bye bye Mingun, ritorno a Mandalay; riflessioni su Aung San. – 352

15 luglio 2012 domenica 09:17

.

continua la rivisitazione, con post e montaggi video, del mio viaggio in Myanmar del febbraio scorso; i post precedenti sono leggibili inserendo il tag Myanmar nell’area “Search”, nella parte alta della pagina home del blog a destra, e cliccando invio.

* * *

quando arrivo all’approdo delle barche, sulla riva dell’Irrawaddy, verso le ore 13 (è il 29 febbraio), scopro “con tutto il mio correre, di essere il primo dei passeggeri ripresentatosi per il rientro”.

la mia memoria – non me ne sono reso ancora conto, ma arriverà anche questo momento – dev’essere rimasta lesa dalla ischemia cerebrale che ora mi dicono essere stata provocata dall’arresto cardiaco di qualche giorno prima: infatti non riconosco la barca con cui sono arrivato e ne approfitto per salire “su una barca che parte in contemporanea” a quella di cui ho pagato il biglietto, “ma ha in più delle bellissime poltroncine di canna, dove mi riposo un po’”.

naturalmente, al momento della partenza mi fanno scendere e devo tornare alla barca che mi spetta regolarmente, dove sono arrivati intanto anche gli altri viaggiatori riconoscibilissimi dell’andata, con i quali ripeto l’ora di viaggio sul fiume fangoso del ritorno, con qualche nota di malinconia in più, che spero la musica del video renda.

e, se ci è riuscita (nonostante sia presa da un video di propaganda di Aung San Suu Kyi, l’oppositrice della dittatura militare e celebre premio nobel per la pace), questo è l’unico motivo che può giustificare che ci sorbisca i 3 minuti di questo montaggio, destinato unicamente ai viaggiatori malinconici…

tra di loro ritrovo naturalmente la “signora di nazionalità indefinita, che a giudicare dalla profondità delle rughe nel viso dovrebbe avere almeno una decina d’anni più di me”.

la “donna fiera e solitaria” che ho già ammirato all’andata, perché “sulla soglia degli ottant’anni, presumo, gira il mondo da sola, e non senza il tocco di civetteria che viene dalle unghie dei piedi tinte di viola e dagli occhiali neri che cercano di nascondere lo strazio peggiore che il tempo fa di una persona, parlo di quello degli occhi”.

* * *

allo sbarco a Mandalay ho il tempo di ammirare nuovi ritratti di Aung San Suu Kyi, l’oppositrice del regime, liberamente esposti in più luoghi, in questa strana dittatura che sembra avere perduto il controllo della situazione: questa volta sono collocati all’interno di una imbarcazione, assieme a quelli del padre, Aung San, l’eroe nazionale della indipendenza birmana.

(notate anche che il nome della figlia comincia col nome e cognome del padre e che il quarto nome corrisponde al cognome di sua madre, Khin Kyi ).

il mio motodriver non c’è: starà rifacendo il mio giro di ieri con qualche nuovo entusiasta turista, immagino.

potrebbe essere Jan Van Bekkum, il viaggiatore olandese che ha viaggiato in Myanmar a pochi giorni di distanza da me e quasi in tutti i miei stessi luoghi e che sta pubblicando su You Tube una serie infinita di video di alta qualità documentaria, che fanno di gran lunga impallidire la mia myamarmania 😉 http://www.youtube.com/user/JanvanBekkum

“in assenza del driver, ricorro ad un classico risciò a pedali” e mi metto a cercarne uno.

ma vengo “battuto in velocità dalla ritrovata vecchietta solitaria, che eccola che corre davanti a me su un simile baracchino, ma sotto uno splendido ombrellino rosa, e mi saluta con molto entusiasmo da lontano, ora che l’ho finalmente fotografata”.

foto e video inseguimento su riksciò della signora, sorprendentemente fotogenica e quasi desiderabile, così che smentirà allo spettatore la mia descrizione soggettiva del suo aspetto, concludono il video.

* * *

è montando il video che mi rendo conto di quanto sia stata breve la vita di Aung San, che era nato nel 1915, quindi soli due anni prima di mia madre, e venne ucciso nel 1947 a 32 anni, un anno prima che nascessi io.

incuriosito dal grande ruolo storico esercitato da un uomo così giovane nella storia del suo paese, vado ora a cercarmi su wikipedia qualche notizia ulteriore su di lui, scoprendo diverse cose interessanti.

fu un attivista della fazione nazionalista del Partito Comunista della Birmania, e segretario del partito dal 1939 al 1941, dai 24 ai 26 anni; in questa veste “nel marzo 1940, assisté al Congresso dell’India”, allora  sotto il dominio coloniale inglese, di cui la Birmania faceva ancora parte, e, per il suo ruolo rivoluzionario fu costretto ad andare in esilio in Cina.

