un gesto isolato a Brindisi e altri non troppo isolati altrove. 236

21 maggio 2012 lunedì 13:05

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se nessun uomo è un’isola, come scriveva nel Seicento John Donne e nel Novecento Hemingway che lo citava fin dal titolo di “Per chi suona la campana”, come può, allora, un gesto umano essere isolato?

da uomo della mia generazione ho un riflesso condizionato da troppi episodi storici che inducono a dubitare dei gesti isolati.

* * *

Kennedy sarebbe stato ucciso da un uomo isolato, Oswald, nonostante i volantini a Dallas distribuiti la mattina da gruppi di destra che lo condannavano a morte e contro ogni evidenza balistica; era invece un complotto che faceva capo al suo vicepresidente per preparare la terza guerra mondiale contro l’Unione Sovietica combattuta dagli USA in Vietnam e poi in Afghanistan, alla fine vinta e gestita così bene che il mondo neppure si accorse di esserci passato in mezzo a una guerra mondiale durata vent’anni (nel solo Vietnam fra il 1963 e il 1975 furono impiegati 4 volte più esplosivi che in tutto il mondo fra il 1939 e il 1945).

anche la strage di Piazza Fontana del 1969 sarebbe dovuta passare per il gesto isolato di un anarchico, Valpreda, poi uscito, dopo qualche anno di carcere, completamente scagionato dalle accuse, che tuttavia servirono egregiamente allo scopo di non indagare sui colpevoli giusti: i gruppi neofascisti manovrati dai servizi segreti.

con la strage di Pazza della Loggia a Brescia del 1974 la tesi del gesto isolato di uno squilibrato, Ermanno Buzzi, ebbe poco spazio, soprattutto quando il Buzzi fu strangolato in carcere da suoi camerati che non volevano parlasse; eppure fu agitata per un pezzo, così nuovamente le responsabilità dei servizi segreti, del generale Delfino e della vasta rete di complicità che l’avevano preparata in funzione di un possibile colpo di stato vennero mimetizzate.

anche Pasolini sarebbe stato ucciso in un raptus isolato da Giuseppe Pelosi, uscito indenne dall’omicidio senza uno schizzo di sangue addosso, e non da un gruppo ben preparato, che pure lasciò vistose tracce del suo operato.

Alì Agca, che sparò a papa Wojtyla, aveva tutte le stigmate del pazzo, pronto a poter essere fatto passare per autore di un gesto isolato: ma qualcuno ci crede? giusto il membro di una associazione turca di estrema destra, i Lupi Grigi, aveva fatto tutto da solo senza i suoi camerati?

* * *

e ora anche a Brindisi sentiamo già dire, prima ancora quasi di cominciare le indagini, che l’attentato stragista è stato predisposto e realizzato da un uomo isolato?

basta sentirlo dire così precipitosamente per SAPERE con assoluta certezza che allora qualcuno cerca di farlo credere all’opinione pubblica perché sta cercando di nascondere qualcosa.

potrebbe anche essere, questa volta, un gesto isolato, forse è un pazzo Grillo dice che un attentato era da qualche tempo nell’aria (ma lo dico anche io): non ci precludiamo del tutto questa possibilità per una volta nella storia di una strage tentata e parzialmente realizzata da un uomo solo, all’oscuro di tutti, però cominceremo a crederci solo dopo averne avuto qualche prova, non prima.

* * *

oggi non sappiamo ancora perché l’assassino o gli assassini di Brindisi abbiano ammazzato.

però sappiamo già che, qualunque possa essere la motivazione della loro azione, fosse anche soltanto la ritorsione folle contro delle ragazzine innocenti di un uomo di mezza età per qualche motivo suo frustrato, essa sarà sempre il frutto del relazionarsi suo, oppure loro, con la nostra società e finirà dunque col rispecchiarne qualche aspetto.

il fatto che il delitto sia avvenuto azionando la bomba col telecomando non lontano dalle vittime induce a pensare che chi ha premuto il bottone aveva una intenzione precisa, che non era neppure quella di fare il maggior numero possibile di morti, altrimenti avrebbe aspettato ancora un poco.

il fatto che le telecamere della zona abbiano inquadrato una persona sola (pare) non basta a dichiarare che la sua azione era isolata.

il fatto che molti sentivano nell’aria quel tipico preannuncio di una ripresa dello stragismo che può riconoscere chi ha vissuto climi del genere non basta a dire chi ha commesso la strage tentata, però basta a dire che quella decisione non è stata isolata.

secondo me ha perfino a che fare con quel che si scrive nei blog, figuratevi.

4 risposte a “un gesto isolato a Brindisi e altri non troppo isolati altrove. 236

  1. Ciao, non mi sono ancora fatto un idea, non avendo vissuto gli anni di piombo non riesco neppure a trovare similitudini. Ho anche dei seri dubbi che si tratti di attentati terroristici nel senso di lotta politica. Ma questo fatto unito a tutti i recenti suicidi e alla tragedia odierna di Brescia, mi fanno credere che abbiamo varcato il segno, non c’è più quel tabù, quel rispetto naturale per vita, propria e degli altri
    Può essere per la crisi economica?
    Oppure sta succedendo qualche cosa d’altro?
    Forse non si tratta di un fatto isolato neppure per questo, è questo organismo strano chiamato società che si sta staccando da valori fondamentali come il rispetto della vita, e non solo economicamente ma pure fisicamente elimina le sue cellule più deboli o in esubero.

    • so che rischio di essere condizionato dalla mia esperienza precedente, e qui potremmo trovarci di fronte a episodi del tutto nuovi, non alla ripetizione del già visto, ma la mancanza di una precisa matrice politica non basta ad escludere l’ipotesi terrorista; anzi il terrorismo classico degli anni Settanta-Ottanta era appunto così: inquietante, perché inafferrabile e incomprensibile…

      in questo caso lo scopo del terrosrismo è semplicmente quello di distruggere la fiducia popolare nel governo eistente, che appare incapace di garantire la sicurezza della popolazione, e viene dunque delegittimato, aprendo le porte a nuove forze politiche.

      fu quel che avvenne in Italia nel 1992-93 per preparare l’avvento di Berlusconi nel 1994.

      l’effetto psicologico del terrorismo per distogliere la popolazione dall’appoggio al governo esistente è scienttifcamente dimostrato.

      a parte questo aspetto strettamente politico, sul piano antropologico assistiamo alla crisi di identità drammatica, ma a volte semplicmente tragica, di una generazione che è stata abituata ad identificare la vita con l’avere anziché con l’essere, per cui basta perdere il lavoro per perdere completamente se stessi.

      l’ultima tua immagine, ferocemente darwiniana, fa venire i brividi, ma ha molto di vero comunque…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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