un cardinale troppo sicuro del Fatto suo. 76

11 febbraio 2012 sabato 16:49

mi scrive Agenore a proposito del mio post di ieri 74-ad-ogni-morte-di-papi:

La notizia è vera o falsa? il documento esiste o non esiste?
Se le risposte sono affermative perchè non pubblicare?
Non capisco…

leggo stimolato dal suo commento l’articolo vero e proprio uscito sul Fatto dopo il mio post estemporaneo scritto sulla base delle prime anticipazioni, e mi pare un bizzarro groviglio di fesserie e cose serie:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/complotto-di-morte-benedetto-xvi/190221/ – anche se il documento anonimo pervenuto al giornale (ops, stava per scapparmi la maiuscola!) è vero; resta solo da vedere se è arrivato anche in Vaticano, come vuole far credere.

* * *

la fesseria più grossa sta nella conclusione:

“Per questo l’appunto sulla morte del Papa deve essere pubblicato: perché se ne verifichi coram populo l’origine e la veridicità e soprattutto perché finalmente Santa Romana Chiesa esca dal silenzio (…)”.

bene, d’accordo, e allora che cosa aspettano a farlo, al Fatto Quotdiano? forse hanno in mano una copia che rivelerebbe da sola quale è la fonte che l’ha passata al giornale?

mah! Il Fatto scrive:

l'”appunto è anonimo e reca la data del 30 dicembre del 2011. E’ stato consegnato dal Cardinale colombiano Darío Castrillón Hoyos alla segreteria di Stato e al segretario del Papa nei primi giorni di gennaio con il suggerimento di effettuare indagini per comprendere esattamente cosa abbia fatto e con chi abbia parlato l’arcivescovo Romeo in Cina”.

secondo me basta e avanza per cercare di indovinare dove sta la manina che complotta in Vaticano.

* * *

seconda fesseria: Il Fatto è diventato ratzingeriano:

“alla vigilia di una presunta successione, che ci auguriamo sia invece lontana nel tempo”.

non c’è da augurarsi niente: Ratzinger è un pessimo papa, ed è dura decidere se è un poco migliore o un poco peggiore del suo predecessore; il lieve miglioramento degli ultimi mesi nella linea del suo pontificato deve essere attribuito senza alcun dubbio soltanto al declino fisico delle sue capacità e al diminuito ruolo suo personale nella formazione delle decisioni della Chiesa.

chi è nemico della Chiesa come istituzione di potere non può che augurargli lunga vita, anche considerando lo speciale punto debole del suo pontificato che fin dall’inizio è stato il suo disinteresse per il governo della chiesa e la sua propensione a rinchiudersi a scrivere libri, che mi permetto di dire è occupazione indegna di un papa che avrebbe ben altro di cui occuparsi, e semmai dovrebbe lasciare che le encicliche gliele scrivano gli altri; ma Ratzinger fa lo scrittore, invece che il papa.

Il Fatto poteva comunque risparmiarsi di scimmiottare Bruno Vespa e di inserire nell’articolo quelle frasi adulatorie.

* * *

terza sciocchezza: dal testo stesso dell’articolo risulta che il cardinal Romeo non si è mai sognato di andare a parlare ai cinesi di un complotto per uccidere il papa, ma – come avevo immaginato – si è limitato a dirgli che entro 12 mesi Ratzinger morirà, probabilmente con sottinteso riferimento alle sue note cattive condizioni di salute.

“Sicuro di sé, come se lo sapesse con precisione, il Cardinale Romeo ha annunciato, che il Santo Padre avrebbe solo altri 12 mesi da vivere”.

ne deriva la assoluta inconsistenza dello scoop presunto sull’attentato al papa “entro 12 mesi”; Il Fatto ne è ben consapevole, anche se vuole tirare per i fondelli i suoi lettori:

“I suoi interlocutori hanno pensato, con spavento, che sia in programma un attentato contro il Papa”.

il resto di quel che è circolato sono tutti ricami del mittente della lettera in tedesco al papa, a cui Il Fatto continua ad accodarsi in un esempio di giornalismo scandalistico capace di fare concorrenza al Giornale.

“Probabilmente gli uomini che curano la sicurezza del Pontefice stanno cercando di verificare le circostanze in cui sono state pronunciate quelle terribili previsioni”.

vedi anche la conclusione ammiccante e consapevolmente falsa:

“come è possibile che tra i cardinali e il Papa circolino previsioni certe di morte e ipotesi omicidiarie che solo a leggerle fanno venire i brividi”.

a me francamente viene piuttosto il vomito.

* * *

si tratta invece di un insieme di episodi che ricorda quanto avveniva al Vaticano nel 1958 nell’imminenza della morte di Pio XII, lo scatenamento più sordido e vile del peggio di quel mondo, una serie di manovre squallide per la scalata al potere, nelle quali il Vaticano si presenta davvero come il modello nefasto del modo di far politica in Italia.

