che sapore ha la madeleine dopo i sessant’anni? 185

12 aprile 2012 giovedì 18:45

.

intesomale è uno dei tre migliori scrittori di wordpress secondo una commentatrice entusiasta.

(io non li conosco tutti e non mi permetto azzardi; inoltre Luisa Ruggio o Patrizia Caffiero non scrivono su wordpress, e non ci scriveva il povero Jorg Schwipper, quindi mi sembrano classifiche ingiuste, anche perché quando trovi qualcuno che sa coinvolgerti scrivendo mica ti chiedi quando vincerà il campionato).

comunque anche per me è uno scrittore notevole e avevo provato a ribloggare un suo post particolarmente efficace, questo: svelamento

che affonda le sue frasi addosso ad una situazione che è oggetto dei timori e anche delle segrete speranze di ogni blogger più o meno anonimo, e che consiste nel piacere e nella disperazione di essere scoperti.

quello stralcio sanguinante di diario, io l’ho commentato così:

non dev’essere facile viverti accanto, però è bellissimo leggerti!!

cosa che non aggiunge un briciolo di conforto alla tua situazione, anzi!, immagino.

e siccome nel frattempo ho ribloggato, come dicevo, era chiaramente riferito a me il commento successivo dell’autore:

intesomale aprile 11, 2012 alle 7:09 am

vivermi accanto è un casino, leggermi un sintomo di inclinazione a gravi disturbi psichici, e lo dimostra il reblogging di questo corollario alla gelosia fiorita e forse persino immotivata :-) ma la fata non è la più facile delle donne, credetemi!

.

aahh aahh, uno dei reblogganti sono; e per giunta ti ho ribloggato nel mio blog sbagliato: quello di fotografia! ho rimediato subito.

ritengo la lettura di testi destabilizzati e leggermente destabilizzanti una terapia e non un sintomo: una specie di “vedi come si è ridotto quello, occhio a te”.

nello stesso tempo il privilegio dell’età mi consente di leggerti con uno struggente sapore proustiano di madeleine in bocca, e di stropicciarmi le mani dicendomi: che bello essere uscito da tutto questo vent’anni fa.

.

redpoz aprile 11, 2012 alle 3:52 pm

Bortocal, senza offesa ma qui spero di farmi interprete anche del pensiero di intesomale nel maledirti!!! (in senso puramente letterario, si intende)
Appassionatamente maledirti!
Maledirti perchè ti puoi permettere il sapore proustiano di uno che c’è già passato ed ora può guardarsi alle spalle come l’Angelus Novus di Benjamin mentre altri sono ancora invischiati lì in mezzo!!

.

lacrime e sangue, caro redpoz, lacrime e sangue, e cicatrici da tutte le parti: ammetti che il veterano scampato a una vita intera di guerra si diletti al pensiero di essere ancora vivo…

.

redpoz aprile 12, 2012 alle 3:27 pm

boh, così ad impressione la replica pare funzionare…

ovviamente comprendo bene che la tua risposta è legittimata dall’aver già personalmente affrontato le questioni del caso.

come d’altronde, anche la mia è dettata dall’astio tipico di tutti coloro che sentono sfortune divine abbattersi su di loro e possono vedere coloro che ne sono immuni.

astio che ovviamente acceca la vista delle passate sventure….

scommetterei che Cioran ha scritto un bell’aforisma in proposito.

.

bortocal aprile 12, 2012 alle 3:37 pm

quanto all’essere immuni (ma non del tutto) da certe disgrazie, tranquillo che vige un attivissimo principio sostitutivo che le rimpiazza con altre… :)

questo aforisma di Cioran va bene?

“La vera, unica sfortuna: quella di venire alla luce.

Risale all’aggressività, al principio di espansione e di rabbia annidato nelle origini, allo slancio verso il peggio che le squassò”.

a me sembra esageratamente romantico…

.

In realtà ho poco da ribattere…. solo:

a) “Culture” di Cioran? o l’hai trovata in wiki? nel primo caso, è un grande piacere scoprire qualcun altro che conosca il rumeno!

b) decisamente troppo romantica!

Cioran sapeva fare molto, molto, di meglio.

Specialmente quanto era più sintetico e caustico….

Guarda, anche se presa da wiki (comunque di un testo letto) questa non è affatto male:

“Più si è sofferto, meno si rivendica.

