216. che cosa significa uscire dall’euro.

Der Spiegel di ieri descrive (Spiegel, economia, socialità) i quattro scenari per la crisi dell’euro definiti da uno studio dell’HWWI (Hamburgische Weltwirtschaftsinstitut, Istituto Amburghese per l’Economia  Mondiale) e del PwC, la società di consulenza Pricewaterhouse Coopers.

mi soffermo subito sull’ultimo: che singoli stati dell’eurozona abbandonino l’euro per tornare alle loro monete nazionali, lasciando sopravvivere l’euro solo nelle zone economicamente più forti dell’Unione Europea, oppure che l’euro crolli completamente; ma in realtà, come si vedrà, si tratta della stessa ipotesi.

lo faccio partendo di nuovo dal fondo, cioè dalla domanda: quanto è relistico questo scenario?

è uno scenario possibile, secondo loro (per non dire altamente probabile, aggiungo io con nessun’altra autorità per dirlo che la mia palese mancanza di autorità, che rende la mia affermazione inoffensiva, mentre se lo dicessero loro sarebbe una spinta potente proprio per la prevalenza di questo scenario sugli altri tre).

Dopo la Grecia, la crisi ha attaccato sempre più paesi, la fiducia dei mercati ha sempre continuato a sprofondare.

Intanto la Banca Centrale Europea deve comperare intensamente i titoli di stato italiani, per proteggere quello stato superindebitato, e perfino la Francia, la seconda economia dell’eurozona, è stata abbassata nel suo livello di credibilità dalle agenzie di rating.

Ma se a grandi economie come l’Italia non riesce più di finanziare i propri debiti, nessun ombrello protettivo potrebbe più impedire il crollo dell’eurozona.

ho tradotto facendo volutamente un errore: lo studio presenta questo scenario come ipotesi (evidentemente è di qualche tempo fa), io l’ho presentata come realtà: certo il declassamento della Francia non c’è stato ancora (a differenza di quanto appena scritto), ma siccome esso sarà certo, dopo il secondo turno delle elezioni presidenziali, se verrà eletto Hollande, verso il quale “i mercati esprimeranno tutto il loro sgradimento”, mi è sembrato logico usare l’indicativo, ma avverto i lettori.

* * *

ed ecco le conseguenze di un’uscita dall’euro, secondo questo studio:

Già solo l’uscita dall’euro di uno stato come la Grecia avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

I crediti verso quel paese avrebbero dovuto essere subito cancellati.

Le garanzie date dagli altri paesi dell’Unione Europea sui debiti della Grecia nel quadro dei pacchetti di salvataggio, sarebbero state annullate.

Questo avrebbe appesantito enormemente le economie dei paesi creditori.

Anche le banche avrebbero dovuto togliere dai loro bilanci somme elevate, molte sarebbero state minacciate dal fallimento.

La speculazione si sarebbe rivolta all’uscita di altri stati dall’eurozona: la quale è minacciata dal crollo completo.

* * *

la prima domanda che mi viene da pormi: ma allora, se l’uscita dall’euro azzera il debito, perché non farla? hanno forse ragione la Lega, Beppe Grillo, il fantaeconomista Barnard che la propongono, gli elettori delle destre tutte europee che odiano l’euro e vogliono tornare alle loro monete nazionali?

se basta solo questo per dire ai creditori “marameo, non ti pago più”, perché non farlo?

per due motivi, essenzialmente, entrambi ignorati, pur nella loro semplicità, da chi fa queste proposte che sembrano così semplici, e in questo senso sono populistiche:

il primo è che siamo tutti a nostra volta creditori nel mondo globalizzato: i titoli di stato greci, o italiani, o francesi o spagnoli, sono anche nelle nostre banche; e dunque cancellare i nostri crediti significa che altri cancelleranno i nostri, e il bilancio finale è più o meno nullo, ma con una catastrofe economico-finanziaria di mezzo.

il secondo, e ancora più importante, è che di quei  crediti noi abbiamo ancora bisogno: l’abitudine a vivere al di sopra dei nostri mezzi non è finita; o meglio, anche se il nostro bilancio ha in realtà un avanzo primario, cioè in questo momento noi siamo in deficit solo per gli interessi che paghiamo, tuttavia dal punto di vista della liquidità ci mancano somme enormi per sopravvivere alla giornata.

siamo come una famiglia economa, che mette da parte qualche cosa ogni mese sullo stipendio, ma qualche anno fa ha ceduto l’80% dello stipendio agli strozzini, e dunque non ha i soldi per arrivare alla fine del mese.

