208. che cosa insegnano i tulipani sulla crisi.

tutta la cultura accademica, la politica quotidiana e perfino le filosofie di opposizione cercano di convincerci che l’economia è un fatto scientifico, che segue le sue leggi.

sarà, anzi è, ma se sono leggi, sono le leggi della follia.

l’economia è prima di tutto un fatto umano, ed è quindi impossibile che non sia attraversata da quella stessa vena di follia che percorre ogni attività umana, dalla religione alla politica di potenza, dall’arte ad ogni percorso del desiderio.

i tulipani olandesi ci aiutano a capirlo, credetemi.

(forse mi sono già occupato di loro altra volta, ma dev’essere stato sull’altra piattaforma, che aveva un altro pubblico di lettori, e in ogni caso un bel po’ di tempo fa, così che faccio conto che sia una cosa nuova per chi mi legge adesso).

* * *

credo che nessuno davvero tra coloro che arrivano in Olanda via terra e ammirano le distese coloratisime dei tulipani quasi sospesi fra acqua e terra oppure visitano il mercato dei fiori di Amsterdam abbia neppure una vaga idea di quello che rappresentano questi fiori nella storia del paese, aldilà del loro aspetto estetico, oppure immaginino che furono i tulipani a dissestare per la prima volta l’economia di uno stato, l’Olanda, appunto.

a parte Oliver Stone, che ne parla nel suo film su Wall Street di due anni fa, e, a suo tempo, Alessandro Dumas, che ci scrisse anche un romanzo, Il tulipano nero.

* * *

il tulipano fu introdotto in Europa dalla Turchia alla metà del Cinquecento e in Olanda nel 1593.

qui ebbe un successo clamoroso e diventò rapidamente uno status symbol (esattamente come i SUV o altri prodotti di lusso ai nostri giorni): il prezzo a cui arrivarono i tulipani è difficilmente credibile per un prodotto per il resto assolutamente naturale, un solo bulbo poteva costare come la paga di un operaio di 5 o 6 anni (proprio come i SUV) e venivano scambiati con case, animali, terreni.

nel 1635 si vendettero tulipani per 100.000 fiorini, l’equivalente monetario di mille tonnellate di burro; un solo bulbo, il Semper Augustus, venne venduto per 6.000 fiorini, la paga annua di 40 operai (ma sempre meno dello stipendio di Marchionne).

il prezzo dei tulipani cresceva in maniera tale che molti trovarono facile arricchirsi comprando e rivendendo tulipani, che cominciarono ad essere quotati persino nelle Borse: era nata la finanza capitalistica, finalmente!

una ben misera conclusione per lo spirito calvinista del premio ai migliori scelti da Dio per la loro intraprendenza: per guadagnare cifre folli nell’Olanda calvinista del Seicento bastava comperare tulipani e aspettare di rivenderli quando il prezzo fosse salito abbastanza.

qualcuno cominciò addirittura a rivendere i tulipani che non aveva ancora, esattamente come con i futures: insomma, fate conto che i tulipani fossero i derivati di quattro secoli fa, che allora venivano chiamati “il commercio del vento”.

* * *

ma chi semina vento raccoglie tempesta, no? nel 1637 la bolla speculativa scoppiò.

ci volle un niente: bastò che qualcuno cominciasse a pensare che i prezzi erano diventati davvero troppo alti e che non potevano continuare a crescere, bastò che qualcuno cominciasse a svendere; rapidamente ci fu qualcuno che dovette vendere a un prezzo minore a quello a cui aveva comperato, per non rimetterci tutto.

la stessa follia collettiva che aveva portato il prezzo dei tulipani alle stelle, in poche settimane li ridusse ad un decimo o meno.

e chi aveva ancora in mano tulipani comperati a dieci volte tanto del prezzo nuovo? chi si era impegnato con contratto a comperarli a quel prezzo  pensando di rivenderli a di più?

semplicemente rovinati; si salvarono solo quelli che avevano avuto l’intuito di vendere al momento giusto e poi di stare a guardare gli altri che affogavano: era nato il capitalismo finanziario.

