My first Sri Lanka 13. il posto fatato di Sigiriya.

continuano le cronache video del mio primo viaggio in Sri Lanka del 2004: primo viaggio anche in Oriente e nel subcontinente indiano.

il commento, in un’epoca in cui non avevvo ancora scoperto il blog, è dato dalle mail di quei giorni, che davano voce ad un bisogno di espressione allora molto vivo.

questa mail è ad una dei miei figli che avevo pregato di farmi da portavoce anche con i suoi fratelli.

* * *

22 luglio 2004

cara Marta,

contrariamente alle promesse, il bollettino continua, essenzialmente perche sono a Dambulla, un paesino di poche anime sparso su un territorio di chilometri non adatto a passarci la luna di miele, come dice la guida, qui sono le sette di sera ed e quasi buio e devo trovare un modo di passare il tempo prima di cena.

insomma ormai internet e un vizio.

* * *

io penso che forse mi leggi anche dall Italia e se non hai tempo di fare la postina pazienza, tra l altro Sara manco mi risponde – si direbbe – quindi o non mi legge o non mi scrive o il gestore delle mail non funziona come sempre.

quindi aspettiamo a mandarle la mail, anche se poi mi accorgo che per i suoi argomenti questa sarebbe una mail speciale quasi tutta per lei.

* * *

oggi giornata tranquilla ma stupefacente come tutte le altre.

questo Sri Lanka si sta davvero rivelando come la miniera delle mille meraviglie. pensare che e anche cosi piccolo (un quinto dell Italia).

solo che le distanze sono moltiplicate dalla difficolta dei trasporti.

oggi per fare 50 km sono partito dalla pensioncina alle 8 e sono arrivato a mezzogiorno, in questo incredibile posto fatato in piena giungla che si chiama Sigiriah [in realtà Sigiriya]: un picco che arriva a 600 m. sul mare, tutto di roccia liscia, quasi inaccessibile, in cima al quale – e dio solo sa come avra fatto – uno di questi re selvaggi ha costruito un palazzo da mille e una notte, sospeso sull abisso.

ovviamente ci sono ormai solo le fondamenta, ma lo sguardo spazia sulla giungla per decine di chilometri ancora adesso naturalmente.

ci si arrivava entrando dalla bocca di un leone gigantesco  fatto di mattoni, di cui sono rimasti solo i piedi di pietra, che doveva essere alto a giudicare dai resti come minimo 50 metri.

* * *

oggi c era brutto tempo, cioe un po di nuvole e un vento selvaggio, da adorare.

per cui i 1.800 scalini della salita sono passati via lisci come l olio.

queste scale sono disposte in una gigantesca antologia di stampe giapponesi naturali: hai presente il pittoresco dell arte giapponese e cinese?

quei posti incredibili e assolutamente irreali di rocce sospese e alberi armoniosamente disposti?

beh, direi che le hanno copiate tutte da qui. le rocce hanno le forme e le disposizioni piu artistiche, c e perfino la roccia del cobra, che imita perfettamente il soggetto col cappuccio spalancato.

in mezzo le solite scimmie, i camaleonti, gli scoiattoli, gli uccelli tropicali. insomma meraviglia su meraviglia.

* * *

aggiungi che sospese nel nulla fatato sotto una sporgenza della roccia liscia una cinquantina di principesse sorridono perfettamente dipinte in colori smaglianti, e non si capisce come potessero arrivarci li i pittori!!!!

* * *

sono tornato a casa alle cinque stanchino, senza riuscire a glissare del tutto i guidatori di tuc tuc: domani verro trasportato a viva forza (altri 50 km in triciclo) in un monastero abbandonato dove i monaci pisciavano su lastre scolpite.

del resto di cosa mi lamento?

questo hotel mi costa 1 euro a notte e l escursione in triciclo tutto per me per mezza giornata 8 euro.

