287. il pugno di mosche del referendum sul nucleare.

dal blog machzender.blogspot.com

però non è detto che tu non trovi qualche insidia anche lì dentro!

io cerco di metterti in guardia.

* * *

di rientro dal lavoro, sulla strada di casa, incontro casualmente l’on. Paolo Corsini, del Partito Democratico, ex-sindaco di Brescia, nonchè mio vecchio compagno di scuola (ma come se li porta bene gli anni! chissà se anch’io ad un osservatore esterno faccio la stessa impressione..), e ne approfitto immediatamente per chiedergli della gabola del referendum che ho scoperto ieri sera (il fatto cioè che la Cassazione abbia riformulato il quesito del referendum sul nucleare in modo tale che ora siamo chiamati ad abrogare il c. 1 della Legge 26 maggio 2011 n. 75, quello che dice che “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale” di centrali nucleari, e il c. 8, che dispone che entro un anno di tempo il Consiglio dei Ministri definisce la strategia energetica nazionale, peraltro senza più alcun riferimento al nucleare.

ne sa qualcosa, infatti individua subito i miei due punti di riferimento, nei due commi; il punto centrale, dice, sta nel punto in cui si toglie al Consiglio dei Ministri la facoltà di definire da solo la strategia energetica nazionale, cioè nel c. 8; così ci è stato spiegato in Commissione Parlamentare, dice.

“ma il c. 1?”, insisto io: “come mai dovremmo abrogare proprio il comma che dice che non si dà luogo al piano di localizzazione?”

a questo non ha risposta, dice che guarderà; mi pare evidente tuttavia che persino un onorevole dei più attenti e scrupolosi che si possano immaginare è costretto ad esprimere le sue valutazioni sul sentito dire.

“per il resto, commenta, il Parlamento praticamente non esiste più, non c’è più nessuna discussione, si votano solo mozioni e fiducie: io – aggiunge – vado a Roma il martedì mattina, ma tu lo sai che potrei tranquillamente ritornarmente a casa il martedì sera, tanto neppure le commissioni lavorano?

sai che ho fatto un contratto con Laterza e che mi fanno scrivere una storia di Brescia da metà Ottocento ad oggi?

non vedo l’ora di piantarla con questa perdita di tempo?”

quale perdita di tempo, scusa, Paolo?

“il Parlamento…

ma poi tu sai che il Partito Democratico non ha fatto una sola iniziativa sui referendum in città, e che i soli che si stanno muovendo sono le parrocchie?”

cero che lo so, li ho pur bene gli occhi per vedere!

* * *

credo quindi che si possa riassumere la questione in questi termini, riprendendo quanto scrivevo in precedenti post su questo argomento:

1.  il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che era oggetto del referendum, prevedeva all’art. 7, c. 1 d) la realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare, che sarebbe stata decisa dal Governo nel quadro della «Strategia energetica nazionale»,;

2. la legge 99/2009, non oggetto del referendum, delegava il governo a definire il piano di localizzazione degli impianti nucleari

3. autorizzato dalla Cassazione lo svolgimento del referendum, il governo emana un decreto legge che prevede:

a) Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare – in altre parole sospende alcuni passaggi della L. 99/2009

b) «Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Consiglio dei ministri adotta la strategia energetica nazionale nella definizione della quale il Consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale in materia di scenari energetici e ambientali»

ma il governo non ha abrogato l’art. 7 c. 1 d) che prevedeva nel quadro di questa Strategia energetica nazionale la costruzione di centrali nucleari, che era oggetto del referendum.

4. tutta Italia si accorge dell’inghippo berlusconiano: un semplice rinvio di 12 mesi del piano della localizzazione delle centrali viene fatto passare per una rinuncia al nucleare, e perfino Berlusconi si lascia scappare che le cose stanno davvero così, ed è soltanto un trucco.

5. a questo punto il Parlamento modifica il testo del Decreto Legge, ma lascia immutate le linee di fondo.