qui, catturato dalle truppe di occupazione giapponesi, fu però ricevuto dal capo del governo giapponese, che intuì il ruolo che poteva svolgere nella guerra contro gli inglesi in India, e infatti nel 1941, a 26 anni, formò in Thailandia, allora sempre sotto occupazione giapponese, l’esercito per l’indipendenza della Birmania, il Burma Indipendence Army, e iniziò la guerra contro l’esercito inglese che occupava il paese.

nel 1942 entrava con i giapponesi a Rangon; “il primo agosto 1943, i giapponesi dichiararono l’indipendenza della Birmania e Aung San divenne primo ministro” del paese; nel frattempo era stato promosso a generale: aveva 28 anni.

tuttavia Aung San seppe smarcarsi rapidamente da questa collaborazione con i giapponesi, che poteva farne un personaggio terribilmente ambiguo;  e, rendendosi conto “dei piani di sovranità giapponesi”, che si comportavano verso la popolazione civile come un qualunque esercito di occupazione, tornò “ad avvicinarsi agli alleati e ai movimenti comunisti finché, il 27 marzo 1945, dichiarò l’insurrezione armata contro i giapponesi”, che vennero cacciati dalla Birmania: aveva trent’anni.

“Il 9 gennaio 1947 Londra riconobbe l’indipendenza della Birmania”; due mesi dopo avrebbe riconosciuto l’indipendenza dell’India, ma aveva già cominciato a smembrarla per quanto possibile.

Aung San, che ne era il primo ministro, “fu assassinato da sicari dell’avversario U Saw il 19 luglio 1947:

una gang armata di paramilitari irruppe nel segretariato di Rangoon durante un incontro del Concilio Esecutivo (il governo provvisorio creato dagli inglesi in vista del trasferimento dei poteri), assassinò Aung San, sei dei suoi ministri, un segretario e una guardia del corpo.

U Saw fu condannato del crimine e quindi impiccato il 9 maggio dell’anno seguente.

con questa morte tragica e sconcertante Aung San anticipò solo di qualche mese la morte altrettanto violenta di Gandhi, assassinato da un fanatico indù, che finirà egualmente impiccato.

misteri di un odio ideologico così violento da condurre ad una specie di suicidio appagato dalla morte del nemico.

ma Aung San aveva quasi cinquant’anni di meno di Gandhi…

* * *

ho ripreso qui e allargato un poco nella prima parte del post le affrettate note di resoconto scritte in Birmania il giorno dopo:

108. come sono entrato nella compagnia dei Moustache Brothers di Mandalay – my Myanmar 11.

10 risposte a “bye bye Mingun, ritorno a Mandalay; riflessioni su Aung San. – 352

  1. Ora ho letto che c’era altro da scoprire …Interessante miscuglio di notizie . La tua salute , il viaggio la bella signora e il povero Aung San . Incredibile questo odio che porta ad ammazzare persone molto importanti e molto in gamba . Spesso questo odio inizia per insoddisfazione personale . 🤗

  2. Hai fatto bene a scrivermelo . Gli assassini di Aung Sang erano sicari di mestiere .
    Sento molto questo “vuoto “che ci circonda e non trovo parole .
    È un momento un po’ più silenzioso per me .
    Sai ho l’impressione che niente di quello che mi viene in mente valga la pena di pubblicarlo . Mi appare tutto ripetitivo .
    Riprenderò i miei pennelli i miei colori e le tavolozze …
    Faccio gli spostamenti abituali , li ho diradati , con questo caldo non ce la farei a fare di più .
    In agosto resterò a casa e mi occuperò dei nipoti più grandi .
    Il campeggio è solo un appoggio , ci vengo a dormire , ho confermato per l’intera stagione perché è molto economico .
    Ti dirò a voce quanto spendo .
    Ho cercato altre sistemazioni ma i prezzi sono esagerati
    La costa , il mare anche i colli, proprio a ridosso ,mi sono molto congeniali .
    Però ormai al campeggio c’è troppa gente , non mi piace .
    Faccio qualche bagno la sera quando non arrivo troppo tardi , non mi allontano tanto dalla riva perché non mi sento sicura , non arrivo più alle rocce .

    Passo molto tempo con le nipotine più piccole.
    In generale mi sto impigrendo , leggo on -line e cucino .
    Seguo bene le mie piantine, vado a trovare i contadini ,in campagna , prendo uova verdura e frutta . Pure la carne . Ieri ho comprato una faraona e un pollo .

    E tu …
    Continui con i tuoi ritmi e con i tuoi impegni ? Come stai ?

