My Sri Lanka 2004. 6. l’amico di Mihintale.

poi col tuc tuc sono andato alla citta vicina e piccolissima di Mihintale, il tuctucista a cui avevo fatto un sacco di regali, si e dato da fare come un matto per evitarmi l unico hotel fighetto e carissimo (40 euro, scherziamo) e per 4 euro invece mi ha scovato un posto strano e piu bello del grand hotel di cui sopra che mi e sembrato di capire fosse un ex casa di ferrovieri nella stazione abbandonata, affittata di straforo dai ferrovieri disoccupati.

– infatti la linea ferroviaria era inattiva per la guerriglia con i tamil –

al pomeriggio subito ho incrociato un ragazzo simpatico che mi ha portato a casa sua a conoscere la sua famigliola – moglie e due bambini, miseria estrema, casa senza che dico bagno, senza intonaci ne infissi (del resto mi spiegate a cosa servono gli infissi qui), pero tutti felici, come tutti i singalesi

– e poi e stato tutto il giorno a portarmi in giro tra monasteri buddisti non segnati nella guida, con tanto di tana del cobra da non toccare perche e anche lui una creatura di dio, monachelli piccolini e sorridenti che facevano la ramazza, monaconi inaccessibili perche in meditazione da tre giorni,

frammento di una mail del 19 luglio 2004

il giorno prima era stato scritto quest’altro testo.

* * *

nel treno indolente che attraversa

a porte spalancate le tue palme,

o Lanka risplendente e buono,

al giovane scalzo seguace di Buddha

la veste arancione non copre

una spalla muscolosa e virile

e lo sguardo lubrico altrettanto.

con un cenno di ciglio distoglie

una vecchia dalla sede più fresca,

che pretende per sé; sotto il sole

la canuta le rassegnate rughe non distende.

*

oasi immensa che non la sabbia rinchiude

ma le onde immense che si spezzano sul filo spinato

di Fort Area a Colombo: il futuro

è un altro World Trade Center

di cristallo e cemento sotto gli occhi dei mitra?

*

non lo sanno però i pescatori di notte

né il guidatore furbetto del tuc tuc

che nella meraviglia della sua età perfetta

in tre frasi dichiara I like boys

né i corpi che nel treno affollato del ritorno

si offrono al piacere più effimero

strofinando indolenti lo straniero,

esuberante didietro di ragazza

o quasi mendicante cieco.

*

ma sbaglio per malizia l’ermeneutica:

questo per noi che tra socievolezza e sesso

inseriamo il filtro del peccato.

non è intera infatti la Bibbia: quando Adamo

fu cacciato dall’Eden che era qui,

dio ci lasciò i suoi figli, nati prima

della voglia disobbediente di sapere,

ed ecco uomini ai quali la redenzione non serve,

che non devono né avere né essere,

di cui tace ogni inutile evangelo.

*

la povertà affratella. come in Siria

si esibiscono querule infinite mostruosità,

come i due ciechi che per mano guidano tremolando

i viaggianti al grande incanto di tamburello e flauto

*

la vita è una gelatina appiccicosa soltanto

così miserabile e felice di esistere

nei sobbalzi dei vagoni che sembrerebbero hitleriani

che scuote senza coraggio la sua voglia

dispersa nei miracolosi sorrisi;

che sono il vostro incanto, tropici sonnolenti e quieti

mentre scorre la vita vostra e per un momento

la mia, senza un programma o un piano,

nell’effimero rivolgermi corpo su corpo a voi.

*

qui si adora la divinità coi fiori

e i petali multicolori si mescolano sulle tavolate.

mentre la tempesta che minacciava scura si dissolve

e sciamano non so dove i pellegrini candidi

nel buio della notte tanto precoce.

le cupole immense di mattoni piene

luminose di rinnovato bianco o ricoperte

d’erbe come sorprendenti colline volute da dio

attendono indifferenti il giorno rinnovato

come i buddha immensi distesi ad occhi aperti.

*

ecco le scimmie intanto che danzano sugli alberi,

il varano che prende il sole più caldo dell’asfalto,

il cobra estratto dalla cesta per l’esibizione,

gli uccelli bianchi e sottili amici delle mucche,

i bagnanti in ogni lago o palude che nell’acqua

s’insaponano nel gesto antico di mio padre.

*

c’è una miseria che ci fa in molte cose eguali

e una cultura propria che risveglia il cuore

a un sentimento che sta nel mezzo tra la curiosità e l’amore.

*

tutto nel ritmo lento del tropico o di Buddha.

.

18 luglio 2004

3 risposte a “My Sri Lanka 2004. 6. l’amico di Mihintale.

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