è questo che rende improponibile la soluzione falso-nazionalistica del ritorno alla lira (a parte altre considerazioni più generali): non ci si salva da soli, fuori da un quadro globale; e soprattutto se ci si chiama Italia.

nazionalismo italiano! una vera barzelletta…

* * *

a questo punto bisogna tornare a scenari generali, europei o forse mondiali, e ragionare su questi.

mica mi sfugge, e non credo sfugga neppure a chi mi legge, che questi studi sono fatti dal punto di vista di quegli investitori finanziari che detengono i crediti, di queste potenze che superano di gran lunga la potenza economica di un medio stato come l’Italia, di questi nuovi feudi antidemocratici cresciuti alle nostre spalle e a nostra insaputa, mentre noi eravamo beatamente occupati a spendere al di sopra delle nostre forze, indebitandoci con loro.

sono loro che controllano in realtà la finanza mondiale: ed è chiaro che, se la massa dei derivati è pari da tre a sette volte la ricchezza reale, cioè il valore, del pianeta terra, sono loro che dirigono le danze delle nostre vite.

è dunque perfettamente inutile agitarsi contro i governi che ne sono succubi, se non andiamo a cogliere dove stanno le radici del male e non troviamo un modo per liberarci di loro: finché esisterà una finanza con una potenza simile, qualunque governo che non sia rivoluzionario dovrà cercare di entrare a patti con loro, e dunque perseguirà una politica economica volta a salvarli.

* * *

le radici del male: la massa enorme del potere finanziario, così enorme che non corrisponde neppure più a valori reali!

ecco il punto, ecco il punto: i fondi che i grandi speculatori internazionali ci prestano NON SONO REALI, non corrispondono a nessun valore reale.

siamo entrati nel mondo della finanza virtuale; siamo indebitati con persone che ci prestano a loro volta i loro futures, che ci fanno credito sulle loro speranze di guadagno.

questo enorme castello di carte si tiene in piedi come una specie di grande allucinazione collettiva: noi lasciamo alle grandi finanziarie di prestarci la moneta del domani, che ancora non esiste.

e se andassimo, tutti insieme, a vedere il bluff?

se cancellassimo dall’oggi al domani la moneta, ogni moneta?

se chiudessimo i grandi grattacieli della finanza, mandassimo a casa gli yuppies che ci lavorano, cancellassimo le liquidazioni miliardarie in euro e le pensioni da nababbi dei manager, garantendo a tutti soltanto una pensione minima garantita, se svuotassimo le banche?

se riscoprissimo il grande anno sabbatico degli ebrei antichi che ogni 50 anni cancellavano tutti i debiti e ricominciavano da capo?

e cancella a noi i nostri debiti, Singore, come noi li cancelliamo ai nostri debitori…

* * *

signori, da domani siamo tutti eguali, o quasi: nessuno ha più soldi in banca, nessuno deve più niente a nessuno; da domani inizia una nuova moneta, l’Utopia, e ogni cento Utopie fanno un Futuro Luminoso, d’accordo?

le vecchie monete non valgono più niente, debiti e crediti sono cancellati per tutti, che ognuno si ricrei una ricchezza come può, se ci riesce.

beh, mica male come conclusione per un post contro il populismo, vero?

ma, se populismo occorre, allora occorre non meno populismo, ma più populismo: un populismo internazionale.

un populismo che ha un nome antico, che assomiglia (volendo) a comunismo.

ma se questo è invece solo un sogno pericoloso, allora qui dobbiamo stare, dentro questo euro maledetto che sta crollando e sotto il tallone della finanza mondiale, che però dobbiamo almeno cercando di limitare, facendo piccoli passi misurati per tagliarle le ali senza far crollare tutto.

