poliziotto Paolo, il tuo delitto si chiama Facebook. – 319

26 giugno 2012 martedì 05:06

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tu ti chiami Paolo e fai il poliziotto.

fai ancora il poliziotto dopo quello che è successo.

il 25 settembre 2005 con altri tre colleghi, una di loro una donna, all’alba, hai fermato Federico Aldovrandi, un ragazzo di 18 anni che era un poco fatto e che ha reagito in malo modo.

lo hai pestato a sangue, assieme a loro, quattro contro uno.

diciamo meglio che lo avete mezzo ammazzato di botte, gli avete spaccato addirittura due manganelli sulla testa nella furia.

e alla fine lui è morto: spontaneamente, come avete cercato a lungo di far credere, coperti dai vostri capi: la morte naturale di un diciottenne sano e vitale.

* * *

subito dopo la morte, avete provato a depistare in tutti i modi, avete avvisato la famiglia con 5 ore di ritardo, e ci sareste anche riusciti se non ci fosse sta la madre di Federico e il suo blog.

ora qualche giornale senza pudore scrive:

Sin da quel 25 settembre del 2005 sembrò strana la versione riportata dai quattro agenti.

ah sì? e dove erano allora quei giornali nel 2005? per mesi la madre di Federico combatté da sola col suo blog.

ci sono voluti quasi sette anni per arrivare alla sentenza definitiva.

* * *

e, per quanto incredibile sia, una Corte molto comprensiva ha condannato te e i tuoi tre complici a tre anni e sei mesi per omicidio colposo.

art. 589 del Codice penale italiano Omicidio colposo

Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

l’omicidio colposo si distingue dall’omicidio doloso o volontario, che avviene quando chi uccide ha la precisa intenzione di ammazzare.

ammettiamo pure che questo non fosse il vostro intento cosciente; però il codice prevede anche l’omicidio preterintenzionale.

art. 584 del Codice penale italiano  Omicidio preterintenzionale

Chiunque, con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli articoli 581 (Percosse) e 582 (Lesione personale) cagiona la morte di un uomo, e’ punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.

e voi come mai ve la siete sfangata?

una specie di spiegazione la trovo su un sito:

dopo cinque anni di processi non ha ancora capito che è stato condannato non perché ha ammazzato Federico di botte (altrimenti l’imputazione sarebbe stata direttamente per omicidio preterintenzionale, e a quest’ora lui e i suoi tre colleghi sarebbero in galera invece di sfogarsi sui social network), bensì perché schiacciando a terra il corpo di Federico hanno provocato la rottura del fascio di Hicks, causando un infarto.

e questa, scusate, non è una lesione personale?

* * *

occorre probabilmente essere degli esperti di diritto italiano per capire come mai il vostro comportamento non è stato giudicato dal Tribunale come omicidio preterintenzionale, ma semplicemente come omicidio colposo.

l’interpretazione vi ha risparmiato dai 6 ai 14 anni e mezzo di carcere.

e soprattutto vi ha consentito di usufruire dell’indulto, di non farvi neppure un giorno di galera dopo aver ammazzato un ragazzo schiacciandolo a terra fino a soffocarlo.

ma il Procuratore Generale della Cassazione, che pure vi ha fatto condannare in via definitiva, è stato molto comprensivo:

“Alla polizia spettano compiti ingrati di intervenire in ogni momento e nelle ore più faticose ma devono avere un grande senso di responsabilità e in questo caso non è andata così. (…) Le condotte assunte dimostrano un grave deficit di diligenza e di regole precauzionali. L’agire dei poliziotti ha trasceso i limiti consentiti”.

e così, poliziotto Paolo, sei stato condannato per deficit e trascendimento, niente più; noi aspettiamo di conoscere meglio quali siano i limiti consentiti alla polizia per regolarci, considerando che non sei neppure mai stato sospeso dal servizio…

* * *

tre anni condonati e sei mesi con la condizionale: li farai solo se avrai un’altra condanna e te la sei andata a cercare subito, grazie al fatto che ti hanno lasciato a piede libero, assassino non colpevole, ma colposo.

la tua vera colpa, quella che pagherai col carcere, se verrai condannato per diffamazione della madre di Federico, perché ti farà perdere la condizionale con una seconda condanna, infatti si chiama Facebook.

lì c’è la pagina di “Prima difesa due”, una  associazione fondato da Simona Cenni, non Silvia, come scrive un giornale-

Simona Cenni, la “vedova di un Maresciallo dei Carabinieri caduto in servizio”, che “ha fondato nel 2009 l’Associazione ‘Prima difesa’, che segue gli agenti delle Forze dell’Ordine, e le loro famiglie, che vengono citati in tribunale”.

secondo la signora in questione, “Federico Aldrovandi non è stato pestato” (guardare, se volete, il video in fondo per credere), ma “è morto per la compressione del fascio di Hiss, dovuta non a una botta ma all’assunzione di droga”.

il fascio di Hiss (o di Hicks, a seconda dei giornali) è un insieme di fibre nervose nel cuore che regola il battito cardiaco: come possa essere “compresso” dall’assunzione di droga rimane un mistero affidato alla fede della signora Cenni e alla sua dedizione alla causa.

