-0,82% all’apocalisse italiana, ma noi parliamo di Renzi. – 421

31 ottobre lunedì    19:24

se i blogger fossero seri, parlerebbero degli interessi dei Buoni del Tesoro arrivati oggi al 6,18%, non di Renzi.

ho letto una volta che il tetto oltre il quale il fallimento dello stato diventa praticamente inevitabile è al 7%; non so bene in base a quali calcoli qualcuno sia arrivato a stabilirlo, ma forse era un momento nel quale quel livello sembrava irraggiungibile e voleva fare dell’ottimismo a buon mercato.

comunque, ottimismo per ottimismo, entro fine settimana potremmo esserci arrivati, a quel 7%.

come si sentivano i passeggeri del Titanic vedendo il loro transatlantico cominciare ad inclinarsi sempre più rapidamente e pericolosamente? non lo sappiamo, alcuni comunque continuavano ad ascoltare l’orchestrina che il capitano aveva fatto sistemare in un salone interno.

e noi? noi continuiamo a parlare di Renzi, che è la moda blogger del momento, e dato che un blog è di chi lo commenta (e in fondo con i commenti lo fa) e l’ultimo post ha avuto appunto un commento che mi ha impegnato ad analizzare i 100 punti di Renzi, eccomi anche io associato alla discussione.

i 100 punti non sono poi così difficili da trovare, come dicevo ieri, oh me ingenuo, dato che Repubblica ha comiciato a fargli pubblicità: ecco_le_mie_100_idee_per_l_italia-24174815

però concedetemi almeno di non esaminare i 100 punti di Renzi a partire da quella che lui ritiene la testa (la politica, a cui io invece attribuirei ben altra parte del corpo, dato il momento), fatemi partire dalla pancia, dalla sua parte 2, perché almeno così si resta in argomento serio.

* * *

il titolo del TEMA 2 di Renzi è FAR TORNARE I CONTI PER RILANCIARE LA CRESCITA.

si capisce subito che, secondo me, non ci siamo, vero?

che l’Italia debba fare qualcosa per rilanciare la sua produzione e porre fine a vincoli, privilegi e lacci feudali che soffocano la possibilità di guadagnare onestamente (e misuratamente) per le persone per bene, non c’è dubbio; ma questo è altra cosa che auspicare, con lo slogan ripetuto in ogni salsa, che “occorre rilanciare la crescita”.

rilanciare la crescita è impossibile per la situazione politico-economica internazionale, che ha visto il definitivo emergere di nuovi attori economici, dalla Cina all’India al Brasile, che si sono ripresi i loro spazi; e allora qualcuno vorrebbe gentilmente spiegare a chi dovrebbe finire tutta questa nuova produzione che ci aspettiamo?

al mercato interno? ma insomma, qui lo capisce anche un bambino: se dobbiamo restituire i debiti in fretta, il mercato interno, o da un lato (quello dei ricchi) o dall’altro (quello dei poveri cristi) si ritroverà con meno risorse a disposizione.

e allora come si fa a rilanciare la crescita?

quella crescita che a livello mondiale è anche antropologicamente un suicidio?

insomma, un politico serio oggi sfiderebbe l’impopolarità (come Berlinguer quando parlava di austerità e aveva il 35% dei voti) e direbbe chiaro che occorre costruire una politica della decrescita parsimoniosa e virtuosa.

e che bisogna combattere lussi ed eccessi del consumismo e quindi tassare i ricchi, dato che la vera alternativa è di affamare i poveri.

Renzi non lo fa, non lo fa neppure Bersani del resto.

perché Bersani avrebbe un metodo sicuro per battere Renzi: opporgli, sulle cose che dice, un’idea al giorno (e togliersi Renzi di torno)…

ma non è che a sinistra ci sia poi tutto questo gran fiorire di proposte vere…

* * *

la proposta di Renzi è sul piano economico straordinariamente sfuocata e sbagliata nei tempi:

idea n. 18 Portare il rapporto debito/Pil al 100% in 3 anni.

pannicelli caldi, siamo fuori tempo massimo; e poi, soprattutto, come?

l’unica proposta sensata che sento in giro è quella di Amato: una patrimoniale hard, un prelievo immediato di 620 miliardi di euro a carico dei più ricchi, capace di portare in una botta sola il debito pubblico italiano all’80% come la Germania e di abbattere la dipendenza dai prestiti e gli interessi relativi.

questo sì rilancerebbe il mercato interno, liberandoci di colpo di una bella fetta di spesa pubblica per interessi!

un uomo politico serio che spiegasse agli italiani che è meglio perdere un terzo della propria ricchezza che perderla tutta, purché lo si faccia in tempo, potrebbe essere anche ascoltato.

