i conti veri di una manovra fantasma. 351

domenica, 21 agosto 2011 06:48

mentre io lancio allarmi sulla inconsistenza della manovra Berlusconi – Tremonti, sul Fatto quotidiano si può leggere come si sviluppa invece una campagna di stampa di tipo opposto: fondata sulle continua grida di allarme sul fatto che il peso della manovra è potenzialmente molto più alto di quello dichiarato e potrebbe attestarsi addirittura a 75 miliardi di euro, anziché a 45.

chi ha ragione?

sul piano dei fatti, cioè della consistenza della manovra, stiamo dicendo in realtà la stessa cosa.

cioè che le “riforme”, dalle festività spostate a piccole province e comuni soppressi alle liquidazioni dei dipendenti pubblici  fatte slittare con gioco delle tre carte – i tre aspetti di cui mi sono sinora occupato nei post precedenti – non producono risparmi, sono solo fumo negli occhi.

e che la maggior parte del valore della manovra consiste infatti in altro, come si vede bene dalla sintesi della manovra pubblicata dall’economista Boeri sul sito lavoce pagina1002503.html .

ma si tratta, aggiungo io, di voci ampiamente indefinite e nella sostanza rinviate a tempi migliori.

vediamo meglio come.

* * *

nel 2011 sono previste maggiori entrate per 2,3 miliardi di euro e un incremento di spesa di 100 milioni di euro, per un saldo di 2,2 miliardi di dollari di riduzione della spesa pubblica.

le maggiori entrate 2011 saranno date dall’incremento dell’imposta deposito titoli  (una forma di tassazione neppure troppo nascosta dei titoli pubblici)  di 700 milioni di euro, delle tasse sui giochi  di 400 milioni di euro e per 1,2 miliardi di euro da ticket sanità, contributo solidarietà pensioni, aumento accise, lotta ad evasione, ecc.

l’incremento, addirittura, di spesa per il 2011 risulta dai 400 milioni di cui vengono incrementati “altri trasferimenti agli enti locali”, escluso dal calcolo il fondo trasporti, riequilibrati solo in parte da 100 milioni di riduzione delle spese dei ministeri, da 200 milioni di riduzione delle spese per provvedimenti “sviluppo”, dotazione fondo ISPE, riduzione finanziamento partiti, etc.

siamo, evidentemente, di fronte a bricioline per l’anno in corso.

* * *

nel 2012 sono previste maggiori entrate per 14,4 miliardi di euro e una riduzione di spese di 9,4 miliardi di euro, per un saldo di 23,8 miliardi di dollari di riduzione della spesa pubblica.

le maggiori entrate 2012 saranno date di nuovo dall’incremento dell’imposta deposito titoli di 1,3 miliardi di euro, delle tasse sui giochi  di 500 milioni di euro, da aumento delle accise (tasse indirette) su benzina e tabacchi per 3,5 miliardi di euro, da aumento dell’IRAP su banche/assicurazione per 900 milioni di euro, dal contributo di solidarietà per 700 milioni di euro, dall’incremento della tassazione delle rendite finanziarie per 1,4 miliardi di euro, da ticket sanità, contributo solidarietà pensioni, aumento accise, lotta ad evasione, ecc. per 9,2 miliardi di euro; tralasciando il carattere aleatorio di questa voce che è poi la più consistente, altri 4 miliardi di euro verranno dalla cosiddetta clausola di salvaguardia con delega fiscale:

“Al fine di garantire gli effetti finanziari […] può essere disposta, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa”.

siamo, evidentemente, di fronte a qualcosa di assolutamente indeterminato.

quanto alle riduzioni di spesa per il 2012 risultano da 5,6 miliardi di riduzione dei finanziamenti agli enti locali, da 700 milioni di riduzione della spesa delle pensioni, da 7,7 miliardi di riduzione delle spese dei ministeri, da 200 milioni di riduzione delle spese per provvedimenti “sviluppo”, dotazione fondo ISPE, riduzione finanziamento partiti, etc.: di 4,6 miliardi vengono invece incrementati “altri trasferimenti agli enti locali”, escluso dal calcolo il fondo trasporti.

notare bene questo punto, che meriterà un post a parte.

* * *

per il 2013 e il 2014 la voce principale del risanamento del bilancio è data dalla clausola di salvaguardia con delega fiscale per la quale sono previsti incrementi di entrata rispettivamente di 12 miliardi nel 2013 e di 20 miliardi nel 2014.

il totale attribuibile a questa voce è dunque di 36 miliardi di euro su una manovra che Boeri calcola del valore complessivo  di 55,3 miliardi.

si conferma quindi la mia valutazione di una effettiva copertura della manovra dichiarata dal governo che si attesta sotto i 20 miliardi soltanto.

per il resto deciderà il governo che verrà, dal 2013 in poi, e non è ancora detto chiaramente in che modo, se non alzando l’IVA.

* * *

dopo di che, di fronte a questo stato di cose, si possono fare campagne demagogiche come quelle del Fatto per denunciare quanto sia pesante il sacrificio richiesto al paese, oppure considerare un titolo di merito se questi sacrifici ci fossero davvero e fossero distribuiti con criterio.

purtroppo siamo di fronte ad una manovra fantasma, fumosa e indefinita, almeno per i 4/5 dei suoi importi.

e siamo anche di fronte ad una riduzione sostanziale della democrazia, dato che si stabilisce una delega in bianco al governo che verrà dopo questo (nel 2013, se non prima).

* * *

ma questo è il meno, dato che certamente non sarà un governo Berlusconi.

dato che non si vede come gli italiani possano continuare a dare fiducia ad una banda di malfattori che ha passato gli ultimi anni a negare che il problema del risanamento esistesse, rimettendo insieme i conti con dei trucchetti contabili da commercialisti quando proprio non potevano farne a meno e continuando mentalmente a cantare il ritornello “fin che la barca va” di craxiana memoria.

è semmai uno scandalo che questa gente sia ancora al suo posto, dopo avere sbagliato tutte le previsioni.

scandalo sovrastato soltanto da uno ancora più grande: che solo qualche mese fa il genio politico D’Alema proponeva proprio Tremonti come capo per un governo di transizione  del dopo Berlusconi.

cioè proponeva di sostituire Berlusconi col suo braccio destro, per continuare col berlusconismo.

* * *

di cui, in fondo, se ben guardate, fa parte anche la scomposta campagna del Fatto quotidiano sull’entità di una manovra che invece ancora propriamente non c’è.

l’Italia vera spera ancora in qualche trucco che le permetta di far fessi i creditori, questa è la verità.

* * *

questo post, composto troppo frettolosamente prima del mio rientro in Italia dopo il mese di vacanza tedesco, conteneva, oltre ai consueti errori di battitura, uno scambio di cifre sulla riduzione delle spese 2011 e 2012 che gli dava un aspetto effettivamente surreale.

è un peccato, considerato che ha avuto un numero di lettori decisamente superiore al solito, e credo che molti siano rimasti allocchiti vedendo come davo i numeri.

scusandomi con loro, spero che qualcuno nel dubbio abbia cliccato sul link all’articolo di Boeri dove i numeri stavano al posto giusto.

Una risposta a “i conti veri di una manovra fantasma. 351

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