’era qualcosa nell’aria già il giorno prima, una tensione inespressa, che si rifletteva anche su di me.

non ho risposto prima, perché la connessione da C. è saltata dopo che ho finito il post.

grazie di queste parole.

* * *

Andrea a questo punto si ricopia e mi ricopia i messaggi che si è scambiato con D., fino all’ultima chiamata nella quale gli ha detto di portare pure da lui il cane prima che lui lo accompagni all’hotel: decisione che D. ha in apparenza condiviso, prima di sparire nel nulla probabilmente di una disco, lasciando Andrea prima ad un crollo di sonno isterico, poi ad una notte inquieta e scribacchina.

è questo silenzio villano, questa mancanza di scuse per l’aggressione immotivata, questa mancanza di rispetto e di valore delle cose dette che scavano la fossa definitiva fra Andrea e D., ma anche la fossa fra Andrea e se stesso.

con dolore Andrea vive le doglie del parto di un nuovo individuo peggiore e più infelice del precedente, che porta il suo stesso nome e sta impadronendosi di tutti i suoi ricordi, cacciando la personalità precedente.

* * *

D.: Vengo lì a mettere a posto ok?

Andrea: No, non torno a casa, dormo fuori e ho cambiato la serratura.

D.: Bho e io come faccio con Malcolm?

Andrea: Dovevi pensarci prima, comunque non sono a Brescia

D.: Mmmm ok dormirò non lo so x strada

Andrea: Hai i tuoi amici, no? Che adesso ti godano loro.

D.: Si si dovrei passare a prendere le mie cose verrò

e qui la notte passò

D.: Oggi potrei passare a prendere le cose?

Andrea: Solo se ti metti in contatto coi servizi sociali e gli dici dove vai. Vacci subito.

D.: Si si ci volevo già andare ok?

Andrea: Benissimo, fammi chiamare da lì che ci mettiamo d’accordo.

D.: Non ce la assistente, andrò domani ma oggi posso prendere le mie cose e andare in hotel.

D.: Hai capito? Fammi questo favore, ho dormito x strada ieri.

è stato a questo punto che Andrea lo ha chiamato direttamente, ha concordato di lasciargli da basso il cibo per Malcolm subito, e di dargli più tardi quello che gli serve al momento, dica lui che cosa, dicendogli di ripassare più tardi per l’hotel, che lo avrebbe accompagnato: lui avrebbe tenuto Malcolm in casa la notte, però la mattina presto D. sarebbe dovuto passare prima che lui andasse al lavoro, per accompagnare il cane.

* * *

mi ha messaggiato per dirmi che ha dormito fuori la notte passata; non mi preoccupo troppo di questo, l’ho fatto anche io da giovane (ma poi mica tanto, cribbio, avevo già quarant’anni!): 4 notti nei parchi di Amsterdam nascosto in un cespuglio, e una paura del cazzo una volta perché degli ubriachi avevano cominciato a pisciarmi adosso la loro birra maldigerita nella sbronza senza vedermi.
gli ho lasciato del cibo per il cane: abbiamo un accordo che stasera me lo lascia e va a dormire in hotel, ma direi che ritarda.

è dopo avere detto di sì che D. non ha fatto sapere più nulla, e Andrea passa la sua notte inquieta.

* * *

ha un senso quello che sta facendo, è bene o male, e quando si chiede questo Andrea non pensa a valori universali e sovra-umani o anche soltanto sovra-individuali, ma all’efficacia e alle conseguenze.

e non lo sa, non si sa nulla a questo riguardo, avere a che fare con gli esseri umani è come occuparsi delle previsioni del tempo, solo qualche vaga analogia statistica oppure stilistica, cazzo!

a proposito di previsioni: almeno piovesse, la pioggia lo metterebbe alle strette.

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3 risposte a “252. Andrea e le previsioni del tempo.

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