Renzi gira demagogicamente al largo da questi problemi e farfalleggia un po’:

Questo puo’ essere fatto attraverso:

i) privatizzazione imprese pubbliche;

ii) privatizzazione municipalizzate;

iii) alienazione di parte del patrimonio immobiliare dello Stato (il valore di mercato degli immobili di proprietà pubblica è di 380 miliardi; di questi sono ci sono immobili liberi per un valore di 42 miliardi di euro. Questi ultimi, essendo inutilizzati, possono essere venduti subito.

già, basta trovare qualcuno che abbia i soldi per comprarli.

iiii) imposta sui grandi patrimoni.

in che misura? non si sa, l’idea principale è che si possano pagare i debiti insostenibili di 35 anni di craxo-berlusconismo sostanzialmente senza far male a nessuno, e senza neppure spiegare agli italiani chi e perché ha creato questo debito pubblico mostruoso.

* * *

Idee 19 e 20 Riformare le pensioni per avere ancora le pensioni. Nuove regole per evitare il cumulo delle pensioni.

manca l’unica proposta veramente risolutiva, a mio parere, che è quella del passaggio da ora in poi (cercando di salvare i diritti acquisiti) ad un sistema contributivo secco, per cui la pensione possa essere vista come un investimento individuale e ciascuno abbia il diritto di andare in pensione all’età che gli pare, semplicemente ridistribuendo i contributi versati sulla speranza di vita media residua.

“parificare l’età pensionabile delle donne con quella degli uomini” è giusto, secondo me, ma poi Renzi parla di “una finestra anagrafica unica di 63-67 anni” e quindi si perde per strada i vantaggi del sistema contributivo visti sopra.

infine propone l’eliminazione delle pensioni di anzianità per poter azzerare i contributi previdenziali per i giovani neo-assunti con i risparmi realizzati.

idea addirittura geniale, se solo potesse funzionare, ma chiaramente sulla lunga distanza risulta campata in aria, dato che i risparmi sarebbero iniziali e momentanei e si ridurrebbero via via.

alla fine quello che rimane è la sgradevole sensazione che anche Renzi veda nel taglio delle pensioni la via maestra per risolvere i problemi italiani.

questo spiega bene certi entusiasmi per lui, ma anche una radicale avversione nei suoi riguardi da parte di altri.

* * *

insomma, Renzi è il nostro Tony Blair, simpatico e thatcheriano?

non lo so, so solo che anche l’epoca di Blair è finita.

Renzi è divertente ed efficace come comunicatore (se pensiamo che abbiamo dovuto sorbirci Prodi, che da questo punto di vista era un disastro, questo sarebbe un grande passo avanti): però Prodi di economia ci capiva di più, e quindi lo preferivo.

il programma economico di Renzi è vago e non coglie nel segno.

* * *

Renzi però è un grande intrattenitore e le sue barzellette sono più divertenti di quelle di Berlusconi.

se gli italiani si sono così abituati a Berlusconi che l’unico che può batterlo è uno che gli somiglia, ben venga Renzi.

io però per il momento continuo a dire che vedrei bene Renzi come ministro e dentro la squadra, magari al Ministero per le politiche giovamili (giusto per dire una cattiveria), ma come capo del governo preferirei una personalità diversa e con le idee più chiare in campo economico, e diciamolo pure, anche più di sinistra.

e per sinistra non intendo la ripetizione di certi rigidi tabù oggettivamente sorpassati, ma il mantenimento di una chiara discriminante sociale a favore dei deboli.

* * *

ma questo è un discorso puramente teorico: sulle proposte di Renzi, anche su quella piccola parte che posso condividere, la sinistra è divisa.

la sinistra può vincere elettoralmente solo mettendo assieme gli opposti che sono al suo interno, ma poi non può governare.

se le cose stanno così, lasciamo governare la destra e accontentiamoci che almeno non sia berlusconiana…

18 risposte a “-0,82% all’apocalisse italiana, ma noi parliamo di Renzi. – 421

  1. No che all’epoca in cui il calcolo del 7 per cento fu fatto sembrasse inevitabile non credo, anche perché di fallimenti di stati se ne sono già avuti, come ad esempio in Argentina.

    Poi comunque al 7 per cento anche se fosse inevitabile, non vuol dire che avvenga subito! Magari ci mette ancora altri 6 mesi prima di fallire per davvero, pur sapendosi con ragionevole certezza che questo avverrà!

