foto e notizie tarocche di Gheddafi morto. – 410

20 ottobre 2011 giovedì 18:00

stando a cavallo fra due culture e due mondi, Italia e Germania, è molto interessante guardare come la stampa on line dei due paesi dà la stessa notizia.

i tre principali quotidiani tedeschi (Die Welt, FAZ e Der Spiegel) mettono in apertura, concordemente, foto di libici esultanti; i tre principali quotidiani italiani foto del suo cadavere oppure di lui morente (si presume).

possiamo capire solo da questo come il punto di riferimento principale per una mentalità tedesca sia l’atteggiamento della comunità, mentre in Italia predomina l’attenzione morbosa all’individuale e il gusto del macabro.

il massimo lo raggiunge il Corriere, che spara in homepage un ammiccante “Ecco il corpo, guarda” (che potrebbe andare comunque bene anche come titolo di una serata di Arcore) e poi – DOPO avere pubblicato una foto del corpo di Gheddafi semivivo e insanguinato comunque in apertura – fa precedere il video da un ipocrita “Attenzione, le immagini che seguono potrebbe urtare la vostra sensibilità”.

quale sensibilità? quella di chi chi corre a guardarsi come il cadavere di un dittatore viene manomesso e brutalizzato dai suoi nemici inferociti da mesi di guerra e da migliaia di morti provocati da un rifiuto di lasciare il potere ottuso e senza senso?

* * *

solo che queste foto non sono coerenti fra loro e fra loro si annida forse qualche foto bufala (non sarebbe affatto la prima volta).

quella che ha tutta l’aria di un frettoloso montaggio è la più diffusa; nel momento in cui la salvo sul mio pc per poi caricarla qui, scopro che ha un titolo alquanto inquietante e sospetto: “corpo pastiglione2”.

qui il volto sfuocato del colonnello è insanguinato e ci sono segni vistosi di colpi e ferite sul volto.

ma nel video il corpo è invece seminudo, ma il viso accuratamente pulito; difficile pensare che qualcuno lo abbia lavato prima  di consegnarlo alla folla.

questa foto è incompatibile con l’altra, evidentemente.

e questa?

interrogativi aperti.

* * *

non funziona molto meglio col tentativo di ricostruire i fatti.

13:18: un portavoce del Consiglio Nazionale di Transizione libico comunica alla France Presse che Gheddafi “è stato catturato dalle truppe del Cnt ed è ferito a entrambe le gambe”.

13:26: la televisione libica annuncia che Gheddafi è stato catturato ed è sotto la custodia di uomini del Consiglio Nazionale di Transizione.

13:28: una “fonte” non meglio identificata del Consiglio Nazionale di Transizione riferisce che Gheddafi sarebbe stato catturato all’alba e ferito durante un attacco aereo Nato al suo convoglio in fuga.

però pare che quel convoglio non fosse il suo.

13:32: uno dei comandanti del Consiglio Nazionale di Transizione comunica che Gheddafi è gravemente ferito, ma respira ancora.

in mezzo ci sta una notizia di puro colore locale: Gheddafi stava nascosto in una buca (come Hussein!) e gridava “Non sparate!”; strano per uno che è morto praticamente con le armi in pugno.

13:38: la televisione libica annuncia che Gheddafi è morto in ambulanza mentre veniva trasportato a Misurata.

13:43: il capo del Consiglio Nazionale di Transizione dice che Gheddafi era vivo al momento della cattura e che è stato portato via “da un gruppo che non conosciamo”.

13:48 il ministro degli interni del Consiglio Nazionale di Transizione (che non guarda la televisione in questo momento) dichiara che Gheddafi verrà processato e non verrà impiccato per strada

profezia poco azzeccata, anzi a questo punto è una profezia che potremmo sarcasticamente definire postuma.