* * *

però il punto davvero interessante, che potrebbe giustificare il tempo che io ho messo a scrivere questo post e qualcuno di voi a leggerlo, è quel che fecero le autorità di quel tempo di fronte alla crisi finanziaria che determinava povertà, suicidi, pessimismo di massa.

i tribunali stabilirono che la contrattazione sui tulipani rientrava perfettamente nel gioco d’azzardo e non nella economia normale; e quindi quei debiti erano debiti di gioco soltanto, e nessuno poteva rivolgersi ai tribunali per esigere che venissero rispettati.

che decisione saggia: è esattamente quel che consigliavo di fare all’inizio di questa crisi finanziaria mondiale nel 2008, e forse quello che si potrebbe fare ancora oggi: lasciare che chi ha speculato ci rimetta i propri soldi e tirare dritti.

ma la dichiarata assurdità agli occhi dell’opinione pubblica di una soluzione tanto semplice ci dice quanto la follia mentale del capitalismo sia oramai profondamente impregnata in noi stessi.

* * *

in Italia, particolarmente; in Germania esistono minoranze politicamente attive che avanzano una proposta interessante: tornare alla legge Glass-Steagall, uno dei primi provvedimenti fatti approvare da Roosevelt nel 1933 all’inizio della sua presidenza, che separava la gestione del credito bancario alle imprese dalle banche dedite ad attività meramente finanziarie.

l’adozione di una legge simile, che negli USA venne abolita dal democratico Clinton nel 1999, ponendo le premesse della crisi del 2008, permetterebbe di lasciar fallire le banche che realizzano speculazioni finanziarie sbagliate, acquistando troppi “tulipani” dei giorni nostri, per così dire, senza trascinare nella loro rovina anche le imprese da loro finanziate.

e dunque restituirebbe agli amanti del rischio e della speculazione quell’autentico surplus di adrenalina, che è il vero scopo delle loro azioni, per il resto sconsiderate.

* * *

certo, per fare questo occorre un nuovo modo di vedere i problemi, e nell’ordine:

a) una filosofia del nichilismo e del disincanto che ci insegni a demolire sistematicamente gli idola fori di baconiana memoria con cui i furbastri del mondo cercano di tenerci sotto, convincendoci della loro presunta superiorità

b) una economia della follia umana, che consideri i comportamenti in campo economico come delle varianti di pazzie varie a cui gli esseri umani sono abitualmente dediti, e affronti questi problemi con la freddezza e il disincanto necessari non ad eliminare la folia (cosa impossibile), ma a tenerla sotto controllo

c) un’etica naturale, che consideri il capitalismo psicologico come una aberrazione marginalmente utile, a volte, dal punto di vista sociale, ma da tenere sotto controllo anche lui

d) una generale apertura mentale alle idee nuove, che è forse la cosa principale che ci manca, e quello che alla fine ci fregherà.

* * *

chiudo con un auspicio: lasciamo fallire senza patemi d’animo i tulipani del giorno d’oggi, dopo esserci assicurati da altri danni, e apriamo una lotta agli status simbol, da vietare per legge.

la disuguaglianza illimitata fa male: fanno parte della tulipanopatia moderna anche l’assunzione da parte della comunità intera dei rischi folli corsi da singoli per la loro avidità personale e il pagamento sconsiderato dei manager, che non ha altra funzione che fare di loro degli dei in terra.

solo una sana ondata di egualitarismo ci salverà, soprattutto se saremo capaci di incominciare a pensare, in maggioranza, che la disuguaglianza troppo marcata è una follia e sapremo imporre un simile volere democratico anche a quei pochi che non vorrebbero adeguarsi.

* * *

per pura coincidenza, poco dopo il mio post è uscito questo, sullo stesso argomento, cioè sui derivati: il mercato dei derivati ovvero la catastrofe che incombe sull’economia globale ; è di un blog molto interessante e attivo, al quale vi consiglio di abbonarvi.

il valore complessivo raggiunto dai derivati, cioè dagli impegni di acquisto di titoli vari, impegni a loro volta commerciabili, è di  227mila miliardi di dollari, ovverossia di tulipani :), facendo pari a un dollaro il costo di un bulbo di tulipano.