* * *

ah, dimenticavo, e gli altri tre scenari quali sono?

1. gli stati europei riescono a controllare i loro debiti

2. vengono introdotti gli eurobond

3. viene creato un governo economico europeo

la terza via d’uscita è quella giusta, a parer mio: anche perché non esclude del tutto neppure la quarta, cioè la lotta alla finanza mondiale.

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16 risposte a “216. che cosa significa uscire dall’euro.

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  3. ringrazio per il tu, e iniziamo dalle potenze…

    all’islam non ci credo, troppo assolutista e razzista nei nostri confronti, intendo sia da un punto di vista religioso che non..

    i cinesi sono un popolo molto chiuso e conscio che oggi e forse domani potranno fare quello che vogliono, hanno capitali illimitati, e i russi se vogliono avere un ruolo dovranno stare con l’europa (x europa intendevo anche tutti i paesi dell’est),

    gli americani sono individualisti ma non sciocchi, facile che si alleano con l’europa x contrastare l’asia…

    e questo è lo scenario secondo me ma a parte questo il popolo, intendo come popolo spicciolo?

    e arriviamo al punto… giusta la tua idea di combattere la finanza…

    come? credo e aspetto la tua proposta, che la possiamo combattere facendo crollare il sistema economico? tornando indietro di 50 anni? risparmio energetico? fai da te nella produzione del fabbisogno?

    credo che finchè ci danno bastone e carota non avremo mai né la forza né la coscienza di alzare la testa

    • condivido molto da vicino il tuo pessimismo finale, ed è per questo che in fondo mi accontento di un blog.

      sulle risposte alla crisi, giustamente c’è da differenziare tra proposte di politica economico-finanziaria immediata (di cui ad esempio ho discusso a lungo con afo nell’altro post che tu hai letto, oltre che in altri (se scegli come categoria da consultare dei miei post “crisi economica mondiale” li troverai tutti).

      e politica economico-produttiva a più lungo raggio: qui a mio parere occorre creare i presupposti di una politica corretta, ma non si possono indicare campi particolari, che restano affidati alla libera ricerca degli scienziati: occorre determinare un forte livellamento dei redditi, per evitare che la ricerca si sviluppi nella direzione degli iperconsumi di lusso e lavori invece in direzione di soluzioni più economiche ed efficienti: tassare fortemente le emissioni di gas serra avrebbe la stessa funzione di indirizzare la ricerca verso altri settori, come quello della libera circolazione di informazioni e della razionalizzazione dei consumi.

  4. anarchia..tutto esatto, scrivo anarkia perchè mi identifico nel k..una cosa personale, scusatemi se lo uso; per le 3 potenze intendo in un senso generale america, europa, asia e un problema sarà anche la questione religiosa, l’africa non voletemene ma è oltremodo arretrata e ci resterà perchè lo vogliono i potenti..mi troverei d’accordo con Lei nella presa di coscienza se fossimo un popolo intelligente, ma credo che la massa sia stata (intelligentemente da anni) imbottita di “gadget” tanto da perdere ogni cognizione, non esistono idee, spinte culturali, nuove forme…tutto che potrebbe portare a una presa di coscienza e invece troviamo solo un nulla, ecco perchè penso (tralasciando il terrorismo che non fa parte certamente delle nostre idee) che solo un completo e radicale stravolgimento, un ritorno alle origini, possa far nascere un popolo nuovo…certamente con un prezzo alto da pagare

    • un ritorno alle origini, una negazione del principio che c’è stato: è proprio il significato della parola greca antica anarchia.

      e non mi spaventa affatto, solo vorrei dire qualcosa di senile sul tema: fa parte della giovinezza la convinzione e perfino l’esigenza che tutto il mondo ricominci da capo;questo bisogno è come la carta di identità con la quale la nuova generazione presenta le sue credenziali al mondo e si prepara a scalzare le precedenti.

