la verità quantistica. [borforismi 45]

15 Maggio 2012 martedì 17:28

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una menzogna si scopre anche con un occhio solo, ma due occhi da soli non bastano a trovare una verità.

* * *

che un uomo solo possa arrivare alla verità è un’illusione o megalomane o succube.

tanto è vero che, dove la follia collettiva esige che lo si creda, trasforma quest’uomo in un essere in diversi modi divino.

a maggior ragione si deve dubitare che la verità possa essere la conquista di menti in gruppo, che aggiungono ai limiti di una mente sola le dissonanze e le disarmonie di un concorso plurimo di voci.

insomma, dove il singolo è interdetto dal raggiungimento della verità, a maggior ragione ne è escluso chi la cerca col sussidio di altri.

* * *

però non mi riferisco alla abusata Verità delle iniziali maiuscole; è delle verità da niente che parlo qui, per dire che neppure loro esistono.

* * *

tutto questo però è molto meno drammatico di quel che sembra, se si riflette alla natura semplicemente probabilistica di ogni anche piccolissima verità.

solo nel rozzo modo di pensare dualistico della premodernità il falso è il contrario del vero.

in quel piccolo mondo antico di favole chi scopriva una menzogna aveva per ciò stesso compiuto un piccolo passo avanti sulla faticosa strada delle verità.

ma invece, quante menzogne occorrebbe scoprire per arrivare a definire anche una sola piccola verità?

una verità è impossibile, perché sarebbe il contrario non di una menzogna sola, ma di infinite.

ma una verità non è il contrario di una menzogna, è solo una sua oscillazione probabilistica, che si colloca in qualche punto basso del percorso che congiunge il meno probabile al possibile.

* * *

veramente, all’inizio avevo pensato di scrivere il contrario: e cioè che la menzogna va vista solo come una variazione soggettiva della verità.

ma poi mi sono reso conto che la frase non era abbastanza nichilista e grondava ottimismo da ogni parte.

* * *

molto meglio così: in un mondo dove esistono solo diverse forme di menzogna, la verità è soltanto una menzogna un po’ meno improbabile di altre.

questo giustifica, in fondo, che ciascuno dica la sua piccola non verità e porti il suo piccolo contributo all’elogio universale della follia.

22 risposte a “la verità quantistica. [borforismi 45]

  1. cos’è tutta questa fregola di trovare la Verità?
    è come il santo graal, non esiste, consolati
    e poi, sai che noia, dopo, avere la Verità in tasca, e avere sempre ragione…
    😉

    • carissima lettrice troppo seria: i miei conti con la Verità li ho fatti da tempo, credo assieme a te, perché condivido quel che dici: semplicemente non esiste.

      ma la scoperta di questi 15 giorni di silenzio è che non esiste neppure nessuna verità minuscola, nel senso che diamo alla parola.

      è delle verità da niente che parlo qui, per dire che neppure loro esistono.

      provo a correggere qualcosa per essere più chiaro.

      grazie dell’attenzione, blogger di un blog immaginario…

  2. In tutto sto casino ci siamo scordati di una verità che fa silenzio e vince la scommessa proprio perché, mentre le menzogne parlano di massimi sistemi, lei, zitta zitta, va dove deve andare. E non vuole il nome di verità, né di certezza. Non so darle un nome, forse è semplicemente vita spogliata di ogni distorsione soggettiva.

    Ma se posso permettermi un consiglio, per quanto grande sia il fascino del nichilismo, cerchiamo di non metterci il paio di occhiali che ci fa comodo e facciamo arrivare la realtà agli occhi prima dell’idea.

    Ecco, realtà. Se la verità è una chimera, lo è perché è un’invenzione degli uomini. La realtà è un’altra cosa.

    • Hai ragione, ma le persone che amano sottrarsi alla realtà questo tuo enunciato lo faranno a pezzi travisando quel che dice bortocal, che parla d‘altro e ha ragione, in parte, pure lui.

      • no no, intesomale: non sarà possibile fare a pezzi bortocal più di quanto lo sia già né travisarlo, a partire dalle acute osservazioni di uovadigatto, perché diciamo cose solo in parte simili.