è un valore pari al triplo (altra volta vevo sentito dire 7 volte) dell’intera ricchezza mondiale: il che significa che le banche e le istituzioni finanziarie mondiali sono indebitate ben più dell’Italia, ed è questa, ripeto, la zavorra che bisogna lasciar affondare.

45 risposte a “208. che cosa insegnano i tulipani sulla crisi.

  1. Pingback: i miliardari globali di internet – 6. | Cor-pus·

  2. Non credo che la legge sia una proposta del Pd, dato che si legge che c’è un solo senatore Pd tra i firmatari. Anche perché i piddini sono troppo “realisti”, nel senso che non si sognano proprio più di cambiare la realtà, per cui forse sanno già che una proposta del genere non ha alcuna chance di passare. Sarebbe come fare una rivoluzione copernicana, ma in economia. Quanti anni ci vorranno?
    Il “concordare” a cui mi riferivo era fra noi e la lega, non fra me e te.
    Credo che io e te, e quelli come noi, concordano ancor prima su una cosa che potremmo riassumere così: Amicus Plato, sed magis amica veritas. O no?

    Ieri sera ho visto l’ultimo lavoro di Paolini: è un grande (anche se non credo sia “lui”, ma piuttosto un gruppo affiatato), e inoltre rende meglio in televisione che dal vivo.
    Ho trovato nelle sue parole, (anche) le più recenti istanze del nuovo realismo (in filosofia).

    Liberarsi, sì dai! Poi è ovvio che arriveremo fino ad un certo punto, dopodichè non vorrai non lasciare qualcosa da fare anche ai nostri figli – ti pare?

    • cara rozmilla, hai ragione!

      sono andato a controllare: la proposta di legge è stata presentata da un solo deputato, Oskar Peterlini, quindi è da considerare espressione del suo partito; tutti gli altri parlamentari si sono semplicemente aggregati.

      e sai di che partito è Peterlini?

      la cosa è terribilmente sintomatica, giuro, faccio fatica a crederlo: della Suedtiroler Volkspartei!!!!

      a questo punto ci siamo detti tutto, mia cara (e io ho anche capito come mai mi sono appassionato di questa legge roosveltiana appena l’ho incontrata: perché sono di formazione sudtirolese anche io!

      stavo riflettendo (per averne organizzata qualcuna decenni fa per Il manifesto) che quello che sta succedendo su questo blog o su altri simili assomiglia molto ad una delle vecchie “scuole quadri” del tempo in cui la politica era dedizione ad alcune convinzioni disinteressate.

      credo che i soldi dei finanziamenti pubblici ai partiti sarebbero meglio spesi a sostenere i blog ed altri momenti di aggregazione sociale vera.

      sul realismo ti rispondo con più calma serale di là da te…

      quanto al liberarsi, credo che figli e nipoti abbiano ed avranno il loro daffare a liberarsi di noi!!! 🙂 🙂 🙂

    • la proposta di legge è molto semplice e coincide perfettamente con le considerazioni fatte da me nel post: separare l’attività bancaria di sostegno all’economia dalle attività speculative finanziarie.

      per me è la premessa perché chi specula, se sbaglia la sua speculazione ci rimetta i soldi e non li carichi sulla collettività perché ci sono di mezzo le banche che finanziano l’economia.

      certo, le banche avranno qualche difficoltà a sostenersi, senza speculazioni, ma qui forse torna buono il modelllo bancario islamico di cui ci ha parlato fabio. 🙂

  3. Ah la lega!! 😉 quei simpaticoni che usano diamanti…sono un po’ come la panda se non ci fossero non bisognerebbe proprio crearli….cmq a parte aver visto troppo film come “i pirati dei caraibi” direi che una volta tanta non hanno detto una sciocchezza….non è proprio una cosa sensata perchè ciò creerebbe solo la minor esposizione delle banche verso strumenti finanziari complessi ma non disciplina (e quindi indica l’etica) di certi enti finanziari

    Sarebbe stato interessante sentire un leghista che dica che le banche nostrane debbano comportarsi come quelle islamiche

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001425.html

    Non è proprio una manna quella islamica…ma visto i danni che hanno fatto certi banchieri nostrani non è certo malaccio