* * *

su questa pagina, tu, omicida e agente di polizia Paolo, appena condannato in via definitiva ad una pena che sembra di scandalosa mitezza, scrivi:

“Adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie”.

“Vedete gente, non puoi fare 30 anni questo lavoro ed essere additato come assassino solo perchè‚ qualcuno è riuscito a distorcere la verità, io sfido chiunque a leggere gli atti e trovare un verbale dove dice che Federico è morto per le lesioni che ha subito… ma noi paghiamo per le colpe di una famiglia che pur sapendo dei problemi del proprio figlio non ha fatto niente per aiutarlo, mi fa incazzare un pochino e stiamo pagando per gli errori dei genitori, massimo rispetto per Federico ma mi dispiace, noi non lo abbiamo ucciso”.

ti dispiace pensare di non averlo ucciso? quando si dice il lapsus…

“Noi paghiamo per le colpe di una famiglia che pur sapendo dei problemi del proprio figlio non hanno fatto niente per aiutarlo. Paghiamo per gli errori dei genitori”.

“Che faccia da culo aveva sul tg… (sua madre) … una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe….”

i soldi sono i 2 milioni di euro, risarciti dal ministero degli interni alla famiglia del ragazzo.

i soldi…

“VERGOGNATEVI TUTTI COMUNISTI DI MERDA”.

ma, Paolo, forse che sei, poco poco, fascista?

* * *

in un paese civile, basterebbe un intervento di questo tipo di un poliziotto verso un cittadino per provocarne la sospensione immediata; il ministro dell’Interno farà qualcosa?

ma ad un altro di questi agenti, l’agente donna, la difesa è stata assicurata da Nicola Ghedini, l’avvocato e deputato di Silvio Berlusconi, il moderato, il fascista inconsapevole, il piccolo D’Annunzio casereccio di Arcore.

* * *

e adesso, se vi regge il cuore, andate a questo video girato dalla Polizia Scientifica subito dopo la morte di Federico, e ascoltate i minuti 2:00 – 2:20: sentirete un poliziotto ridere sul cadavere di quel ragazzo, dopo averlo ammazzato.

e parlare del suo portafoglio.

Paolo, eri tu?

* * *

il video, come si vede, è stato diffuso in rete da Beppe Grillo; onore a lui per questo, nonostante tutte le critiche per altri motivi.

e questi sono invece due post miei di anni passati, dove si accenna anche a questo caso, in un contesto dedicato a diversi abusi non puniti della polizia italiana:

497-134. la scandalosa requisitoria di Genova.

129. lotta ai clandestini (a Carugate, e non solo).

* * *

26 giugno 2012

per fortuna il ministro dell’Interno ha annunciato “l’immediato avvio di un procedimento disciplinare per sanzionare l’autore del gravissimo gesto”.

a volte l’Italia sembra un paese normale.

chissà quanto durerà.

4 risposte a “poliziotto Paolo, il tuo delitto si chiama Facebook. – 319

  1. So che mi beccherò degli strali di critiche, però una parola sul diritto penale italiano in generale la spendo: il delitto dell`art. 584 è un obbrobrio giuridico che andrebbe abrogato seduta stante, perchè palesemente in violazione del principio di colpevolezza dell`art. 27 Cost. Si chiama incriminazione oggettiva, ovvero per il solo fatto tipico senza considerazione dell`elemento soggettivo.
    Ora, da questo punto di vista, trovo corretta la condanna ai sensi dell`art. 589 -che è la disposizione che coprirebbe tali eventi se non esistesse la previsione dell`omicidio preterintenzionale. Semmai si potrebbe ragionare sulla corretta applicazione delle aggravanti ed attenuanti (motivi abbietti e futili, sevizie, colpa cosciente, abuso di autorità….).
    Oltre che su altre forme di sanzioni (in primis, l`esplulsione dalla polizia).
    Credo questo risponda (almeno per parte mia) alla richiesta di delucidazioni sul diritto penale italiano.

    Quanto alla requisitoria del procuratore generale, mi sembra tanto una requisitoria dettata da ragioni “politiche” di preservare il “buon nome” della polizia. Evidentemente.

    Ovviamente questo giudizio generale nulla toglie alla condanna personale nei confronti di tutti gli autori di simili fatti. Paolo compreso.

    Sulle calunnie… bhè, dico solo che mi sembra un`ennesima prova della pratica tutta italiana di travisare i fatti quando ci fa più comodo, di offendere l`avversario per privarlo di credibilità e dignità. Pratica che definire deprecabile è poco.
    Idea che mi pare confermata dalla necessità da parte dell`autore di ricorrere all`epiteto….

  2. Non so abbastanza di articoli del diritto penale .
    Oggi ho riletto bene la Storia !
    Disastro totale, la madre…
    E quegli appestati !
    Tante leggi sono da rivedere poi occorre chi lavora bene nei tribunali …
    Occorre tanto che non c’è. Ciao

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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