6. la Cassazione però, non ci lascia votare sulla lett. d) citata al punto 1., cioè sulla realizzazione delle centrali nucleari (che non è stato toccato né dal Decreto nè dalla Legge, che ne hanno solamente rinivato il piano di localizzazione), ma ci fa votare tout court sulla abrogazione della Strategia Energetica Nazionale.

* * *

la questione è affrontata anche da Mario Portanova in un articolo sul Fatto del 7 giugno che mi era sfuggito e che mi viene segnalato da Antonio, attento lettore per fortuna non solo di questo blog: 116207

Ecco allora che si insinua il dubbio, che rimbalza tra blog e giornali: chi vota sì cancella la moratoria, e quindi dà il via libera a nuove centrali? E per di più impedisce al governo di fare un piano energetico che tenga conto delle rinnovabili? Ottiene insomma il risultato esattamente opposto a quello per cui ha deciso di andare a votare?

A prima vista sembrerebbe così.

mi fa piacere esserci arrivato per mio conto!

ma l’articolo del Fatto ostenta la tranquillità dei promotori del referendum:

 “Lo spirito del comitato promotore prevale sull’aspetto formalistico”.

mi scuso se mi scappa da ridere: la casta è riuscita ad aggirare persino disposizione prescrittive chiarissime, figuratevi quanto si farà impressionare dallo spirito di una legge che produrrà nell’innediato proprio l’effetto opposto a quello che perseguivano i firmatari!

lo dice anche Augusto Barbera, costituzionalista già parlamentare del Pci-Pds:

“il quesito sul nucleare riformulato dalla Cassazione non sta in piedi perché “tutte le norme che prevedevano procedure e tempi per l’installazione di centrali nucleari sono state abrogate” dal famoso decreto.

con tutto il rispetto di Barbera, neppure questa posizione è chiara, anzi è chiaramente sbagliata, dato che rimane in piedi pur sempre quella benedetta lett. d), mi pare.

* * *

conclusioni: auguriamoci di raggiungere il quorum sul nucleare, ma dopo che lo avremo raggiunto (forese…) ci ritroveremo in mano con un pugno di mosche.

un pugno di mosche che per ora non sono radioattive, è già qualcosa 😉

* * *

ovviamente scrivo queste cose per sottolineare che solo un chiaro e diretto plebiscito antinucleare farebbe piazza pulita di tutti questi sordidi giochetti e convicerebbe i tanti marpioni nazionali che giocare con l’atomo non conviene e fa perdere voti!

motivo ancora più stringente per andare comunque a votare!

* * *

i precedenti post miei su questo argomento sono (perdonate le ripetizioni tra un post e l’altro, però apprezzate, per favore, che sulla inevitabilità del referendum ho visto giusto fin dall’inizio):

216-quel-referendum-sul-nucleare-che-non-salta-affatto

217-stoppiamo-la-truffa-nuclearista-avanti-col-referendum

219-referendum-uno-e-trino

285-raggiungeremo-il-quorum

286-attenzione-forse-ce-una-truffa-nel-referendum-sul-nucleare

4 risposte a “287. il pugno di mosche del referendum sul nucleare.

  1. vuoi fare la stessa impressione ad un osservatore esterno?

    “Santo cielo,qanto sei invecchiato!”,
    esclamò il maestro dopo
    aver parlato con un amico di gioventù.

    “non si può fare a meno di diventare
    vecchi,
    no?”,replicò l’amico.

    “No,certo”, assentì
    il maestro, “ma si deve evitare
    di invecchiare “.

    de Mello

    • beh, se non si può fare a meno di diventare vecchi, a me interessa appunto sapere quanto risulto diventato vecchio ad un osservatore esterno.

      quanto all’invecchiare, qualche anno fa mi fu diagnosticata una struttura caratteriale ancora di tipo adolescenziale.

      ammesso che questa sia una malattia, o quanto meno un disturbo, potrebbe anche rappresentare una specie di assicurazione contro l’invecchiare.

      (anche se indubbiamente il diventare vecchi facilita l’invecchiare, quanto meno se non ci si rinnova di frequente, dato che il diventar vecchi è soprattutto il sentire e l’imporre agli altri il peso della ripetizione).

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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