  4. comincio col farci gli auguri: buona liberazione!
    e poi i miei complimenti per questo post (ma non solo) che non riuscirò a leggermi tutto, compresi tutti i link (come faccio? rischio di affogare)
    però, proprio stamattina leggevo della legge Glass-Steagall, per la quale (garda il caso!) sembra che la lega stia già raccogliendo le firme:
    http://www.movisol.org/12news086.htm
    non vorrei sbagliarmi, quindi controlla. oppure qualcuno l’ha già detto, non so.
    la cosa è ambigua: siccome la propone la lega, non sarebbe giusta, secondo te, voi, noi?
    oppure, siccome ci accorgiamo di essere davvero nella cacca, almeno su qualche punto importante ci accorgiamo di concordare?
    confluire?

    • ma sì, cara rozmilla, liberiamoci, anche se, più che un augurio, sembra una maledizione, doversi continuamente liberare e non avere mai finito di farlo.

      sui link, credo che tu ti riferisca ai ricchissimi commenti di fabio (ma, gliel’ho anche detto: non li ho potuti leggere tutti nemmeno io).

      contento che questo post ti piaccia, naturalmente; la nostra più che vivace discussione mi torna utile, e a breve ne scriverò un altro che ha come sottofondo i nostri scontri ideologici.

      la notizia della raccolta di firme della Lega per una riiproposizione della legge Glass-Steagall è meritoria e, se troverò i banchetti, la firmerò: certo mi chiedo perché debba fare una raccolta di firme e una legge di iniziativa popolare, quando è già in Parlamento e può presentarla lì.

      ma leggo dal tuo commento successivo che questo lo ha già fatto il Partito Democtratico: grazie dell’informazione; le due notizie non sono in contrasto fra loro, perché i Democtratici hanno seguito l’iter parlamentare più ovvio: vedo che hanno sottoscritto la proposta parlamentari di TUTTI I PARTITI, quindi potrebbe essere approvata in un attimo.

      ecco una cosa che sembra saggia, e va benissimo che la condividano tutti, anche se stai sicura che se la proposta andrà avanti non mancherà il D’Alema di turno che con aria di sufficienza ci dirà che non abbiamo capito niente (né noi né Roosevelt).

      io non ho niente in contrario quando la Lega fa qualcosa di sinistra, ho molto di ocntrario solo quando la sinistra fa qualcosa di leghista!!!

      poi è chiaro come il sole, cara rozmilla, che è perché concordiamo QUASI su tutto che ci accapigliamo furiosamente su quel poco che ci separa, come devono fare due “sinistri” doc. 🙂

    • l’impresa non è certo il male assoluto, soprattutto se recupera il senso originario del suo esistere e si muove in un quadro di responsabilità sociale.

      invece il capitalismo è proprio un male assoluto al giorno d’oggi: se lo scopo dell’impresa è la realizzazione di profitti crescenti, intanto la responsabilità sociale di cui sopra diventa una chiacchiera propagandistica, e poi il mito dell’espansione infinita mette a crisi la stessa sopravvivenza umana.

      dovremmo cominciara a guardare a chi predica di uno sviluppo inarrestabile e crescente con lo stesso orrore retroattivo con cui oggi guardiamo a Hitler: anzi, è perfino più pericoloso!

  5. Non è colpa del capitalismo

    Faccio un’analogia semplice…Tu costruisci una casa. E per costruirla impegni del denaro

    Affinchè sia costruita bene devi costruirla a regola d’arte e secondo la legge.

    Se è costruita male (quindi passo all ‘Italia: dal pdv energetico, sociale, legislativo), questi difetti di costruzione sono strutturali

    Qui da noi la crisi ha messo solo sotto il riflettore i difetti di costruzione dell’Italia. E i difetti di costruzione portano delle conseguenze inevitabili per tutti i cittadini

    Se vogliamo uscirne, non dobbiamo trovare capri espiatori (capitalismo) ma soluzioni.

    Le soluzioni sono utilissime.
    I capri espiatori servono solo per poco ma dopo nel lungo periodo sono inutili.

    Che mi serve incolpare il sistema se non sono capace di trovare delle soluzioni che possano tamponare il problema? E’ come dare la colpa all’acqua che entra in una nave: non serve a niente!

