esodiamo i difensori in malafede degli esodati, per favore. 313

21 giugno 2012 giovedì 16:55

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Ho appena avuto sul suo blog un vivace scambio con Il Grande Beltazor, in realtà Stefano Fait, sulla faccenda degli esodati e sull’atteggiamento da assumere verso il ministro Fornero.

Lo scontro è nato da un suo post, nel quale il Fait riporta inzialmente una citazione di Alberto Faustini, Trentino, sul ministro, ci incolla di suo il commento che segue, e poi due citazioni di due massimi  maitres a penser della sinistra, Massimo Franchi sull’Unità e Massimo Riva su Repubblica.

Il contributo di Fait sulla faccenda è dunque limitato a questo passaggio:

Il direttore del Trentino, Faustini, sbaglia, come sbagliano tanti di quelli che hanno un così disperato bisogno di credere che i tecnici siano la soluzione ai nostri guai.

Purtroppo come c’è politico e politico, così c’è tecnico e tecnico.

C’è il tecnico al servizio dei cittadini e c’è il tecnico al servizio di un’ideologia (neoliberismo), magari in buona fede, ma non per questo meno irresponsabilmente e perniciosamente (e quindi la Fornero si merita l’articolo davanti al nome).

L’accusa che Fait muove pesantemente al ministro Fornero è dunque quella di essere incompetente e donna  (“si merita l’articolo davanti al nome”), cioè, quasi, di essere incompetente in quanto donna.

La stampa italiana di sinistra ha due streghe da indicare al pubblico ludibrio, guarda caso due donne politicamente importanti, la Merkel e la Fornero; ho già detto altrove tutto il fastidio che questo attacco maschilista subliminale alle donne in politica mi provoca, e mi accontento di sottolinearlo.

Nel caso del ministro Fornero gli attacchi passano attraverso una sistematica deformazione della realtà, che gli illustri commentatori (Fait, Franchi, Riva, in ordine rigorosamente alfabetico) dimostrano di ignorare completamente dando la prova provata di parlare loro completamente a vanvera, proprio mentre accusano la ministra di essere incompetente.

Ma i disinformati sono loro, o se non sono disinformati, che sarebbe addirittura peggio, sono dei consapevoli mistificatori della realtà; ma a mio parere l’ipotesi giusta è la prima.

Anche io al primo sollevarsi del problema degli esodati ho fatto piuttosto fatica a comprendere i termini esatti della questione, raccogliendo le informazioni necessarie in questo post, ulteriormente arricchito e precisato dai commenti: 188. per favore, esodatemi!

Ne riassumo i contenuti: gli esodati sono un discreto numero di lavoratori, attualmente quantificato fra 300.000 e 400.000.  che sono stati messi in pensione differita nei prossimi anni e nel frattempo riscuotono forme ridotto di salario senza lavorare; il loro problema nasce dal fatto che, anche per loro, come per tutti gli italiani, l’età del pensionamento è stata spostata più in là e i trattamenti salariali ridotti di cui usufruiscono non arrivano più a coprire tutto il periodo prima della pensione.

Come ho spiegato nel post che ho citato, una parte consistente di questi lavoratori sono dipendenti pubblici “rottamati” da una sciagurata legge Tremonti, cui perfino Brunetta si oppose invano; il resto è formato da lavoratori privati di settori in crisi che sono stati prepensionati per situazioni di crisi delle aziende in cui lavoravano.

Ma il concetto più importante è questo: per TUTTI gli esodati il problema del quale stiamo parlando si porrà gradualmente negli anni futuri: NESSUNO di questi lavoratori è in questo momento privo di un reddito: tutti stanno ricevendo una parte del loro stipendio senza svolgere lavoro alcuno: nel caso dei lavoratori pubblici della rottamazione di Tremonti perché lo hanno liberamente scelto a suo tempo, nel caso dei lavoratori prepensionati delle aziende in crisi, sulla base degli accordi sindacali che hanno regolato la loro sistemazione per le situazioni di crisi che si sono dette.

La situazione più critica riguarda ovviamente i lavoratori che sarebbero dovuti andare in pensione all’1 gennaio 2013 senza avere i requisiti di età necessari, e che per questo sarebbero rimasti senza pensione a quella data, nella quale si concludeva anche il trattamento salariale ridotto.

Per questi lavoratori è previsto dal governo e deve essere ancora approvato definitivamente approvato dal parlamento, il pensionamento in deroga.

Per gli altri lavoratori per i quali il problema si porrà negli anni futuri il governo ha dichiarato che intende affrontare il problema con gradualità, via via che si porrà, impegnandosi a trovare una soluzione anno per anno: posizione quanto mai ragionevole, dato il momento, dato che, oltretutto, risolvere il problema con qualche provvedimento generale oggi significherebbe gravare il bilancio statale di una spesa complessiva corrispondente che allontanerebbe l’obiettivo del pareggio del bilancio.

Questa è la realtà dei fatti; della quale Massimo Franchi scrive:

Ed ecco la colpa politica di Elsa Fornero. Per sei mesi ha scientemente sottovalutato il caso “esodati” sottostimando il numero della platea dei “dannati” che, grazie alla sua riforma, si sono trovati senza lavoro e senza pensione per anni.

