lettera aperta al Presidente. – 288

8 giugno 2012 venerdì 20:38

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caro e stimato Presidente Napolitano,

Lei ieri ha mandato un messaggio alla Festa della Marina militare in cui c’è scritto:

«Rivolgo un particolare pensiero e incoraggiamento ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora ingiustamente costretti lontano dall’Italia e dai propri affetti famigliari».

ingiustamente è una parola forte.

Lei davvero ritiene ingiusto che l’India abbia indagato e intenda svolgere un processo per l’uccisione di due suoi cittadini, che afferma avvenuta nelle sue  acque territoriali?

si indagherebbe, in Italia, perfino se alla stessa maniera, a fucilate, fossero stati uccisi due cani randagi, e non due onesti pescatori al lavoro per sostentare le loro famiglie.

Lei davvero trova ingiusto che l’India si sia assicurata che i due autori del gesto quanto meno imprudente e colposo non tagliassero la corda, e li abbia tuttavia scarcerati dopo tre mesi di carcerazione preventiva?

Lei conosce certamente quanto dura la carcerazione preventiva in Italia in attesa di un processo: non ha limiti fissi di tempo.

Lei certamente conosce in quali casi è prevista la custodia cautelare in carcere in Italia: il primo è il pericolo di fuga e conseguente sottrazione al processo ed alla eventuale pena, e il terzo è il pericolo di turbamento delle indagini.

ma Lei è sicuro di non creare turbamento alle indagini in India con questo Suo comunicato?

Lei certamente conosce per quali delitti è prevista la custodia cautelare in carcere in Italia: quando si procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni o dell’ergastolo.

Lei sa, vero, che esiste il divieto di espatrio per gli indagati anche in Italia?

e allora in che senso Lei ritiene ingiusto quanto sta avvenendo in India a carico dei nostri marò?

e che dire dell’accenno, tutto italo-mammista, ai marò “ingiustamente costretti lontano dai propri affetti famigliari»?

e quei due padri indiani alle loro famiglie chi glieli restituisce?

qui ci stanno due nostri militari che – mi auguro per un fatale errore non del tutto imputabile a loro – hanno distrutto due famiglie; un poco più di pudore nel difendere le proprie ragioni non sarebbe fuori posto…

mi perdonerà, signor Presidente, se con ogni rispetto Le dico che considero questo Suo comunicato una macchia nella storia del Suo settennato.

e mi rattrista particolarmente perché mi rende più difficile tornare in India con la mia identità di italiano.

20 risposte a “lettera aperta al Presidente. – 288

  1. Napolitano dovrebbe chiedersi: se due militari indiani fossero sospettati di aver ammazzato un pescatore italiano, non si dovrebbe indagare su di loro? non si dovrebbe metterli in carcere in attesa del processo? Secondo me si, per cui non facciamo i patrioti bigotti, se i nostri due marò (speriamo di no, ovviamente) hanno davvero fatto quello per cui sono accusati, dov’è l’ingiustizia?

    • aggiungi, carissimo, che il fatto che abbiano sparato e ucciso, a questo punto delle indagini, è assolutamente certo, considerando l’esito delle perizie balistiche, e si tratta solo di valutare se si è trattato di un omicidio per legittima difesa (i pescatori stavano davvero attaccando disarmati la petroliera), colposo (i pescatori non hanno risposto a segnali di preavvertimento lanciati dalla petroliera, se ci sono stati, e dunque sono stati scambiati per pirati con qualche giustificazione) oppure se l’omicidio è stato intenzionale, cioè si è sparato senza preavviso e senza tanti complimenti per dare una lezione chiara a tutti di tenersi alla larga dalla petroliere.

      poi stabilire se la petroliera era già entrata nelle acque indiane, come sostiene l’India, oppure era ancora nelle acque internazionali come sostiene l’Italia, dovrà essere accertato nel processo.

      anche se per me questo cambia giuridicamente la questione, ma non nella sostanza; e la pretesa che l’India ci restituisca i nostri marò senza processo e con tante scuse per il disturbo arrecato è veramente indegna di un paese civile.

      ma hai notato l’accenno, tutto italo-mammista ai marò “ingiustamente costretti lontano dai propri affetti famigliari»?

      e quei due padri indiani alle loro famiglie chi glieli restituisce?

