il martedì tedesco cruciale per l’euro e per l’Italia, di cui gli italiani non sanno nulla. 344

11 luglio 2012 mercoledì 06:04

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continuo con le informazioni e le notizie lanciate tre giorni fa qui: 343. il destino dell’Italia nella mani della Corte Costituzionale tedesca.

il martedì fatidico è giunto, la Corte Costituzionale tedesca si è riunita ed ha esaminato i ricorsi contro il recente accordo europeo sullo scudo europeo salvastati imposto da Monti alla Merkel.

nessuna anticipazione di stampa né voci più o meno teleguidate (cioè guidate dalla tv), ma una concreta possibilità, secondo i ricorrenti, che la Corte bocci parzialmente l’operato della Merkel, per quanto largamente sostenuta dal Parlamento, dato il consenso dell’opposizione socialdemocratica ai provvedimenti.

credo questo articolo della Zeit sul tema possa interessarti: c`è un concreto rischio che il Tribunale non approvi la legge di ratifica….
http://www.zeit.de/politik/deutschland/2012-07/bundestag-esm-vetorecht/komplettansicht

bortocal 11 luglio 2012 

ieri sono stato tutto il giorno in viaggio e in una riunione a Roma e non ho potuto leggere la stampa tedesca, perché non avevo collegamento online: molto comodo tornare a casa e trovarsi la notizia già selezionata, grazie! :)

e queste informazioni sono molto interessanti.

* * *

la prima è che il Parlamento tedesco (conformemente ad una precedente sentenza della Corte Costituzionale) ha stabilito che, prima di ogni concreto utilizzo dello scudo europeo a favore di un paese occorre un suo voto, delegato alla sua commissione Economia: sbaglierò, ma in questo modo, all’oscuro della nostra opinione pubblica, la Germania ha stabilito una specie di protettorato sui paesi PIGS, cioè indebitati dell’Europa.

e suona perfino leggermente sfottitorio che Die Zeit sottolinei che invece in Austria, Grecia, Francia su queste essenziali decisioni il parlamento non abbia voce in capitolo, rivendicando il carattere superiore della democrazia tedesca.

lo dico per diffondere informazione, ma sono del resto perfettamente d’accordo: l’attuale campagna propagandistica in atto da noi ha l’obiettivo impossibile di stabilire che il debitore (italiano) ha dei diritti sui soldi del creditore (tedesco), ed è francamente grottesca: indebitarsi significa rinunciare alla propria sovranità, ma come ho detto altra volta è chi indebita lo stato che lo mette in balia dei creditori, non chi riduce l’indebitamento; nella opinione pubblica italiana c’è sempre un pesante deficit di buon senso.

* * *

Die Zeit osserva che quindi il parlamento tedesco ha la possibilità di bloccare tutte le decisioni importanti per le quali nel Consiglio Europeo la decisione deve essere unanime.

ma allora come la mettiamo con la Finlandia e l’Olanda che sono contrarie e però la loro opposizione viene giudicata irrilevante?

la risposta sta probabilmente in quel che segue: che per le decisioni minori basta una maggioranza qualificata e l’erogazione dei fondi ad altri paesi rientra appunto in questo quadro; il che significa che Olanda e Finlandia sono troppo piccole per potersi opporre da sole, ma questo non vale per la Germania, che invece ha un numero di voti tali da poter esercitare il veto: proporzionale del resto alla quota che la Germania pone nel fondo stesso, osserva orgogliosamente Die Welt.

* * *

ma i ricorrenti alla Corte Costituzionale contro l’accordo sullo scudo europeo osservano con logica alquanto teutonica che la legge approvata dal Parlamento tedesco vincola soltanto il governo all’interno, ma questa condizione non è compresa nelle condizioni del trattato stesso.

il governo federale avrebbe dovuto comunicare questa premessa nella ratifica del trattato sullo scudo europeo in una nota a verbale, che l’avrebbe resa giuridicamente vincolante anche per gli altri membri dello scudo.