        • Non volevo creare un -ismo, ma per esprimere un’opinione è inevitabile.
          Oh cercato semplicemente di catturare un’impressione. Se c’è anche solo una parte di voi (nichilisti irrecuperabili =) ) che dal fondo dei vostri massimi sistemi si affaccia e dice “perché no?” seguitela e fate una prova. Il mio voleva essere un invito.
          Che poi anche questa sia in parte un’illusione, chi lo sa.
          Di sicuro non si regge su una definizione.

          • la replica ha reso più chiaro il concetto e più evidente la convergenza sostanziale degli atteggiamenti.

            perché un nichilista irrecuperabile è un nichilista assolutista, acritico e fanatico, mentre “noi” (io e chi?) siamo invece dei nichilisti relativisti, che usano il nichilismo semplicmente come strumento per contrastare i fanatismi, ma non per per distruggere i valori.

            la distruzione dei falsi valori dei fanatici serve anzi, in tutta modestia, a cercare di dare più rilievo (almeno nelle intenzioni mie) ai valori veri dell’umanità condivisa e sociale.

            per questo accolgo ben volentieri il tuo invito, anzi credo di praticarlo già da tutta una vita… 🙂

            ciao.

    • questo commento prende e sorprende.

      mi piace la critica del nichilismo, un +ismo anche lui, e la proposta di un ultranichilismo che si chiama semplicemente realismo.

      mi convince meno però l’idea, che potrebbe esservi sottintesa, che la realtà sia reale…

      ma leggiti il commento di rozmilla, qui sotto: la realtà è solo un altro tipo di menzogna…

  3. Qui si impone un discorso di meccanica quantistica e di studio del cosidetto “spazio delle fasi”… a tal proposito c’è un bellissimo libro (recentemente pubblicato) di Roger Penrose, intitolato “Dal Big Bang all’eternità” (Cycles of Time), Rizzoli, Milano, 2011. Quel libro è solo un piccolo condensato del libro (molto più grosso) scritto in precedenza, intitolato “La strada che porta alla realtà” (The Road to Reality: A Complete Guide to the Laws of the Universe), Rizzoli, Milano, 2005. Ho i due libri e non sono ancora riuscito a finire di leggerli, sono dei mattoni micidiali però l’argomento mi interessa da pazzi. Durante le vacanze voglio leggere più che posso.

    • caro Michele,
      ricevere in un commento una bibliografia per approfondire il tema è veramente una cosa sfiziosa: credo che correrò a comperarmi questi due libri.
      e poi che ne dici di continuare a scambiarci le opinioni sul tema?
      l’altra sera mi sono anche visto un intero pezzo teatrale veramente straordinario sulla fisica quantistica…
      purtroppo era messo in scena da un gruppo di studenti, non da una compagnia vera e propria, e non girerà troppo, ma è un vero peccato.

  4. Il paradosso, Mauro, è che (secondo me) anche quando scrivi che la verità non esiste (neppure le verità da niente esistono), lo scrivi supponendo di dire la verità, a meno che anche questa che tu scrivi sia una menzogna. Ma se fosse una menzogna allora sarebbe vero il contrario, più o meno.
    Quindi forse tutti noi la cerchiamo, anche quando diciamo che non esiste. Una contraddizione.

    Certo è che la verità è una parola grossa, e forse ne possiamo parlare giusto “attorno”.
    Mi piace molto il commento di uovadigatto, quando dice che la realtà è un’altra cosa.
    ciao
    milena

    • eh sì: siamo nel pieno del paradosso del cretese, quello che diceva che tutti i cretesi mentono sempre ed era impossibile stabilire se stava mentendo dicendo così oppure dicendo la verità.

      già questo paradosso avrebbe dovuto semplicemente liberarci o del concetto di verità o del concetto di sempre.

      però, a meglio guardare, il paradosso stabilisce una connessione stretta appunto fra il concetto di verità e il concetto di sempre: è impossibile dire “sempre”, quindi è impossibile parlare di verità.

      dicendo che la verità non esiste stiamo però cercando ancora di dire una verità?

      dipende: la critica sarebbe mortale: forse stiamo soltanto cercando di esprimere la nostra depressione e il blog ci serve da terapia?

      la verità è come la fede: ce la portiamo dentro, in varie forme, e non possiamo farne a meno.

      questo non basta a darle nessun altro tipo di senso, che non sia quello biologico, cioè che siamo fatti così.

      grazie di questo commento.

  5. Pingback: facsimili. « Cor-pus·

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