l’altro terremoto e il modello Islanda. – 263

31 maggio 2012 giovedì 08:02
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l’altro terremoto si vede di meno, ma distrugge ancora di più, e fa parte di uno sciame sismico infinito anche lui.

è quello che nasce perché la situazione economica dell’Occidente sta precipitando, come per molti versi appare inevitabile.

* * *

ieri Obama, la Merkel, Hollande e Monti si sono collegati in videoconferenza per valutare come fare fronte ad una pessima giornata; e per l’Italia l’unica notizia positiva è che a questi vertici ora Monti viene invitato, e non racconta barzellette, anzi, dei quattro è quello che ci capisce di più.

secondo Repubblica, che riferisce di non meglio precisate “fonti diplomatiche”

al centro del confronto i temi economici e in particolare “l’urgenza” di misure per la crescita.

scappa da ridere.

ieri l’Italia aveva in scadenza 6,25 miliardi di titoli di stato, ed è riuscita a venderne soltanto 5,74 miliardi, anche se è stata costretta a pagare interessi molto più alti del solito: il 5,66% per i quinquennali (ben lo 0,8% in più del mese scorso) e il 6,03% per i decennali.

nonostante questi rendimenti, manca all’appello mezzo miliardo di liquidità.

niente di particolarmente drammatico in sè, intendiamoci, però un segnale per il futuro davvero pessimo; e lo spread è molto elevato: 4,67.

quel mezzo miliardo bisognerà andarlo a reperire altrove, mentre il terremoto vero ha fatto di suo 2 miliardi di danni, da ripianare anche loro.

in Spagna si aggrava la crisi di Bankia, la banca passata sotto il controllo statale dopo la fusione di alcune banche a rischio, e la Banca Centrale Europea ha bocciato il piano del governo spagnolo che voleva utilizzare 19 miliardi di euro di fondi europei per provare  a salvarla.

chissà se è un buon segno, nel senso che si comincia a capire che il tentativo, condotto negli ultimi quattro anni di crisi, di salvare le banche aumentando l’indebitamento degli stati è pericoloso ed inutile al tempo stesso.

della situazione economica greca inutile parlare, in aggiunta.

più che sufficiente per mettersi di corsa in collegamento per provare a capire che cosa fare, direi.

* * *

Repubblica vuol fare intendere invece che il problema è la probabile vittoria della “sinistra anti-austerity” in Grecia, sparando il titolo

La Grecia torna a spaventare i mercati

balle: si tratta soltanto di propaganda elettorale indiretta per spaventare il lettore medio e allontanarlo dalle forze politiche di sinistra “radicale” in vista delle elezioni dell’anno prossimo.

Tsipras di sicuro non sta simpatico alla finanza internazionale, ma alla fine è innocuo e verrà digerito come Hollande; del resto non potrà fare niente di autenticamente pericoloso, che nel suo programma del resto neppure c’è: infatti c’è solo la ricontrattazione degli aiuti dell’Unione Europea, in altre parola la botte piena e la moglie ubriaca.

ma il programma di Tsipras non prevede l’ipotesi che l’Unione Europea stessa, a breve, non sia in condizioni di dare aiuti a nessuno, ma solo di chiederne.

* * *

ma non è Tsipras, non è la Grecia il problema, e neppure la Spagna di per sè, e neppure l’Italia, da sola: il problema è questa rete insolubile di problemi e, al fondo, che dopo quattro anni di crisi, di crolli di borsa e di distruzione di ricchezza e di produzione, il piatto piange e cercare di alimentare il debito con i prestiti internazionali si fa sempre più difficile, dal momento che anche la Cina, il principale creditore internazionale, comincia ad avere i suoi guai.

insomma i soldi non arrivano perché in giro per il mondo ce n’è sempre di meno.

e a questo punto, se si resta nel quadro concettuale e politico con cui è stata affrontata la crisi sinora, non rimangono che gli eurobond e la stampa di carta moneta anche in Europa, come ha fatto Obama negli USA: che viene fatto passare come “sostegno alla crescita”, quando invece è solo garanzia di inflazione e quindi di impoverimento generale.

ma è quello che chiede a gran voce una sinistra mondiale teleguidata dalle banche: si era mai visto prima un coro di pecore che chiedono di esere tosate?