      qui ci stanno due nostri militari che, mi auguro per un fatale errore non del tutto imputabile a loro, hanno distrutto due famiglie; un poco più di pudore nel difendere le proprie ragioni non sarebbe fuori posto…

      • Scusa ho dimenticato: sul “è assolutamente certo l’esito delle perizie balistiche” avrei un po’ da commentare: i RIS non hanno partecipato all’estrazione delle pallottole nè dalla barca nè dai corpi dei pescatori. Ma solo con pallottole e fucili già a disposizione e ripuliti. Ti faccio notare che i militari indiani mai processati hanno sparato contro i pescatori disarmati thailandesi senza nessun preavviso e li hanno falciati praticamente tutti. (uno si è salvato) Però Te che dici a me che non mi importa dei poveri pescatori (ma come lo sai? Semplicemente perché vorrei per i 2 marò un processo equo e non già scontato fin dall’inizio?) perché di questi a voi non interessa granché ma dei due indiani tantissimo? Che differenza c’é? C’è anche un motivo per il quale tutte le grandi navi non fanno avvicinare nessuna piccola barchetta: qualche anno fa 17 marines sono morti perché (come lasci intendere tu, i marò non avrebbere dovuto sparare, sempre che la barchetta sia quella) non hanno sparato a delle innocue barchette di pescatori che si sono avvicinate… ma erano minate. Ti ricordo anche l’Achille L. pur, grande , è stata abbordata. E pensa se una petroliera non tiene lontano le barchette e una di questa è minata! Che danni verrebbero fatti all’ambiente? Già ci sono quelli che facciamo consciamente. Ma tutto questo ormai è risaputo anche dai pescatori.

    • Ma li leggete i giornali? Certo che si deve indagare, ma dopo più di 2 anni ormai cosa devono indagare che hanno dichiarato di aver prove certe e inconfutabili! Era o no l’ora di mostrarle e magari di usarle! Ma no utilizzano il Sua Act unica legge indiana per condannare una persona senza avere e dover esibire delle prove! Ti sembra così normale. Ti piacerebbe se uno potesse incolparti e condannarti senza prove, a me non piacerebbe!

      • vedo che l’invito a non darmi nel Voi nei commenti non è stato rispettato, e forse neppure letto.

        chi dialoga con me tenga conto, per favore, che non parlo a nome di nessuno, che non sono parte di nessun gruppo, e che ho una sufficiente indipendenza di giudizio per dare fastidio a tutti,

        grazie.

    • Scusa ho guardato ora che il tuo post MV è del 9 giugno 2012, però ormai anche in quella data gli inquirenti indiani avevano dichiarato di avere tutte le prove sicure.

  2. è quando il patrottismo dilaga nei mezzi di comunicazione di massa…mesi e mesi col fiocco giallo 🙂
    che bel folklore tutto da ridere.

      • Caro e stimato bortocal, come già scritto … basta con questo pietismo verso l’India. Se l’India avesse avuto tutte le prove schiaccianti che dice di avere, avrebbe già interrotto la carcerazione preventiva dei 2 marò, avrebbe già stabilito il capo d’accusa nella prima data del processo (il primo giudice e i seguenti invece hanno fatto come Ponzio Pilato: perché? Forse dovrebbe leggere l’articolo del giornalista indiano e guardare il suo filmato) e poi con moltissima calma lo avrebbero continuato.
        Lei ha fatto, nel suo articolo, la lista della spesa, ma non ha considerato cosa dicono queste leggi e che l’India non le ha applicate come lei lascia intendere: la carcerazione preventiva viene applicata dal giudice con mandato di cattura su richiesta del pubblico ministero con un capo d’accusa (che ora non c’é), per paura di una fuga (ma l’India li ha lasciati liberi di circolare, seppur limitatamente, anche perché ha visto che hanno mantenuto la loro parola e hanno una grande dignità, maggiore di …), per paura che reiterino il presunto delitto (impossibile) e che, cosa più importante, non alterino le prove. Piccolo problema: le prove sono state alterate dagli indiani stessi (prove balistiche sui corpi e sulla barchetta semiaffondata non più rieseguibili dalla difesa, perizia originale sui fucili sbianchettata, foto e filmati su E.L. fatti sparire, radar indiano in manutenzione proprio in quella giornata, i pescatori che hanno cambiato versione almeno due se non tre volte, l’arresto con uno stratagemma che non è contemplato dalle norme indiane e potrei continuare ecc.).
        A questo punto come fa a dire che non sono ancora ingiustamente in India? Un paese trattiene qualcuno con il mandato di cattura e un capo d’accusa e deve garantire un proceso con possibilità di difesa. Con l’ultima disposizione della Corte suprema sono decaduti entrambi.
        E visto il livore mediatico, quale equo processo Lei pensa che i 2 possano avere. Sono già condannati indipendentemente da ciò che è veramente successo e come. Attenzione sto dicendo equo e giusto. A Lei piacerebbe sapere di essere già condannato, senza possibilità di difendersi, e questo lo abbiamo visto con il Sua Act, legge che prevede la condanna senza esibire una sola prova da parte dell’accusa. Questo è per Lei un equo processo! Io non capisco ma probabilmente per un certa parte politica esiste una logica (ma quale?) per la quale i militari, specie quelli italiani, sono sempre colpevoli di tutto a prescindere. E poi, continuo a non capire, perché dobbiamo compiacere in tutti i modi possibili un’India che non ha processato i militari indiani che hanno massacrato 15 inermi pescatori thailandesi disarmati perchè gli errori di scambio pescatori per pirati sono facili da commettere e che hanno fatto il loro dovere! I loro si e in nostri, se l’hanno fatto, assolutamente no?! E hanno fatto valere l’immunità funzionale anche con i loro soldati stupratori in Congo. Due pesi e due misure o no?

