256. uno stupro dietro l’altro: Strauss-Kahn e il Fondo Monetario Internazionale..

quando dico che almeno il 50% di quel che è un blog dipende dai suoi lettori, so quel che dico; ecco un esempio.

con un commento ad hoc il lettore Calogero Mira mi fa sapere di avere ripubblicato questo mio vecchio post: 22. la bancarotta dell’Occidente è vicina? viva la bancarotta! #comment-5954

lo ha commentato soltanto con un “mah!”, che è come una richiesta di un secondo più attuale intervento mio: cercherò di accontentarti, caro Calogero.

mi ha anche costretto a rileggerlo, ovviamente, e io l’ho fatto, congratulandomi con me stesso alla fine per quel post, del quale ripeterei il contenuto parola per parola  (se oggi fossi ancora capace e motivato a scrivere un post così impegnativo, che non credo abbia letto nessuno, a parte il Mira che del resto ci dev’essere arrivato introducendo nel motore di ricerca del mio blog “Strauss-Kahn”, e lo ringrazio di averlo fatto, naturalmente, perché a me non sarebbe venuto in mente!).

so bene che non faccio una bella figura per le mie previsioni amare sull’economia mondiale e peggio ancora per la soddisfazione che mi sento di esprimere per questa crisi che ha fortunamentamente rallentato un poco lo sfacelo del pianeta:  è proprio di oggi la notizia che l’Italia è riuscita a rispettare il protocollo di Kioto sopratutto grazie alla crisi economica che ha tagliato le emissioni di CO2 perché le fabbriche hanno prodotto di meno, e per fortuna che fino a che resterà Berlusconi una piena ripresa produttiva è del tutto da escludere!

però mi identifico molto con quel sindaco giapponese che costruì una muraglia antitsunami criticatissima fino a che visse e anche dopo, perché era alta 16 metri, davanti al suo paese, che è l’unico uscito indenne dal terremoto di marzo: anche a lui avevano detto menagramo per decenni.

* * *

in quel mio post è compare solo incidentalmente il nome di Strauss- Kahn, attraverso la citazione di un articolo di Federico Rampini:

Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, disegna uno scenario cupo:

“Il risanamento delle finanze pubbliche ci affliggerà per i prossimi 5, 6 o 7 anni, a seconda dei paesi”.

la frase è un esempio tipico di una figura retorica abusata nella comunicazione mediatica odierna, che, per intenderci, chiamerei “antifrasi inconsapevole”.

l’antifrasi classica è la figura retorica con cui una frase assume il significato comunicativo opposto a quel che significa letteralmente.

l’esempio più comune: “in bocca al lupo!” (lo auguriamo anche a Strauss-Kahn), per dire a qualcuno che si spera se la cavi in una situazione difficile.

ma nell’antifrasi comune il lettore conosce bene le regole del gioco ed è consapevole che gli si sta dicendo l’opposto.

in quella che ho chiamato pudicamente “antifrasi inconsapevole”, per non dire semplicemente mistificazione, invece chi riceve la comunicazione non lo sa.

nella frase di sopra l’espressione “ci affliggerà” fa pensare che chi pronuncia la frase stia compiendo una profezia particolarmente pesante e sgradevole, non che stia lanciando un auspicio utilizzando tutto il massimo dell’ottimismo possibile e forse andando oltretutto molto oltre.

rileggersi quel mio articolo, please, ripensare a quale è la massa dei debiti occidentali, fare attenzione al fatto che si parla ogni giorno del debito pubblico della Grecia, e non di quello degli Stati Uniti, centinaia di volte più alto.

sospirare fra sè e sè, dirsi speriamo di riuscire almeno a cavarcela in sei sette anni.

e poi dirlo come lo diceva Strauss Kahn: purtroppo ci vorranno sei sette anni per uscirne fuori.

trasmettere ottimismo fondato sul nulla, spacciandolo per certezza, mentre si finge di comunicare una amara verità.