13:59 “Le notizie diffuse dai lacchè della Nato sulla cattura o la morte del nostro fratello leader, Muammar Gheddafi, sono prive di fondamento”, dice la tv al-libiya. Il colonnello “è in buona salute.”

quest’altra bufala compare invece su una televisione on-line di suoi simpatizzanti.

giusto per dimostrare che l’idea che si possa arrivare alla verità sui fatti scegliendo fonti di informazione alternative a quelle ufficiali è semplicistica, ma qualcuno ci casca sempre.

purtroppo la verità non ha l’abitudine di stare da una parte sola.

14:30 Hakim Belhaj, capo militare del Cnt a Tripoli, fa una dichiarazione molto imbarazzante alla tv Al-Jazeera: “Il colonnello Gheddafi è stato ucciso. Gheddafi era stato catturato dai nostri uomini e il suo cadavere è nelle nostre mani”.

14:37 l’ambasciatore libico a Roma dice che Gheddafi è morto in seguito alle ferite riportate ad entrambe le gambe durante la cattura.

15:53 la televisione araba Al Jazeera mostra immagini del cadavere di un uomo che assomiglia a Gheddafi: a un lato della testa, è visibile il buco provocato da una pallottola.

16:54 l’ambasciatore libico a Roma dà la versione ufficiale: “Gheddafi è stato ucciso dalle forze del Cnt, in uno scontro a fuoco mentre fuggiva da Sirte. I rivoluzionari hanno avvistato un convoglio di sette macchine che si stava allontanando dalla città. A quel punto hanno bloccato le prime due macchine, la terza macchina si è staccata, ed era la macchina dove c’era Gheddafi. I rivoluzionari hanno cominciato a sparare contro di lui, hanno bloccato la macchina, lui è sceso dalla macchina e c’è stato uno scontro a fuoco tra la sua guardia e i rivoluzionari. Gheddafi è stato ferito ed è morto mentre veniva trasportato in ospedale”.

la versione ufficiale non spiega il colpo di pistola alla testa, dato che le prime notizie dicevano semplicemente che Gheddafi era ferito alle gambe: si tratta di una totale invenzione.

17:39 un medico dell’ospedale di Misurata, dopo avere visto il cadavere afferma che “Gheddafi è morto in seguito alle ferite letali riportate alla testa e allo stomaco”, non alle gambe.

insomma, ne sappiamo quasi di più sulla morte clandestina di Osama Bin Laden.

* * *

ora poi che è stato diffuso dalla televisione araba Al Jazeera il video della cattura, ecco che si rivela il carattere del tutto bufalesco di tutte queste notizie: Gheddafi è stato catturato vivo, non si vedono ferite alle gambe, sembra insanguinato al viso per averle prese sode, ma parla e sta in piedi.

è stato ammazzato dopo.

mica niente di strano, intendiamoci, alla fine di otto mesi di guerra e di quarantadue anni di dittatura, ma è solo per sottolineare l’irresistibile tendenza a mentire di chi ha il potere e di chi controlla l’informazione.

vista da qui e da oggi l’essenza del potere sembra la menzogna, il potere stesso sembra una irresistibile coazione a mentire e forse un politico straordinariamente bugiardo è solo un politico straordinariamente potente; e un politico sincero è solo un politico debole e sotto controllo.

* * *

non posso nascondere una violenta emozione personale per questa morte, peraltro preannunciata e scelta.

avevo 21 anni quando Gheddafi salì al potere con un colpo di stato di giovani ufficiali contro la monarchia corrotta che gli inglesi e gli americani avevano voluto a capo di una delle principali fonti del petrolio mondiale dopo la fine della seconda guerra mondiale.

era in qualche modo, o appariva a noi, che eravamo allora di bocca molto buona, anche lui un figlio di quel Sessantotto che credevamo fosse partito dalla Cina con la rivoluzione democratica delle Guardie Rosse maoiste e che si realizzava nel mondo arabo con la prima dimenticata primavera araba che ebbe in lui il suo principale protagonista.