* * *

a proposito di monaci mi torna in mente il buddismo: non mi sogno affatto di teorizzare la superiorita del cristianesimo: faccio l antropologo, non il prete.

solo constato delle differenze e cerco di spiegarle usando la nostra cultura, cioe la nostra lingua mentale e il nostro alfabeto.

direi che il cristianesimo e una religione che colloca la morale nel fare e insegna come agire, mentre il buddismo colloca la morale nell essere e insegna come si puo diventare.

posso dire che il risultato della perfezione buddista dal nostro punto di vista e una tolleranza molto maggiore ma anche un certo egoismo?

anche oggi sull autobus un giovane gagliardo monaco arancione ha fatto alzare una vecchia decrepita che gli ha ceduto il posto tutta contenta.

ho raccolto informazioni sul fenomeno, e mi hanno spiegato che bisogna fare cosi perche il corpo del monaco, per i buddisti, e divino.

beh, io ero seduto vicino e non aveva niente di speciale, quando mi veniva addosso per le sbandate dell autobus sembrava fatto proprio come il mio, a parte che era piu efficiente per l eta.

* * *

io infatti ho delle crisi di tristezza ogni tanto perche mi stanco piu che in passato e mi accorgo che il futuro prospetta una riduzione graduale di questa mia attivita di globetrotter.

oggi per esempio sono cosi fiacco…

sara perche ho fatto solo colazione? ah ah.

comunque l immagine che mi rimanda lo specchio non e per niente buona: equella di un uomo sfinito a forza di correre su e giu.

che importa, io sono felice come una pasqua…

* * *

a proposito, sara il caso che vada a cena, invece di farmi venire le magurnie.

* * *

comunque e strano, questo viaggio in realta cosi corto, mi sembra infinito.

forse perche sono in un mondo cosi diverso….

* * *

bacioni a tutti e a presto. se domani non scrivo non sara niente di strano.

papa

13 risposte a “My first Sri Lanka 13. il posto fatato di Sigiriya.

  1. Non sono riuscita a vedere il video per le connessioni lente, ma il commento è degno dei migliori libri di viaggio.
    C’è un aspetto del Buddismo che non mi piace, ma è meglio che te lo spiego in posta privata

    • grazie di questo commento! è quel che ci vuole per tirarsi su di morale in una piovosa mattina tedesca.

      aspetto le critiche al buddismo, allora: luci ed ombre, anche qui!

      quando viaggio, invece, io vedo solo luci!

      perfino quando viaggio in Germania, come in questi giorni.

    • beh, l’ho già raccontato una volta, e quindi mi pare che tutti lo sappiano già (ma ovviamente non è vero): quella volta che di ritorno dalla Thailandia raccontavo che ero finito con una gamba nelle sabbie modbili mentre mi appartavo in un sentiero solitario per dare una risposta ad un terribile mal di pancia, riuscendo a restare su solo grazie all’altra che aveva retto, mia figlia Marta, proprio quella della mail, aveva sorriso e mi aveva risposto: guarda papà che noi qui abbiamo già messo tutti nel conto che tu una volta o l’altra da uno di questi viaggi non torni.

      ma in effetti sono scampato anche al collasso da disidratazione in Nepal per avere accettato l’offerta di mangiare chicchi di riso pestai a martellate e crudi, e anche a 15 giorni di disenteria indiana, oltre che a qualche colpo di mitra sparato er allegria da guerriglieri yemeniti, quindi faccio conto che il mio angelo custode abbia le spalle robuste.

      mi fido di lui anche perché mi ha fatto evitare lo tsunami per 24 ore soltanto.

      come vedi, gente strana i Bortocal!

      ma tu che cosa ci trovi di pazzo in questo viaggio in Sri Lanka: sto solo facendo il circuito turistico-archeologico classico!

      l’unica differenza é che me lo faccio da solo, divertendomi 10 volte tanto e spendendo la decima parte!