      però, visto un paio di generazioni più tardi, tutto questo appare come un grande inganno, un ciclo obbligato dell’esistenza.

      perché non è affatto vero che si può ricominciare tutto da capo, e arrivare davanti ad un problema e dire che non c’è altra soluzione che ricominciare tutto da capo è quasi sempre come dire che il problema non ha nessuna soluzione, oppure che noi non l’abbiamo trovata.

      del resto anche dire che occorre favorire una presa di coscienza – comprendo bene le tue critiche – fa lo stesso effetto, cioè non appare come una vera soluzione.

      ma a proposito, non mi pare opportuno che tu usi del Lei verso di me.

      Europa ed America come due delle tre potenze del futuro?

      come scrivevo, forse in modo poco chiaro, solo aggregando nella sua orbita Russia, Africa ed Islam, l’Europa potrebbe riuscire a diventare davvero una potenza mondiale; ma al momento la Russia è piuttosto attratta dalla Cina (vedi qui, per esempio: https://bortocal.wordpress.com/2012/06/08/289-linizio-della-quarta-guerra-mondiale/) e la potenza del polo asiatico è tale da costringere America ed Europa a restare unite se vogliono avere speranza di potersi contrapporre.

  5. personalmente credo che l’anarckia sia una ottima soluzione, il caos genera ordine, ma penso che la terza soluzione prospettata sia quello che i governi ci stanno preparando, un governo unico, un nucleo di ricchi signori e un popolo di pecore lavoratrici, ci saranno 3 potenze nel mondo (fino a quando non si faranno la guerra) e l’africa sarà usata come serbatorio di manovalanza e deposito spazzatura.Il problema, visto che piu il tempo passa e piu siamo controllati, sarà di creare un vero movimento x combattere la finanza; a oggi quello che si legge comprese le nuove br è solo opera propagandistica governativa.

    • ho approvato questo commento con una certa perplessità, dati i tempi.

      la parola anarchia – che si deve scrivere col ch perchè deriva dalla negazione in greco antico dell’arché, che prima ancora di essere un principio di autorità è il principio vero e proprio nel senso anche di inizio, e dunque rappresenta una rottura con ogni tradizione e un nuovo inizio, tema accennato anche nel post – sta ad indicare una tradizione culturale rispettabilissima, ma ha finito col trovarsi coinvolta in gesti sanguinari esemplari e oggi in Italia in azioni terroristiche: è un vero peccato, perchè l’anarchia terroristica di oggi è la negazione stessa del princicpio filosofico del’anarchia, dato che il terrorista per definizione col suo gesto instaura un nuovo potere.

      le tre potenze del mondo quali sarebbero? lasciando stare Orwell ‘anarchico, che ne prevedeva due, oggi se ne intravvedono diverse: USA, Europa, Russia, Giappone, Cina, India, islam, Africa, Sud-America, e siamo a nove; l’Africa fra queste è la più debole, ma è impossibile che non trovi alla fine una sua strada sotto la guida del Sud Africa…

      se si dovesse cercare di restringere il campo, l’Europa dovrebbe riuscire a riunificare nella sua orbita Russia, Africa ed Islam, la Cina il Giappone e l’India, gli USA l’America del Sud, anche se sembera improbabile e forse questa potrebbe trovare un’alleanza con l’Africa o con l’Europa; quindi i poli resterebbero pur sempre tre o quattro.

      credo che il modo migliore di combattere la finanza sia di creare non un qualche ambiguo “movimento”, che in fondo vedo già, ma una presa di coscienza diffusa…

  6. essere aggiornata mi piace,ma,ragazzi tutto questo e’ apocalittico,c’e’ una alternativa per poter dare un futuro ad una mamma novantenne ed a una sorella disabile !!!!!!