        • mi sembra evidente che questi ripetuti interventi sono viziati da una dichiarata faziosità.

          considerare normale che l’India voglia processare chi ha ucciso dei suoi cittadini (come avremmo voluto fare noi del pilota americano dopo la tragedia di Cernis) significherebbe fare del pietismo verso l’India.

          accettare che i nostri militari vengano processati in loco, dove è avvenuto l’omicidio, significherebbe compiacere l’India, che non va considerata paese civile, e via dicendo.

          è difficile discutere con chi in una discussione non riconosce alla controparte la stessa dignità.

          in un punto direi che questa programmatica faziosità del commento è del tutto insensibile a senso del ridicolo, perfino: dove si dice che non esiste il pericolo “di una fuga” dei marò che hanno provato a rifiutarsi di tornare in India dopo un permesso e nonostante la promessa formale del governo del contrario, e si aggiunge che “l’India li ha lasciati liberi di circolare, seppur limitatamente, anche perché ha visto che hanno mantenuto la loro parola e hanno una grande dignità”.

          a me risulta che chi si è opposto e continua ad opporsi al processo in India sia stata l’Italia.

          e la cosa è incomprensibile perché, forse, se si era tanto sicuri delle proprie buone ragioni, a questo punto i marò sarebbero stati assolti.

          il fatto che da due anni ci si opponga al processo in loco e si usino vari pretesti, risultati falsi, per impedirlo agli occhi di un osservatore che si sforza di mantenersi imparziale non depone a favore della nostra correttezza né dell’innocenza dei marò – in particolare dopo l’esatta localizzazione della nave, a lungo negata contro l’evidenza, e dopo la perizia balistica.

          se i marò fossero davvero innocenti, bisognerebbe dire che non si comprenderebbe del tutto la confusione malaccorta con cui è stata gestita la vicenda.

          questo a parer mio, che non amo il colpevolismo: il resto sono tutti sofismi da avvocati; non dico che non possano essere fatti valere in tribunale, ma forse in India non c’è una giustizia così favorevole ai colpevoli e formalistica come in Italia, e questo è il problema.

          occorre aggiungere che il comportamento italiano ha fortemente contribuito alla vittoria elettorale della destra nazionalista alle recenti elezioni indiane e che questo complica notevolmente l’intera situazione.

          purtroppo il modo in cui l’Italia ha gestito l’intero episodio non è altro che una inopportuna e grottesca manifestazione di grandeur militare.