per qualche decennio Gheddafi, assieme a Nasser – di cui raccolse il testimone, dato che Nasser morì improvvisamente giusto un anno dopo la sua ascesa al potere -, ad Arafat, ad Assad padre, e perfino a Saddam Hussein, fu una specie di icona di un mondo arabo laico e progressista, che gli attacchi congiunti di Isarale e degli americani spazzarono via quasi completamente, e che si dissolse del tutto quando – dopo la vittoria della rivoluzione iraniana – il clero integralista sciita di Tehran guidato da Khomeini distrusse in pochi mesi dalla faccia della terra la componente democratica con la quale aveva fatto la rivoluzione contro lo scià.

le sue azioni furono via via più incoerenti e discutibili: rimasto solo esponente di quella generazione ancora al potere, il suo destino personale divenne simile a quello di Fidel Castro: il leader rivoluzionario si trasformò in un burocrate capo di un potere torpido e brutale, insofferente delle critiche e nemico della democrazia; di suo Gheddafi ci aggiunse uno smisurato arricchimento personale e l’invenzione del bunga bunga, subito esportato in Italia e diventato un modello per l’amico Berlusconi.

ma mentre Castro ha mantenuto una notevole lucidità nell’analisi mondiale fino ad anni molto recenti, Gheddafi si improvvisò leader mondiale di idee confuse ed approssimative, che purtroppo si collegavano a progetti sanguinari, ad una repressione sempre più spietata, mantenendo il suo paese, che aveva tutte le potenzialità per trasformarsi in un modello di sviluppo per il modno arabo, in una penosa arretratezza civile e in un clima di terrore autoritario, retto sulla spietata violenza contro gli oppositori e su un regime carcerario fra i più feroci del mondo.

come scrive brillantemente un giornalista tedesco Gheddafi impersonificava nello stesso tempo il tiranno e il suo buffone di corte: stranezze, progetti effimeri di unificazione, appelli sconclusionati, alleanze e amicizie squalificanti lo hanno ridotto alla fine al ruolo di una penosa macchietta che si conservava al potere col terrore.

la sua incapacità di capire che la sua era era finita, la sua grottesca resistenza attaccato al potere, la scelta di morire da combattente, che sarebbe stata rispettabile se non avesse trascinato nella morte tante persone che credevano in lui, ha consegnato la sua esperienza all’infamia della storia.

è un peccato perché ci si poteva illudere che non fosse necessariamente così da parte di un uomo che in fondo fu poi l’unico che sconfisse Reagan, Bush e gli israeliani, nel mondo arabo.

ma non ha sconfitto quella parte del suo popolo che non lo voleva più e non ha avuto l’accortezza e l’umiltà che avrebbe potuto fare di lui, con un tempestivo ritiro dal potere, un padre della patria anziché un nemico del popolo, finito ucciso in circostanze oscure e vilipeso da morto per le strade come un Mussolini qualunque.

44 risposte a “foto e notizie tarocche di Gheddafi morto. – 410

    • come altro ti aspettavi che potesse andare a finire?

      va be’ che proprio ieri mi pare che Repubblica lo descrivesse a capo dei tuareg al confine col Mali!

      • Anche solo il fatto che pur non essendo un tuareg potesse sembrare credibile come capo dei tuareg a diversi giornalisti di tutto il mondo, dimostra che era un Diverso, nel bene e nel male. Come credevo che potesse andare a finire? Non lo so, in un certo senso per quello che mi riguardava era già andata a finire nel giorno in cui disse pubblicamente di essere d’accordo all’uso della forza contro i ribelli nel primo giorno di manifestazioni contro di lui. Anche io credevo che potesse rispuntare da un momento all’altro per esempio in Sahara occidentale eccetera, ma evidentemente avevo sottovalutato la Cia hehehe O forse la colpa principale de Lo Onorevole Gheddafffffi è stata quella di non sapere educare i suoi sette figli, di non sapergli mai dire di no, di lasciare che la sua battaglia per un mondo meno ingiusto diventasse poco alla volta un affare di famiglia, ostaggio dei loro capricci. Fra sette figli d’oro c’è un licantropo, forse questa davvero la morale riassuntiva di tutta questa storia.