    T’abbraccio 🐞

    • il vuoto che senti tu, dentro di te, lo sento anch’io, sembra universale. sembra il ritorno di un pianeta disperato, la sofferenza che non vuol morire. tutto sembra inutile se il vuoto avanza, non ti meravigliare se soffri anche tu.

      sono rallentato anche io, e reggo meno i conflitti e le opposizioni. dovrei esserci abituato da una vita, ma più invecchio, meno le sopporto.

      qui attorno il caldo mi dicono sia insopportabile, ma non da me, si vive in una frescura che sembra artificiale addirittura.

  3. Allora abbiamo sensazioni e pensieri simili . Non aggiungo parole , ci siamo compresi.
    I giovani di casa sembra che non lo avvertano in modo così forte . Neppure al campeggio .
    Io credo che sia meglio così purché si abbia la consapevolezza dei forti cambiamenti, magari senza avvertire angoscia .
    Che ne pensi ?
    Io non voglio proprio scontri ,non voglio sostenerli , a quale scopo infine ?
    In un vecchio post , ho scritto un titolo un po’ provocatorio, non offensivo. Un signore anziano però , molto osannato ,si è risentito, offeso poi lo ha negato dicendo che era tranquillissimo ,io ho chiuso il discorso tanto era inutile . Sta di fatto che il miele era diventato fiele 😉
    Qui fa tanto caldo, andrò in acqua, verso l’ora di pranzo , quando tutti vanno a mangiare . Meglio non aspettare fino a stasera …Sono contenta che stai al fresco, tu non vivi in una conca, né in città. Neanche io però sono in pianura . Niente vento né brezza. Ti chiamerò 🤗

    • i giovani non avvertono il vuoto perché sono giovani, però non sanno che la giovinezza è una affascinante piacevolissima mezza fregatura.

      il fastidio per i conflitti è per me una novità; ero abituato a buttarmici a capofitto, ma non si invecchia per niente.

      mi sarebbe piaciuto dare un’occhiata a quello scambio via blog di cui parli, ma non hai messo il link…

      • Si cambia , è vero .
        Lo avvertiamo come strano , chimica biologia , fisiologia, porca miseria accade . Il temperamento però torna fuori all’occasione . Desidero evitare mi basta così .
        I ragazzi ,faccio riferimento all’esperienza del campeggio , non avvertono il capovolgimento mondiale , la fascia di età va dai 17 ai 24 anni . Per loro resto la nonna, così mi chiamano simpaticamente , mi sta bene .
        Sinceramente neppure i cinquantenni uomini e donne sembrano avvertire in senso ampio o forse, semplicemente sono tanto impegnati nell ‘agire :
        Lavoro /carriera /divertimento , possedere… Salute /benessere… Sfera affettiva / sessuale …
        Che altro vedi tu ?
        La famiglia intesa in senso più ampio .

        Il denaro è molto importante non ti pare ?
        Sostituisce diversi bisogni fondamentali
        Continuare a studiare per esempio, aggiornarsi , imparare cose nuove e sperimentare. La conoscenza è necessaria , non mi riferisco ai saperi .
        Per questo ci vogliono tanti soldi ? A me pare che si può fare anche spendendo poco . È necessario sempre “studiare ” …Ci mantiene vivi

        Il concetto di bisogno è molto cambiato .

        È una fregatura lo diciamo noi .Piacevolissima e affascinante , lo spero per loro . Non è sempre così !
        I giovani quando iniziano a lavorare e vanno a vivere da soli prendono coscienza del primo cambiamento ma non basta …
        Auguro loro una vita da vivere , in modo particolare ai nipoti .
        C’è meno ingenuità che ai nostri tempi , che ne pensi ?
        Credo di avere scritto in modo frammentario oggi è arrivato il mio amico Antonio con le sue barzellette e la sua buona volontà .
        Mauro il link non so come inviartelo .
        Ci provo …🤞🐞

        • inviare un link è facile: basta copiarlo ed incollarlo sul testo che si scrive, commento o mail… 🙂

          hai seminato molte domande.
          forse io vivo in un modo particolare o forse la mia famiglia non fa testo: mi pare che i quarantenni si rendano conto e siano perfino più preoccupati della mia generazione, che almeno può sperare di evitarsi il peggio.

          non credo che il denaro sia troppo importante, almeno per chi riesce a soddisfare i bisogni primari fondamentali; è importante per chi non sa controllare i suoi desideri di beni materiali, magari perché è incapace di apprezzare gli altri, che tra l’altro possono dare soddisfazioni molto più grandi.
          appunto, come dici tu: il concetto stesso di bisogno evolve e si trasforma; oggi dovremmo saper gestire una riduzione dei bisogni di beni materiali,

          del resto, per continuare a studiare non occorre molto denaro o, almeno, non sempre.

          e per te, buon divertimento con le barzellette di Antonio, che, come vedi, sono gratis.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...