          • Temo che sia Lei quello prevenuto e che si nasconde sempre dietro alle solite scuse che vedo in alcuni blog: 1) si è “pietismo” (anche se forse ho usato un termine non del tutto corretto) perché siete Voi che considerate l’India un paese ancora da proteggere e da assecondare (e poi siamo noi i colonialisti!) ma, in realtà, è una nazione potente sia economicamente che militarmente, che non ha certo bisogno di qualcuno che la difenda, lo sa fare benissimo da sola (legga come si è imposta e ha fatto uscire dal Congo i suoi militari stupratori) 2) il paragone del Cermis è del tutto fuori luogo, lì si è trattato di una stupida scommessa su chi era più bravo a volare finita in tragedia e dove, le ricordo, l’Italia ha svolto le indagini in modo trasparente con gli USA senza nascondere le prove, mentre quì, se è successo, era per difesa, cosa del tutto diversa! E quì l’India non ha collaborato con nessuno! 3) Lei cita la famosa perizia balistica mostrata nelle foto dei giornali indiani con almeno 2 correzioni visibili con un minimo d’ingrandimento specie nelle matricole dei fucili, neanche giuste. Ok. 4) che grandeur militare (ma di chi, dell’Italia che ha un esercito piccolissimo e senza bomba atomica … ma non prendiamoci in giro! Forse Lei parla dell’India). 5) e questo sarebbe un sofismo di avvocati: “in India non c’è una giustizia così favorevole ai colpevoli” (cosa intende, che va bene se uno stato condanna una persona senza dare la possibilità di difesa e di verificare le prove che lo condannano e, se è possibile, di contestarle? Questo è garantito in tutti i paesi democratici!). Lei si sbaglia su questo perché, pur non applicandole sempre, le leggi sulla tutela ci sono. 6) Lei poi si confonde pure su chi ha cercato di trattenere in Italia i 2 marò e poi su chi li ha rispediti in un paese in cui vige la pena di morte. (i marò non possono darsi degli ordini da soli e quindi sono ritornati sperando almeno in un processo equo). Nessun paese europeo, ma neanche l’India stessa coi suoi militari (vedasi il problema thailandese e con il Congo) li avrebbe mai rispediti indietro anche perché ormai di errori in barba al diritto internazionale e della convivenza fra popoli sono già stati fatti e a “iosa” da entrambe le parti. In più molti giudici indiani invece sono attenti a questa strana trasformazione di un processo giudiziario come doveva essere fin dall’inizio, (ma anche per gli indiani coi suoi militari allora) in un processo politico. 7) molti indiani ormai pregano anche per il rientro dei marò in Italia (pure la stessa vedova del pescatore, con una particolare dichiarazione) e quello che ho detto della loro dignità non era scritta sul solito giornale italiano. 8) ma chi l’ha detto che devono essere scagionati per forza, ma da un paese che non permette a nessuno, neanche ai suoi giudici, di processare i suoi militari, vorrei almeno che fosse garantita ai 2 la posiibilità di difendersi con delle prove non viziate e non viziate da volontà politiche. Quindi di avere un processo equo!!! E di certo la credibilità del sistema giudiziario dell’India che spergiura di avere prove schiaccianti e poi usa il Sua Act si è deteriorata. Tutti sanno che il Sua Act è stata usata per condannare delle persone senza avere nessuna prova concreta. Ma, a proposito di questo, Lei ha perso un po’ del suo tempo per guardare il filmato e gli ingrandimenti delle foto indiane? Se no, perché, ha paura che le sue certezze sulla loro colpevolezza non siano più così certe? … E poi è così sicuro della loro colpevolezza, così come la dipingono gli indiani? Scusi il Governo indiano. Biechi assassini e malvagi? 9) La scritta che i 2 fucilieri e l’italia abbiano praticamente plagiato oltre un miliardo di individui non le sembra un tantino esagerato. Forse è successo perché ormai la vecchia guardia politica era corrotta fino al midollo. 10) L’opposizione al processo in India è stato fatto in modo un po’ più incisivo solo con l’attuale governo e non prima per cui l’India, utilizzando queste famose prove avrebbe avuto campo libero per poter iniziare qualsiasi processo. E senza il sua Act!
            Buona notte e … quello che ho scritto lo può verificare anche in alcuni giornali indiani.

            • i proiettili che hanno ucciso i pescatori sono italiani e sono stati sparati da due fucili che non erano neppure quelli di Latorre e Girone, ma in dotazione a due subordinati. punto.

              e l’incidente (perché certamente di omicidio colposo si tratta e non voglio pensare a un omicidio intenzionale per dare una lezione) non è avvenuto in acque internazionali come abbiamo sostenuto per mesi.

              tutto il resto è fuffa, appartiene alle tecniche per la confusione delle verità semplici ed evidenti e non perdo tempo a risponderci.

              mi permetto di darLe l’elenco di tutti i miei post sull’argomento: questo è effettivamente di due anni fa: oggi “stimato” al presidente Napolitano non lo scriverei più.

              https://bortocal.wordpress.com/?s=mar%C3%B2&submit=Cerca

              https://bortocal.wordpress.com/?s=pescatori&submit=Cerca

              dal secondo link vedrà che io in India ci sono stato e anche in particolare Kerala – qui due volte – e ho conosciuto bene gente come quella che è stata uccisa dai nostri marò.