    • sono perfettamente d’accordo con quel che dici in conclusione (Che mi serve incolpare il sistema se non sono capace di trovare delle soluzioni che possano tamponare il problema? E’ come dare la colpa all’acqua che entra in una nave: non serve a niente!) e sul piano del metodo cerco di seguire questo principio anche io.

      però qui non stiamo parlando dello specifico della crisi italiana, su cui credo di condividere le tue analisi, per come si sviluppano attraverso i vari commenti, ma della crisi finanziaria globale, ed è giudizio abbastanza diffuso che questa crisi è una crisi generale del capitalismo, paragonabile a quella del comunismo del 1989.

      non me la piglio col sitema capitalistico come scorciatoia ideologica, ma proprio perché se in una barca entra l’acqua la colpa non è del mare, ma della barca, e il capitalismo è una barca che fa acqua, nel concreto non funziona più, è diventato inattuale rispetto al mondo d’oggi: è servito a costruirlo, ma non sa mantenerlo.

      e il problema toccato in questo post è il sistema mondiale; poi c’è anche il problema Italia, ma qui non stiamo parlando di questo aspetto del problema.

  6. Per quanto riguarda il nucleare erano solo 4 centrali. Di cui la più potente era quella di Caorso (con 860 MW). Le altre erano sui 150 MW (max 300). Quindi non è che poi servivano a quel tanto

    in Francia hanno investito meglio nel Nucleare. e oltre ai bwr o pwr hanno anche un reattore FBR, tipo il Super-Phenix (da 1200 MW)

    Cmq quello che è una ciofeca è il reattore Epr, quello che voleva prendere Berlusconi

    Cmq i costi maggiori non sono in entrata ma in uscita dal nucleare (con il decommissioning): quelli hanno dato il la al già scarso sistema energetico italiano

    http://www.opef.it/userfiles/Decommissioning_e_sistemazione_materiali.pdf

    per terminare le attività di decommissioning e arrivare al prato verde dei siti occorrono 4,8 miliardi di euro

    http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/nucleare-italia-alti-costi-decommissioning_4527.html

    Costi che stiamo ancora pagando per la prima stagione del nucleare italiano

  7. Che cosa fa un hedge fund?
    Dovrebbe rendere più liquido, più attraente un mercato o settore.
    Quindi per esempio se un hedge fund che si occupa del settore immobiliare dovrebbe rendere, in via teorica,più competitivo per chiunque farsi un mutuo (e non avere dei mutui esosi come succede in Italia)
    Perchè non hanno funzionato in America? perchè non avevano regole

    Anche un aereo non può fare del male in sè. Ma se va a finire contro delle case, può fare danni
    Anche un auto non può fare male da sola…Ma in un incidente possono farsi del male le persone

    Per questo si adottano soluzioni (come airbags, cinture, etc)

    E’ difficile prevedere il futuro. E trovare soluzioni creative nel momento. Anche a livello psicologico è difficile trovare soluzioni quando sei stressato.

    Un po’ di buonsenso, no???

  8. Credo che il problema tedesco nella Energiewende sia nello stoccaggio d’energia, non tanto nelle rinnovabili. In modo insomma da avere una costante quantità di energia da avere nell’arco delle 24 ore (più o meno come succede negli invasi di regolazione negli impianti idroelettrici ad acqua fluente)

    ci sono sistemi per generare elettricità con la forza di gravità
    http://diegodelmarco.wordpress.com/article/energia-rinnovabile-energia-elettrica-2d87rbqt8epyt-2/

    o dei sistemi di stoccaggio
    http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=10919:germania-30-mld-in-stoccaggio-di-energia&catid=54:enti-locali&Itemid=106

    E’ un mercato in crescita:
    http://www.enel.com/it-IT/media/news/stoccaggio-dellenergia-mercato-in-crescita/p/090027d981a98e41

    • no, io mi riferivo alla legge tedesca che imponeva l’uscita dal nucleare e la chiusura di tutte le centrali atomiche tedesche entro il 2025, termine che poi l’ultimo governo Merkel aveva posticipato al 2035, ma che dopo Fukushima, a parte la chiusura immediata delle centrali più vecchie, è stato anticipato al 2022. http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Germania

      la Merkel è l’unico capo di governo europeo laureato in fisica…

    • però mi pare che l’articolo confermi quel che dicevo: possono raccogliere fondi in Cina, ma non possono operare in Cina; giustamente si parla di “controllatissimo mercato finanziario cinese”.

      quindi ripeto la mia domanda: se può controllarlo la Cina, perché non lo facciamo anche noi??

