la presa della Bastiglia di Melenchon. 158

31 marzo 2012 sabato 20:41

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un Hugo Chavez senza petrolio, l’ha definito un giornalista, e il suo programma «è pieno di stupidaggini»: il salario minimo a 1.700 euro, la sanità gratuita al 100%, 800.000 assunzioni nella funzione pubblica.

saranno anche stupidaggini, però almeno questo è un programma e non una narrazione…

parliamo di Melenchon, blogger – questo è il link al suo blog www.jean-luc-melenchon.fr  – e candidato alle elezioni presidenziali in Francia, che secondo gli ultimi sondaggi è all’11% dei voti e sta sorprendendo tutti: anche Sarkozy tifa per lui, perché spera che abbassi i voti di Hollande, il socialista, dato tuttora  per favorito.

Melenchon è andato anche alla Bastiglia, qualche giorno fa, a fare un comizio, e c’erano forse 100.000 persone: ha parlato di sesta repubblica, ed è sembrato che da qualche parte stesse per suonare da capo l’ora della Francia che si mette a capo della rivoluzione europea, quella contro il capitalismo, questa volta.

* * *

secondo Repubblica il suo programma invece è più serio, anche se ci aggiunge la pensione a 60 anni e il posto di lavoro garantito a vita e conferma la previsione di un salario minimo a 1.700 euro: un bel po’ di più dei 600 euro al mese garantiti in Germania ai senza lavoro, a termine e con l’obbligo di accettare le proposte di impiego che gli vengono sottoposte.

più serio, perché Melenchon, il candidato dell’ultrasinistra dice almeno da dove prendere i soldi:

100 miliardi di tasse supplementari per ricchi e imprese

tassazione al 100% di tutti i redditi superiori a 360.000 euro annui

* * *

io però temo che i conti non tornino, cioè che non bastino quelle tasse stra-giuste per realizzare quella specie di bengodi in terra.

facciamo un programma di compromesso?

le tasse restano quelle, ma servono semplicemente a salvare l’esistente e ad evitare che la crisi la paghino i poveracci.

ma quale poveraccio voterebbe mai qualcuno che gli promette semplicemente di restare povero come è e di non peggiorare ancora?

* * *

ma l’occasione mi sembra buona per riassumere le notizie fornite poco fa da un articolo di Giovanni Stringa sul Corriere: considerando che la stampa padronale ci intrattiene volentieri sui privilegi dei politici e quasi mai su quelli ben maggiori dei manager, che è come far volare gli stracci, eccone un riassunto:

Cesare Geronzi, presidente delle Generali, stipendio annuo 17,4 milioni, cioè circa un milione e mezzo al mese.

Fausto Marchionni, amministratore delegato di Fonsai è pagato in un anno 10 milioni di euro, più di 800.000 euro al mese.

Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, si assegna una retribuzione da 8,1 milioni, cioè da quasi 700.000 euro al mese, più un bonus triennale di 14,1 milioni, da incassare l’anno prossimo.

Luca Cordero di Montezemolo, manager Ferrari, si piglia 5,5 milioni, e sono 450.000 euro al mese.

Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, segue a ruota con cinque milioni tondi e sono più di 400.000 euro al mese.

a occhio e croce sono 5 manager che ci costano, solo di stipendi fissi e senza contare gli extra, come tutto il Parlamento e 1.000 parlamentari.

i 21 manager più pagati costano nel loro insieme 86 milioni di euro, con una media di più di 4 milioni a testa, e dunque come tre Camere e tre Senati.

vanno poi aggiunte le liquidazioni: 40 milioni per Alessandro Profumo, ad esempio, Pier Francesco Guarguaglini 5 milioni e mezzo; a Marchionne sono stati anche regalati 50 milioni in azioni a inizio 2012; e qui, solo con questi tre, si possono finanziare altre sei Camere di rappresentanza.

con la ricetta Melenchon, 30.000 euro al mese al massimo, per tutti, questi stipendi folli si recuperano quasi tutti per lo stato.

è poi vero che metti anche 500 milioni confiscati distribuiti per 10 milioni di lavoratori fanno 50 euro a testa all’anno, e mica c’è da scialare lo stesso.

18 risposte a “la presa della Bastiglia di Melenchon. 158

  1. SONO UN APPASSIONATO LETTORE DI QUESTO BLOG,QUANDO NELLA POSTA IN ARRIVO LEGGO COR-PUS APRO LA LETTERA PERCHE’ SO’ CHE TROVERO’ QUALCHE COSA CHE,MAGARI NON CONDIVIDO,MA SEMPRE INTELLIGENTE E NON DOGMATICA.