  3. Voi avete già fatto il processo, già giudicato e già condannato i due, senza mai essere stati presenti ai fatti. Mi chiedo, sono proprio all’antica se credo nell’innocenza di una persona fino a prova contraria! E stabilita da un giudice e in un processo vero, equo, non mediatico e con le prove (non alterate o fatte sparire) a disposizione della difesa. Pensate se qualcuno, pur senza processo, vi considerasse colpevoli di qualcosa e sparlasse di voi con chiunque, vi piacerebbe? Chi scrive l’articolo chiede al P.R. perché ha detto ciò che ha detto, semplice (basta documentarsi un po’): 1) se anche fosse successo quello che affermano in India, i 2 marò, hanno fatto (in seguito ad ordini) ciò per cui sono stati ingaggiati e comunque le piccole navi sanno che non si devono avvicinare alle grandi, specie dopo che piccole barchine di innocui pescatori hanno fatto una strage di marines perché erano minate. 2) quando i soldati indiani hanno ammazzato 15 pescatori thailandesi disarmati e senza avvisi, il governo indiano ha dichiarato “non possiamo processarli perchè gli errori di scambio pescatori per pirati sono facili da commettere e hanno compiuto il loro dovere”. Mai processati. i loro possono sbagliare (ma hanno fatto il loro dovere) e, i nostri, se l’hanno fatto, no! Perché? Forse perché non erano thailandesi i pescatori?
    3) anche nella legislazione indiana è previsto un tempo massimo (già sforato: va dai 90 ai 180 giorni -6 mesi-) per far partire un processo con relativo capo d’accusa; è previsto l’utilizzo di prove non alterate, a disposizione anche della difesa (non vi siete chiesti in tutta questa foga colpevolista perché il Kerala abbia lasciato danneggiare la barchetta in modo da non poter più fare nessuna perizia balistica, perché le foto sulla E.L. non sono state usate dagli inquirenti indiani, perché i RIS non hanno potuto essere presenti all’estrazione delle pallottole sia dalla nave che dai corpi dei poveri pescatori; perché è stato spostato il processo e così via). 4) gli inquirenti indiani non hanno mai collaborato con i giudici italiani. Perché? Di cosa hanno paura? Da notare che in un paese civile e democratico, l’alterazione delle prove comporterebbe l’annullamento del processo. 5) come molti italiani non vi siete posti nessuna domanda: dopo più di 2 anni che l’India spergiura di avere prove schiaccianti e inoppugnabili (utilizzabili per condannare facilmente e velocemente i marò da tutti i 7-8 giudici che si sono rimpallati il processo senza praticamente mai iniziarlo) invoca la Sua Act, unica legge indiana che prevede la condanna senza dover esibire nessuna prova. Perché secondo voi? Già questo pone dei grossi dubbi sull’esistenza delle prove sicure. La Sua Act era stata richiesta certamente per l’inversione dell’onere della prova e non certo per dare del terrorista a qualcuno, anche perché con i pescatori thailandesi sarebbero gli indiani stessi dei terroristi.
    Ora guardate il seguente filmato, rigorosamente indiano,
    https://www.youtube.com/watch?v=Ya48kLyjyB4 ” (“venad news 16 02 12 shooting neendakara1”) dove il capopesca dichiara alle tv indiane (sia qui che in altre interviste): “era buio, non ho visto nulla, ed erano le 21,30” (da notare il poliziotto a fianco). Bene dopo qualche giorno dall’arresto dei 2 marò il capopesca dichiara (e testimonia): “mi sono sbagliato, era giorno, circa le 16,30 e ho visto il nome della nave E.L.”. Posso capire sbagliare di 20-30 minuti, ma da notte a giorno, dalle 21,30 alle 16,30 e non vedere un nome e poi vederlo … e il poliziotto che non lo corregge … è un po’ strano o no! E poi ci sono altre incogruenze.
    Penso che la macchia sia dell’Italia come dell’India ma non per quello che ha detto il P.R. ma per la superficialità con cui è stata gestita la faccenda.
    E ora smettiamola con il pietismo verso l’India che è un paese grande ma con le sue contraddizioni: ha fatto dell’immunità assoluta dei suoi militari una bandiera (punto 2 e i soldati stupratori del Congo mai processati ecc.), e dove si pensa ad avere la bomba atomica più potente, l’esercito (intoccabile) più potente, i sommergibili atomici e non si fa niente per l’enorme povertà di alcuni fasce della popolazione. Buona notte a tutti.