        • certamente Gheddafi era un diverso; qualche anno fa circolava addirittura la voce che amasse travestirsi da donna: propaganda della CIA, evidentemente, a credere al bunga bunga.

          la prima repressione della protesta condotta da Gheddafi fu straordinariamente sanguinosa, come del resto era stato tutto il suo regime; è una speci di ingiustizia della storia che le immagini rivoltanto del suo linviaggio e della sua esecuzione finale suscitino in noi, per reazione fisiologica e quasi animale, un moto di pietà che non ci è stato permesso di provare per le migliaia di detenuti poltici libici o semplicemente di migranti clandestini, da lui fatti liquidare nelle sue carceri lontano da qualunque telefonino e da qualunque interesse del grande pubblico.

          quando alla deformazione di un leader rivoluzionario in un tiranno, la storia ci mostra con esempi grandi e piccoli, da Mao pedofilo che si faceva offrire le ragazzine alle orge gay clandestine del suo seguace albanese Hoxa che la dittatura porta con sé la necessaria degenerazione della mente del dittatore.

          e noi che ogni volta ce ne meravigliano!

          la prima vittima della dittatura sul piano psicologico è il dittatore stesso, in cui cadono i freni inibitori per l’eccesso del potere che gli viene attribuito così che ogni dittatore é condannato a diventare l’esaperata deformazione di se stesso.

            • bella immagine: ma il dittatore non è altro che l’essere umano totalmente realizzato quando gli si toglie ogni inibizione (mica una bella cosa, a vedersi, neh!)

              • Era perché l’altro giorno ho visto il film di Dracula. Comunque anche Dracula di inibizioni ne ha pochissime: solo la croce, il Sole, l’aglio e i paletti di frassino!!!

                  • scusate l’intromissione… ma visto che si parla di un mio connazionale…
                    “Vlad Tepes (Dracul)” ha salvato il fondoschiena a molti europei “Occidentali” 😀

                    • tanto per noi le cose andavano comunque male…
                      almeno ci siamo divertiti a impallare un po’ di ottomani…
                      se non sbaglio alcune tecniche di impalamento prevedevano di partire proprio “dal basso” 😀
                      quindi alla fine siamo pari… :mrgreen:

  1. il prossimo?
    io punto su Ahmadinejad :mrgreen: … ovviamente dipende tutto da quanto gli americani siano riusciti a riarmarsi in questi ultimi anni…

    • i miei 10 giorni in Iran nel 2008 mi dicono che Ahmadinejad ha una solida base di consenso nel mondo rurale e nelle città di provincia, dove il controllo clericale è solidissimo; non dimentichiamo che è stato riconfermato con elezioni, per quanto condizionate e in parte manomesse.

      Ahmadinejad ha certamente contro la capitale, che in parte vive come se l’islamismo fanatico non esistesse, in parte si piega all’ipocirisia dominante.

      no, io vedo in pericolo Assad, che non godeva di nessun appoggio popolare, a quel che vidi quando andai in Siria, già otto anni fa; e le minacce dell’America di Bush (concretamente rappresentate dai caccia che sorvolavano Aleppo fra le sirene, una sera d’estate) non erano sufficienti a creargli attorno il minimo consenso.

      l’avversione per lui e per la sua famiglia unificava tutti i ceti sociali soenza distinzione, dalla borghesia ricca al popolo più umile.

      se prendesse esempio dalla tragica fine di Gheddafi, lascerebbe il campo, come dice di voler fare Saleh nello Yemen; ma sembra che i dittatori facciano fatica ad imparare.

