la disfatta intellettuale e morale dei filolibici. 356

27 agosto 2011 sabato 19:50

la guerra di Libia che si avvia alla sua non facile né rapida conclusione rappresenta non solo la disfatta della odiosa dittatura di Gheddafi, ma lo spappolamento evidente di una ostinata e confusa azione di disinformazione condotta da varie parti sul blog dagli amici del dittatore.

qui mi occupo di un blogger in particolare, con una notevolissima sorpresa finale sulla sua identità.

ovviamente non tutti coloro che hanno sostenuto Gheddafi in questi mesi possono essere propriamente definiti suoi amici.

ma questo peggiora il quadro del loro modo di agire e di operare, in quanto – più che di amicizia per una particolare dittatura  – si deve parlare per loro di generale inimicizia per la democrazia e, allargando un poco il discorso, per la civiltà occidentale.

solo il senso profondo di estraneità e una ostilità che conduce all’accecamento riesce a spiegare una serie di errori talmente clamorosi.

* * *

userò come traccia del mio discorso i post di un blog dalle notevoli ambiguità, FreeYourMind, che ha spinto il suo livore filolibico fino a un notevole incidente: un attacco selvaggio ai media occidentali, accusati di inventarsi tutto, e in particolare la penetrazione dei ribelli in Tripoli, il giorno stesso dell’attacco finale alla città; tanto è che ho mandato un commento al blogger chiedendogli se – dopo una figuraccia simile – non riteneva opportuno ripensare alla funzione del suo blog; ma non solo non ho avuto risposta, ma il mio commento è stato prontamente cancellato.

caso limite, si dirà, ma non tanto; e le mie considerazioni possono estendersi senza difficoltà a numerosi altri siti simili.

ora, ripartendo da quel blog,  procederò a ritroso fra i numerosi articoli dedicati all’argomento, a partire dall’ultimo, quello di ieri: La caduta di Gheddafi annuncia sciagure per Africa ed Europa, scritto da Donato.

* * *

la premessa è francamente grottesca: la storia mondiale, dalla condanna a morte di Carlo I Stuart nel 1649 ad oggi, è  una congiura internazionale per imporre un modello “di rivoluzione finanziaria inaugurato in Inghilterra nel 1694, poi progressivamente esteso in tutta Europa, con lo strumento delle sette segrete, manovrate dalla élite finanziaria che si era impadronita dell’Inghilterra. Ecco i moti del 1820-21, 1830-31 e del 1848”.

Chi come lo Zar o il Kaiser si oppone alla prospettiva di uno stato in mano ai banchieri si trova scatenata una rivoluzione in casa o una guerra mondiale.

Le due guerre mondiali sono scoppiate per lo stesso motivo della rivoluzione russa.

il cui scopo, secondo questa fantasiosa, se non delirante, analisi storica, era quello di imporre la dittatura non del proletariato come veniva detto, ma delle banche.

Gheddafi è l’ultima vittima di questa congiura.

Gli storici occidentali, i peggiori falsari che la storia umana abbia conosciuto, scriveranno che in Libia venivano violati i più elementari diritti umani.

non ho estrapolato questa frase dal contesto, essa comprende ed esaurisce proprio l’intera argomentazione,  il che significa che l’autore, questo tal “Donato”, nega semplicemente la violazione dei diritti umani compiuta dal regime libico.

notate per favore che non sono affatto così ingenuo da pensare che la vera motivazione della guerra di Libia sia questa, altrimenti avremmo dovuto avere non solo una guerra di Siria, ma chissà quante altre guerre.

inoltre considero la teoria dei diritti umani in alcuni casi una tipica manifestazione di neocolonialismo occidentale, là dove visibilmente cerca di imporre ad altre culture che vi sono estranee (come quella cinese) il modello culturale individualistico tipicamente europeo.

tuttavia un conto è affermare che il vero motore della guerra di Libia è stata l’esigenza di mettere sotto controllo occidentale il suo petrolio in un’epoca storica di risorse energetiche declinanti, in particolare dopo il crollo della via nuclearista seguita a Fukushima, un conto è negare la natura autoritaria, violenta, regressiva di un regime come quello di Gheddafi.

la conclusione dell’articolo è all’altezza:

Gheddafi sappia che se lo beccano gli fanno fare la stessa fine di Carlo I, di Luigi XVI, di Ferdinando di Borbone, di Nicola II, di Mussolini, di Saddam: esilio e condanne a morte con processi farsa, come quello vergognoso contro Carlo I, come quello contro Milosevic, quello contro Saddam. Solito copione.

mi stropiccio gli occhi: anche Ferdinando di Borbone?

il merito storico di Gheddafi, secondo Donato, e la causa della sua rovina è di avere “fatto nascere l’Unione Africana nel 2002”; anzi, “se ne stava facendo l’indiscusso capo, iniziando col dotarsi di una moneta unica, il Dinaro d’oro libico”.

* * *

l’Unione Africana, che comprende tutti gli stati del continente, escluso il Marocco, che non vi aderisce per il riconoscimento dato dall’Unione allo stato del Sahara Occidentale, che il Marocco occupa considerandolo invece parte del proprio territorio, potremmo considerarla l’equivalente dell’Unione Europea; ha istituzioni simili e un Parlamento, con sede in Sudafrica, eletto per la prima volta nel 2004; la Commissione che la dirige ha sede ad Addis Ababa.

il ruolo di Gheddafi nella nascita di questo organismo è certamente importante, considerando che le sue fondamenta vennero poste in una sessione straordinaria dell’Organizzazione dell’Unità Africana tenutasi nel 1999 a Sirte, in Libia, la sua città natale; e ne è stato anche presidente per un anno fra il 2009 e il 2010.

tuttora, e non casualmente, il presidente del Sudafrica rifiuta di riconoscere il nuovo governo libico, che pure di fatto controlla quasi completamente il territorio…

potrebbe essere che con l’abbattimento di Gheddafi l’Occidente cerchi di limitare il processo di tendenziale organizzazione del continente più disperato e neocolonizzato, che ancora non arriva a liberarsi del controllo europeo?

questa tesi merita attenzione.