    • sull’uso del voi nelle risposte posso consigliare questo breve post? https://bortocal.wordpress.com/2014/06/16/breve-storia-del-plurale-maiestatis/

      “i 2 marò, hanno fatto (in seguito ad ordini) ciò per cui sono stati ingaggiati”.

      esatto! questo è proprio il nucleo del problema, come sto ripetendo da tempo.

      la classe politica italiana, che approvò quelle missioni assurdamente affidate a militari in servizio, non sta difendendo i marò, ma se stessa, visto che quel provvedimento fu approvato da tutte le forze politiche, ed è assolutamente demenziale.

      la classe politica è riuscita in questi due anni ad impedire che le regole di ingaggio venissero rese note,

      forse mi sbaglio o mi illudo, ma forse sarebbe uno scandalo insopportabile se quelle regole venissero rese note, perché confermerebbero perché i nostri politici confermano ad ogni passo che i marò sono innocenti, che è come confessare che i colpevoli sono loro.

      dovrei rispondere minuziosamente su ogni punto?

      “anche nella legislazione indiana è previsto un tempo massimo (già sforato: va dai 90 ai 180 giorni -6 mesi-) per far partire un processo con relativo capo d’accusa”.

      davvero? e perché in Italia questa norma non c’è?

      ribadisco che non è con i sofismi avvocateschi che si gestisce un processo di valenza internazionale e che è stato proprio l’atteggiamento di disprezzo razzista dell’India manifestato anche in questo commento che ha portato alla catastrofe della credibilità italiana sulla faccenda…

      (mi piace poi molto l’idea che per convincersi della colpevolezza di qualcuno occorre “essere stati presenti ai fatti” – ma per convincersi della sua innocenza, no: i delinquenti applaudono incondizionatamente. mi sembrerebbe una buona proposta 😉 per il nostro Codice di Procedura Penale fissare in un sintetico articolo che “il giudice che non è stato presente ai fatti non può condannare l’imputato”)