  2. Concordo, ma credo che gli eventi di questi mesi debbano essere anche riletti nell’ottica di un’aggressione dei paesi occidentali alla Libia. Gheddafi aveva il controllo (anche se i metodi erano sanguinari) interno della Libia, infatti i ribelli stavano per essere schiacciati. Solo l’intervento NATO con bombardamenti, forniture di armi, reclutamento e rapido addestramento sul posto di tanti giovani ha permesso la sconfitta del colonnello.
    Ad ogni buon conto, per me i fatti libici rappresentano nulla di più e nulla di meno che un’aggressione dell’occidente, come ho avuto modo di scrivere sul mio blog (unici 2 post non in tema in piena campagna referendaria: http://machzender.blogspot.com/2011/03/crisi-nordafricane-il-gioco-sporco-del.html , http://machzender.blogspot.com/2011/05/la-lunga-pax-romana-dei-nostri-giorni.html), indipendentemente da quanto era sanguinario il rais.
    Sono morti tanti civili, donne, bambini senza che nessuno, dico nessuno ha cercato in una qualsiasi fase del conflitto di intavolare una trattativa diplomatica, anche questo è un indice che la Libia “doveva” cambiare capo, a qualsiasi costo.

    • ho letto con attenzione i tuoi due post, e in particolare la prima parte del primo, a mio parere però non troppo ben collegata con la seconda parte.

      in questo caso abbiamo una differenza di valutazioni, o forse di accentuazioni, perché niente di quello che scrivi è sbagliato, ma non risponde alla domanda centrale: i libici dovevano tenersi Gheddafi solo perché altrimenti l’Occidente, che li ha aiutati a porre termine alla dittatura certamente per interessi propri, si sporca le mani?

      qualunque siano stati i tempi della rivolta e l’organizzazione sotterranea della rivolta, rimane il fatto che essa, pur se appoggiata in modo decisivo dall’Occidente, è stata sostenuta dai libici, e per motivi sentiti e condivisi, non da mercenari.

      quanto a Gheddafi, non aveva che da ritirarsi e a concorrere con la forza dei suoi sostenitori alla nuova politica libica: avesse scelto questa strada, anziché la parte grottesca di un eroe che non si arrende, non sarebbe stato altrettanto facile liberarsi di lui.

      dietro la primavera araba ci sta Obama, e la sua visione non so se utopica o lungimirante, del cambiamento necessario in Medio Oriente: la rivoluzione araba è iniziata in Tunisia e proseguita in Egitto, due paesi per nulla attraenti economicamente, perché poveri di risorse, e l’Egitto dipendente in larga parte dagli aiuti occidentali (ecco perché la prima parte del tuo primo post non si collega bene secondo me con la seconda).

      l’esito più prevedibile di questi sommovimenti sarà la creazione di una fascia di governi guidati da un islamismo che speriamo moderato, che raggiungerà anche l’Algeria, che espresse tali tendenze politiche l’ultima volta che potè esprimersi liberamente: nell’immediato un problema in più per l’Occidente, e non certo una soluzione pronta a disposizione.

      ma evidentemente Obama considera minore il rischio rappresentato da regimi islamisti sul modello Erdogan che la radicalizzazione del mondo islamico su posizioni khaidiste, che altrimenti sarebbe divenuta inevitabile.

      • Non metto in dubbio la volontà di un popolo di liberarsi di un dittatore (in questo i libici sono stati più bravi di noi italiani) ciò che non mi piace è che si sottolineano continuamente due cose:
        1. Con queste rivolte nascerà una democrazia. Anche Gheddafi era un ex rivoluzionario che, come giustamente ricordavi, suscitava speranze. Adesso in Libia la possibilità di far nascere una vera democrazia è bassa, da un lato i governi occidentali che cercheranno di piazzare gente accondiscendente per gestire petrolio e gas, dall’altra (come giustamente sottolinei anche tu) gli estremisti islamici che cercheranno di estendere la propria influenza.
        2. La rivolta è nata spontaneamente, senza alcun coinvolgimento estero (l’appoggio è venuto solo in un secondo momento), può darsi ma le tempistiche degli eventi fanno pensare ad altro o a coincidenze veramente fuori dal comune.
        Poi che Gheddafi potesse farsi da parte, andando via magari in un paese islamico o arabo, certo che poteva, magari prendendo il malloppo come capitato in Tunisia, avrebbe evitato la guerra civile e avrebbe avuta salva la vita. Comunque ben pochi hanno cercato di fargli cambiare idea in modo diplomatico (si parla solo di qualche tentativo sudafricano): qualche tentativo in più andava fatto, magari non sarebbe servito a nulla ma secondo me andava fatto.

