My first Sri Lanka, 18. immagini da Kandy.

l’ultima mail da Kandy pubblicata su questo blog è quella del 24 luglio 2004 sera, a mia figlia Marta: qualche-mail-da-kandy .

adesso sono passati due mesi esatti da quel post, l’autunno grigio e quasi germanico ha preso il posto di quella fine agosto torrida; di ritorno dalla terra tedesca, ho rinviato un viaggio in India che doveva iniziare ieri e sto cominciando a pensare per dove partire alla fine di questo mese; e in questi sessanta giorni ci sono stati alcuni montaggi video soltanto, senza commenti nè post: un piccolo anonimo lavoro artigianale di taglia e cuci, tanto il sonoro esisteva già, e ha dato pochi problemi, mentre il demone della scrittura si affievoliva nella mia mente.

* * *

con questi due video ho concluso il mio ritratto di Kandy, una città fascinosa in modi molto diversi, per la giungla, per il lago, per la fede buddista, per il caos delle strade, per la vitalità, per gli elefanti che entrano nella quotidianità attraversandola, ma le sanno dare un valore mitico, così che solo a Kandy ti pare di riuscire a rivivere le tue letture bambine e a ritrovare lo stesso stupore:

il National Museum nel palazzo reale, sulle cui cancellate e tetti si arrampicano le scimmie:

e questo video, dedicato alla pace e al silenzio che passeggiano con me mentre visito i piccoli templi minori che occupano lo spazio fra il Palazzo Reale e il tempio dedicato al dente di Budda:

* * *

i video successivi, senza troppe pretese e, tutti assieme, forse anche un po’ noiosi, costituiscono una documentazione abbastanza ricca di uno spettacolo tradizionale di danza di Kandy, condotto in un capannone non troppo lontano dall’antica reggia: per quanto la loro destinazione principale sia turistica, la forza della tradizione che documentano riesce comunque a spezzare gli stretti vincoli del kitsch esotizzante.

ancora fiati e tamburi, anche se ora in un contesto religioso buddiasta e non più induista, e quindi moderato e controllato:

danzatrici che portano grandi orecchie d’oro cesellato:

danzatori acrobati:

erotismo sottile di una danza che si fonda sopratutto sul movimento voluttuoso delle mani:

danzatori con grandi maschere coloratissime tradizionali, le stesse che a volte si comperano per esporle sulle pareti di casa:

danzatori giocolieri che celebrano il gran finale dello spettacolo:

e, dopo la conclusione delle danze, un paio di danzatori che camminano sui carboni ardenti

* * *

a Kandy la tradizione permea la città, non ha un carattere artificiale, così che essi rappresentano la introduzione migliore a quelle danze sfrenate su ritmi primitivi di migliaia di giovani e ragazzi che, poche ore dopo, nella notte riattraversano la città per la sua più grande festa, la processione che per dieci notti consecutive raccoglie migliaia di pellegrini, per ricordare (forse) Gothama l’Illuminato, ma soprattutto per festeggiare la propria stessa vitalità e la città tutta intera, protagonista e oggetto delle celebrazioni.

riprendo un passo omesso nel post precedente dalla mail a mia figlia Marta:

l impatto finale sconvolgente e con questa processione di luglio, che e una delle feste piu grandiose di tutta l Asia e che mi ha lasciato davvero a bocca aperta: migliaia di persone nella notte in costumi antichi tra fiaccole e torce, a ritmi di musica ossessionante, di tamburi cembali bastoncini, ballavano e cantavano meravigliosamente selvaggi in mezzo a decine di elefanti bardati in modo strabiliante che quietamente erano festa nella festa: alla fine si trasporta la reliquia di un dente di Budda, ma queste cerimonie sono pura e irriducibile India, e buddismo e religione pagane antiche sono fuse in un tutto unico.

l intera citta si accalca, la festa dura dieci giorni e cresce di giorno in giorno: pensa che ieri era solo il terzo giorno.

questo è il video di questa mia prima notte della Peraheira, in realtà la terza della cerimonia:

e quest’altro invece della notte successiva, per la quale ho mandato a mia figlia Sara quest’altra breve nota mail la sera successiva:

ieri sera nuova Perahela, e pensa che stando in un altro punto ho scoperto che quella che mi aveva entusiasmato tanto la sera prima era solo una delle 5 che confluiscono piu avanti, anche se la piu importante, perche parte dal tempio principale e le altre partono da templi minori e si uniscono lungo la strada.

* * *

mentre rivedo gli uomini che raccolgono i carboni ardenti per alimentare le fiaccole e sento arrivare gli imponenti elefanti bardati con centinaia di luci, tra il rumore assordante dei bastoncini battuti ritmicamente dai ragazzetti scatenati, ancora una volta ritorno bambino con loro e dico tutto il mio stupore, per oggi senza voglia alcuna di capire.

se la filosofia, cioè l’amore per il sapere, nasce dalla meraviglia, come diceva Platone, io quella sera e questa sera mi sento un filosofo mancato, perché mi basta questo stupore che sento fine a se stesse, e che è il dono più grande, quando la vita sembra avere esaurito le sue stesse capacità di stupirci e di entusiasmarci.

4 risposte a “My first Sri Lanka, 18. immagini da Kandy.

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