Bossi e Woodcock. 163

03 aprile 2012 martedì 16:50

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Berlusconi attesta l’innocenza di Bossi.

mmm…, come se potesse attestare l’innocenza di qualcuno proprio lui.

* * *

il giudice Woodcock ne attesta la colpevolezza.

scusatemi: faccio mmm anche qui.

come se il giudice Woodcock potesse attestare la colpevolezza di qualcuno.

Vip Gate, 2003, l’inchiesta coinvolge 78 persone, “le accuse si rilevarono insussistenti al riscontro probatorio”.

inchiesta sulla criminalità in Basilicata, 2004, le accuse non reggono la prova del Tribunale del Riesame.

Somaliagate, 2006: non se ne sa più nulla.

Savoiagate, 2006: arrestato Vittorio Emanuele di Savoia, alla fine scagionato completamente nel 2010.

vallettopoli 2006: un disastro giudiziario in larga parte.

una sola cosa è certa, alla fine di tutti questi rinvii a giudizio: che il giudice Woodcock guarda molto la televisione e gli piace anche molto che la televisione parli di lui.

quindi prudenza questa volta nel giudicare.

e in ogni caso la diffusione alla stampa di notizie su inchieste in corso è una barbarie.

* * *

doriana bruni:

Certo, con quel nome 🙂

Non per dire parolacce, ma hai provato a tradurre woodcock?

Si ritorna al celodurismo 🙂

certo, nonostante il mio inglese autodidatta e approssimativo, fino a quest’uso così improprio del legno c’ero arrivato anche io: vuol dire “gallo di legno”, no?

oddio, magari non è proprio un gallo, ma sempre di un uccello di legno si tratta, ah ah.

nasci tu con un cognome di quel tipo, prova anche a emigrare a Napoli per interposto padre, ma sarà difficile farsi prendere sul serio, persino da un blogger che si chiama bortocal, e che crederebbe molto volentieri a queste accuse.

* * *

semmai confidiamo nel fatto che ci stanno anche altre Procure più attendibili, ma mi fa specie leggere sul Corriere che “è la prima volta” che si mette in discussione il modo in cui un partito impiega i soldi dei rimborsi elettorali.

e poi, Doriana, sai che ti dico? a me far eleggere Renzo Bossi parlamentare europeo, a 12.000 euro al mese, è sembrato un delitto ben più grave: magari il nepotismo non è nel Codice, e ora Woodcock proverà a farcelo entrare per una delle sue solite vie traverse, ma politicamente è un crimine vero e proprio.

* * *

e poi Bossi Umberto non è ancora quello del 1993?

begli anni quelli in cui c’era ancora Craxi a riscuotere le tangenti.

e la Lega, che agitava il cappio alla Camera?

La Lega Nord ha restituito i danee dello scandalo.
Alla vigilia di Natale l’ onorevole Umberto Bossi si e’ presentato di persona a Palazzo di giustizia per depositare nella filiale interna della Bnl un assegno di 200 milioni, pari al contributo in nero versato da un emissario della Montedison, su ordine di Carlo Sama, al segretario organizzativo del Carroccio Alessandro Patelli.
La somma e’ gia’ stata bloccata dalla Procura, che ne ha affidato la custodia al direttore pro tempore della banca.
Il conto, che fruttera’ il normale interesse, resta pero’ intestato a Bossi.
“Il deposito e’ a disposizione di eventuali aventi diritto . ha dichiarato ieri Patelli, che il 7 dicembre era finito a San Vittore proprio per quel finanziamento occulto ..
Comunque i soldi, versati volontariamente, rimangono nostri: se nessuno verra’ autorizzato dalla magistratura a prelevarli, ce li andremo a riprendere”.
(Corriere della Sera, 29 dicembre 1993)

però i leghisti se le sono digerite fino ad oggi queste cose? e i partiti non sono associazioni private?

contenti loro, che cosa c’entriamo noi, e i Tribunali?

6 risposte a “Bossi e Woodcock. 163

  1. Certo, con quel nome:-) Non per dire parolacce, ma hai provato a tradurre woodcock? Si ritorna al celodurismo:-)

    • certo, nonostante il mio inglese autodidatta e approssimativo, fino a quest’uso così improprio del legno c’ero arrivato anche io: vuol dire “gallo di legno”, no?

      oddio, magari non è proprio un gallo, ma sempre di un uccello di legno si tratta, ah ah.

      nasci tu con un cognome di quel tipo, prova anche a emigrare a Napoli per interposto padre, ma sarà difficile farsi prendere sul serio, persino da un blogger che si chiama bortocal, e che crederebbe molto volentieri a queste accuse.

      semmai confidiamo nel fatto che ci stanno anche altre Procure più attendibili, ma mi fa specie leggere sul Corriere che “è la prima volta” che si mette in discussione il modo in cui un partito impiega i soldi dei rimborsi elettorali.

      e poi, Doriana, sai che ti dico? a me far eleggere Renzo Bossi parlamentare europeo, a 12.000 euro al mese è sembrato un delitto ben più grave: magari il nepotismo non è nel Codice, e ora Woodcock proverà a farcelo entrare per una delle sue solite vie traverse, ma politicamente è un delitto davvero.

      e poi Bossi Umberto non è ancora quello del 1993?

      begli anni quelli in cui c’era ancora Craxi a riscuotere le tangenti.

      e la Lega, che agitava il cappio alla Camera?

      La Lega Nord ha restituito i danee dello scandalo.
      Alla vigilia di Natale l’ onorevole Umberto Bossi si e’ presentato di persona a Palazzo di giustizia per depositare nella filiale interna della Bnl un assegno di 200 milioni, pari al contributo in nero versato da un emissario della Montedison, su ordine di Carlo Sama, al segretario organizzativo del Carroccio Alessandro Patelli.
      La somma e’ gia’ stata bloccata dalla Procura, che ne ha affidato la custodia al direttore pro tempore della banca.
      Il conto, che fruttera’ il normale interesse, resta pero’ intestato a Bossi.
      “Il deposito e’ a disposizione di eventuali aventi diritto . ha dichiarato ieri Patelli, che il 7 dicembre era finito a San Vittore proprio per quel finanziamento occulto ..
      Comunque i soldi, versati volontariamente, rimangono nostri: se nessuno verra’ autorizzato dalla magistratura a prelevarli, ce li andremo a riprendere”.
      (Corriere della Sera, 29 dicembre 1993)

      però i leghisti se le sono digerite fino ad oggi queste cose? e i partiti non sono associazioni private?

      contenti loro, che c’entriamo noi, e i Tribunali, con loro?

      ciao.

    • beh, a me invece pare che abbia proprio un preciso interesse: lui affronta i problemi politici sempre in chiave personale, da narcisista patologico come è, e crede che un buon rapporto personale con Bossi possa indurre la Lega a riallearsi con lui, che è l’unica possibilità molto vaga che ha di tornare al potere o di farsi eleggere presidente della Repubblica…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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