        • caro Antonio,

          sono completamente d’accordo con te sulle tue considerazioni finali: i capi di governo occidentali, accettando Gheddafi con onori reali, dopo anni di boicottaggioe di embargo, hanno contribuito a farlo uscire di testa del tutto (savio non era neppure prima), come dice oggi il vescovo di Tripoli in una intervista a Repubblica.

          è possibile che tu abbia ragione anche sul secondo punto: in questo caso lo scenarios arebbe questo: Francia e Inghilterra decidono di fare le scarpe all’Italia strettamente alleata di Gheddafi e cominciano ad infiltrare uomini e armi in Tripolitania per porre le premesse di una guerra civile che lo tolga di mezzo; ma poi si trovano scavalcati dalla primavera araba che non hanno previsto né preparato né tanto meno vorrebbero sostenere, e qui si mettono nel gioco gli USA per sparigliare tutti i giochi.

          questo scenario incoerente è però il più adatto a dare qualche ragione di quelle misteriose coincidenze di cui parli tu e nello stesso tempo della insensatezza globae della situazione secondo la quale alla fine l’Occidente ha tolto di mezzo tre tiranni che lo sostenevano (Ben Alì, Mubarak, Gheddafi) per consegnare alla fine il Nord Africa all’integralismo islamico moderato.

          e con questo sono arrivato al tuo primo pujto, a cui vorrei rispondere con un post intero per articolare meglio il mio pensiero.

          grazie di questa replica che mi stimola a scriverlo.

  3. Hai proprio ragione. L’orribile foto in questo momento in homepage di Gazzetta.it riguardante Simoncelli ti dà ragione: quel che conta in Italia non è la notizia, ma il morto. Ciao.

    • carissimo,

      bentornato dopo tanto tempo (ma anche io è da mò che non visito il tuo blog).

      non vado certo a vedere gazzetta.it; l’Italia negli anni di Berlusconi (ma in questo lui c’entra poco, o almeno non è il solo responsabile) è diventato semplicemente un paese feroce dove è penoso vivere.

      il comportamento dei media è solo la punta di un’iceberg di una realtà dove persino attraversare la strada sulle strisce è una lotta per la vita.

      non so pensare come si possa cambiare questa situazione, perché è talmente incancrenita che chi vive qui senza termini di confronto esterni finisce anche per trovarla naturale e credo che la maggioranza ci si sia affezionata.

      l’immagine di un cadavere straziato dovrebbe essere tenuta nel riserbo per quella che si potrebbe chiamare pietà cristiana – e che può condividere, come valore etico, anche chi non condivide la fede cristiana nel sovrannaturale.

      se la pietas (che era già pagana, del resto) non basta, non dovrebbe bastare la legge sulla privacy? non copre questa legge la malattia, e quindi non dovrebbe a maggior ragione coprire anche la morte?

      ma il garante, che ci ha riempito di adempimenti idioti e di moduli, per cui, se riprendi una piazza dovresti avere la liberatoria firmata quasi davanti al notaio di tutti quelli che ci camminano dentro, di fronte alla spietata avidità di chi pubblica la foto straziata di una ragazzo di 24 anni morto in un incidente per specularci su, volta lo sguardo dall’altra parte.

      in un paese civile ci sarebbe un sequestro.

      ma qui si apre un altro sterminato discorso, che concludo subito, che è quello della libertà di espressione: guai a chi censurasse dei comportamenti barbari, in Italia, si alzerebbe subito il grido di dolore dei democratici senza principi e degli amanti della libertà senza limite alcuno, che non si accorgono che una libertà totalmente sregolata è la personificazione perfetta della barbarie.