  4. Scusa, ora mi correggo per il tu. Si capisce benissimo dal mio post che il giudice e la giuria condannano, anche se non presenti, ma in base a prove e a testimonianze che può verificareanche direttamente, ipotizzare un nuovo C. di P. P. è un po’ infantile, o no, in quanto il mio scritto è palesemente indirizzato a chi, senza avere mai visto le prove e sentito le testimonianze (tu hai visionato personalmente le prove o sentito le testimonianze in diretta … io no) decide il risultato di un processo non ancora iniziato (e quindi decisamente non per il giudice). Sarà vero quello che dici sui proiettili ma in un processo valgono anche le prove “formali” e qui ci sono comunque problemi: l’atto scritto della perizia balistica è alterato; le pallottole sono state estratte senza adeguata documentazione visiva; sulla barca non si possono ripetere le perizie balistiche perché il legno è marcito e le dichiarazioni del capopesca sono comunque state cambiate, e non 1 volta. Anche in India esiste una legislazione che prevede la possibilità della parte accusata di controllare le prove che devono essere mantenute integre per il processo, se non viene richiesta la Sua Act (dirai ci risiamo, ma la realtà e che la richiesta di questa legge non è compatibile con le dichiarazioni fatte per 2 anni che le prove ci sono e sono sicure…non bastava usarle?). Tu, in altro post, ricordi come l’Italia si è opposta al processo ma in realtà questo è stato iniziato per 6/7 volte (+ rinvii vari) ma è solo nell’ultimo che c’è stata una presa di posizione netta del governo italiano … del momento. La stessa Corte Suprema è intervenuta. E’ dall’inizio del caso che ogni tanto scrivo dell’immunità funzionale e/o dell’eventuale omicidio colposo, ma sia il nostro governo sia quello indiano, devi ammettere, hanno fatto di tutto per depistare l’opinione pubblica e, in Italia, dividerla. Forse per coprire le responsabilità di aver fatto una legge “raffazzonata” (e votata da quasi tutti i partiti) che, imbarcando dei marò in una nave privata, senza sistemi audiovisivi, senza fucili idonei alla loro mansione (fucili più adatti a dissuadere e meno potenti) e con una linea di comando incompetente, li hanno esposti agli attuali gravissimi problemi e, se sarà dimostrato, alla perdita di vite umane. In un post (non italiano) ho visto il caso dei pescatori thailandesi, totalmente dimenticati dall’India dopo l’arresto dei marò, e risolto in tutt’altro modo, questo me lo devi concedere (io ho conosciuto questi pescatori che di sicuro vivono in modo simile a quelli indiani). E poi sono venuto a conoscenza del filmato su una tv indiana. La visione di questo filmato pone comunque molti dubbi. Se trovi le norme indiane sul diritto marittimo e di terraferma, leggerai che anche l’India riconosce le 12 miglia marine come mare territoriale (con giurisdizione civile e penale), mentre sulle acque contigue da 12 a 24 miglia prevede la repressione delle violazioni delle leggi se commesse nel suo territorio e/o nel suo mare territoriale. (come nel diritto internazionale) Probabilmente anche questa legge, come ultimamente dichiarato da alcuni giudici indiani, pone dei problemi nel processo. Qualche giudice indiano (mi ripeto un po’) si è anche chiesto, se i marò fossero condannati, come potrebbero cambiare le norme sul mare territoriale e le norme sull’immunità funzionale per i soldati indiani in missioni di pace e di guerra nel rapporto con altri stati che potrebbero comportarsi nello stesso modo dell’India in casi similari o nel proprio territorio.
    Mi piace il termine fuffa, che indica in un’unica parola, la superiorità assoluta della tua tesi, e ti confesso che mi piacerebbe essere in possesso di queste tecniche della confusione della verità, ma quale confusione, le foto e il filmato non sono stato io a farli ma sono in giornali indiani e nei filmati di una stazione televisiva indiana. Non ho abbordato nemmeno l’A.L. e non ho pagato i riscatti. E il problema dei pescatori thailandesi non l’ho creato io. Tu puoi anche non perdere tempo a rispondermi sulla fuffa perché tanto né io né te abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa, ma non ti viene neanche un po’ la curiosità di vedere questo filmato, e/o le foto, anche solo per non dare tutto per scontato?
    Ho visto che conosci bene queste persone, ma non sei il solo ad esserci stato, anche se io prediligo la Thailandia dove sono stato più di una volta (mare stupendo). In molti giornali stranieri (e anche in uno indiano) sono comparsi articoli dove si chiedevano il perché dell’uso della Sua Act, (lo so ci risiamo) non ultimo anche il signor B.M.
    Vedi, se il processo fosse stato condotto con tutti i crismi della legislazione indiana (che non prevede l’uso del Sua Act e della Nia) fin dall’inizio (simili in più punti a quella italiana nella procedura e nei tempi di detenzione, ma con capi d’imputazione entro i 90-180 giorni e senza sconti di pena per buona condotta), e non, come il primo processo in Kerala e in altri (come fatto notare anche dalla Corte Suprema, che poi ha annullato l’ultimo processo…tutto), non avrei iniziato a scrivere su questo argomento, non avrei né cercato, né trovato foto o filmati, né saputo della questione thailandese e così via. La sequenza che ho letto prevista dalla legge (peraltro sulla carta abbastanza simile alla nostra) è: consegna delle prove (o copie delle stesse) e dei capi d’accusa in anticipo agli avvocati della difesa (questo non è successo in Kerala); testimoni interrogati da entrambe le parti; possibilità di verificare, e se necessario, ripetere le prove (sarà difficile); fare le arringhe finali e arrivare ad un verdetto. Non mi sembra di aver ipotizzato nulla di più del diritto a un giusto ed equo processo, per chiunque. Ho risposto anche nel post “barbarie sull’informazione” così ti chiarisco il mio punto di vista e perché ho scritto anche lì.
    Buona estate a Te e a tutti quelli dei vari post.