      • non so quanto possa considerarsi al sicuro un turista occidentale in mezzo a gente affamata. Secondo me ti vedono come una banconota da 100 euro che cammina 😆 … però potrei sbagliarmi.

        Ecco… poveri figli… è difficile avere Cristoforo Colombo in famiglia 😀 . Però da quello che mi dici la prendono con un po’ di ironia, consapevoli che legarti a una sedia non ti potrebbe fermare comunque…

        Bello viaggiare come fai tu, anche se eviterei di correre così tanti rischi 😉

        • beh, non so i figli di Colonbo che cosa hanno fatto, ma le mie due figlie erano una poco fa in Australia e l’altra è tuttora in Cina: se hanno imparato da me, hanno imparato bene.

          ma aggiungi che piuttosto è un fatto genetico familiare: mio padre visse in Africa per quasi 15 anni, due suoi fratelli provarono ad anadare negli Stati Uniti, ho un cugino trasferito in Inghilterra e se guardo ai figli dei miei cugini fra Olanda, Repubblica Ceca, Dubai, e non so dove altro, ho finito col perdere il conto.

          in Brasile ci sono 2.000 persone che portano il jmio stesso cognome e in Uruguay (mi pare) uno ci è anche diventato ministro.

          – continuo a non vedere i pericoli che vedi tu: in una decina d’anni ho fatto almeno una trentina di viaggi di questo tipo senza che mi sia mai successo nulla.

          il fatto è che scelgo con cura paesi che danno un certo affidamento, alieni dalla violenza perchè non cristiani: dove certamente sono un bigliettone ambulante, ma mica occorre uccidermi per spillarmi i soldi, il segreto è di essere abbastanza arrendevoli a lasciarsi spennare in altri modi, e però vivendo in condizioni il più simili a quelle degli abitanti locali, senza mai assumere l’aspetto odioso del turista miliardario che rifugge dal contatto con gli abitanti.

          potrei dirti delle volte in cui proprio questa socievolezza mi ha aiutato a salvarmi da situazioni difficili, invece! perché i locali per primi mi hanno messo in guardia da qualche tipo pericoloso

          e comunque quella volta che uno mi ha bloccato in auto con una mazza per rapinarmi sull’Atlante sono riuscito a fregarlo e a piantarlo in asso! mentre a Mekhnès abbiamo finito per andarci a bere un thè in amicizia tutti assieme.

          non so quanti altri viaggi del genere riuscirò ancora a fare, anche perché ora rientrato in Italia guadagno molto di meno, però sono sempre tranquillo, dato che eviterò a lungo l’America Latina, ad esempio.

        • doriana bruni scrive:
          11 agosto 2011 alle 04:16 (Modifica)

          Volevo dire ad AFO che sì, nei paesi poveri siamo visti come bancomat ambulanti e questo impedisce un rapporto autentico.

          Mi chiedo come mai tante colleghe-i in Africa si fidanzano con questi gold-diggers ( sia maschi che femmine) tanto più giovani…

          sì, lo so la storia degli ormoni, della carne fresca, etc. Ma allora è vero che il sesso fa fare scelte del caz**.

          Come dimenticarsi che questi stanno con noi per interesse?

          Va beh, se sta bene a loro….

  2. In certi momenti mi sembra di rileggere “Eat Pray Love” della Elizabeth Gilbert, sì, il best-seller.

    Provo ad accennarti qualcosa su quel che non mi piace: secondo la teoria della reincarnazione tu ti scegli le persone che ti aiuteranno a perfezionarti…se quindi hai un genitore disgraziato te lo sei scelto tu e…così via! Vallo a dire a quei poveracci che si ritrovano senza una persona cara o con una sfiga notevole, per esempio dillo a chi ha perso in Norvegia qualcuno nell’attentato…è grasso che cola se non ti sputa in faccia. E poi questo dire “E’ il libro che mi ha scelto…” o ” E’ la casa che mi ha scelto” etc etc.Molto di moda!!! Ne ho fatto satira nella mia “E’ la dieta che non mi sceglie”, ricordi?