si tratta in tutta evidenza di una osservazione piuttosto formale, volta a mettere in evidenza la superficialità di comportamento della Merkel, considerata incapace di di difendere correttamente gli interessi tedeschi in sede europea (al contrario di quel che vogliono far credere a noi) e sottoposta a pesanti e generalizzate critiche in Germania per le concessioni fatte a Monti.

e infatti corrisponde anche ad una richiesta di 12 deputati della CDU, avversari interni della Merkel, che è stata respinta dal Parlamento tedesco.

questo, rende, a giudizio di alcuni osservatori politici tedeschi, piuttosto probabile la bocciatura della legge da parte della Corte Costituzionale.

tuttavia, siccome questa osservazione avrebbe valore soprattutto formale e procedurale, ma non sostanziale e siccome l’accordo sullo scudo europeo è stato preso solo a grandi linee, si tratta di passaggi che potranno essere ancora perfezionati nella fase di concreta stesura del trattato.

il vero pericolo che si vede è piuttosto che tutto questo rallenti il processo decisionale in maniera tale da far pervenire alla concreta realizzazione del rimedio quando il paziente sarà già morto.

* * *

Quanto all’aspetto tecnico-giuridico, normalmente, anche in Germania i ricorsi alla Corte Costituzionale (Bundesverfassungsgericht) sono successivi ed incidentali (incidenti nel corso di un`altra causa), come accade in Italia.
Solo in Francia vige un sistema totalmente preventivo, ma qui il ricorso al Conseil Constitutionel è presentato dai deputati dell’Assemblèe (in generale opposizione) ed è piuttosto uno strumento politico…
In Germania i ricorsi preventivi sono, appunto, per casi particolari. Ma non mi dilungo.

Di fatto, non sono convintissimo che una risposta negativa del BVerG potrebbe affondare l`Italia: la soluzione del trattato è certamente un super-salvagente, ma non credo sia quello definitivo ed assoluto. Monti ha strappato un ottimo strumento, ma non l`unico.

bortocal 11 luglio 2012

interessante l’approfondimento giuridico sui modi di funzionamento della Corte Costituzionale in Francia ed in Germania: resta però il fatto che la Costituzione Italiana non prevede neppure la possibilità di un giudizio preventivo della Corte, che questo migliorerebbe di molto l’iter di formazione delle leggi e che in trent’anni di dibattito sulla riforma della Costituzione nostra non mi pare che nessuno abbia mai proposto niente del genere.

chiaro indice che con la riforma il nostro ceto politico intende indebolire i controlli sul suo operato, globalmente parlando, e non perseguire la strada di un miglioramento della divisione dei poteri che è la vera essenza delle democrazia.

* * *

per il resto voglio continuare a dimostrare quanto ripeto da tempo, e cioè quanto sia puerile la rappresentazione dell’atteggiamento tedesco e della posizione della Merkel che circola sui media italiani; ho scritto puerile, ma avrei dovuto dire idiota.

6 risposte a “il martedì tedesco cruciale per l’euro e per l’Italia, di cui gli italiani non sanno nulla. 344

  1. non ricordo se ti ho risposto sul precendete post, ma ne approfitto brevemente solo per dire che condivido
    a) la possibilità di un controllo preventivo della Corte Costituzionale (da noi è esercitato dalla relativa commissione parlamentare, sulla cui qualità dell`operato è lecito dubitare)
    b) anche la rappresentazione italiana della Merkel è per lo più banale, semplicistica e forzata.
    ciò non toglie, non di meno, che alcune delle sue posizioni siano eccessivamente intransigenti….

    • bene sul primo punto.

      sul secondo, a me pare che, nonostante questi buoni propositi :), anche tu conceda molto a questa rappresentazione nazionalpopolare italica della Merkel.

      ne approfitto per ricopiarmi anche qui il mio commento al tuo post di oggi sul tema, così puoi decidere dove meglio sviluppare la discussione 🙂

      bortocal in 16/07/2012 alle 19:42 ha detto:
      violo una legge personale di netiquette che ho provato a darmi di recente (i commenti critici ad un blog da me, i consensi da lui), fidandomi di te che non te la prenderai, anche se potrò sembrare aspro.