Protestare è segno che non si è attraversato alcun inferno”.

* * *

rispondo qui a redpoz:

ho solo messo “Cioran” e “sfortuna”, abbinati, in Google e mi sono fermato al primo risultato.

conosco poco di Cioran, ho letto un solo suo libro molto tempo fa, e neppure me lo ricordo bene.

ma afovidius, il più affezionato dei miei commentatori, è romeno: approfittane per fargli tutte le domande che vuoi.

se avessi insistito un poco avrei trovato anche io un aforisma migliore; bastava scegliere fra uno di questi:

Nascita e catena sono sinonimi. Vedere la luce, vedere delle manette…

Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

– Non nascere è indubbiamente la migliore formula che esista.

Non è purtroppo alla portata di nessuno.

Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

Abbiamo perduto nascendo quanto perderemo morendo.

Tutto.

Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

 – A differenza di Giobbe non ho maledetto il giorno della mia nascita; gli altri giorni, in compenso, li ho coperti tutti di anatemi.

Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

– Il male, il vero male, è dietro, non davanti a noi.

E quanto è sfuggito al Cristo, è quanto ha invece colto il Buddha:
“Se tre cose non esistessero al mondo, o discepoli, il Perfetto non apparirebbe nel mondo…”.
E, alla vecchiezza e alla morte, antepone il fatto di nascere, fonte di tutte le infermità e di tutti i disastri.

Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

quindi Cioran insiste sulla lunga tradizione che va da Teognide e dall’Ecclesiaste a Anacleto Verrecchia, Rapsodia viennese, 2003:

L’unica sfortuna di quelli che non sono mai nati è che non sanno nulla della loro fortuna.

* * *

nel mio pessimismo, mi dissocio da queste rapide e superficiali svalutazioni di tutto quel che abbiamo: nascono o dalla presunzione o dall’inconcludenza.

più ancora dalla mancanza di disgrazie e di prove vere: perché niente ti fa apprezzare la vita come il dover combattere con tutto te stesso per lei e per essere dignitosamente soddisfatto di lei.

entrato nella vecchiaia dei romani, dato che questo mese compirò 64 anni, che faccio fatica a sentirmi dentro la mente e nella gioia di vivere, ma che misuro ogni giorno nei loro effetti oggettivi, amo la lettura delle passioni tumultuose e devastanti, ma anche struggenti, che colorano gli anni della giovinezza.

sono la mia madeleine, probabilmente; appartengono alla stessa Recherche.

ma il sapore della madeleine che gustiamo da vecchi è diverso da quello proustiano vissuto al limitare dei quaranta: è non solo il sapore della madeleine che gustavamo da bambini, ma il sapore di tutte le madeleines che abbiamo riassaggiato nella mente dopo quella, e quindi è un sapore molto più intenso, a volte quasi destabilizzante.

la vita acquista uno spessore incredibile, diventa per la prima volta a quattro dimensioni, il tempo non è un foglio di carta regalo per avvolgerci le nostre esperienze, ma sta nella sua profondità a rendere chiara la differenza fra un bassorilievo e una scultura a tutto tondo.

il bassorilievo si deve osservare da vicino, altrimenti il suo spessore potrebbe sembrare una illusione ottica; dalla scultura a tutto tondo ci si distanzia per comprenderla meglio.

ecco, il sapore della madeleine a sessant’anni è a tutto tondo, la quarta dimensione ci appartiene ora che ha cominciato a svelarsi a poco a poco; quando finiremo di avere capito la vita, la vita ci sfuggirà, ma non perché ci venga rubata, ma perché avrà raggiunto il suo scopo ed ogni ulteriore prolungamento sarebbe inutile.

* * *

il concetto si poteva dire anche in un modo più semplice, ha ragione intesomale che ironizza qui sotto in un commento.

ad esempio così:

“se mia mamma abortiva quella volta, mi faceva solo un favore, ieri gliel’ho detto e mi ha fatto il muso”

Lucia, 15 anni. Trucco pesante, capelli corvini, shorts, All Stars.

