R.R., il suo Israele, 1. Tel Aviv tra passato e futuro.

27 luglio 2012 venerdì 07:27

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Ciao Mauro,

alla fine della prossima settimana parto per Israele… speriamo bene 🙂

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cara ….

ti auguro buona Palestina, fai molte foto e riporta esperienze come certamente farai.

In bocca al lupo, ciao.

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Caro Mauro,

Il 15 parto… si preannunciano controlli ferrei (check-in 3 ore prima della partenza!!!) poi ti racconterò.

Certo, l’impressione che ho avuto documentandomi e leggendo i resoconti di viaggio degli altri è che gli israeliani dopo aver passato secoli e secoli di prigionia si siano messi “in carcere” da soli questa volta.

Ma il fascino dei luoghi è irresistibile: voglio andare sulla via alta, quella che passa sui tetti di Gerusalemme, e ad Acri nella roccaforte dei crociati.

Poi ti darò un cd con tutte le foto e i filmati.

Mi fa piacere che i tuoi problemi alla spalla siano quasi risolti. Buon ritorno in Germania, almeno starai un po’ più al fresco sicuramente e un po’ più tranquillo (sempre che tu possa mai stare tranquillo, visto il tuo carattere sempre pieno di iniziative e novità).

Crepi il lupo

Buon tutto

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cara …,
già le prime notizie e riflessioni che fai mi incuriosiscono e stimolano intellettualmente.

Vorrei proporti, se ne hai voglia, di mandarmi via mail quando puoi qualche spunto di questo tipo e/o qualche foto; mi piacerebbe utilizzarle per il mio blog, se sei d’accordo, naturalmente mantenendo un totale anonimato su di te.

Che ne dici?

Mauro

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Caro Mauro,
lo farò molto volentieri.

Ti invierò le mie impressioni e le foto appena torno in Italia.

Pubblicale pure nel tuo blog senza problemi.

A presto

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Ciao Mauro,

non sono riuscita ad inviarti in tempo reale le mie osservazioni su Israele, ma forse è meglio così perché l’esperienza è stata veramente molto forte e drammatica, dato che la situazione è molto più difficile e folle di quanto si possa immaginare in Europa.

Di conseguenza aver avuto un po’ di tempo per riordinare le idee credo sia stato un bene.

Ho comunque tenuto un diario di viaggio e così posso cominciare ad inviarti le osservazioni del primo giorno…

Spero che possano essere interessanti.

A prestissimo con le altre.

* * *

come avete appena finito di leggere, una mia amica ha appena concluso un viaggio in Israele; eravamo d’accordo che avrebbe mandato qualche cronaca della sua esperienza; purtroppo questo non è potuto avvenire in situazione, ma solo alla fine del viaggio.

comincio la pubblicazione dei suoi resoconti (per il momento mancano le fotografie).

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Israele dall’alto sembra un luogo semidesertico, e già si capisce che uno dei problemi principali di questo paese è l’acqua, e il suo controllo…

Tel Aviv vista dall’aereo

Quando si atterra, però, ci si accorge degli enormi sforzi che gli israeliani fanno per gestire al meglio questa risorsa preziosa, con migliaia di microtubi che distribuiscono goccia a goccia l’acqua nei giardini: in questo modo piante e fiori prosperano dovunque, nonostante le temperature intorno ai 35-40 gradi.

Se avessimo avuto dei dubbi sulla tenacia certosina degli ebrei adesso sarebbero immediatamente fugati.

C’è però qualcosa di inquietante in questo, una determinazione ai limiti della follia per rendere questa terra abitabile, attaccati con le unghie e con i denti ad ogni metro quadro di questo terreno, che se non fosse colonizzato, sarebbe semplicemente un deserto.

* * *

Altro incontro ai limiti del surreale: in un prato in mezzo allo svincolo della superstrada che ci sta portando in hotel, sotto una palma, vedo un ebreo praticante (noi diremmo integralista) chiuso nel suo cappotto nero (con 40° all’ombra, grado più grado meno) – cappello a larghe falde e barba lunghissima – che sembra pregare con un libro in mano.

Sarà stato un fantasma?

In effetti proseguendo vediamo ovunque manifesti di un rabbino (che mi pare gli assomigli) – ormai passato a miglior vita, ci informa la guida – che alcuni seguaci considerano come il messia…

Comincia già la “sindrome di Gerusalemme”? Pare di sì…

* * *

Arrivati a Tel Aviv, subito mi colpisce la strana architettura di questi luoghi: al contrario di ciò che faremmo in Italia, qui si cerca l’asimmetria, ma piena di spigoli e angoli; neppure i grattacieli hanno una forma pura, ma sono appesantiti da strutture orizzontali che non li lasciano svettare liberi, oppure sono scavati da anfratti di ogni genere.

Anche l’architettura parla e qui si capisce che tutto si appesantisce, imbrigliato in “regole” incomprensibili, regole irrazionali che diventano muri.

* * *

Ci sistemiamo in un hotel sulla costa, e quando usciamo sul lungomare, ci investe, oltre al caldo umido della capitale, anche una marea di giovani fanatici del jogging superpalestrati.

Qui ci sembra di essere più che in Europa, in una città del nord, magari in Olanda, tutti presi da una specie di fanatismo antiorientale…

Scopro poi che Tel Aviv è una delle capitali del gay pride con grande scandalo degli ebrei ortodossi del paese.

Ma i muri non ci abbandonano: sul lungomare dall’aspetto così occidentale, ad un certo punto, però, vediamo uno stabilimento balneare completamente chiuso da un recinto cieco, da dove escono donne con gonne nere lunghissime, camicie a maniche lunghe e capelli nascosti da foulard legati dietro la nuca, seguite da nidiate di bambini.

I “praticanti” colpiscono ancora…

* * *

Nel frattempo di musulmani neanche l’ombra, ma al primo assaggio, la sensazione di essere di fronte al muro contro muro di due integralismi è subito molto forte….

* * *

ciao …,
eccoti sana e salva.

il pezzo è interessante e scritto bene, e promette buoni sviluppi anche per il futuro: ha quel tono di autenticità che cerco anche io nei resoconti dei miei viaggi, e segnalando tante esperienze apparentemente minori, aiuta a capire più dei trattati.

lo pubblico domattina, con i piccoli accorgimenti tipografici che uso sul mio blog.

problema dell’autoraggio: io lo avrei risolto così: di pubblicarlo sotto il nome di R. R., ma poi tutti pensano che tu sia Rossana Rossanda… 🙂

però, diabolicamente, questa idea mi piace: mi sa che opto proprio per questa soluzione, tanto lei usa le iniziali minuscole, e io per differenziarti userò le maiuscole! (ma di tutto questo non si accorgerà nessuno!); se però preferisci comparire con nome e cognome, fammelo sapere; si fa in fretta anche a correggere.

io sono in Germania, per ora dedito sostanzialmente al recupero fisico, però domani mi metto davvero in moto (inteso, purtroppo, come semplice movimento, e non al femminile), è un po’ di giorni che lo dico, ma succederà esattamente come l’anno scorso, che mi ci volle una settimana esatta prima di ritrovare la voglia di andare in giro.

a presto!

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Ciao Mauro,
metti pure R R come dici tu… va benissimo!

5 risposte a “R.R., il suo Israele, 1. Tel Aviv tra passato e futuro.

  1. Pingback: R.R., il suo Israele, 4. Kabbalah e ortodossia. L’apertura verso il mistero e l’ingombrante memoria « Cor-pus·

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