  4. @ afo.

    a forza di scendere in basso la coda ha raggiunto il suo limite di 10 commenti e si deve ripartire dall’alto.

    mi pare che Dracula impalasse a partire dall’apertura inferiore del corpo per raggiungere quella superiore tanto i suoi che i nemici ottomani.

    forse si parlava di cose simili nel “Ponte sulla Drina” di Andric? leggevo questo romanzo nel 1963, mamma mia che spavento!

    • Si racconta che una volta i messaggeri ottomani rifiutarono di togliersi il turbante. Allora Vlad ordino che venissero loro conficate dei chiodi in testa affinché non perdano il loro amatissimo copricapo 😀

      Lui era un uomo di parola… e a volte capitava di voler educare il popolo con la paura… quindi si… a volta impalava anche qualcuno dei suoi…

      Ora ti racconto una leggenda. Si narra che un giorno decise di mettere vicino a un pozzo (in mezzo al più importante villaggio dell’epoca) una coppa d’oro in modo che chiunque (viaggiatori soprattutto) avesse sete la usi per bere. Si dice che durante il suo regno la coppa rimase al suo posto e che fu usata pochissime volte.

      Vedi… la paura a volte funziona 😀

      • che la paura funzioni è quel che pensano tutti i dittatori, anche Ceausescu, Saddam e Gheddafi.

        solo che non tengono conto che gli uomini non riesci a tenerli più con la paura, quando arriva una paura più grande di quella che possono fare loro…

        – a parte questo, molto carini gli aneddoti transilvani!

        • In effetti… e sai quale fu la prima cosa che fecero appena si liberarono di lui? … si fregarono la coppa d’oro 🙄

          Un po’ quello che succederà in Libia… perché purtroppo c’è sempre qualche mela marcia… che, sparito il terrore, tenterà di impadronirsi di quello che non gli appartiene…

          Però cos’è questa moda di seppellire i nemici in mare… nel deserto. Sarà che il prossimo lo mandano sulla Luna… potrei contribuire 😀

          • certamente in Libia chi si era impadronita di parte del petrolio libico che non era suo era proprio Gheddafi con la sua famiglia…

            per la sepoltura dei nostri nemici, oggi hanno appena scoperto l’ennesimo pianeta gemello della terra a soli 63 anni luce!

            • Quello che intendevo io era che dopo la caduta del tiranno… quello che appartiene al popolo, alla comunità nel suo insieme, qualcuno tenterà di tenerselo tutto per se 😉 … vedrai…

              ora vado a leggere l’articolo sul nuovo gemello … però già ti vedo polemico 😀

            • Perché i dittatori spesso si vestono in modo eccentrico e stravagante? E’ facile: nessuno di quelli che gli stanno intorno ha piu’ osato esprimere disapprovazione per i suoi gesti, e questo per alcuni anni. Ognuno di noi avrebbe la tendenza a far cose originali e ogni volta i nostri simili con la loro disapprovazione ci riportano nella norma. Il dittatore, non avendo piu’ alcuna barriera che lo contenga, dopo alcuni anni diventa mano a mano sempre piu’ eccentrico e sempre piu’ stravagante (oltre che piu’ prepotente, piu’ violento, eccetera).

              Dracula poi di anni in cui nessuno osasse contraddirlo ne ha avuti parecchi secoli, nessuna meraviglia che poco alla volta sia diventato talmente diverso dalla norma!