Non è vero: il ministro Elsa Fornero ha sempre e soltanto dichiarato, e lo sta facendo in ogni occasione, di volere risolvere il problema gradualmente.

Ma la colpa principale di Massimo Franchi non è questa critica ingiusta, bensì sta nella frase ambigua  “si sono trovati senza lavoro e senza pensione per anni”, che suscita agli occhi del lettore poco informato l’immagine di centinaia di migliaia di persone che languono senza pensione e senza stipendio, cioè senza reddito alcuno, ai confini della fame, senza che il ministro se ne preoccupi.

Frase semplicemente infelice, si dirà, anche se i giornalisti dovrebbero essere ben consapevoli degli effetti di manipolazione dell’opinione pubblica insiti in quel che scrivono.

Ma nel caso di Massimo Riva nessun dubbio è possibile: si tratta di mistificazione (voluta? consapevole? disinformata? chissà), dato che scrive:

Di autentica disperazione ce n’è una sola: quella degli sventurati che sono rimasti senza lavoro e senza pensione nelle mani di un ministro che non vuole neppure riconoscerne l’esistenza.

E’ urgente che Palazzo Chigi si riappropri della questione esautorando — non importa se di fatto o di diritto — un ministro così recalcitrante dinanzi alla realtà.

Monti, da persona seria qual è, ha già fatto sapere a Massimo Riva e ai gonzi che gli credono, che Elsa Fornero ha tutta la sua fiducia e ne condivide la posizione (come, su questo punto specifico, la condivido anche io).

* * *

Ora, tornando a questa piattaforma e a Il grande Beltazor, il suo errore è stato quello di avere pubblicato queste autentiche bufale senza verifica alcuna, accodandosi ad un linciaggio isterico di un ministro (donna) perbene.

E di avere risposto in maniera scostante e saccente al mio commento che richiamava la sua attenzione sul punto.

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bortocal 17 giugno 2012

ma questo è un mare di balle!

per tutti quelli che sono rimasti senza pensione nel 2012 è in corso la soluzione; per quelli che esoderanno via via negli anni futuri la soluzione verrà cercata via via; tra le soluzioni non mi pare da escludere che gli esodandi esodino qualche anno più tardi, come il resto degli italiani ha rinviato la pensione.

la Fornero l’ha detto chiaramente in ogni situazione possibile e immaginabile, e coi tempi che corrono mi sembra normale: ogni scelta diversa aumenterebbe formalmente il deficit 2012.

un governo politico che cosa avrebbe fatto? e con quali soldi?

mah, quanta intelligenza sprecata a confondere le idee alla gente per provare a farsi rimettere al potere dopo avere sfasciato il paese.

diano delle soluzioni diverse, se ne hanno, altrimenti tacciano per sempre.

e noi dovremmo rimetterci nelle mani di questa gente?

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grandebeltazor 18 giugno 2012

[a] bortocal: un governo neoliberista può solo distruggere uno stato, perché è nella sua natura (la sua dottrina), avvantaggiare il privato, non tutelare la cosa pubblica. Puoi certamente credere che tutto questo sia un mare di balle, che sono in corso soluzioni e che Monti & co. ci trarranno dagli impicci.

E prosegue freneticamente su questo tono parlando assolutamente d’altro.

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bortocal 18 giugno 2012

vedo che a fronte di miei contestazioni precise e puntuali sul tema specifico, hai preferito svicolare parlare d’altro.

E proseguo sul resto che è stato tirato in campo.

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grandebeltazor 19 giugno 2012

rileggi, di grazia, il tuo primo commento e poi spiegami, sempre di grazia, quali sono le tue “contestazioni precise e puntuali”. Sono davvero molto curioso. (…)

Seguono molte altre amenità, delle quali mi occuperò in seguito, tra cui queste:

Non è corretto usare i blog altrui per parlare di altro. (…)

Se ti va di entrare nel merito criticando Giacché e Tarpley, allora possiamo avere una discussione, altrimenti ho di meglio da fare.

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bortocal 19 giugno 2012 (…)

anche io ho di meglio da fare; ad esempio continuerò ad osservare con un filo di divertimento come continuerai a propagandare idee diffuse dal sistema credendo di contestarlo. (…)

in ogni caso questa è una balla: “Al centro del problema ci sono quasi 400mila cittadini che si trovano a non avere più un lavoro e a non ricevere il relativo salario, ma senza aver ancora maturato il diritto alla pensione”.

“si trovano”: non è affatto vero!

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Bene, spero di avere imparato la lezione datami dal Grande Belthazor di non andare più nei blog altrui a parlare d’altro.

Spero anche di avere spiegato bene sul mio blog a Stefano Fait e ai miei pochi lettori (che non avessero già meditato con attenzione il post di qualche mese fa, dove avevo cercato di chiarire l’argomento) perché l’attuale campagna della sinistra italiana, moderata ed estrema, contro il ministro Fornero è demagogia vergognosa di gente o incompetente o disonesta e dovrebbe indurre ogni persona perbene a prendere le distanze da un simile modo di fare politica.

Questi sono politici e giornalisti da mettere in cassa integrazione e dipende solo da noi.

I blogger no, continuino pure a far danno: lo fanno gratis e per vocazione, come me e quindi meritano di continuare il loro lavoro.

Una risposta a “esodiamo i difensori in malafede degli esodati, per favore. 313

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