  9. quello che è strano del capitalismo all’italiana è il ruolo della fondazione bancaria

    più che altro è molto strano…e non so perchè non viene mai trattato

  10. Che post straordinario, ho capito più cose ora rispetto a tante chiacchiere economiche in tv.
    Sei grande..

  11. Booh a me pare che ci siano delle analogie tra l’Italia e la Spagna

    La Spagna ha grandi banche (tipo Santander) e un sistema di piccole industrie (poche multinazionali)
    L’Italia ha grandi banche (Unicredit e Intesa) e un sistema di piccole industrie

    Queste banche devono sostenere l’intero parco industriale

    Se si guarda i titoli della borsa italiana credo che ci siano stati pochi cambiamenti a livello macroindustriale nell’arco di vent’anni
    Se si guarda i titoli della borsa spagnola credo che si vedano nuove società (tipo nell’eolico, nell’abbigliamento)

    Ora guardiamo al Best in Class.
    La Germania ha varie grandi banche (Dresdner, Commerzbank, DB) e un sviluppo di near-banks (che sono dei nuovi istituti finanziari (near-banks, non-banks):

    http://www.tidona.com/pubblicazioni/ottobre01_2.htm

    Se poi guardiamo dal best in class a livello di globalizzazione è l’Austria (secondo il KOF, indice di globalizzazione economica, l’Austria è al 10° posto; la Germania a livello di Globalizzazione economica è al 41°…) ed uno, l’Austria, che ha approfittato di più dell’Euro

    http://www.mrglobalization.com/globalisation/292-measuring-globalization

    http://www.welt.de/wirtschaft/article13806244/Oesterreich-profitiert-am-meisten-vom-Euro.html

    Quindi da un pdv storico credo che il sistema finanziario tedesco si discosti in maniera amplia da quello italiano o spagnolo

    Quello italiano, credo, è protocapitalista (con due banche grandi che nello stesso tempo devono sostenere troppe aziende e arrivare ai criteri di basilea)

    Perchè la finanza non è altro quella materia che studia i flussi finanziari

    Una società come quelle primitive non aveva la finanza
    Una società come quella dei Medici di Firenze aveva un livello diverso di finanza

    Quindi la Finanza serve ed è utile. Non si può dire che diminuisca ma deve avere le sue regole. E questa crisi ha messo solo in evidenza i lati negativi di questo sistema.

    E’ la stessa storia del Titanic: non si decide di chiudere le navi e di andare in aereo. Si decide di costruire transatlantici migliori e più sicuri

    Purtroppo qui in Italia alle volte abbiamo paura di certe cose: come dopo l’incidente di Seveso o dopo Chernobil (stiamo pagando per il decommissioning delle nostre centrali nucleari che tra l’altro hanno avuto con il senno del poi un costo insostenibile)

    Insomma di errori ne abbiamo fatti troppi

    Per quanto riguarda il sapere, sono un ignorante. Mi rendo conto di non sapere…Quindi siamo sulla stessa barca (speriamo di non essere sul titanic 😉 )

    • la mia domanda sulla Spagna non era polemica, ma era proprio fatta avere dei chiarimenti che adesso mi hai dato.

      il sistema bancario tedesco si discosta certamente da quello italiano: per la comodità e i servizi migliori, e per i costi minori.

      a occhio mi sembra che le banche siano ancora più concentrate di quelle italiane: di quelle che citi, due, la Dresdner e la Commerzbank, si sono fuse e, mentre in Italia ci sono sportelli bancari dappertutto; in Germania invece le filiali bancarie sono abbastanza rare, anche se poi con molto più personale ciascuna.

      quanto alla tua obiezione e al tuo invito a costruire un sistema finanziario più sicuro, non mi pre il momento più adatto per farlo, considerando che le speculazioni finanziarie stanno tirando a picco il mondo: però vorrei farti una domanda: qual’è l’utilità sociale specifica della finanza speculativa?

      che danni deriverebbero alla società nel suo insieme dalla proibizione di speculazioni finanziarie?

      in Cina non sono ammesse, ad esempio, e non mi pare che l’economia se la passi troppo male.