Romeo, cardinale di Palermo, ad esempio, doveva essere il presidente della CEI, ma la sua nomina fu bloccata da Ratzinger; qualcuno, evidentemente, vuole creargli delle grane.

Romeo, messo in cattiva luce dal cardinale Castrillòn, è andato in Cina in missione segreta, per preparare un viaggio del papa, forse, e acquisire meriti; probabilmente per facilitarlo ha detto ai dirigenti cinesi che era da fare in fretta, dato che il papa è vecchio e non sta bene (e non si sa come la penserebbe il successore, e qui ha fatto il nome di Scola per mettere le ali ai piedi ai cinesi e cominciare a metterlo anche in cattiva luce presso di loro).

scrive redpoz in un commento:

Romero in Cina per preparare la visita del papa: temi scottanti all’orizzonte, a partire dai vescovi, ogni risultato in questo senso sarà geopoliticamente molto significativo (la Cina resterà ferma sulle proprie posizioni? si scoprirà come aspirante leader mondiale. accetterà compromessi? potrebbe essere un messaggio a Washington e New Delhi).

il cardinale che ha mandato l’appunto al papa, Castrillon Hoyos, è stato sostituito da Romeo nei suoi contatti con la Cina per conto del papa, e questa ha tutta l’aria di una vendetta personale, un far la spia, che a detta di proverbio per i bambini ha poco a che fare con l’esser figlio di Maria, ma viceversa molto col Vaticano:

“Il Cardinale Romeo ha sorpreso i suoi interlocutori a Pechino informandoli che lui – Romeo – formerebbe assieme al Santo Padre – Papa Benedetto XVI – e al Cardinale Scola una troika. Per le questioni più importanti, dunque, il Santo padre si consulterebbe con lui – Romeo – e con Scola”.

ovviamente la fonte di queste notizie è quel cardinale stesso, che ha ancora le sue fonti in Cina.

“Il Cardinal Romeo ha aspramente criticato Papa Benedetto XVI, perché si occuperebbe prevalentemente della liturgia, trascurando gli “affari quotidiani”, affidati da Papa Benedetto XVI al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Chiesa Cattolica Romana”.

“Il rapporto fra Papa Benedetto XVI e il suo Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone sarebbe molto conflittuale. In un’atmosfera di confidenzialità il Cardinale Romeo ha riferito che Papa Benedetto XVI odierebbe letteralmente Tarcisio Bertone e lo sostituirebbe molto volentieri con un altro Cardinale. Romeo ha aggiunto però, che non esisterebbe un altro candidato adatto a ricoprire questa posizione e che per questo il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone continuerebbe a svolgere il suo incarico”.

“Anche il rapporto fra il Segretario di Stato e il Cardinale Scola sarebbe altrettanto avverso e tormentato”.

* * *

“Il Cardinale Romeo si sentiva al sicuro e non poteva immaginare, che le dichiarazioni fatte in questo giro di colloqui segreti potessero essere trasmesse da terzi al Vaticano”.

“Altrettanto sicuro di sé Romeo ha profetizzato che, già adesso sarebbe certo benché ancora segreto, che il successore di Benedetto XVI sarà in ogni caso un candidato di origine italiana. (…) Anche Scola avrebbe importanti nemici in Vaticano”.

insomma, un cardinale troppo sicuro del Fatto suo.

cito ancora redpoz, che mi segue inalcune mie ipotesi avventurose:

Scola e Romero sarebbero quindi (i) candidati italiani, non mi stupisce affatto che abbiamo avuto due papi stranieri… sul secondo non saprei pronunciarmi, ma il primo WOW un CLino sulla cattedra di Pietro!

la vera notizia a sorpresa è infatti che qualcuno, oltre a lui stesso, considera il cardinale di Palermo Romeo papabile; la cosa infatti è stata palesemente tirata fuori per bruciargli la corsa segreta, e nello stesso tempo tirare un colpo anche a Scola; non è precisa strategia degli italiani, secondo me, ma la continuazione della guerra civile di curia fra gli italiani che c’era già agli ultimi due conclavi e che ci ha regalato due papi stranieri e ci prepara il terzo.

insomma, dopo questo documento finito sul Fatto, Romeo non certamente più papabile.

* * *

oh, la mia è una interpretazione come le altre, ma possibile che qui dobbiamo arrancare sugli specchi noi blogger, e che i giornalisti veri latitino?

evidentemente i giornalisti veri in Italia seguono convenienze e opportunità che a noi interessano poco, ma che sono contrarie al mestiere di giornalista.

4 risposte a “un cardinale troppo sicuro del Fatto suo. 76

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