My first Sri Lanka 11. Polonnaruwa.

Marta,
chissa se adesso che vai in italia mi potrai fare ancora da postina. chissa se le mie lettere non sono troppo lunghe e noiose di notizie inutili. da come ho pagato internet ieri direi di si: e stata di sicuro la spesa piu grossa della giornata: due euro!!!

a proposito di ieri: la giornata cominciata male e finita peggio.
non solo il ristorante cinese dove sono andato a cena, non era cinese ma normale  Sri Lanka. non solo dopo un ora di attesa sono venuti a dirmi che era finito il pollo (avevo ordinato il pesce), invece della minestra speciale senza spiegazioni mi hanno dato l eterno riso dell sri lanka. per fortuna c erano le posate e non ho dovuto mangiarlo con le mani. qui si mangia con le mani infatti e gli studenti di Mihintale hanno cercato invano di insegnarmi come si fa a appallottolare il riso e a portarlo in bocca senza sparpagliarlo dappertutto.
per fortuna ho pero conosciuto una srilankese che lavora nel Dubai affascinante come una principessa da Mille e una notte, accompagnata da una
figlia grassa e sciocca.

ma il bello e venuto quando sono tornato alla mia guest house, perche la signora mi ha detto che dovevo rientrare alle dieci.  pazienza. ma quando
sono tornato alle dieci appunto – ore italiane 5 del pomeriggio, figurati che sonno avevo io – la porta era gia chiusa e nessuno dentro. la signora chiamata a gran voce e arrivata sbuffando dalla casa vicina e dopo avermi fatto entrare mi ha chiuso dentro a chiave. ho cominciato a protestare, la cosa non mi pareva tanto sicura, ma se ne e andata dopo essere passata anche a chiudere le finestre della mia camera. sara per i serpenti? ho pensato. poi mi sono messo a bussare, perche volevo avere la possibilita di uscire – gia ero nervoso per conto mio. sono arrivate due ragazze giovani che quando hanno visto che facevo dei gesti perche aprissero la porta sono scappate tenendosi i capelli tra le mani. torna la signora e si mette a gridare che voglio portare le sue ragazze nella mia camera – spero che stai sghignazzando – io le rispondo con tutta la gentilezza possibile -200 decibel, e lei con tutta quella possibile a lei – 210 decibel – grida che ho bevuto e che gli italiani devono stare in Italia. alla faccia dell albergatrice!!! intanto escono tutti dalle camere, lei dice che chiama la polizia e io anche. una signora inglese viene a dirmi sottovoce che ho ragione ma a tutti gli altri non gliene frega proprio niente di dormire chiusi a chiave come i polli con la padrona fuori.
insomma faticosamente cala la pace e tutti andiamo a dormire, io spalanco le finestre e l unico animale che passa e una mucca bianca e rossa, sara sacra naturalmente –  forse i miei occhi impuri non dovevano guardarla.

ho la notte con gli incubi: un collegio docenti interminabile dove non riesco a fare l appello, mi alzo e metto la testa sotto la doccia. mi saro mica preso un insolazione.

alle sei di mattina – cioe all una di notte europea – ho appena preso sonno che la pazza si mette a battere da tutte le parti, tanto faccia pure, io non
rispondo. e alla fine riesce ad aprire la mia finestra e a dirmi se sono stato io ad aprire la porta della veranda. naturalmente si, gesto dimostrativo, ma naturalmente le dico di no e la mando a cagare.

insomma quando mi alzo alle otto ho la mia rivincita perche la cicciona mi viene incontro stranamente mogia, mi da il conto e la biancheria che le ho dato ieri da lavare. un paio di pantaloni dopo l energico trattamento della megera si e tutto sfibrato e ora e da buttare. rido sotto i baffi e dico che non pago. lei chiama il cugino che e stato in italia, che e piu scafato e finisce col darmi ragione. quindi lei si incazza col cugino e litigano tra di loro: escono di nuovo i turisti.
come me la rido. lei esce per andare dalla polizia. io sono d accordo: ho due o tre cosette da dire sul suo conto e voglio ribadire il concetto gia espresso che e troppo stupida per fare questo lavoro.
risultato lei torna, dice che la polizia viene piu tardi.  lo sapevo che era solo una finta, e io che ho altro da fare me ne vado pagando la meta del tutto: risparmio, oggetto della discussione, tre euro.

beh, subito precipito nell ordine nelle meraviglie archeologiche di questa citta, sulla quale non ti tedio. budda giganteschi, rovine estese per sette chilometri, ecc. ecc.

tra le rovine mi sono rovinato e ho comprato dello sri lanka tutte le cose inutili che si potevano comprare. questi sono cosi gentili e sorridenti che e impossibile dirgli di no.

ho perfino comprato due volte la stessa identica piciottata per turisti, per dire, dopo averla pagata uno sproposito perche ho voluto vedere fino a quanto poteva scendere il prezzo e di quanto mi avevano fregato la prima volta e quando ho capito che valeva un quarto di quello che avevo pagato (20 euro di troppo!!!!) era troppo tardi per dire di no e ho dovuto farmi fregare la seconda volta.

ah, ho anche sperimentato la nuova tattica per evitare le interviste, di cui ti ho parlato ieri, con questo risultato: che un tizio che diceva di avere 40 anni ma ne mostrava 10 + di me (spero) quando ho risposto che non lavoravo perche non ne avevo bisogno e che non ero sposato, ha cominciato a dire I like, I like: mancava il complemento oggetto, ma purtroppo non c erano dubbi, ero io l oggetto. mi ha regalato una scarabattola + inutile di quelle comprate e ha voluto un appuntamento per stasera alle otto. L HA AVUTO, PECCATO SOLO CHE GLI HO DATO IL NUMERO  DELL ALBERGO DOVE ERO, NON DI QUELLO DOVE STO ADESSO, EHH EHHH. mi immagino la faccia della signora…

* * *

la mail continua nel prossimo post e con i prossimi montaggi video.

bacioni.

mauro

Una risposta a “My first Sri Lanka 11. Polonnaruwa.

  1. Pingback: My first Sri Lanka 12. il parco nazionale di Kaudulla e l’attacco degli elefanti; gente di Dambulla. « Cor-pus·

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