      – sul nucleare, forse per la mia esperienza tedesca, non sono affatto d’accordo con te; l’uscita dal nucleare si è rivelata costosa non come scelta in sé, ma per la generale debolezza strutturale del campo dell’energia in Italia…

  12. A me pare che siamo nella stessa situazione della Spagna con l’oro e con l’argento…Solo che al posto dell’oro e dell’argento abbiamo la quaestio del debito e delle banche troppo grosse (come Santander in Spagna) con un sistema industriale quasi inesistente….In pratica stiamo guardando al dito e non guardiamo la luna.

    Il problema dell’italia non è congiunturale ma sistemico…Quindi non è colpa del capitalismo…

    • commento conclusivo poco chiaro: noi italiani o noi europei? che c’entra la banca Santander con l’Italia??

      e perché se il problema è sistemico, la colpa non è del capitalismo? il capitalismo non è forse un sistema?

      conclusione delle conclusioni: mi ha già messo in crisi una volta come blogger leggere il tuo blog, mi sono sentito allo stesso tempo inutile e ridicolo… 😉

  13. E tanto per spezzare una lancia a favore di VW, Volkswagen Financial Services ha usufruito dei soldi messi a disposizione della BCE

    http://www.blitzquotidiano.it/economia/volkswagen-bce-sussidi-auto-banche-1161656/

    Fiat non ha potuto partecipare all’asta Bce a tre anni
    per motivi tecnici

    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201203020848131487&chkAgenzie=PMFNW&titolo=Fiat:%20esclusa%20da%20asta%20Bce%20per%20motivi%20tecnici%20e%20poco%20collaterale%20(MF)

    Semplicemente la Fiat non ha una gestione aziendale chiara

    • aspetta, la prima è una storia un pochino diversa, hai fatto affiorare dei ricordi liceali, la famosa crisi dei prezzi in Spagna, dovuta all’oro degli Incas… 🙂

      però qui di futures veri e propri non se ne vedono…

      e anche la rilettura poco tucididea in chiave economica moderna del furto pericleo del Tesoro di Delo, ci riporta ai default degli stati, di cui le città stato greche di allora dettero il primo assaggio, ma senza che vi fosse una vera e propria speculazione finanziaria.

    • ok, e questi sono i link alla Goldmann Sachs, gusto per restare nel tema del link n. 2 del tuo commento precedente…, quello che presenta un quadro allucinante, per intenderci…

  14. Da un pdv storico – da un punto di vista storico – i contratti sottoposti all’epoca erano dei cugini di lontano grado dei futures, ed in particolar modo più precisamente sono degli antesignani dei commodity futures. Quindi più che economico è qualcosa che è relativo alla finanza e al mondo della borsa

    http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/la-crisi-dei-tulipani-olandesi/

    Se volessimo essere superficiali, potremmo dire che sono degli strumenti similari. Ma non è vero. Ora si è cercato di dare delle regole al sistema finanziario. Purtroppo ci sono due fenomeni da non trascurare che hanno portato alla crisi:

    1. l’abolizione della legge bancaria Glass-Steagall (che prevede la distinzione tra investment bank e banca commerciale. Legge cambiata da Clinton negli anni 90
    http://it.wikipedia.org/wiki/Glass-Steagall_Act

    2. l’uso di dark pools of liquidity
    http://www.vip.it/il-pozzo-nero-della-economia-le-dark-pool-la-follia-di-piattaforme-in-cui-si-tratta-in-forma-anonima/
    Una delle maggiori Dark Pool è SigmaX di Goldman Sachs

    3. e quindi l’uso di mercati secondari

    4. l’uso di sistemi informatizzati talmente efficienti da notare singole variazioni di mercato (sistemi di trading automatico ad alta frequenza)
    http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista20.nsf/servnavig/17

    Per esempio James Harris Simons era un matematico del Mit che ha fondato la Simons Renaissance Technologies Corporation.