* * *

Mira ha però messo il nome di Strauss-Kahn nel titolo del mio post riportato, con un ottimo esempio di tempismo mediatico, considerando l’arresto appena avvenuto per stupro contro una cameriera in un hotel degli Stati Uniti.

notizia che suscita soltanto in me la rassegnata osservazione che si sarebbe risparmiato l’arresto se lo stupro lo avesse compiuto ad Arcore anzichè a New York.

* * *

Dominique Strauss-Kahn è il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale ed era il candidato in pectore contro Sarkozy del Partito Socialista francese alle prossime elezioni presidenziali.

il FMI, creato nel 1945 assieme alle Nazioni Unite, ne rappresenta quasi il braccio economico: ne fanno parte 186 paesi, e – leggo ahimé da wikipedia, non essendo uno specialista professionale – si occupa per lo più di concedere prestiti agli Stati membri in caso di squilibrio della bilancia dei pagamenti.

considerando la crisi mondiale in corso nelle economie occidentali, questo ne fa oggi uno dei centri, se non quasi il centro, del potere mondiale.

i prestiti concessi dal FMI negli ultimi anni sono andati nel 1997 ai paesi coinvolti da quella specie di anticipazione asiatica della crisi occidentale di questi ultimi anni, nel 1998 alla Russia e al Brasile, nel 2000 alla Turchia, nel 2001 all’Argentina: prestiti ogni volta di decine di miliardi di dollari.

poiché il capitale per questi prestiti del FMI è messo a disposizione dai suoi membri, anche il voto all’interno dei suoi organi è ponderato a seconda della quota versata dai diversi stati e, siccome per le decisioni più importanti occorrono maggioranze molto alte (i 2/3 o i 3/4 dei voti) gli USA e la UE hanno un potere di veto di fatto, presi singolarmente (nel caso della maggioranza dei 3/4) o insieme (maggioranza dei 2/3).

considerando poi che oggi sono proprio queste le aree del mondo più indebitate, è come dire che attraverso il FMI sono giusto i paesi debitori a controllare la banca mondiale attraverso la quale si distribuiscono i prestiti.

* * *

il predominio occidentale nel Fondo Monetario Internazionale ha portato al fatto che, per concedere ai paesi del Terzo Mondo i prestiti loro necessari per  evitare la bancarotta della loro moneta, sono sempre state richieste loro, come precondizioni, piani di aggiustamento strutturale ispirati da una logica economica liberistica, cioè decisioni che potevano agevolare la pentrazione e il controllo economici da parte delle economie occidentali, guidate da una politica economica di questo tipo: svalutazione monetaria, riduzione dei deficit con tagli alle spese pubbliche, privatizzazione (cioè svendita agli acquirenti stranieri delle economie nazionali), eliminazione delel forme di controllo dei prezzi.

in altre parole, politiche mirate per l’asservimento di questi paesi alle grandi multinazionali con sede in Occidente: grazie al controllo dei mezzi economici vitali per la sopravvivenza, cioè, il Fondo Monetario Internazionale, ha sempre imposto ai propri partner più deboli, di vendersi al migliore offerente.

* * *

quel che dico adesso, per concludere, è talmente ovvio, lineare e conseguente con le premesse, talmente corrispondente al mio tipo di considerazioni paradossali, cioè alla mia abitudine di cercare di mettere sotto gli occhi di lettori quasi inesistenti particolari vedute dei fatti che vengono nascoste dai media condizionatori dell’opinione pubblica, che mi faccio persino riguardo di dirlo.

ma non è quasi meraviglia che un uomo abituato a violentare le economie dei paesi poveri non si sia fatto scrupolo di violentare una povera cameriera in un hotel di New York.

la meraviglia nasce semmai dal fatto che il Partito Socialista francese pensasse ad un uomo con questa storia per farne un proprio candidato.

e dal fatto che il resto del mondo non si sia ancora pienamente berlusconizzato in modo da permettere ai potenti il libero disfrenamento della loro libido anche nel campo dei comportamenti individuali oltre che in quelli pubblici, come avviene in Italia, luminosa avanguardia nel mondo del potere post-democratico dei miliardari.

2 risposte a “256. uno stupro dietro l’altro: Strauss-Kahn e il Fondo Monetario Internazionale..

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