    • ahh ahh, effettivamente – ora che mi ci fai pensare – anche io ho cominciato a viaggiare dopo il divorzio, eh eh, però mica l’ho messa sul vittimismo e sul patetico, come viene bene a voi donne…

      non conosco quel libro, sono andato a documentarmi sommariamente; comunque niente plagio a nessuna delle due parti: queste mail sono di due anni prima il libro e non credo che nessuno dei miei figli le abbia passate alla Gilbert… 🙂

      paradossale è però che il mio viaggio programmato quest’anno, e poi saltato all’ultimo momento, fosse proprio quallo a Bali e in Indonesia, terza tappa per la Gilbert.

      – sulle tue critiche al buddismo non saprei che cosa dirti: quella di cui mi parli tu mi sembra piuttosto una particolare versione, non particolarmente apprezzabile, del buddismo, che a me fa venire in mente una vecchia amica conosciuta proprio ad Addis Ababa, ma non saprei dire se essa appartenga proprio all’essenza del buddismo, anzi direi di no.

      ma sarebbe un discorso da approfondire in altri momenti.

      mi ricordo un po’ quel tuo testo, ma non avevo colto allora (oppure ho dimenticato) la satira del buddismo, magari me lo rimandi…

  3. Che cosa intendi per eviterò a lungo ?
    Non puoi non andare in fondo al mondo.
    Patagonia, Ushuaia, il ghiacciaio
    Perito Moreno.
    Ma forse soffri il freddo?

    • per un uomo della mia età “a lungo” significa “almeno per qualche mese”.

      l’ultimo mio video You Tube sullo Sri Lanka, pubblicato poco fa, dimostra alla fine che comunque soffro il freddo meno delle scimmie (almeno se si parla del freddo dello Sri Lanka, figurati).

  4. E’ l’aspetto della new age molto in voga qui in occidente, quello che dicevo prima. A proposito: a me è la palestra che non mi sceglie. Per dire che odio le palestre, già il suono della parola, con tutte ‘ste consonanti, s impura:-). Se Dio avesse voluto che le dita dei piedi fossero facilmente raggiungibili dalle nostre mani, le avrebbe messe all’altezza delle ginocchia.
    Poi volevo dire ad AFO che sì, nei paesi poveri siamo visti come bancomat ambulanti e questo impedisce un rapporto autentico. Mi chiedo come mai tante colleghe-i in Africa si fidanzano con questi gold-diggers ( sia maschi che femmine) tanto più giovani…sì, lo so la storia degli ormoni, della carne fresca, etc. Ma allora è vero che il sesso fa fare scelte del caz**. Come dimenticarsi che questi stanno con noi per interesse? Va beh, se sta bene a loro….

    • cara Doriana,

      effettivamente la tua critica riguarda più la moda occidentale del buddismo fasullo, che il buddismo vero e proprio, anche se deve esserci un motivo per cui il buddismo ha successo in occidente in qualche versione imbastardita, e io sospetto che sia il suo fondo narcisista.

      grazie anche per la battuta su mani, piedi e ginocchia!

      quanto alla palestra, che condivide quei grovigli di consonanti con minestra palestra e ministra, hai ragione tu: l’approccio è infastidente agià sul piano fonetico (e inffatti neppure io frequento le palestre, non ho mai capito perché si debba fare al chiuso in orario prestabilito quel che si può fare all’aperto, semplicemente viaggiando.

      quanto al resto dei commenti, non si fa così in un blog: a ognuno il suo commento al posto giusto, altrimenti non se li leggeranno mai (è già difficile che se li leggano se li mettiamo di seguito al lro, se non hanno messo la notifica, figurati se i miei lettori hanno il tempo di ripassarsi ogni giorno l’insieme dei commenti!

      il blog è uno strumento di comunicazione che si legge di corsa (beh, tranne il mio, effettivamente, che è un poco fuori registro).

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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