    • ripeto quanto già detto nell’altro commento: qui non siamo in tribunale ma in un libero forum di opinioni personali, e mi ritengo autorizzato a dire quello di cui mi sono convinto leggendo accuratamente per quel che ho potuto e scremando quel che mi è parso attendibile da quel che mi risultava pretestuoso o inconsistente.

      nessuna pretesa di infallibilità, ma il dire la propria opinione è la premessa necessaria di un confronto di idee; poi toccherà ai tribunali valutare e decidere: loro avranno settimane e mesi per farlo, noi no.

      sottolineo che, pur nella differenza di molte valutazioni, ci troviamo d’accordo forse sul punto più importante, e qui cito te: la volontà dei politici di “coprire le responsabilità di aver fatto una legge “raffazzonata” (e votata da quasi tutti i partiti) che, imbarcando dei marò in una nave privata, senza sistemi audiovisivi, senza fucili idonei alla loro mansione (fucili più adatti a dissuadere e meno potenti) e con una linea di comando incompetente, li hanno esposti agli attuali gravissimi problemi”.

      applaudo: a mio parere, mi ripeto, il cuore del problema è proprio qui, aldilà delle responsabilità personali dei due marò, che trovo sia stato stupido negare ostinatamente, ma che non mi sento di valutare fuori da un approfondito dibattito in tribunale (pur essendo abbastanza convinto che l’omicidio, proprio per i motivi detti sopra, sia stato colposo e non volontario).

      certo, in questo caso la difesa tecnica dei marò si sarebbe dovuta impostare fin dall’inizio in modo differente – mi permetto di dire – e avere fatto fronte comune col governo che cercava di mascherare le SUE responsabilità non credo abbia giovato alla LORO linea difensiva; mi rendo però conto (anche come figlio di un fu ufficiale) del loro status di militari e come questo possa averli condizionati.

      sulla questione delle distanze dalla costa, mi permetto di correggerti, per quel che ricordo delle mie letture: la legislazione indiana sulle acque contigue da 12 a 24 miglia prevede la repressione delle violazioni delle leggi indiane compiute in quegli spazi: quel che aggiungi tu “se commesse nel suo territorio e/o nel suo mare territoriale” è palesemente privo di senso, dato che il limite del mare territoriale è appunto di 12 miglia e non di 24.

      l’ignoranza di questo aspetto è uno dei molti lati di gestione improvvisata e criminalmente incompetente del caso e ha portato l’Italia a combattere per mesi la battaglia dei mulini a vento, comunque persa, per sostenere che l’India non era competente secondo la sua legislazione.

      faccio inoltre presente che i due marò sono stati incriminati dal tribunale militare ITALIANO per il danno arrecato per l’uso improprio dei proiettili loro affidati.

      sul giusto processo concordo con te; però osservo, da semi-tedesco, che un paio di mesi dopo una imbarcazione tedesca ha speronato in quelle stesse acque una barca di pescatori, provocandone la morte anche in quel caso di un paio, ma la Germania non ha affatto internazionalizzato la questione, mantenendo buone relazioni con l’India, il processo si è svolto regolarmente in tempi rapidi, anche se ignoro come sia finito, anche perché la stampa tedesca ha lasciato cadere il caso, considerandolo normale routine.

      buona estate e buon ritorno qui con altre critiche, mi auguro, alla prossima puntata di questa storia deprimente.

      • Scusa rispondo e poi devo andare via: nel caso tedesco, il processo è iniziato subito, ma l’India non ha fatto le dichiarazioni di colpevolezza ancora prima di ininiziare il processo come ha fatto con l’Italia e non ha attirato i tedeschi in porto con uno stratagemma. (e il loro governo è più stabile e meno ballerino del nostro) Il caso è stato chiuso per mancanza di prove sulla volontà di uccidere (accidentale). Nessuna incriminazione. Ho letto anch’io dei proiettili, ma il numero delle pallottole dichiarato dal tribunale militare italiano è nettamente inferiore a quello dichiarato dalle autorità indiane.
        Io non ho aggiunto nulla sulla questione delle distanze dalle coste (tranne la legge di terra per perseguire chi ha commesso reati anche nella terraferma e cerca di scappare via mare), e puoi guardare nella Fascia contigua: Disciplina
        http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_contigua ” Art 33. solita convenzione di M.B.
        Ciao e a presto. Spero però di dibattere sempre meno su questa questione e di più su altre perché finalmente risolta dai due governi! Chissà. La speranza è l’ultima a morire. Ciao Ciao.

        • ma forse neppure la Germania ha fatto subito una campagna per l’innocenza a prescindere, suvvia!

          comunque spero in altre discussioni, ma temo che questa questione, da noi impostata così male, avvelenerà le relazioni fra l’India e l’Italia per moltissimo tempo, con grave danno per noi.

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