              Se afo dovesse leggermi, cito la frase che mi ha piaciuta piu’ di tutte nel film: nu ai nimic pentru noi i’n seara’ asta’? (non hai niente per noi questa sera? detto dalle ex mogli di Dracula, morte viventi, che gli chiedono se non abbia portato loro… qualcosa da mordere) HAHAHA

                • Romania, dopo la caduta di Ceausescu nel ’89, l’hanno sbranata come lupi inferociti. In 10 anni l’hanno svenduta agli investitori esteri… e i soldi li hanno come per magia fatti sparire…
                  Se volete saperlo… fanno lo stesso anche con i fondi dell’UE che dovrebbero servire in teoria per lo sviluppo del paese.
                  Un tiranno non fa mai tutto da solo… i suoi giorni finiscono quando i suoi “lupi” trovano miglior padrone. Ora… chi è che è capo del governo transitorio in Libia? 😀 … vedremo se anche questi svenderanno il petrolio all’Europa e agli USA…

                  Infatti… “nu ai nimic pentru noi in seara asta?” (non ha niente per noi stasera?) è un po’ un modo comico di rappresentare i lupi del tiranno. Non bisogna mai perdere la loro fiducia… o si finisce seppelliti in mare… nel deserto… o su qualche nuovo pianeta 😀 …

                    • ovviamente intendevo una cosa diversa…
                      vigilare affinché coloro che eliminano il tiranno agiscano in vista del bene comune (o almeno provino a migliorare le cose)

                  • Ciauscescu diceva: facem totul pentru asigurare ridicare continua al nivelului de trai material si spiritual al poporului! Facciamo tutto per assicurare il miglioramento continuo del livello di vita materiale e spirituale del popolo! Sempre per restare in ambito comico, naturalmente!

                    • Lo sbaglio del tiranno è non capire che i lupi che gli davano forza lo hanno abbandonato. Alla fine si abitua talmente tanto al potere da credere che derivi direttamente dalla sua persona… e poi scoprono la realtà…

                      Ceausescu non è mica l’unico dittatore ad sparato stronzate gratuitamente…
                      Anche se molti ora rimpiangono i tempi del comunismo (non quello degli ultimi anni)… questo giusto per dare l’idea del disastro che hanno combinato quelli venuti dopo…

                • Vorresti forse dire che la storia di Dracula centenario morto vivente e assetato di sangue non fosse reale???

                  E come ti spieghi la convergenza verso il pallore: da un lato il fatto che è pallido chi esce solo di notte, dall’altro lato è pallido chi è anemico, e chi viene morso da un vampiro diventa egli stesso un vampiro, cioè è sia pallido perché ha perso molto sangue nei morsi subiti sia perché esce solo di notte. Semplice coincidenza??? No no no, vedi che la storia deve essere vera sicuramente.

                    • Beh intendevo semplicemente dire che non puo’ essere una semplice coincidenza. Qui abbiamo due motivi diversi per essere pallidi, apparentemente privi di correlazione l’uno con l’altro. Solo la storia che chi viene morso da un vampiro diventa egli stesso un vampiro puo’ spiegare la correlazione. Restando nell’ambito della realtà, abbiamo che il pipistrello è sia un animale notturno sia che si nutre di sangue, eppure non è pallido e sicuramente la pipistrellità non si trasmette via morso. Dunque solo il fatto che la leggenda di Dracula sia reale puo’ ragionevolmente spiegare la coincidenza. Applicando il rasoio di Ockham, naturalmente.

  5. @ afo

    tanto per la cronaca: anche nell’ex Germania dell’Est una cospicua minoranza, che qua e là diventa addirittura maggioranza relativa, rimpiange il comunismo reale e lo dimostra col suo voto alle elezioni…

  6. L’ha ripubblicato su Cor-pus 2020e ha commentato:
    ripubblico il post sull’uccisione di Gheddafi scritto a caldo in base alle prime notizie, dieci anni fa. e sono quasi undici anni che in Libia si combatte. ero stato in quel paese giusto qualche mese prima e avevo potuto toccarne con mano l’arretratezza civile e l’inerzia umana, pur in presenza dell’immensa ricchezza del petrolio. ma l’uscita violenta di Gheddafi dalla scena politica ha ulteriorrmente peggiorato la condizione del paese, rendendola tragica.

    i miei otto videoclip 2010 sulla Libia, qui: https://www.youtube.com/user/bortocal/search?query=Libya

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