Italia Inghilterra: ho ascoltato la partita. – 318

25 giugno 2012 lunedì 05:42

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ma mica dalla radio, come si faceva sessant’anni fa: dalle finestre aperte del mio open space al quinto piano (senza ascensore) affacciato sulla sera diventata rapidamente notte e sui tetti, le cupole, le torri del centro storico.

le grida dalle finestre illuminate attraversavano il buio denso di un residuo d’afa come un’emozione pastosa e quasi colaticcia: la brezza che cominciava a scendere dalla Valtrompia suggeriva invece questo mio distacco razionalistico e un poco snob.

nelle urla si percepiva l’emozione di un trionfo mancato, una voglia di vittoria che restava strozzata, e io potevo immaginarmi il palo, di cui andavo a cercare conferma in internet.

l’esibizione isolata di una maledizione gridata a voce maschile potentissima confermava l’analisi.

l’ululato collettivo finale confermava la vittoria ai rigori; con un poco più di attenzione avrei potuto anche quantificarlo, il 4 a 2.

ecco come godersi l’emozione di una partita senza gli inutili orpelli del pallone che rotola qua e là, nella sua dimensione pura di scaricamento collettivo innocente: ve lo consiglio proprio.

17 risposte a “Italia Inghilterra: ho ascoltato la partita. – 318

  1. :))))) AHAHAHHAHeeheheheheh “senza gli inutili orpelli del pallone che rotola di qua e di là” .se ti sentissero i tifosi… Comunque ho fatto esattamente la stessa cosa, nella stessa maniera e mi sono sentita come te un poco snob. ma come dicono qui: Ciccia!

    • certe consonanze e affinità segrete non si possono nascondere per sempre, cara firdis!!! 🙂

      (ma io dove posso tornare a leggerti? dimmelo semmai privatamente, almeno)

      • Caro caro Bortocal, mi rende cosi’ allegra sapere che immagini che io scriva da qualche altra parte. Sei l’unico dai tempi del blog che ha di me la stessa visione, congelata a qualche anno fa. Ed io in quella mi ritrovo, senza volerlo, è come ritornare a casa mia. Purtroppo è stata un miraggio. Sono arrivata a rinnegare tutto, tutto quanto.
        No, non scrivo piu’, e dirlo adesso mi brucia. Sono doni ad un qualche nostro dio, questi che si fanno. credo sia cosi’ perche’ non si è capaci del tiepido. O si è freddi o ardenti. Un abbraccio.

        • cara cara Firdis, forse la mia visione di te “congelata a qualche anno fa” dipende appunto dal fatto che, avendoti letto sempre e soltanto sul blog e non su Facebook, mi sono perso qualche puntata, e sembra puntate importanti e decisive, anche se tu stessa non le giudichi positive per te.

          perché parli di miraggio, ma parli anche di tornare a casa tua, e casa tua non credo possa essere un miraggio.

          è vero però che il tempo non è reversibile altro che per pochi momenti e con la forza dell’immaginazione o della nostalgia, e molto di quello che dici vale anche per me.

          così tu scrivi (e ritrovo il tuo stile) che scrivere “sono doni” “che si fanno” “ad un qualche nostro dio”.

          io ho sempre pensato che l’ispirazione per scrivere è piuttosto un dono che si riceve, e mi accorgo che questa impostazione aiuta a sopportare meglio i momenti di silenzio creativo che ci attraversano la vita, senza sentirsi in colpa.

          occorre la leggerezza per ritrovare la profondità: ed era proprio questa leggerissima e volante profondità la tua cifra, che spero tornerà.

          un abbraccio anche mio. .

  2. e pensare che qualche giorno fa quando ti avevo citato il video di Fantozzi non mi ero nemmeno reso conto che la partita era Italia-Inghilterra 😆 (e c’era pure il palo…)

    ad ogni modo forse sarebbe il caso che io faccia qualche scommessa. Ho centrato in pieno le 4 che sarebbero arrivate in semifinale. Però che destino la Germania… per vincere dovrà vedersela con un po’ tutti i PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna). La Grecia l’ha eliminata, ora deve affrontare l’Italia e se vincerà dovrà vedersela in finale con la vincente di Spagna-Portogallo. Insomma… deve buttare fuori dall’euro un po’ tutti gli irresponsabili 😀

      • l’Italia si rivela l’eterna spina nel fianco della Germania (anche nella 2a guerra mondiale i tedeschi varie volte sono dovuti andare in aiuto agli italiani che prima attaccavano e poi rischiavano di perdere la battaglia).
        Una spina un po’ come Monti per la Merkel. Come avrai già capito dalle urla… l’Italia ha vinto e ha fatto fuori dall’Euro la Germania.

        • l’intensità delle urla di questo quartiere abitato da molti africani mi ha fatto capire anche che a segnare era Balotelli!

          però, come vedrai dal post appena pubblicato, mi sono documentato anche con le fotografie!

          • ho visto ora il post. Ma stai insinuando che Cassano sia geloso? 😆 Non credo… è stato lui a passare la pala a Balotelli per il primo gol.

            comunque meglio così… ora la Merkel potrà abbassare le braccia, dopo tutto quel festeggiare contro i greci…

              • passatore di pale o di palle che sia Cassano, sto insinuando di tutto e di più: ma ti pare il caso di abbracciare il Balo in questa maniera dopo quella sua battuta contro i gay in nazionale?

                o è un caso di outing, piuttosto? 🙂 🙂 🙂

                però sto commento stava meglio di là!

                la Merkel non era in tribuna, questa volta, e quindi i tedeschi senza la loro Mutti hanno perso: vedi l’astuzia di Monti, che l’ha distratta con gli eurobond…

  3. Non sei il solo, mi è capitato qualcosa di simile. Con questo “studio sociologico”, anche del calcio si può parlare da intellettuali:-)
    E poi potete sempre fare i profeti, con tutte quelle previsioni azzeccate:-)

    • chi ha copiato chi, allora? 🙂

      tu non hai copiato certamente me, perché sei arrivato prima.

      ma io ho copiato afovidius, che mia aveva già mandato il video in un commento qualche giorno fa e me lo ha rispedito per l’occasione!

      il suo commento col video, azzeccatissimo!, è qui sopra…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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