    • aahh, passi per la sorella disabile, ma un futuro per la madre novantenne? non basta un presente?

      ok, mi ricompongo: sopravviveremo a tutto, anche la vecchia adorata mamma…

  7. Com’è che mi ero perso questo post? mah….
    Giuste le considerazioni sull’uscita dall’Euro e la cancellazione dei debiti, cui aggiungo quella molto più scontata che tale legame non è così immediato: i debiti sarebbero convertiti in valuta nazionale, più convenienti nell’immediato ma molto meno garantiti e quindi immediatamente più costosi come interessi….

    “Stati becchini si sé stessi” aveva scritto Marx… bhè, ci aveva preso!

    Ricominciare da capo….bella proposta! Però non mi farai mica tornare a scuola???? Non credo che reggerei!
    Battute a parte, l’idea è affascinante. Ma non mi pare affatto realizzabile, e credo che tu lo sappia benissimo.
    Vedere il bluff è necessario e credo ancora possibile, resta tutto da pensare come.

    Comunque anche la Zeit ancora qualche mese fa aveva fatto un articolo simile (senza HWWI) e precisando che lo scenario di uscita dall’Euro sarebbe stato catastrofico…

    • e io com’è che mi ero perso questo commento?

      per la verità no, non me lo ero perso, appartiene ai giorni senza connessione e di disintossicazione provvisoria dal blog…

      ora rieccomi col mio vizio, dopo vaere anche ripreso a mangiare cioccolata, nonostante il divieto dei medici… :)- della cioccolata, mica del blog, che non mi vietano semplicmente perché mi guardo bene dall’informarli che eisste, suppongo… 😉

      hai perfettamente ragione tu di dire che una Grecia che passa alla dracma non cancella per ciò stesso il debito, ma lo riconverte in dracme.

      con due effetti catastrofici concomitanti, però: che la svalutazione immediata e massiccia della dracma moltiplicherebbe il debito greco per tre o quattro volte rispetto ai greci; e certo a quel punto gli converrebbe un azzeramento, cioè un pieno e totale fallimento, per impossibilità di pagare; e poi che a quel punto sarebbe del tutto impossibile ricevere altri prestiti dalla finanza mondiale, e dunque i greci dovrebbero provare a sopravvivere contando solamente sui loro mezzi interni e col tenore di vita adeguato a quel che producono.

      va detto che questo scenario non sarebbe invece impossibile per l’Italia (e dunque discorsi di eventuale azzeramento del debito pubblico italiano non sono affatto utopia), perché l’Italia ha un avanzo primario, cioè il bilancio statale è unicamente dovuto agli interessi sui debiti contratti in passato che l’Italia sta pagando, ma se domani mattina l’Italia decidesse di fare default e di contare solo sulle sue forze da questo momento in poi potrebbe anche farcela in linea puramente teorica, perchè non avrebbe bisogno di indebitarsi ulteriormente per mantenere i livelli di spesa pubblica attuale.

      ciò che rende irrealizzabile oggi questo scenario è che l’uscita dell’Italia dall’euro determinerebbe un crollo dell’euro e dunque scenari economici da post guerra mondiale assolutamente imprevedibili e probabilmente disastrosi a livello mondiale e dunque anche per noi stessi.

      • Mai abbandonare la cioccolata!! Mai!

        Concordo con le tue conclusioni: in realtà l’Italia potrebbe tranquillamente farcela, se avesse appena un pò di respiro dai mercati internazionali.
        Ma la sua uscita dall’Euro ne segnerebbe la fine: sancirebbe che il tentativo è stato per una moneta di carta senza alcuna tutela fiscale e reale. E segnerebbe al contempo la fine del progetto europeo, ecco perchè è impensabile.
        In realtà, assistiamo di nuovo allo scontro fra Euro “locomotiva” ed Euro “cappello” dell’integrazione: come nel ’92, la Francia vuole la prima e la Germania la seconda. Ma, al punto in cui siamo, se non tiriamo avanti crolla tutto. Ed è meglio farlo in fretta.

        Però non mi hai risposto sul costo del pane in utopie…. 😉

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