Francia e Inghilterra hanno soffiato sul fuoco della rivolta? questo è indubbio.

come nella lunga lotta del Sudan meridionale contro il governo centrale, del resto.

è di pochi mesi fa l’intervento della Francia in Costa d’Avorio contro Gbabgo, che rifiutava di accettare l’esito delle elezioni; e non si può certo credere senza sussulti che sia solo o spirito umanitario a spingere le vecchie nazioni europee colonizzatrici a spendere risorse e mandare soldati per difendere la fragile democrazia africana, in un continente dominato dalla corruzione e ampiamente dalle dittature.

tuttavia considerare Gheddafi l’“indiscusso capo” in fieri di questa Unione è talmente grottesco di per sé da non meritare neppure confutazione: esagerazioni puerili.

la spiegazione più semplice di quel che accade è però che, come nel contiguo Sudan, neppure Gheddafi ha saputo dare una risposta ai conflitti tribali interni al suo paese; e dunque, come in tante altre parti dell’Africa, vi era una fragilità interna del suo regime, che si teneva insieme con la violenza della repressione e calpestando quei diritti umani, di cui grottescamente l’Onu, pochi anni fa, lo aveva nominato rappresentante.

* * *

l’articolo che ho citato sinora rimanda direttamente ad un altro di Nick Egnatz, del  2 luglio, su Intrepid Report: GUERRA ALLA LIBIA: SOLO UN ALTRO INTERVENTO PER SALVARE LE BANCHE

* * *

e fino a qui ero arrivato stamattina; ho salvato le bozze di questo post, e stasera, intrepido come il Reporter del titolo, mi accingevo ad una analisi altrettanto attenta…

solo che…

* * *

nella casella della posta ecco l’avviso di un nuovo post di FreeYourMind, dedicato ancora una volta alla Norvegia, a sostegno della tesi che i veri organizzatori della recente strage sono stati i servizi segreti americani, per dare una lezione al governo, troppo filopalestinese…

lo leggo con quella curiosità un po’ macabra che meritano i deliri complottisti, e quasi subito mi imbatto su questo pezzo:

Nel citare l’esercitazione della polizia di Oslo vicino all’Operahuset, com’è stato fatto notare sia dai commentatori di questo sito, sia da quelli di altri siti che hanno ripreso il mio articolo, avevo commesso un errore.

un altro? allora è un’abitudine!

Mi ero infatti riferito ad un articolo del norvegese Aftenposten che risaliva al 17 marzo del 2010.

L’errore (commesso, oltre che da me, da molti altri blogger del web) era stato provocato dal fatto che l’articolo dell’Aftenposten, alla voce “publisert” (data di pubblicazione) riporta invece la data del giorno in cui l’articolo viene consultato.

beh, ecco quanto si deve essere prudenti con le ricerche in internet; qualcosa di simile è accaduto anche a proposito di un recente dibattito su questo blog sul bambino canadese “a cui i genitori tenevano nascosto il suo sesso”.

Tanto è bastato per far stappare lo champagne a  molti mentecatti, ai quali non sembrava vero di avere un pelo a cui aggrapparsi per aprire bocca su questioni di cui non capiscono niente di niente.

Alèèèè! Freda ha sbagliato a citare un articolo!

Ora sì che possiamo dire che ha torto su tutto!

Ora sì che siamo certi di vivere nel migliore dei mondi possibili!

E’ chiaro che a simili individui non interessa minimamente capire perché accadono le cose.

Tutto ciò che vogliono è proteggere dall’evidenza la loro puerile visione del mondo, anche a costo di aggrapparsi alle virgole fuori posto contenute nelle ricerche altrui.

Non voglio infierire su persone che visibilmente sono affette da così gravi problemi di infantilismo terminale e auguro loro, anzi, di guarire e di crescere in fretta.

* * *

madonna! mi sono detto, sono finito sul blog di Freda, Franco Freda, quello a lungo sospettato di averte organizzato la strage di Piazza Fontana!

sì, ma non Franco, Gianluca: che vi credevate?

anche se la base ideologica di questo Gianluca non mi pare troppo diversa da quella di Franco.

tiro un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo; ma chi ha più voglia di andare avanti?

* * *

beh, non tutto il male viene per nuocere; questa vicenda mi ha fatto conoscere questo blog, che consiglio a tutti i miei sparuti lettori: complottismo.blogspot.com

però a questo punto sorge spontanea una domanda: quanti altri blog filolibici nascono in realtà dallo stesso deteriore ambiente ideologico reazionario e fascistoide?

e come stabilire una distinzione fra chi farnetica in preda all’odio contro qualche popolo o qualche gruppo sociale e chi ragiona cercando un orientamento nel quadro di una solidarietà umana universale?

beh, esattamente come ho appena scritto: facendo riferimento proprio a questa distinzione.

semplicistico, vero?

però, di fronte a certi deliri da blog, chi non sente il bisogno del ritorno ad un sano semplicismo democratico?

Una risposta a “la disfatta intellettuale e morale dei filolibici. 356

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