    http://it.wikipedia.org/wiki/James_Harris_Simons

    Gli hedge funds sono quelli cmq che arrivano prima delle banche e prendono le primizie (quello che io e te prenderemo come ultimi pezzi di scarto)

    E per fare soldi ha usato software capaci di adattarsi ad un contesto estremamente dinamico. E affinchè siano talmente abituati al contesto Simons ha chiamato i migliori biologi e informatici

    http://www.businessweek.com/news/2012-01-25/renaissance-starts-first-hedge-fund-in-five-years-trading-stocks.html

    io, se dovessi andare contro gli equity fund, mi muoverei contro gli equity funds tipo Cerberus
    Cerberus Capital Management è uno di quei hedge funds specializzati nel spolpare aziende, prendere il filetto e lasciare pelle e ossa

    http://www.rassegna.it/articoli/2009/05/22/47487/la-fiat-tra-disoccupazione-e-riconversione

    Io non andrei molto contro le banche di investimento ma contro gli hedge funds che muovono cifre imponenti di denaro in mercati anche secondari e contro quelli di private equity che si specializzano come avvoltoi nel recuperare aziende:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Private_equity

    Per esempio la Ducati doveva essere salvata da Investindustrial, un private equity fund (tra l’altro uno dei migliori private equity in Italia)

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-02-13/ducati-vendita-anni-costruttore-091949.shtml?uuid=Aa90Q3qE

    Ora è stata comprata da Audi. E tutto ciò che è Ducati rientrerà nella supply chain di VW

    Definizione di Supply Chain:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Gestione_della_catena_di_distribuzione

    http://www.ihs.com/products/global-insight/industry-economic-report.aspx?id=1065966721

    http://www.thetruthaboutcars.com/2012/04/ducati-worth-slightly-more-than-instagram/

    Ora quello che sarà duro per VW è introdurlo nella sua supply chain

    Cmq finora questa è stata la filosofia nella supply chain di ducati:
    http://economia.unipr.it/mktg/Bocconcelli%20Trieste-Sessione%202-Business%20Marketing.pdf

    e questo farà in modo a Piech di scontrarsi contro BMW Motorrad

    Cmq ora la nuova filosofia ducati dovrà rientrare nel Brand Management di VW

    P.S: da un pdv storico le agenzie di rating sono nate in Francia

    http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/959?url=abf497b1e70ddfe3aaa55eefea1cd5a4

    E stranamente mai si parla di Egan Jones ratings, quella che aveva declassato la Lehman prima della crisi

    http://www.forbes.com/sites/afontevecchia/2012/01/18/time-to-cut-germanys-credit-rating-egan-jones-downgrades-to-aa/

    Cmq se vuoi sapere qualcosa sul mondo della finanza c’è il blog Zerohedge

    Il discorso è complesso..Quindi è difficile fare una distinzione tra buoni e cattivi è difficile

    • wow, sono senza fiato!

      naturalmente non sono nenache riuscito ad aprire tutti i link, mi ci sarebbe voluta una settimana di studi.

      ma mi è anche sorta la curiosità di conoscere il tuo metodo di archiviazione delle fonti, che fa prodigi anche sul tuo blog: si direbbe che tu abbia in forma elettronica uno di quei vecchi schedari blibliografici che si organizzavano una volta per le tesi di laurea… 🙂

      nel merito, permetti ad un incompente di dire il suo punto di vista: qui non si tratta di distinguere fra buoni e cattivi, perché, perdonami, sono “cattivi” tutti; rischio di fare la figura di un paleoleninista, ma attività di questo tipo andrebbero sicuramente proibite in blocco.

      è particolarmente impressionante quel che sta scritto nel link numero 2: è evidente che oramai queste istituzioni finanziarie sono più potenti dei singoli stati stessi, e si potrebbe anche pensare che il tentativo di salvataggio in corso cerchi di evitare appunto l’unica vera soluzione che è quella, per me, di cui ho parlato qui: lasciare che gli speculatori si affossino da soli.

      però, dopo tutta questa tua esibizione di sconfinato sapere, mi sento soltanto un povero populista rozzoe e sbrigativo.

      però, scusa, se non ci andiamo così, “verso un mondo nuovo”, che è il titolo del tuo blog, come altro ci andiamo?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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