    • beh, caro luca, le profezie sono più difficili quanto più sono lontane, vero?

      io queste cose le scrivevo nel 2006, all’inizio della mia attività di blogger su blogs.it.

      potrebbe anche darsi che io perda la scommessa con te sui tempi esatti, alla fine anche la Grecia ha impiegato mesi a fallire e quando ci siamo arrivati i capi dell’Unione Europea sono perfino riusciti ad occultare che è fallita.

      però ho vinto la guerra, questo oramai lo sai anche tu; e sai di tutto questo mio successo (che avrei preferito non avere) che cosa mi fa più dispiacere?

      il fatto che non occorreva alcuna dote particolare per azzeccarla, bastava semplicemente applicare un poco di quotidiano buon senso alle cose, e invece il mondo pullula amcora di gente che crede che gli unici autorizzati a ragionare su certi problemi sono gli “esperti”, che sequestrano la discussione dietro un sapere astruso che serve a nascondere la realtà.

  2. se non sbaglio mi avevi proposto come alternativa Bersani. Quali sono le linee guida di questo uomo?… perché io non l’ho mai capito. Oltre a denunciare e chiedere le dimissioni di Berlusconi io non l’ho mai visto far altro 😦 . Vorrei facesse anche lui come Renzi… un documento con 20 idee per far capire meglio la sua di visione del mondo… (senza versi pastorali però)

    • io ho scritto esattamente, rispondendo a un tuo commento: “il meno peggio a mio parere è Bersani, ma basta dire questo per sentirsi cascare le braccia”.

      a guardarlo bene, ora mi fa l’effetto del responso di una sibilla.

      credo che intendessi dire semplicemente che Renzi è troppo spostato a destra rispetto a Bersani, secondo me, ma che Bersani – su questo cocnordo con te – è straordinariamente inefficace, e se vuoi ora aggiungo anche che è ancora più vago di Renzi nelle sue proposte.

      insomma Renzi è vagamente più a destra di Bersani, che è vagamente più a sinistra di Renzi… 😉

      (non mi pare che siamo in grande dissenso complessivamente parlando, sai?)

      • Non sono diretto sostenitore di Renzi… però ammiro il suo modo di porre il problema. Voglio vedere come va avanti d’ora in poi. Non sarebbe poi la prima delusione dopo aver visto Vendola. Ovviamente quello di cui il popolo avrebbe bisogno ora è qualcuno che non stia né a destra né a sinistra, né in cielo, né in terra che invece di litigare sulla sua appartenenza a un particolare colore politico… apra un dibattito intorno a delle idee (sbagliate che siano). Poi è normale che un’idea sia inizialmente vaga… il dibattito pubblico (ammessi i cittadini viste le innovazioni in campo tecnologico… di cui il 90% dei politici italiani pare sia all’oscuro, tranne che per i filmini porno da guardare seduti in parlamento) servirà proprio a delinearne i dettagli.

        A me sinceramente interessa poco che uno sia di destra o di sinistra…
        Bersani è di sinistra? E allora? se non propone nulla è come se non esistesse…

        • caro afo, se ci mettessimo anche noi due a discutere su Bersani – Renzi, daremmo un pessimo esempio, non trovi?

          discutiamo sulle idee dell’uno e dell’altro, senza pregiudizio alcuno da entrambe le parti, e sulle relative proposte (difficile sapere qualcosa di quelle di Bersani, vero…).

          io ho un pregiudizio più generale, che non riguarda Renzi, e che nel post di oggi ho accennato: che la risposta alla crisi non è la crescita, ma una decrescita guidata, consapevole e di ricostruzione dei valori morali che sono stati travolti dal consumismo di cui Belrusconi alla fine è perfino una espressione marginale.

          questo significa che si deve colpire il consumismo dov’è, cioè nei ricchi, e che bisogna combattere e ridurre fortemente le diseguaglianze sociali: questo non è “nè di destra nè di sinistra”, è semüplicemente di sinistra (secondo me), io mi sento di sinistra in questo senso: che i sacrifici non bisogna farli fare a chi non arriva alla fine del mese, ma a chi gira in SUV.

          questo mio parametro di giudizio, soggettivo e discutibile senza alcun dubbio, lo applico anche a Renzi; non chiedo a nessuno di condividerlo, ma è il mio; le mie idee scaturiscono da qui, ed è onesto che io lo dica; così chi vuole rifiutare per principio il mio metodo può farlo senza perdere troppo tempo a leggermi (come se ce ne fossero poi molti!).