“io penso che visto che sono nata, tanto vale che qualcosa mi metta a farlo”

Laura, 19 anni. Jeans, t-shirt larghissima, mille forcine nei capelli, All Stars.

dal blog esercizidipensiero

8 risposte a “che sapore ha la madeleine dopo i sessant’anni? 185

  1. Sulle cicatrici: sono una cosa bella. Le ferite che le lasciano non le dimentichi. Io soffro perché dimentico i graffi, che dopo la scomparsa della crosta, non lasciano traccia dei turbini che li hanno portati. Sulla durata del tempo della vita e sul compimento nella comprensione: non so che dire, sono acerbamente incompiuto… meriteresti una serata piena di chiacchiere, Glühwein e riflessioni esageratamente profonde, bortocal.

    • grazie della visita e del commento.

      anche dell’invito, nonostante sia astemio mi ricorda qualche Sommerfest di Stuttgart (a proposito, hai qualcosa a che fare col B-W anche tu?).

      ferite o graffi… una volta sentivo il segno di un graffio sul ginocchio, fastidioso, e pensavo di avere sbattuto d qualche parte; guardo dopo un paio di giorni e ci trovo un buco della grossezza della punta di un dito; corro a trovare un medico (una dottoressa croata) che mi diagnostica una rara malattia tropicale e mi dà 24 ore di tempo, se non ci saranno miglioramenti con l’antibiotico, per ricoverarmi alla Clinica per le malattie tropicali di Tubinga,

      me la sono cavata. mortale nel 25% dei casi e con asportazione della gamba nel 50! e credevo fosse un graffio!

      comunque se ci ritrovassimo metti a Stutgart davanti a un bel boccale di vino zuccherato bollente, credo che la voglia di considerazioni troppo profonde passerebbe e ci basterebbe la musica.

    • Sono d’accordo con te, intesomale!
      Le cicatrici, per quanto dolorose al momento, una volta asciugate ci ricordano… che abbiamo vissuto! Un uomo senza cicatrici deve aver passato la propria vita in un mondo ovattato, senza dolore: potrebbe dire di aver vissuto? Di aver gustato appieno tutte le esperienze che la via offre?
      Pensiamo alla storia stessa del Buddha…
      [e già che ci sono, mi prenoto il tema per un pos!]
      Concordo anche su una serata di discussioni… ma il Gluehwein è troppo poco alcolico!!
      (che sia un caso che ci troviamo tra germanofoni a fare simili discussioni?)

      Rispondo direttamente qui anche su Cioran:
      probabilmente queste prime citazioni sono superficiali, ma di certo non lo è la sua opera complessiva. Trovo una pagina di “storia e utopia” assai più ricca di svariati testi più celebrati!
      In effetti non vedo contraddizione tra il tuo commento e le sue citazioni: Cioran non fa altro che mettere il luce il “valore” del dolore nell’esperienza umana (certo, le citazioni specifiche non sono delle migliori).

      Bella la riflessione sul tempo e sulle dimesioni della vita, anche se -per canto mio- aggiungerei pure una rivalutazione delle passioni giovanili: proprio perchè le prime, esse sono travolgenti ed incontrollate. In questo sta la loro peculiarità e il suo gusto inteso, per quanto semplice, è dato tutto dal trasporto che il soggetto vi mette.
      Un pò come la prima balla: il peggior vino ci sembrerà sempre delizioso, ma incomparabile ad una vecchia bottiglia matura (e sull’amore, per carità, taccio).

      Credo converremo tutti qui nel dire che la vita-sorpresona!- è fatta di fasi diverse, ognuna col suo gusto peculiare ed ognuna apprezzabile al momento giusto (i bambini che assagiano il vino fanno la faccia schifata…), si può sognare di accellerare i tempi o rimpiangerli, ma nulla ci strapperà dalla nostra momentanea madeleine.

  2. LA CHIESA DELLA MADELEINE DOPO LA RIVOLUZIONE FRANCESE PER QUALCHE DIECINA D’ ANNO E’ STATA DEDICATA ALLA DEA RAGIONE………………POI PER RAGIONI POLITICHE -CLERICALI E’ STATA RICONVERTITA IN CHIESA………….CON MIO SOMMO DISPIACERE…………!

    • beh io qui parlavo piuttosto del dolcetto che Proust intinge nella tisana e che gli ricorda la zia, scatenando l’intera Alla ricerca del tempo perduto…

      sulla Dea Ragione ho le mie riserve, ma parliamone un’altra volta…

  3. Pingback: in principio furono barba e capelli « redpoz·

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...