My first Sri Lanka, 16. Aluvihara e la scoperta dell’inferno buddista.

Kandy, 25 luglio 2004

cara Marta,

vedo che quanto a casini l internet buddista non e da meno di quella tedesca, cmq e un sollievo sapere che anche la seconda lettera, che sembrava dispersa, e partita.

ti racconto quindi solo di ieri, molto in succinto:

primo luogo visitato ieri mattina un tempio antichissimo meta buddista meta induista, perche qui siamo entrati nella zona in cui le due culture si mescolano. vedrai le riprese.

ma la sorpresa era che sugli alberi attorno al tempio c erano i bradipi!!!! (PENSA CHE UNA MIA AMICA HA PAGATO 7 MILIONI PER ANDARE A VEDERLI IN mADAGASCAR!!!) – maiuscole a caso.

e i bradipi saranno anche lenti a camminare, ma ti garantisco che a saltare da un ramo all altro degli alberi e passeggiare come fossero sul corso svolazzando qua e la, sono invece bravissimi e velocissimi.

seconda tappa un santuario tra le rocce nere, di fuliggine dicono, perche i giganti ci cucinano sopra dei rice and curry mostruosi, secondo le leggende locali.

questo era un luogo interessantissimo perche qui e solo qui e rappresentato l inferno buddista, con una serie di tormenti affrescati da fare invidia a Dante.

naturalmente la colpa principale e anche qui il sesso.

* * *

beh, sono passati sette annji, ma non ho messo a frutto come avrei dovuto questa straordinaria scoperta che anche il buddismo ha un infermo, o almeno ce l’ha il buddismo popolare.

questo post potrebbe essere per me l’occasione di fare il punto, ma temo che non lo sarà: sono in un periodo fortemente disimpegnato (per non dire depresso) e a volte mi sembra che tutto il sapere che si accumula nella vita sia opoi soltanto un inutile fardello da portarsi dietro, tanto la vita mica si fonda sul sapere, ma è un fatto pricnipalmente biologico, che non dioende da noi.

comunque, sul tema la rete dice tutto e il contrario di tutto.

ecco un esempio: index?qid=20071107151356AAwOW40

Non riesco a trovare una descrizione dell’inferno buddista.

Chi mi aiuta?

risposte:

I buddisti non hanno inferno…forse per questo non lo trovi!

L’inferno è prettamente appartenente alla religione cristiana.

già, e l’islam allora?

ma la risposta prosegue senza senso del ridicolo per la contraddizione in cui cade:

Nel Buddismo (…) l’Inferno é molto più simile al concetto occidentale di Purgatorio, che a quello di Inferno vero e proprio.

La condizione infernale, infatti, non è permanente e le preghiere dei vivi possono aiutare i morti a passare i vari stadi di purificazione e liberarsi.

Terminati i tormenti ed espiati i propri peccati, infatti, all’anima viene data la Coppa dell’Obio.

Viene quindi rispedita nel mondo dei vivi per una nuova reicarnazione: vivrà nuovamente (…) per giungere alla perfezione e divenire un immortale.

un’altra risposta riporta al punto di prima:

Non esiste l’inferno buddista.

Se fai il cattivo continui a reincarnarti in parole povere.

Più il tuo animo è impuro, minori sono le possibilità che tu ti reincarni in un essere umano.

L’essere umano è una delle forme di reincarnazione più bramata, in quanto l’essere umano può raggiungere l’illuminazione. Una capra, no!

Anche un solo piccolo turbamento, specialmente in punto di morte, potrebbe comportare una reincarnazione in un essere inferiore e a questo punto potrebbero passare eoni e eoni prima che la tua anima si reincarni in essere umano.

Raggiunta l’illuminazione non ci si reincarna più, si è pura consapevolezza.

l’unica persona che sembra vagamente informata sul problema dà infine la risposta più precisa:

Il buddhismo accolse e modificò i concetti indù di trasmigrazione e di inferno.

Secondo la cosmologia buddhista, i sei ‘destini’ dell’esistenza mortale comprendono tre sfere nelle quali può reincarnarsi chi è gravato da un karma particolarmente dannoso: il ‘destino’ dell’inferno, quello dei fantasmi affamati e quello dei demoni combattenti.

Come per l’induismo, le torture sofferte contribuiscono a purificare l’anima affinché essa si incarni a un livello più alto.

Questa tradizione venne elaborata dal buddhismo dell’Oriente asiatico, secondo cui i morti sono giudicati dal re (o dai re) dell’inferno e condannati a punizioni appropriate.

ecco, ad esempio, non vi sfugga nel video la punizione a cui viene condannata la donna sessualmente libera, che viene sospinta e sta per cadere in un pozzo.

quanto agli altri dannati sventrati che si vedono ripresi nel video in questo santuario destinato al culto popolare, con le budelle sanguinolente che si vedono nella pancia aperta, non so bene quali altri peccati avessero commesso.

insomma, anche il buddismo, quando non è la profonda filosofia di Buddha, ma una religione concreta, ha inventato il suo inferno e questo per lo scopo, soprattutto, di regolamentare la vita sessuale degli uomini.

inutile illudersi che il buddismo sia una religione sostanzialmente diversa dal cristianesimo o dall’islam: la sostanza delle religioni ha, alla fine, qualcosa di unitario, aldilà delle differenze culturali anche profonde che le portano ad essere diverse fra loro: sono insiemi di regole che sottopongono ad un ordine, ad un senso e ad una disciplina la disordinata esistenza umana e che, per farlo, considerando il basso livello di consapevolezza dell’uomo medio, devono ricorrere a leggende, miracoli e superstizioni.

* * *

il resto della mail, dedicata a Kandy, l’ultima tappa del mio viaggio, alla prossima puntata di questo resoconto.

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