245. le sciocchezze di Grillo su Equitalia? no grazie.

tranquilli, lettori: questo blog non ha l’assurda pretesa di diventare l’anti-Grillo, ne mancano del tutto i presupposti e, conoscendomi, mi stuferò presto di fare il contraltare del più celebre blog d’Italia, ma lasciatemi ancora un paio di post (non ne servono di più), per tirare le conclusioni di qualche mio approfondimento su quel che Grillo scrive.

* * *

sul post di oggi, ad esempio, Equitalia? No, grazie!

vi si parla di alcuni Comuni che hanno deciso di passare da subito alla gestione diretta della riscossione delle loro imposte, che sinora viene realizzata dall’Ente Equitalia.

alcuni Comuni lo hanno già fatto, rivelandosi più efficienti dell’ente nella riscossione e riducendo i costi, sostiene Grillo, dato che non si deve più pagare l’aggio a Equitalia (ma però si devono pagare gli impiegati comunali che fanno il lavoro degli esattori, questo Grillo lo dimentica).

* * *

grazie a questa dimenticanza, l’idea viene fatta passare per una specie di panacea miracolistica di tutti i mali, sulla quale si organizza addirittura un sondaggio online per i fessi, e appare impetuosa una serie di domande:

A cosa è servita Equitalia in questi anni?

A che è servito un intermediario che si è frapposto tra i cittadini e gli enti?

All’aumento dei tassi di interesse?

Al pignoramento delle case?

Alla lentezza amministrativa?

in nome dell’efficienza amministrativa nella riscossione delle tasse (che non so quanto piaccia ai suoi elettori) Grillo si spinge anche più in là:

Di chi è stata questa brillante idea di disintermediare i pagamenti a un ente terzo?

A che pro?

I responsabili sono coloro che l’hanno istituita.

* * *

ma perché Grillo non fa nomi? mi sono chiesto, e chi ha istituito Equitalia e perché?

e poi, che cos’è Equitalia, questo mostro odioso e contestato?

wikipedia fornisce delle risposte abbastanza attendibili, andando a verificarle almeno nei punti salienti.

Equitalia è una società pubblica, posseduta per il 51% dall’Agenzia delle Entrate e per il 49% dall’Inps (che stranezza).

riscuote le tasse su  tutto il territorio nazionale, Sicilia esclusa, dove le riscuote una società che si chiama Riscossioni Sicilia S.p.A. – tornerò più tardi su questo punto.

ha preso questo nome nel 2007, prima si chiamava Riscossione S.p.A.; infatti “fino al 30 settembre 2006 la riscossione delle tasse era affidata in concessione a privati (prevalentemente banche), in numero di circa 40”.

nel 2010 Equitalia ha riscosso crediti per 8,87 miliardi, 4,61 per conto dello Stato, 2,83 conto Inps/Inail, 1,42 conto Enti non statali (Regioni, Comuni, Consorzi ecc.) e ha ottenuto 1,29 miliardi di ricavi, di cui 1,22 miliardi dagli aggi, che sono pari al 9% delle somme riscosse; gli utili sono stati di 28,24 milioni, distribuiti in base alle quote di proprietà, cioè per il 51% all’Agenzia delle Entrate e per il 49% all’INPS.

in altre parole tutti gli utili realizzati grazie alla differenza tra le spese per l’apparato di riscossione e le somme incassate sono andati a vantaggio della collettività.

quanto alla legge di conversione del Decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 che ha istituito Equitalia, è firmata Berlusconi e Tremonti, ma non sia mai che Grillo lo dica, per non inimicarsi i loro oramai sparuti elettori ai quali mira.

* * *

nonostante le firme, si tratta di una legge giusta, che ha almeno cominciato a limitare l’incredibile abuso dato dal fatto che, prima dell’istituzione di Equitalia, lo stato italiano riscuoteva le tasse attraverso esattori privati, che ci guadagnavano su, alle spalle dei cittadini.

in Sicilia, in particolare, era storica l’infiltrazione della mafia nelle società che riscuotevano le tasse.

ancora oggi in Sicilia le tasse vengono riscosse da una società differente dalle altre del resto d’Italia: Riscossione Sicilia S.p.A., di proprietà della Agenzia delle Entrate non per il 51%, ma per il 40% e per il 60% della Regione Siciliana.

* * *

la legge stessa che ha istituito Equitalia aveva previsto che dall’1 gennaio 2012 fossero i Comuni a riscuotere direttamente le tasse, ma fu l’Associazione dei Comuni Italiani a chiedere il rinvio di un anno, poiché i Comuni nella gran parte non erano ancora pronti ad assumersi questo onere.

ma dovranno esserlo all’1 gennaio 2013.

la campagna di Grillo per la disdetta anticipata da parte dei Comuni della delega della riscossione delle tasse ad Equitalia ha dunque poco senso, non solo perché si tratta di un anticipo di soli sei-sette mesi rispetto ad una scadenza comunque di legge, ma anche per la quota molto modesta dei contributi ai comuni fra le tasse riscosse da Equitalia, che potrebbe aggirarsi attorno a circa il 10% del totale, non di più.

sarà bene se alcuni Comuni già pronti riusciranno a partire prima, ma la campagna di Grillo serve solo a fare qualche titolo populista contro l’Agenzia delle imposte, tema che in Italia rende sempre sul piano elettorale, ma il suo significato effettivo è nullo.

* * *

Grillo? l’uomo che potrebbe farci rimpiangere Berlusconi.

no, grazie.

Annunci

2 risposte a “245. le sciocchezze di Grillo su Equitalia? no grazie.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...