          spesso nel mio modo di pensare, però, mi stacco dall’adesione ad una fazione, sono o vorrei essere uno spirito libero, capace di vedere (quando ci sono) anche le ragioni di chi non la pensa come me.

          in questo momento a me pare che nè Renzi nè Bersani e nessun altro a sinistra abbiano idee veramente chiare su che cosa per la gestione della crisi; forse sono ingiusto, forse non trovano il modo di farcele conoscere, ma nel caso di Renzi non è così, è che a mio parere davvero in lui la forma brillante dell’esposizione prevale sui contenuti, e in questo senso potremmo trovarci davanti a un berlusconismo soft, come già provò a fare Veltroni.

          per il resto siamo sicuri che i dipendenti comunali che lo contestano per le sue politiche dicendo “se non sa fare il sindaco come può fare il premier?” non abbiano qua e là qualche ragione?

          comunque su una cosa probabilmente ci possiamo ritrovare d’accordo entrambi: che Renzi è infinitamente meglio di Veltroni!

          • Su Veltroni hai ragione 😀
            Bersani potrebbe farci una lista simile a quella di Renzi… visto che è laureato in Filosofia, scrivere 3 pagine di proposte non dovrebbe rubargli più di un’oretta. In passato scrivevano interi libri per far conoscere la propria visione del mondo… 50 righe per Bersani sembrano già troppe :mrgreen:

            Conosco bene la tua idea della decrescita. Però non credo sia applicabile. Come faremo a risolvere il problema del debito facendo decrescere l’economia? Nell’aria c’è una certa tentazione di “cancellare il debito” (rifiutarsi di pagarlo). Però a quel punto come la mettiamo con la Cina (e altri “grandi” creditori) che ultimamente compra sempre più debito?
            Certo confiscare i beni dei più ricchi può essere un punto di partenza. Non so fino a che punto questo potrà bastare a coprire i 1900 miliardi. Ovviamente confiscare solo una parte… porterà questi Paperoni d’Italia a portare i loro capitali tutti all’estero. Per non parlare di implicazioni legali…

            Devo dire che i risultati delle borse di oggi non sono incoraggianti. Poi questi G20 che vengono organizzati 1 volta ogni 2 o 3 mesi… bisognerebbe prenderli con la forza e chiuderli tutti in una stanza. Finché non si mettono d’accordo da lì non dovremmo farli uscire… 😛
            Sono curioso di vedere quello che farà la Grecia… fossi in loro abbandonerei l’Euro… 😀

            • stavo per dirti che non hai risposto alle due cose più dure su Renzi che ti avevo scritto, ma ora mi accorgo che probabilmente alla fine ho dimenticato di cliccare invio, dopo avere integrato il commento.

              te le aggiungo adesso: un link ad un dibattito su Repubblica molto istruttivo e simile al nostro, ma nel frattempo è sparito, e mi sembrava strano che ci fosse perché i commentatori, prevalentemente, facevano a pezzi Renzi.

              e una notizia ricavata da lì, che Renzi ha subito una condanna dalla Corte dei Conti (come Rutelli!) per uso improprio economicamente dei fondi del Comune di Firenze: mica il massimo (ma si trattava di sue scivolate sul personale, contraddittorie con l’invito iniziale a misurarsi con le idee.

              sulla decrescita, è soprattutto una psernza alla quale mi attacco, ma ho detto varie volte che è quasi soltanto un’illusione; solo che questo significa che allora l’umanità è condannata.

              l’unica vaghissima possibilità di salvarsi passa di lì, e abbiamo almeno il dovere di tentare.

              capisco anche io che la confisca e la nazionalizzazione dei grandi capitali potrebbe a sua volta creare altri problemi economici non semplici, però il nostro DOVERE MORALE è di togliere ai ricchi perché i più poveri non soffrano troppo.

              semplicistico, vero? come no, sono pronti a spiegarcelo alla grande tutti i soloni stipendiati per confonderci le idee; e tuttavia questo non significa che la soluzione decrescita sia facile.

              giustamente tu osservi che i ricchi farebbero fuggire i capitali dall’Italia, in questo caso: non ne dubito, ma simili decisioni dovrebbero necessariamente essere internazionali.

              ho letto in questi giorni, ma non mi sono annotato, di trattative inc orso con la Svizzera per tassare i capitali italiani depositati in quel paese: la quantità di liquidità che se ne potrebbe ricavare era semplicemente stupefacente e tale da permetterci una delle nostre manovre mensili in meno, almeno.

              il modo più semplice di espropriare i ricchi, peraltro, è di lasciare che le banche falliscano e che gli stati falliscano: azzerare il debito nel modo più semplice.