    HO LETTO DEI MANAGER E DEI LORO LAUTI STIPENDI.LA COSA LA POTREI TOLLERARE SE I LORO STIPENDI E LE LORO LIQUIDAZIONI FOSSERO LEGATI A RISULTATI……..MA SE PENSO A QUELLO CHE SI E’ INTASCATO IL GENERAL MANAGER DI ALITALIA DOPO UNA GESTIONE FALLIMENTARE MI SORGONO ALCUNE DOMANDE:
    IL SISTEMA ITALIA E’ COSI’ MARCIO DA NON RISPETTARE NEPPURE LE DUE REGOLE BASE DELLA CONVIVENZA…..OVVERO….”CHI ROMPE PAGA”…E…..”CHI NON LAVORA NON MANGIA”…..PROBABILMENTE LA MIA E’ UNA PROVOCAZIONE FASCISTA.
    EDOARDO

    • anche io apro la posta e quando trovo i tuoi commenti non so mai che cosa devo aspettarmi: se una osservazione acuta o la ripetizione di qualche banalità propagandistica di destra.

      per intanto incasso le lodi: non so se non sono dogmatico, ho pochissimi punti fermi, però su quelli sono anche piuttosto intransigente, te ne sarai accorto; come te del resto, su punti a volte opposti, e questo è il bello!

      io penso che compensi del genere non siano tollerabili in nessun sistema democratico, neppure se corispondessero effettivamente a qualche merito.

      in questo tuo commento non c’è nessuna provocazione fascista, e in generale non ne ho ancora ricevute da te, anche quando scrivi delle cose che non si possono proprio condividere.

  2. Mah, il programma di Melenchon mi sembra piuttosto fanta politica.
    Certo, indica esattamente da dove prendere i soldi, ma sappiamo che anche vincendo sarebbe irrealizzabile una tassazione come quella promessa.
    Eppoi, allo stato attuale -come dici- le promesse di stato sociale che fa sarebbero comunque insostenibili.

    Apprezziamo Melenchon per dimostrare che la sinistra può avere ancora una vita “dopo la morte”, può presentare programmi seri e logici per cambiare la società e renderla più giusta, ma rendiamoci conto che alcune cose restano ad oggi irrealizzabili.
    Puntare al meno peggio non è esaltante, ma voterei comunque Hollande….

    • non conosco Hollande, non l’ho mai sentito parlare, sento dire che è opaco, e non faccio fatica a immaginarmi che sia l’equivalente dei nostri politici del Partito Democratico; spero che non sia così, perché sono abbastanza post-marxista per credere all’importanza del fattore individuale nella storia.

      di programmi politici totalmente realizzabili non ne conosco nessuno, e nel post stesso ho fatto le pulci alle analisi economiche di Melenchon; tuttavia in termini di segnale da dare all’Europa intera, mi auguro che abbia un buon successo, farebbe bene a tutti, al Partito Socialista Francese e persino al Partito Democratico italiano.

      insomma, in poche parole: un voto al primo turno, perché no?

      • Ecco di nuovo i pregi del sistema francese: un voto al primo turno per Melenchon non sarebbe da escludere, d’accordo. Anche perchè condivido senza riserve le tue ritrosie su Hollande (che alle primarie non avrei votato) e sulla necessità di una maggiore incisività della sinistra, in Francia ed in Europa.
        Un voto al primo turno, però, condizionato al fatto che non mini la vittoria finale del candidato del PS…. altrimenti mi parrebbe un pò buttato via.

        • ho letto da qualche parte (se non sei stato proprio tu a parlarne) di qualche paese dove vige un sistema elettorale che ha tutti i pregi del secondo turno (e perfino del terzo, che non c’è ;)) senza bisogno di far votare la gente due volte.

          in questo sistema (australiano? ma proprio non mi ricordo) la gente sulla scheda vota il proprio candidato e poi la sua seconda e perfino la terza scelta.

          non faccio previsioni sulla situazione francese, la conosco troppo poco: l’importante del resto non è però secondo me far salire al potere qualcuno, ma qualcuno che sia efficace e convincente: sconfiggendo Berlusconi nel 2006, ad esempio, la sinistra italiana si è scavata la fossa, e non perché non fosse convincente Prodi, ma proprio perché non era convincente lei.

          del resto chi si sceglie come leader qualche nullità non dimostra con ciò stesso all’elettorato di essere una nullità?