      trovo puerile (e non parlo di te) il mantra tutto italiano contro la Merkel, che è in ultima analisi la lamentela del debitore sulla stronzaggine del creditore che rivuole i soldi…, e assomiglia troppo alla voglia di non fare i conti con se stessi.

      non credo, per motivi che ho esposto a lungo sul mio blog, che un neokeynesismo oltretutto poco keynesiano sia la soluzione dei problemi europei, prima di tutto perché non il keynesismo ma la guerra mondiale risolse la crisi del 1929 e poi perché il keynesismo fu spesa sociale per investimenti infrastrutturali soprattutto,, e oggi lo si invoca piuttosto per difendere lo stato sociale, quando se ne stanno perdendo le basi stesse economiche.

      aspetto che qualcuno spieghi come si potrebbe gestire l’inflazione alimentata da un keynesismo di puro sostegno al consumismo.

      credo che la via di uscita dalla crisi del debito sia diverso, e consista nella forte tassazione progressiva dei ricchi; purtroppo questo pone termine all’interclassismo della sinistra buonista e barcamenante.

      contrariamente a quel che si crede da noi, la Merkel perderà le elezioni perché giudicata troppo debole verso i PIGS, non per il contrario; dovrà dimostrare, per cavarsela, che i deboli sono gli altri; ma gli altri faranno il suo stesso gioco; quindi dobbiamo aspettarci da ora a ottobre 2013 una Germania sempre più intransigente e per niente arrendevole.

      chiedere soldi alla Germania significa cederle fette di autonomia: non so quanti lo hanno capito.

      sperando che tu ti senta usato semplicemente come uno spunto per sistematizzare le mie tesi e non come un bersaglio polemico, mi farai sapere se ho calcato troppo la mano, nel qual caso svilupperò d’ora in poi le mie critiche al pensiero altrui unicamente sul mio blog

      ciao.

      • Diciamo che parlare delle politiche della Merkel senza concedere ai commenti sulla sua persona (o, nel caso, “personaggio”) è particolarmente difficile.
        Ti dico, però, che se le stesse politiche fossero state adottate da Schäuble, Seenhofer, Westerwelle o chi altro, il mio giudizio non sarebbe affatto cambiato.
        Rigetto quindi, perlomeno, ogni tonalità di sessismo o astio antigermanico nel mio commento.

        Non torno sul dibattito sul keynesismo, che abbiamo in parte affrontato altrove e ci trova tuttosommato concordi.
        Semplicemente, quello che credo necessario è riconoscere che la ricetta anticrisi della Merkel ha anche dei lati negativi. E non pochi: spiace dirlo, ma applicata alla Grecia ha fatto moltissimi danni. Almeno per come è stata applicata.
        Non nego che sia fondamentalmente corretta ed a lungo termine la più salutare e solida delle soluzioni, dico semplicemente che per COME è stata applicata fino ad ora è stata disastrosa. I tagli draconiani imposti si sono rivelati ciechi rispetto alla realtà sociale ed economica con conseguenze gravissime. Certo, la colpa non è solo della Merkel (c`è anche l`FMI) ma a livello europeo questa è la SUA politica.
        Purtroppo, per come funziona attualmente il nostro sistema economico, se l`economia è ferma, bisogna farla ripartire. E questo anche la Germania, anche la Merkel lo sa. Lo ha vissuto sulla sua pelle con la DDR….

        Insomma, il rigore va bene. Ma deve essere ragionato.
        Mi pare che stiamo assistendo ad una situazione speculare a quella commentata proprio da te dallo Spiegel: risanare i bilanci “tutto d`un colpo” con l`austerità (piuttosto che con un prestito forzoso): la mossa è sbagliata, forzata e pericolosa. Serve una certa gradualità.
        Gradualità che, a mio avviso, in questo momento include anche una dose di “keynesismo” (virgolettato con tutte le precisazioni del caso). Oculato, ma credo necessario stimolo all`economia.
        Magari all`economia verde, al risparmio energetico, all`isolamento termico, alla ricostruzione degli acquedotti….

        Quanto alle elezioni tedesche, rispondo da me.