              è per questo che il referendum di Papandreu è un bell’azzardo: andrà a chiedere al suo popolo se vuole pagare il 50% del debito pubblico, come concordato con l’Unione Europea, e restare nell’euro; oppure non pagarlo per niente.

              la risposta mi pare scontata…

              e la Cina? si adatterà a qualunque situazione possa salvare l’Occidente; perché se l’Occidente crolla, crolal anche la Cina, a chi potrebbe vendere? ci sono già i primi segni di rallentamento economico anche lì.

              ultima osservazione (mi ripeto): i soldi per ripianare i debiti a questo punto MANCANO: il crollo delle borse non è un’altra variabile di questa forma di confisca di chi ha speculato in Borsa?

              il problema sta diventando oggettivo, ma tutti ne parlano come se fosse semplicmente un fatto di volontà.

              • Renzi: diamogli tempo per capire meglio le sue intenzioni… una chance bisogna darla a tutti. E’ partito bene presentando delle idee (giuste o sbagliate che siano) e dichiarando di voler aprire un dibattito su queste idee (che arrivano anche dall’esterno perché infatti si potevano fare delle proposte >> http://www.leopolda2011.it/

                Renzi non è il salvatore… però a questo punto tutti gli altri che si considerano dei “Grandi” leader politici dovrebbero scrivere 3 pagine di idee da mostrare ai propri elettori. Così la prossimo volta che si vota… non sarà la persona in quanto tale ad essere valutata, bensì le sue idee.

                Se si potesse applicare la legge “Robin-Hood” universalmente sarebbe una mossa ottimale. Infatti risolverebbe un problema fondamentale e cioè lo squilibrio economico. Però come possiamo immaginare un organismo globale (o almeno non locale) quando non siamo stati capaci di organizzare un centro di potere (reale e non simbolico) comune europeo? Infatti ora ci troviamo tutti sotto la stessa coperta e ciascuno tenta di tirarla più verso di sé pensando poco agli altri.
                L’iniziativa di tassare i capitali italiani in Svizzera sembra promettere bene. Vediamo se daranno il via a un’azione più ampia in tutta l’Europa. Giusto per evitare un continuo gioco di spostamenti di capitali.


                Strano che anche con un debito ridotto del 50% la Grecia non possa trovare prospettive positive per il futuro.

                Alla Cina potrebbe anche andar bene qualche piano estremo sempre che non paghino loro la nostra crisi. E se poi l’Europa decida per una politica economica di chiusura nei confronti della Cina?
                Infatti hanno partecipato in larga misura alla creazione dello squilibrio economico. Non vedo perché, risolti i problemi attuali, dovremo ricominciare a commettere gli stessi errori di prima.

                • Repubblica ha rapidamente tolto dal primo piano il dibattito su Renzi aperto su un suo blog da un blogger molto più cirtiico di me nei suoi riguardi, perché stava trasformandosi in un plebiscito contro Renzi che il giornale invece ha deciso di sostenere (analisi mia).

                  su alcuni punti sollevati da Renzi sappiamo come la pensa Bersani, solo che non è pubblicizzato così bene.

                  gli italiani berlusconizzati hanno giusto bisogno di un altro Berlusconi di sinistra, e se il Silvio non si fosse così sputtanato con le sue mani, sarebbe stato lui l’autore perfetto della propria sostituzione.

                  può darsic he dobbiamo tenerci Renzi, le sue proposte ad effetto povere di sostanza, il suo stesso ottimis o vacuo e la superficialitá dell’analisi della situazione mondiale, proprio per questo.

                  intendiamoci, pur di liberarmi di Berlusconi io Renzi lo voto anche – ma solo se mi cambiano prima la legge elettorale e ci lasciano eleggere i deputati scegliendogli noi, perché altrimenti di mettergli il Parlamento e l’Italia nelle mani, non se ne parla proprio, per quel che riguarda me.

                  il resto del tuo commento, mi sembra già ad una risposta al post di oggi, quello che qualcuno stava componendo nella mia mente mentre dormivo… 🙂

                  fammi un favore: ricopialo ed incollalo al post di oggi (da Robin Hood in poi, ci siamo capiti) che ti rispondo stasera di là; non mi va di fare risposte troppo lunghe e adesso devo andare al lavoro.

                  grazie e ciao.

                • no problem, io purtroppo lo faccio sempre (di cliccare invio, e poi di rileggere, stai solo prendendo il mio stesso difetto).

                  correggo io un punto o due per non farti fare brutta figura… 🙂

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