* * *

è invece il momento di un cambiamento davvero radicale di politiche economiche: è il momento di accettare il fallimento selettivo delle banche più compromesse, provando a salvare i piccoli correntisti (più si aspetterà di farlo, più diventerà difficile riuscirci); è il momento di una patrimoniale straordinaria, sotto forma anche di un prestito forzoso interno “di guerra”; in altre parole è il momento per trovare all’interno degli stati il denaro che non si trova più altrove, nella prospettiva estrema, se questo non dovesse bastare, dell’annullamento del debito con un fallimento concordato.

insomma è il “momento Islanda”, per fare su scala mondiale quel che la piccola isola ha fatto per se stessa, uscendo da un fallimento che poteva essere distruttivo.

insomma, è il momento di un ridimensionamento guidato e soft del tenore di vita dell’Occidente, a partire dalle classi privilegiate (altro che rilancio della crescita!).

proprio quello che queste stesse classi dirigenti non vogliono, ma forse per forma mentis neppure riescono quasi ad immaginare.

* * *

del resto, se non lo facciamo noi, ci penserà il mercato con la sua catastrofica forza naturale da terremoto invisibile, ma distruttivo.

5 risposte a “l’altro terremoto e il modello Islanda. – 263

  1. patrimoniale straordinaria e prestito forzoso…. un ipocrita eufemismo per dire che questo stato ladro ci deve mettere le mani in tasca oltre quello che sta’ gia’ facendo….!!

    io invece proporrei la dismissione, almeno di una parte cospiqua, del suo patrimonio immobiliare che ammonta a circa 3000 miliardi ed il drastico ridimensionamento della spesa pubblica a cominciare dai 200 miliardi che ogni anno lo stato paga ai suoi dipendenti solo di stipendi per un servizio qualitativamente scadentissimo..sugli sprechi della sanita’ no comment…!!

    voglio vedere l’italia dove approdera’ se il lavoro privato e la libera iniziativa verra’ ulteriormente vessata.

    ma penso che i confini ideologici della tua liberta’ non approveranno queste proposte.

    • contrariamente a quel che pensi tu non c’è nulla di ideologico nelle mie proposte, ma molto di concreto ed empirico.

      i tagli di spesa inutile sono certamente positivi e da realizzare, a cominciare dai costi della politica o dagli aiuti alle aziende, che comunque sono ancora più simbolici che altro e non di enorme rilievo.

      Giarda ha preannunciato tagli di portata epocale, ma sono sicuro che appena comincerà precisarli si leverà il coro concorde del governo servo dei tedeschi e il piagnisteo si mescolerà al furore popolare.

      però il primo dato empirico su cui riflettere è che i tagli producono effetti solo su tempi mediolunghi, e anche Giarda che parla di tagli per 300 miliardi, concretizzando per il 2012 riesce a portare a casa solo 4 miliardi e mezzo con i quali non si risana niente.

      il secondo dato empirico su cui ragionare è, che come dice l’Europa stessa, più importanti ancora degli sprechi sono da noi i fenomeni di evasione fiscale: quindi una patrimoniale, pur se colpirebbe gli onesti, riuscirebbe certamente a far pagare attraverso i patrimoni almeno in parte gli evasori.

      la patrimoniale che ho in mente io, poi, sarebbe selettiva, e prevede la confisca immediata di tutti gli immobili non censiti e abusivi: chi ha costruito abusivamente, se vuole la sua casa, se la ricompera dallo stato al valore di mercato: non è una bella idea? 🙂

      la tua proposta di “drastico ridimensionamento della spesa pubblica a cominciare dai 200 miliardi che ogni anno lo stato paga ai suoi dipendenti solo di stipendi per un servizio qualitativamente scadentissimo” è poi chiacchericcio e propaganda reazionaria, formulata così, scusa la solita franchezza, e non ha alcuna sostanza economica.

      chi continua a parlare a vanvera di queste scelte ha il dovere (mai rispettato) di entrare nel merito e precisarle, altrimenti…

      vediamo: che cosa proponi? licenziamo i medici di base? tagliamo gli stipendi dei docenti che sono i più bassi d’Europa e la metà di quelli tedeschi, oltre che una causa del degrado della scuola e della cultura? introduciamo licenziamenti selettivi degli incompetenti? questa sarebbe già meglio, ma vedi che cosa è successo alla Fornero tre giorni fa per averlo detto.