          • Credo proprio di essere stato io a parlarne: è il sistema in vigore in australia e irlanda.
            Precisamente era nel post su Parigi: http://redpoz.wordpress.com/2012/02/06/parigi-al-cubo/

            Concordo con le tue conclusioni, però credo converrai con me che nel contesto complessivo la presidenza Hollande sarebbe meglio (per gli equilibri economici, politici…) di una seconda presidenza Sarkozy.
            Ma il tuo problema resta: e se è l’elettorato stesso a scegliere un leader che è una nullità?

            • sì concordo con te, e ovviamente concordavo anche nel 2006 che Prodi fosse meglio di Berlusconi, ma continuo a mettere in guardia sui rischi del candidato sbagliato sul piano personale o di uno schieramento vincente ma pasticciato che non conclude niente di buono, alla luce di quella esperienza negativa.

              per questi motivi in Germania la SPD preferisce allearsi con la CDU che con la Linke, e a mio parere non sbaglia.

              ultima domanda tua, e relativa risposta: se è l’elettorato stesso che sceglie un leader che è una nullità, anche l’elettorato dimostra di esserlo, è elementare Watson!

              • Bhè, tra CDUe Linke probabilmente gli conviene… anche perchè nella Saar c’è quel Oskar Lafontaine, già ben noto ai socialdemocratici.
                Purchè questa non sia la tendenza del domani…

                Battuta conclusiva sull’elettorato: perchè mi torna in testa quella frase di Brecht “se il parito non va bene al popolo, bisogna cambiare il popolo”?? Sarà che lo stalinismo non muore…

                • ah ah, e lo stalinista sarei io, allora? 🙂

                  la mia frase era volutamente provocatoria e sarcastica, quasi sempre dimentico la faccina per sottolinearlo, e ora mi è diventato chiaro che stavo rifacendo il verso a Brecht, senza ricordarmelo (che era sarcastico anche lui, naturalmente…).

                  la SPD difficilmente si alleerà con la Linke non solo nella Saar, ma a livello nazionale, fino a che ci sarrà Lafontaine e fino a che la Linke non cambia linea politica.

                  il primo problema potrebbe risolversi, perché Lafontaine è gravemente malato, ma il secondo?

                  • No, macchè!! lo “stalinismo” era autoironia per la mia citazione di Brecht!!
                    Però, se vuoi che rifondiamo assieme un partito stalinista in Italia per contrastare il revisionismo storico delle destre che ne propaganda fantomatici crimini, ci sto!! Posso accettare persino di cederti la presidenza del futuro partito! :-)))))))

                    Sul livello nazionale non mi sono volutamente espresso, perchè è ancora meno proponibile che nei singoli Laender.
                    Problemi di salute per Lafontaine? Mi dispiace, quanto l’ho incontrato sembrava tanto simpatico… (e no, qui non c’è ironia).
                    Che la Linke cambi linea politica nell’immediato mi sembra difficile.
                    Ma, mi ripeto, l’importante è che anche per l’SPD “guardare al centro” non diventi la priorità dell’SPD nazionale. Come certo PD insegna….

                    • mai stato stalinista un solo secondo della mia vita, anche se varie volte sono stato accusato di esserlo; leninista sì, da molto giovane, purtroppo; ma mi ha guarito un libro evidentemente stupido come Materialismo ed empiriocriticismo (fondamentale per capire Einstein, peraltro, secondo me, e che razza di materialismo fideistico peggio che una religione costituita abbia costituito l’essenza del marxismo-leninismo).

                      quindi devo declinare il gentile invito, prima di finire linciato dagli adepti.

                      ma quali crimini di Stalin sono fantomatici? chiarisci meglio…

                      Lafontaine ha il cancro, a quanto se ne sa.

  3. Ho ascoltato il discorso del 18/3, e devo ammettere che mi ha impressionato. In 24 minuti, e nonostante qualche enfasi retorica tipicamente francese, è riuscito a illustrare un programma a base di messaggi concisi ma chiari e inequivocabili. Chapeau, Mr Mélenchon! Europa (il problema del deficit di democrazia), solidarietà internazionale (ai cittadini greci, portoghesi, spagnoli, italiani; ai paesi del Maghreb), giustizia sociale (con il costante richiamo ai tre magici principi della rivoluzione francese), diritto all’aborto, fine vita, unioni etero ed omosessuali, cittadinanza per diritto di nascita… Ho provato a immaginarmi un Bersani esprimersi con altrettanta nettezza, ma confesso che la mia fantasia ha un limite.

    • uomo fortunato, dove l’hai sentito il discorso, a Parigi?

      io sono stato di fantasia più limitata della tua, e ho provato solo a pensare che fosse Vendola a fare questo discorso, però non ci sono riuscito neppure io a sentirlo in italiano questo discorso. 😦

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