        Per il resto, concordo sul fatto che il debitore ceda sempre parte della propria autonomia al creditore. Ne`, di conseguenza, che debba acconsentire ad alcune scelte imposte.
        In fondo non è sbagliato, allora, che il Bundestag abbia un diritto di veto sul trattato fiscale….

        ((trovo superfluo questo punto, ma probabilmente per te non lo è -e se fossi al tuo posto probabilmente condividerei questa “preoccupazione”- quindi ti tranquillizzo dicendo che non mi sento affatto preso come bersaglio polemico e trovo il dibattito sommamente interessante. E se anche fossi il bersaglio, ciò non cambierebbe affatto la necessità e la gradevole utilità di questo confronto. Quindi non ti far remore!))

      • bene, anche io ho risposto anche da te, facciamo doppia edizione dei commenti; mi segno la risposta anche qui per comodità mia.

        ma non darti pena (considerando le situazioni logistico-informatiche in cui operi) di continuare a duplicare i commenti, semmai lo farò io…

        bortocal in 17/07/2012 alle 16:32 ha detto:
        bene, è sempre un piacere discutere con te, dato che hai la virtù rara (anche e forse soprattutto in me stesso) di non inalberarti per i dissensi; quindi, rinfrancato, proseguo.

        procederò frammentariamente perché in questo momento non ho una visione complessiva del tuo punto di vista; e provo a mettere a fuoco i punti di dissenso nel mare magnum delle cose condivise.

        a) l’unico modo del debitore di non cedere al creditore parti di sovranità è non indebitarsi; dopo averlo fatto ogni altra considerazione o protesta sono ridicole; c’è una sola strada per togliere al creditore la parte di sovranità che si è preso, ed è il fallimento; ma per potere fallire occorre semplicemente non avere bisogno di altri prestiti.

        b) non credo alla possibilità di risanare la situazione con rimedi graduali; del resto questa sta diventando più un dato di fatto evidente sotto gli occhi di tutti, più che una opinione; la storia non si sviluppa tutta gradualmente e con calma, ci sono anche le situazioni di crisi in cui tutto avviene tumultuosamente; questo momento storico è uno di quelli in cui un anno vale due o tre decenni, e servono soluzioni veloci, drastiche e draconiane, altrimenti tutto degenererà precipitosamente per altre strade del tutto fuori controllo: guardare quello che sta succedendo in Grecia, dove è semplicemente cominciata la dissoluzione dello stato.

        c) la sostanza del problema attuale è che l’Europa deve impoverirsi, e di molto; non ci sono strade indolori per farlo; il carattere doloroso delle misure economiche attuali non sta nella loro intensità “draconiana”, ma nella loro distribuzione; impoverire i poveri e salvare gli ultraricchi rende dolorosa la ricetta sociale che si sta attuando, ma non è la misura di questi tagli o la loro distribuzione nel tempo che va criticata; anzi i tagli, proprio perché fatti nella direzione sbagliata sono deboli, incerti, e di gran lunga inferiori al necessario… e l rigore ragionato è appunto questo, non un rigore genericamente e vagamente più moderato, del quale non esistono le condizioni.

        d) i sondaggi preelettorali tedeschi danno la vittoria alle sinistre, e non credo che la Merkel riuscirà a risalire i sondaggi; nello stesso tempo, nonostante l’incredibile gaffe televisiva nella quale ha dimostrato di non sapere collocare Berlino su una carta geografica europea e ha provato a collocarla vicino a San Pietroburgo… il suo gradimento personale è altissimo, attorno al 75%.
        la campagna elettorale tedesca sarà peraltro tutta giocata, a mio parere, attorno al tema della crisi tedesca, che sta cominciando: le due locomotive del mondo, Cina e Germania, stanno cominciando a dare segni di rallentamento.

        e) aggiungo, perché la mia posizione è chiara: per fortuna!
        ho letto ieri del tono lugubre di non so quale istituto economico internazionale che lamentava la crisi irriversibile dell’economia perché nel 2013 l’economia mondiale si svilupperà SOLTANTO del 3,9%, tasso insufficiente a mantenere in vita l’attuale assetto economico.
        che cosa aspettiamo a dire basta a questo delirio.
        per fortuna esiste la crisi…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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