      te ne dico alcuni possibili io? una sola: i bidelli nelle scuole sono una istituzione unicamente italiana, legata al fatto che educhiamo bande di piccoli delinquenti abituati alla trasgressione come valore positivo e che devono essere controllati perché non distruggano le scuole o che il mammismo italico disabitua dall’assunzione di responsabilità adeguate all’età e basta avere 18 anni meno un giorno ed essere dentro una scuola per essere considerati dalla legge totalmente incapaci di intendere e di volere; ma quanto tempo ci vorrebbe per realizzarla con la necessaria gradualità? mica puoi mettere in strada da u giorno all’altro un centinaio di migliaia di persone che non hanno nessuna colpa!

      poi sarebbe anche il caso di piantarla di sputare nel piatto dove si mangia: non tutti i servizi pubblici italiani fanno schifo, anche se domina una disorganizzazione prima di tutto mentale e poi collegata al clientelismo politico, ma la sanità italiana nel suo complesso e alcuni distretti scolastici sono i migliori nel mondo.

      altrimenti come ti spieghi che gli italiani sono i più longevi del mondo – tutto merito soltanto della dieta mediterranea? – e che l’Italia, nonostante i disastri della politica, rimane in alcuni campi all’avanguardia nella cultura del mondo?

      quindi, con tutto il rispetto, chi sta facendo ideologia e propaganda sei tu, in questo caso: sforzati di entrare nel concreto e di vedere il mondo senza i paraocchi della propaganda di destra, se ci riesci (ma il fatto che tu continui a frequentare questo blog con i suoi “confini ideologici” mi fa bene sperare, nonostante tutto!)

  2. caro bortocal io frequento il tuo blog perche e’ gestito da una persona intelligente forse troppo acculturata ma nel complesso validissima
    .se fosse uno dei tanti stupidi “centri di conversazione” in cui mi sono innumerevoli volte imbattuto…….. francamente non avresti mai avuto sentore di un certo edoardo classe 49.

    mi dici di entrare nel merito degli stipendi agli statali:ne ho gia’ parlato:
    era una specie di welfare all’italiana verso le masse meridionali disoccupate…”vi diamo 4 soldi ma sicuri invece di zappare la terra e votate per noi”. tutto bene fino a quando i sindacati,con feroci rivendicazioni,non gli hanno procurato stipendi piu’ alti del 30% rispetto al comparto PRODUTTIVO fermo restando la loro assoluta inefficienza.

    sul deleterio mammismo italiano io non avrei saputo esprimermi meglio…!!

    quanto alla sanita’ italiana e’ una roulette russa….buona fortuna…!!

    francamente la longevita’ italiana e’ veramente legata alla dieta,anche perche’ da roma in giu’ un infartuato ha piu’ probabilita’ di sopravvivenza se evita il ricovero..!!
    ma ti devo correggere:i piu’ longevi sono i giapponesi.

    quanto alla cultura italiana nel mondo ti riconfermo quanto detto ieri su santa romana chiesa…:
    siamo maestri di moda,di design di architettura…noi vestiamo,celiamo,nascondiamo,occultiamo,dissimuliamo,insabbiamo…siamo maestri di mistificazione. e basta..!

    • grazie per gli attestati di stima, così mal meritati; credo che ad unirci aldilà di tutti i dissensi siaun amore, “generazionale”, per il dibattito.

      mi spiace solo che mi trovi troppo acculturato, e pensare che cerco di nasconderlo in tutti i modi e che perdipiù mi vedo cirondato da blogger spesso molto più acculturati di me, rispetto ai quali ho vistosi complessi di inferiorità.

      l’analisi storica della formazione del pubblico impiego in Italia è totalmente condivisibile; tuttavia non tiene abbastanza conto, secondome, dell’evovoluzione successiva, che ha modificato in meglio questo quadro, anche se purtroppo solo “a macchie di leopardo (come nellascuola).

      per il resto che hai scritto in questo commento condivido te più di quanto tu condivida me!

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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